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Michael Bay presenta “Venerdì 13”: chi si estrania dalla lotta è un gran figlio di mignotta.

Due premesse.

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Se è vero, come è stato scritto, che ogni generazione ha la Liz Taylor che si merita, Michael Bay è la Martha Stewart della nostra.

Non per i suoi ignobili film da regista, ma per la sua attività da produttore, finalizzata a mostrarci le più belle case del mondo, nella speranza che almeno alcuni tra noi le prendano a modello per la decorazione d’interni.

Sto parlando delle case dei mostri nei film di Michael Bay.

Che sono sempre dei desiderabilissimi esempi di rustico redneck al terzo passaggio di proprietà, tutte tappezzerie a fiori consumate al millimetro, acchiappa-sogni fatti con i fischietti arrugginiti, comodini delabré con le maniglie diverse, centrini con ricordo della gita di classe 1978/1979 ricamato a punto stella, campane a vento che cigolano.

Insomma, davanti a una casa del mostro in un film di Michael Bay io sono felice. Felice come una vecchiaccia con una tazza di chai in mano e un’annata di Architectural Digest nell’altra. E con il leggero effetto collaterale che mentre la final girl di turno tenta di sfuggire al mostro sparando e inciampando io urlo VIA DI LI’, STO GUARDANDO LE CASSETTIERE.

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Il collega Jean-Luc Merenda ha versato un pregevolissimo fiume d’inchiostro collegando Jason alle Erinni, e immaginandolo impegnato in una battaglia civile di tutto rispetto.

Riprendiamo l’argomento.

Da che mondo è mondo, chi inizia una Lotta e poi si distrae e va a chiavare non ottiene nulla.

Quindi smontiamo subito la leggendaria sessuofobia di Venerdì 13.

Jason non è che va a prendere a machetate la gente perché chiava: Jason va a prendere a machetate la gente perché si allontana dal gruppo. E dunque dalla Lotta. Andando a chiavare, ma anche a raccogliere funghi, se è il caso. Avete mai visto Jason accanirsi contro un gruppo? No. Perché Jason è laico. E’ una scopa del sistema, che carda la razza umana con metodo e innegabile tempismo, eliminando gli elementi improduttivi (figli di papà festaioli, poliziotti poco efficienti, figa, ubriachi, un negro) e lasciandosi temporaneamente fermare da quelli meritevoli (figa giudiziosa, bambini ancora educabili). Jason ci vuole bene. Jason agisce per il nostro interesse.

Jason è la Lotta.

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Da entrambi i punti di vista, il fatto che il trailer fosse pieno di figa prometteva bene.

Ma entriamo nel merito.

Quel che segue è spoiler all’ 80 % …

I titoli di testa scorrono su immagini rigirate apposta e montate a flash (il famigerato effetto seppiolina epilettica) di un ipotetico “finale dell’inizio”: la signora Voorhees con occhi da matta che straparla davanti a una biondina in t-shirt Camp Counselor, col risultato di farsi staccare la testa. Tra i cespugli, qualcuno osserva. E raccoglie il medaglione con la foto della matta morta. Questo è un plot point importante. Moooooooolto importante. Verrà dunque riproposto ogni 10-15 minuti con la finezza di Claudio Baglioni che vi inchioda il cazzo a un’asse di truciolato. All’inferno.

Scorrono intanto i nomi degli attori: Jared Padalecki, Danielle Panabaker, Amanda Righetti, Travis Van Winkle, Aaron Yoo, Derek Mears, Jonathan Sadowski. Alla fine il mio vicino di poltrona dice “meno male, se no il prossimo era Maccio Capatonda”. Poi piomba in un sonno comatoso, da cui si risveglierà solo quando muore il negro.

Passiamo a oggi

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… con un primo gruppone di giovani improduttivi che va a campeggiare dalle parti di Crystal Lake. Sono cinque: tre maschi, una che sta subito a tette nude, e la sorella zoccolona della prima stagione di The O.C. (quindi qui ciccia).

