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Fantasia Portami Via

Stai attenzione! Percentuale spoliers pericolosamente alta!

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Allora prendiamo in esame questi due film: da una parte Rovdyr (Manhunt il titolo internazionale) di tale Patrik Syversen, regista norvegese alla terza prova. Dall’altra Eden Lake, l’esordio da regista per James Watkins, sceneggiatore del valido My Little Eye (e di un progetto che scopro solo ora, ma che già – guarda – metto le mani avanti e urlo un mio forte e deciso “anche no!”: The Descent: Part 2. Per la cronaca regia affidata a John Harris, montatore del primo…). Questi due titoli del 2008, Rovdyr e Eden Lake, ascrivibili al Rape & Revenge come al Survivalism, funzionano: fanno il loro sporco lavoro, regalano allo spettatore 90 minuti circa di svago… e ok. Ma evidenziano un’ennesima crisi più o meno profonda del genere. Sapete qual è il problema? Manca un’idea. Manca letteralmente anche uno straccio di idea. Non c’è nulla se non del simpatico citazionismo, del rifarsi alle fonte iniziali per far vedere che si conoscono i film giusti. Certo, c’è tra le righe qualche piccolissima differenza dai modelli iniziali e anche tanta voglia di divertirsi, per cui – per l’amore di dio – che nessuno osi lamentarsi dato che in sala c’è Io & Marley, il film con il cane simpatico, ma un po’ ci piange il cuore. No? Qualcosina in più oltre il compitino?

Rovdyr: doppia coppia norvegese anni ’70 in furgone. Il film si apre con loro che ridono e scherzano felici mentre l’autoradio trasmette il tema del film L’Ultima Casa A Sinistra. Così, giusto per non farci mancare nulla. Ad una stazione di servizio incontrano dei villici del posto che li sbeffeggiano. Lì però fanno anche amicizia con una scapestrata vestita come Janis Joplin, con la faccia sconvolta ma che soprattutto ha scritto “MORTE” a caratteri cubitali sulla fronte. Ovviamente le danno un passaggio tutti contenti. Tempo due curve e vengono raggiunti da una jeep con dentro dei balordi che uccidono la scapestrata e ingaggiano con i ragazzi una lunga e dolorosa caccia all’uomo. Dopo poco, del felice gruppetto di ragazzi norvegesi degli anni Settanta, rimane solo Camilla (Henriette Bruusgaard) che da brava e bella e pettoruta biondona norvegese, si trasforma in un angelo vendicatore pronta a reagire con la violenza alla violenza, pronta a dire no a un assalto privo di ragioni che le ha cambiato per sempre la vita. Dopo aver vagato per ore in un bosco finisce ferita, e sanguinante in mezzo a una strada dove le darà un passaggio nientemeno che la mamma dell’allegra figliata di balordi che ha appena sterminato i giovani norvegesi dei favolosi anni Settanta. La madre chiude le sicure dell’auto e si aggira per le deserte strade del nordico paese con a bordo il suo devastato carico… poche speranze di sopravvivenza per la bella Camilla.

Eden Lake: coppia di innamoratini inglesi si reca nella sperduta provincia con la brillante idea di andare a fare un bagnetto nel lago che da il titolo al film, prima che questo venga cancellato per sempre dall’inarrestabile progresso che lo vuole un mega condominione o una cosa del genere. Arrivati nella vicina cittadina si fermano per cena in un ristorante frequentato solo da orribili balordi che non fanno altro che bere, urlare, picchiare indifesi e biondi bambini. Loro, educati e a modo, abbozzano. Il giorno seguente, mentre passano spensierate ore tra un bagnetto e tanto sole sulle rive del lago, incontrano un gruppo di bulli ancora minorenni. Birre, musica alta, sigarette, urla e un rottweiler disturbano la loro gitarella. Dopo aver chiesto ai ragazzi di stare più calmini, vengono insultati pesantemente. Loro, educati e a modo, abbozzano. Non contenti, i bulli gli rubano la macchina e tentano di investirli. A questo punto, durante un acceso confronto faccia a faccia, il lui della coppia uccide incidentalmente il rottweiler del capo della banda. Il quale non la prende benissimo e ingaggia con la coppia una lunga e dolorosa caccia all’uomo. Dopo poco, della felice coppietta di innamoratini inglesi rimane solo Jenny (Kelly Reilly) che da brava e bella e pettoruta rossa inglese, si trasforma in un angelo vendicatore pronta a reagire con la violenza alla violenza, pronta a dire no a un assalto privo di ragioni che le ha cambiato per sempre la vita. Dopo aver vagato per ore in un bosco finisce ferita, e sanguinante in mezzo a una strada dove le darà un passaggio nientemeno che il fratello di uno dei balordi che le ha ucciso il futuro marito e devastato la vita. Lei, intuito il pericolo, ruba il furgone con cui finisce nientemeno che a casa dei genitori dell’allegra figliata di balordi che ha appena ecc… poche speranze di sopravvivenza per la bella Jenny.

