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De nani mexicani: Feast trilogy

Esce in questi giorni negli USA, direttamente in dvd, il terzo capitolo della saga horror di Feast, diretta da John Gulager. “What?!?” vi starete chiedendo. Eh, lo so. È per questo che ho pensato che fosse il caso di prendersi su e descriverveli tutti e tre in un colpo solo. Così poi decidete voi. A me fa soprattutto ridere scriverne.
Pronti via:

feastFeast (IMDb | Trailer)
Innanzitutto va detto che trattasi del film che ha vinto il Project Greenlight, un reality show a sfondo cinematografico ideato da Ben Affleck e Matt Damon. Quale miglior garanzia per un horror? Eh? Eh (strizza l’occhio)? È pure facile intuire come abbia battuto la concorrenza: trattasi infatti di normalissimo splatter d’assedio con mostri, in cui però viene elevato all’ennesima potenza lo spocchioso giochino decostruzionista stile Scream, fino a renderlo insopportabile e perfino noioso. Questo perché John Gulager passa i primi venti minuti ad elencare tutte le regole classiche dell’horror e a contraddirle puntualmente, senza capire che a quel punto niente di ciò che ci mostra è una sorpresa. Detto questo, non mancano trovate carine, il sangue scorre a fiumi e c’è Henry Rollins in biancheria rosa che fa il motivational speaker.

feast 2Feast 2: Sloppy Seconds (IMDb | Trailer)
Il giochino ormai lo si conosce e lo si sopporta con pazienza. John Gulager bene o male lo sa, e allora tira fuori l’artiglieria pesante, a partire dall’infallibile mossa che è ormai regola nell’horror moderno: nani messicani! Il nostro Johnny continua a dimostrare scarsissima cognizione narrativa ma rimedia sparandole sempre più grosse: una scena di vomito collettivo che sembra rubata a I Griffin, motocicliste lesbiche in topless, un padre che ammazza il figlio neonato lanciandolo in aria e… nani messicani! Che si picchiano! Uno di loro viene sparato tipo fionda umana! Awww… *_*

feast 3Feast 3: The Happy Finish (IMDb)
Come si faccia a mandare avanti una pretenziosissima saga di ben tre capitoli la cui incontrollabile smania di anarchia ha fatto sì che non ci sia un solo personaggio uno di cui ti freghi se compaia o meno nella scena seguente, io non lo so. Il problema è che è inutile quanti messicani ci metta, che siano nani lottatori o che siano mariachi che cantano il riassunto della “storia” sui titoli di coda urlando “ay ay ayyy OLÈ” (tutto vero), ma John Gulager non è nemmeno un’unghia di Rodriguez. E ho detto Rodriguez, mica il Tarantino di Le Iene. Tra il solito decostruzionismo vuoto che aveva rotto le palle già due film fa, il gioco al rialzo sullo schifo (zoommata su un vecchio che si caga nei pantaloni! giuro) e un karateka che si chiama Jean-Claude Seagal che nemmeno a Striscia la Notizia, ci viene propinata un’intera sequenza di 10 minuti a luce intermittente che vorrebbe essere una cosa stilosissima alla Alien ma pare uno slideshow di Youtube con lo streaming difettoso. In confronto, “Epilessia” Michael Bay è Lars Von Trier. John Gulager: vaffanculo.

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10 Commenti

  1. ho riso molto!

  2. Capo, io mi sa che aspetto “Wrong Turn 3: Wronger and Wronger”.

  3. Un giorno faro’ un pezzo intitolato “Wrong Turn 2: l’unico sequel straight-to-dvd ad essere due volte meglio dell’originale, anche se questo ovviamente la dice molto piu’ lunga sull’originale che altro”

  4. E quello sarà un bel giorno.

    (I am Henry Rollins, and I approve this message.)

  5. Enrico

    Tolto l’ultimo che praticamente andava per inerzia, i primi due sono due capolavori del gore, finalmente hanno fatto un prodotto fuori dagli schemi e dalla censura, evidentemente chi ha scritto questa recensione tifava per gli eroi di turno.

  6. Mmm, e’ un po’ piu’ facile che chi ha commentato (= Enrico) abbia visto il suo primo film dove l’eroe non vince e la censura non interviene. Un po’ ti invidio, hai davanti un’enorme distesa di grande cinema tutto da scoprire.

4 Trackbacks

  • Scritto da Carriere dubbie: The Collector « I 400 calci il 29/07/2009 alle 14:31

    […] i capitoli 4, 5, 6 e 7. E che prima di ciò avevano partorito l’irritante e semi-inguardabile trilogia di Feast. E poi sentite la premessa: il protagonista è un tizio che di giorno installa sistemi di sicurezza […]

  • […] di quell’altro, quello bello, in mano al team della trilogia di Feast (John Gulager alla regia, Marcus Dunstan e Patrick Melton alla sceneggiatura). Ci sarà Christopher […]

  • […] e Patrick Melton (sceneggiatori), mai troppo vituperati per quell’inno al fastidio che era la trilogia di Feast. Costoro prima ci illudono con un prologo così e un titolo che richiama una misura di […]

  • Scritto da Violenza Domestica: Dicembre 2010 « I 400 calci il 04/06/2012 alle 00:54

    […] Dunstan) del quarto, quinto, settimo ma soprattutto della discretamente figa (discuss.) trilogia di Feast e non so quanto funzionino senza Gulager ma questo ha il cognome simile. Per il resto 6 x Saw = […]

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