Questo Gruppone serve soltanto a spiegarci che che a) Jason ha visto un paio di Saw pigiando il fermo immagine in tutti i momenti sbagliati; b) alla serie di offese al buon senso punibili con la morte si possono aggiungere “ascoltare power pop anni Ottanta facendo gli ironici” e “tenere su l’iPod nei boschi di notte”. Quella a tette nude viene infilata in un sacco a pelo e messa a bruciare sopra un falò come un marshmallow. So far, so good. Nel senso che butta già malissimo.

Lasciamo Jason in medias res alle prese con quella non a tette nude (e che, in un abbozzo di sceneggiatura, sappiamo avere una madre malata terminale), e passiamo a…

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… sei settimane dopo, con un secondo gruppone di giovani improduttivi, che ci faranno compagnia un po’ più a lungo. Non abbastanza da generare il piacevole effetto “mezzora che parla solo di spensierati giovani protestanti bianchi anglosassoni che non si curano punto del domani“, ma già troppo per i limiti di sopportazione di chiunque. Moriranno quasi tutti. Quasi tutti in modi noiosi.

Quella che sembra un’ardita trovata di sceneggiatura alla Death Proof si rivela immediatamente una tristonata concepita da due cagnacci mangiapane a ufo, che con tutto il tempo e il denaro a disposizione non han saputo fare di meglio. Ptui. Non vi conosco, ma vi disprezzo e vi odio. Pidocchiosi. Cagnacci del cazzo.

Ma torniamo al Secondo e Peggiore Gruppone…

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Lui è Dick di Veronica Mars, sembra Owen Wilson col naso dritto, sulla sua t-shirt c’è scritto “Fuck Christmas”, la sua prima battuta è “so fare anche dei bei pompini” ma si rivela subito un malato di figa. Come tutti gli altri. Fa una fine patetica.

Lei è Willa Ford, una sub-Jessica Simpson con un solo singolo di successo all’attivo, precipitata subito nel limbo dello straight to video zozzone. Sta a tette nude per la maggior parte del suo (magro) screen time. Fa una fine patetica. A tette nude.

Abbiamo poi gli immancabili giuggioloni interrazziali, ovvero…

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L’amico giappo di Disturbia e un negro.

Entrambi sessualmente inattivi, passano il tempo a sfondarsi di canne e alcol sparando cazzate a sfondo sessuale. Il giappo in particolare si rivela da subito molestissimo, facendo tutte le robe che faceva in Disturbia ma senza il contorno di gadget tecnologici ad allungarle un attimo. Jason lo ucciderà in una sequenza lunga e insistita (l’unica), spingendolo di fatto a sgozzarsi di propria mano, in un estremo tentativo di ricondurlo – sia pure nell’attimo fatale – alle radici pure della sua razza. Bravo.

Prima di morire, il negro farà in tempo a cercare di tirarsi una sega con un catalogo di abbigliamento autunno/inverno sotto lo sguardo di un cervo impagliato. Per il resto è una vergogna. Sul serio. Non riesce nemmeno a classificarsi secondo al premio Muori Stronzo. Ad esempio: esce da una casa sotto assedio per andare a salvare il suo compagno omoaffettivo (che si è preso un’accettata alla schiena, e quindi sta servendo da panino dentro la tagliola), gli altri urlano NO, COSA FAI, SEI PAZZO, al che lui fa uno sguardo tutto cazzuto e dice “non potete dirmi cosa fare, io sono uno spirito libero”. A questo punto in sala si è alzato un concretissimo WTF?.

Morale della favola: i giappi sono i nuovi negri, i negri sono i nuovi hippies.