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Cose interessanti.
Rovdyr: beh, alla fine di film norvegesi horror non se ne vedono tanti. C’è una fellatio fatta a un fucile a canne mozze che è piuttosto disturbante e poco altro. L’ambientazione anni Settanta serve veramente a poco. Per tirare fuori un belo furgone di quelli di una volta e per far vestire gli attori come dopo un weekend di shopping in qualche costosissimo mercatino di roba vintage.

Eden Lake: mah, l’idea che i cattivi siano dei bulli – quelli con cui tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo avuto a che fare perché “che cazzo c’hai da guardare” – guidati da un alpha dog senza alcun rimorso. E direi basta…

L’Ultima Casa a Sinistra + La Fontana della Vergine + Non Aprite Quella Porta + Un Tranquillo Weekend di Paura. Ma cambiano l’ordine degli addendi il risultato non cambia. E, ripeto, va benissimo… ma che palle, no?

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12 Commenti

  1. Visti entrambi l’estate scorsa al Frightfest.
    Rovdyr: guarda, io l’ho apprezzato, perche’ ci sono anche dei momenti che e’ meglio un film senza idee realizzato bene (e l’intento era chiaramente quello di fare una cosa fatta bene senza rivoluzionare nulla) piuttosto che un film che crede di essere chissa’ cosa ed e’ fatto da culo.
    Eden Lake: livello di violenza ineccepibile, ma gioca un po’ troppo a gettare il sasso e tirare via la mano… accenna alla denuncia sociale per attirare l’attenzione (negli UK il problema dei bulli e’ attualissimo e diffusissimo) e poi, nei momenti in cui potrebbe approfondire, la butta sul cliche’ pesante gridando “ma no, che avete capito, volevo solo intrattenere…”. Gran vigliaccata insomma.

  2. Ah, alla fine di Rovdyr fermai Patrik Syversen e gli chiesi per scherzo se aveva visto “Cacciatori della notte” e “Senza tregua”… ci siamo fatti due risate :)

  3. Dolores unplugged

    Ah, Eden Lake l’ho visto anch’io. Il pregio è che l’ho guardato fino alla fine per controllare se c’era un rovesciamento a minuti 2 dai titoli di coda. Il difetto è che MI HA FATTO CAGARE.

  4. federico

    horror novegesi ultimamente ce n’è.
    provate un po’ questo:
    http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?key=47394&film=D%F8d-sn%F8
    dico solo due parole: zombie nazisti!

  5. tranquillo, quello lo stiamo monitorando :)

    (ma rimanendo in Norvegia Fritt Vilt era bruttino pero’…)

  6. federico

    e non hai visto ancora il 2, suppongo…:)
    dalla norvegia arrivano dei noir non male, in compenso: tipo URO.
    comunque, en passant, mi fate schiantare dalle risate e ringrazio violetta tutte le volte che la sento per avermi fatto conoscere il vostro blog.

  7. (monitorando ‘sti cazzi invece, lo conoscevo ma non mi ero accorto fosse gia’ “rintracciabile”… insomma: a prestissimo su questi schermi)

  8. No, a Fritt Vilt 2 ci ho rinunciato dopo aver visto il primo. Faccio bene/male?
    E grazie per i complimenti :)

  9. federico

    più o meno stesso livello del primo, ma con cornice ospedaliera. l’identificazione tra l’ammazzatore di turno e jason si fa sempre più evidente.
    brave e belle pettorute norvegesi che gli danno filo da torcere.
    e via discorrendo.

3 Trackbacks

  • Scritto da Holmes: Buddy Movie. Body Movin’. « I 400 calci il 31/12/2009 alle 08:02

    […] femminili (la plastica di Rachel McAdams e le adorabili lentiggini di Kelly Reilly, quella di Eden Lake) che sembrano piazzate quasi d’ufficio, che non hanno tanto da dire – sia a livello di […]

  • […] il secondo film di Patrik Syversen, regista di cui vi avevamo già parlato all’epoca del suo Rovdyr, conosciuto col titolo internazionale di Manhunt. Lì eravamo dalle parti dell’omaggione al […]

  • Scritto da Occhio ai regazzini: Attack The Block « I 400 calci il 23/05/2011 alle 07:01

    […] è un modo per gridare “datevi una calmata” a certa recente becera exploitation alla Eden Lake/Harry Brown, dall’altra è un omaggio alle avventure spielberghiane anni ’80 stile […]

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