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Qui finisce Stephen Sommers: storia apparentemente vera

g.i. joe
Ok, questa è troppo gustosa e merita una vetrina più ampia rispetto ai nostri amati Calcetti.
Gira questa voce divertentissima secondo la quale la Paramount ha licenziato Stephen Sommers, sollevandolo dalla regia di G.I. Joe.
Credo sia davvero raro che succeda un macello simile a un film di tale budget, nel bel mezzo della campagna promozionale e a così poco tempo dall’uscita prevista (7 agosto). È una mossa assurda che denota una situazione di panico allarmante, e una totale mancanza di stile. Un po’ come licenziare l’allenatore a due partite dalla fine del campionato.
Ma cos’è successo esattamente?
Stando a fonti di cui consigliano di fidarsi, a Stephen Sommers – vai a sapere perché – è stata data carta bianca, e ci è venuto fuori qualcosa di impresentabile. Ma molto impresentabile. Talmente impresentabile che, a quanto pare, i primi test screening hanno ottenuto i peggiori punteggi nella storia della Paramount. Quindi sì, peggio di Van Helsing (stento anch’io a crederlo). Roba da far rizzare i capelli. Per cui Stephen è stato licenziato in tronco e tenuto fuori dalla sala montaggio, dove tutt’ora Stuart Baird (montatore di Casino Royale e di quasi tutti i film di Richard Donner) sta riparando il riparabile.
Prima di pubblicare questa cosa ho aspettato che uscisse la smentita ufficiale, e prontamente Lorenzo Di Bonaventura (colui che ha dato carta bianca a Sommers, e a quanto pare pure lui ora esonerato dall’incarico) ha fatto sapere che “sono tutte calunnie, il film ha dato ottimi risultati ai test“, non citando la situazione precisa di Sommers e non convincendo nemmeno suo nipote di 8 anni. Quindi insomma, via libera alle risate.
Ora gli studios ovviamente vorranno negare, tenere tutto il più possibile sotto silenzio e salvare il salvabile, o si prospetta un tonfo al botteghino di quelli memorabili. Ma è il tipo di storia a cui oramai crederò ciecamente fino a quando non mi mostreranno un filmato in tempo reale di Sommers che finisce di montare il film e lo consegna di persona al cinema dove proiettano la prima.
Detto questo, noi dei 400 calci stiamo organizzando una petizione affinché in sala esca la versione di Sommers che ha fatto il primo test, che se è rimasto un solo motivo per andare a vedere questo film è per ridergli dietro in libertà.
Firmate nei commenti, e godetevi il trailer:

Povero Collo, poteva essere il suo momento di gloria.

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9 Commenti

  1. Dekart

    Si vede che allo screening test di Van Helsing (sto male solo al pensiero di quello schifo) era presente solo la famiglia del DirectorOfTheMummy….

  2. rebecca

    il trailer peggio concepito dei miei ultimi 10 anni ho rischiato di addormentarmi 3 volte.

  3. spero che almeno il dvd deluxe (che uscirà, suppongo, tre mesi dopo l’uscita nelle sale) contenga anche il tough mix.

  4. Mr Clark

    Ma come si fa a creare in trailer così??!!
    Comunque sono film come questo che mi fanno apprezzare lo streaming ;)

  5. Cleaned

    Ben gli sta, se fa schifo. Devono smetterla di credere che ogni toys-videogames-comics si possa convertire in un film live-action.

    E poi i G.I. Joe gli ho sempre odiati. Troppo anonimi.
    Molto meglio i Mask! http://www.youtube.com/watch?v=RQdgbs0IUDg

  6. Come personaggi molto meglio i Mask, ma come giocattoli i G.I. Joe spaccavano, erano i piu’ snodati di tutti.

  7. mik

    ammazza che tavanata galattica!
    mio cuGGino con un c=64 fa effetti speciali piu’ realistici e fichi.

  8. The Great Old One Himself

    I Mask erano i cugini poveri e meticci delle due famiglie Transformers e G.I. Joe: facevano cagare.

    Non come i Centurions.

  9. I Mask a me beccavano troppo bene. La parte piu’ figa pero’ era quando li reclutavano, che prima il computer presentava la scheda del personaggio e poi gli facevano suonare l’allarme all’orologio e qualsiasi cosa stessero facendo dovevano interromperla e scattare alla base – che fosse anche fare inversione a U in un incrocio provocando scontri e disordini tra innocenti civili. Poi la sigla era fighissima. Poi per me poteva anche finire li’, ma lo guardavo ogni volta.

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