Il che ci porta a…

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La seconda bionda ubriaca del Secondo e Peggiore Gruppone, destinata a un ruolo manifesto di rizzacazzi generale nella combriccola e per questo a restare viva un po’ più a lungo del suo clone Willa Ford, brandisce una videocamera con grande aggressività fin dall’ingresso in scena. Questo significa che Jason odia il cinismo della generazione YouTube, penserete voi. E che quindi Jason le farà ingoiare la videocamera mentre lei versa lacrime in sangue in ginocchio sui vetri rotti e uno stereo lontano lontano trasmette True Love Will Find You In The End. Invece. Um. No. Non significa nulla. Cagnacci del cazzo. Lei si metterà a tette nude in compagnia di…

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… il padrone di casa, classico figlio di papà festaiolo che parla parla e chiava chiava ma al dunque non sa caricare un fucile a pallettoni. Vorreste essere rappresentati da lui quando il mondo finirà e dovremo ricominciare da capo? Lo sospettavo. Farà una fine incredibile e piuttosto imbarazzante per tutti: il suo cadavere verrà, peraltro, portato via dal redneck che se l’è ritrovato impalato al camion, senza fare un plissé. La cittadinanza locale collude con Jason al grido di GET A LIFE AND LEAVE US ALONE. Come scoprirà…

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Salve, sono Jared Padalecki. Forse vi ricordate di me perchè morivo per ultimo nella Maschera di cera.

Questo è il maschio alfa in cui dobbiamo riporre la nostra fiducia (ci sarebbe anche una possibile final girl, ma è talmente ininfluente che non ho nulla da dire, io, che pure sono una femmina): cane sciolto dal Gruppone, entra in scena perché sta cercando la sorella “scomparsa” sei settimane prima – cioé la zoccolona di The O.C. – con cui non parla da anni per motivi che non spiega e s’intuiscono noiosissimi. Se ne va in giro su una moto da Renegade a interrogare idioti del villaggio che si fanno le seghe sui manichini e vecchie che vivono chiuse in casa col Dobermann e farfugliano “lasciateci in pace, lasciatelo in pace” (ominous music a strafottere). Procede poi a infilare una tale serie di idiozie sesquipedali da farci capire che non solo non ha mai visto Scream, ma nemmeno una puntata di Scooby-Doo.

Almeno grazie a lui scopriamo che la casa del mostro una cosa veramente figa ce l’ha, cioé dei CUNICOLI SOTTERRANEI pieni di roba ciulata a precedenti vittime, tra cui una SEDIA A ROTELLE. E’ un momento che tocca. L’unico.

——

In conclusione, questo film fa schifo e non dovrebbe essere visto da nessuno.

Jason, però.

Jason ci ha mostrato la Via della Lotta.

Ricordiamolo così.

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12 Commenti

  1. jason is the man! La seconda bionda, la rizzacazzi finisce appesa a delle corna, non dimentichiamolo, questo è un messaggio per le sfasciafamiglie o fedifraghe di fidanzati altrui: giustizia è fatta! morte per infilzamento di corna!

  2. ma cavolo, mi hai messo in crisi, ma allora cosa faccio, stavo prenotando per andare a vederlo al Medusa. Vado o non vado?
    Ma in una scala di bruttezza dei film di Jason, dove lo collocheresti?

  3. E’ meglio Jason X.

    Credo possa bastare.

  4. Però almeno di un paio di tette potevi mettere l’immagine; o anche solo di una, laterale [cit.].

  5. la tetta laterale…
    bravo…

  6. ah mi sono dimenticato di scrivere:
    “vez, ma che pezzato è sister christian?”

  7. MOTORIIIIIING!

  8. (Post editato per aggiungere il clip della SEDIA A ROTELLE di Jason 2, che son sempre belle cose da rivedere.)

  9. RRobe

    Sì, fa abbastanza schifo.
    Ma tutti i film di Jason fanno schifo (e li ho visti tutti, più volte).

2 Trackbacks

  • Scritto da Oscar 2009: l’opinione del Cobretti « I 400 calci il 23/02/2009 alle 00:46

    […] scenografie: Venerdì 13 [mi fido di Dolores che dice che si vedono cassettiere splendide] Miglior fotografia: John Rambo [come si fa a battere i paradisiaci paesaggi della […]

  • Scritto da The Ward: Bentornato, Maestro « I 400 calci il 27/01/2011 alle 08:02

    […] chi altro lo perdonereste? Tanto Amber fa vedere le tette in The Informers e Danielle Panabaker in Venerdì 13. Sono due film altrimenti inguardabili, ma pazienza. Grande Johnny. Mi ricordo una volta quando ero […]

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