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“Terminator: Salvation” – l’arte del portare a casa il proprio CULO senza troppi danni.

Questo è uno di quegli odiosi post a punti che non vogliono dire un cazzo. Un post che sorvola, allude, stigmatizza, estrapola e si inarca quando spunta un culo all’orizzonte.

Tanto, se proprio vi tira di sapere tutto prima, prendete in mano la recensione del fu rispettabile Variety, che in quattro righe spoilera lo spoilerabile.

Per essere sicuri di non tralasciare niente riguardo al resto, abbiamo risuscitato la santa patrona dei concorsi di maglietta bagnata Natalia Aspesi. Che si è lamentata dell’aria condizionata e del clang clang clang in colonna sonora ed è uscita venti minuti prima, perdendosi pure il ROVESCIONE in sottofinale, su cui tacciamo.
Natalia una cosa però l’ha gradita, cioé l’anda e rianda di culi maschili, per quanto pudicamente coperti da pantaloni militari e cappotti svolazzanti da pilota d’aereo anni Sessanta. E ce n’è. Ci sono più culi in Terminator: Salvation che “fuck” in Le Iene. Mancava solo una scena di gente che lava la macchina in slow motion spruzzandosi con la pompa dell’acqua. Il capslock non è una scelta stilistica. Il capslock è un atto dovuto.
CULO.
Procediamo.

Alé.

Alé.

– Siamo nel futuro prossimo, Skynet è diventato senziente e ha messo sotto l’umanità tutta, solo pochi sparuti nuclei di Resistenza resistono, alcuni dei quali vedono in John Connor il Profeta superfico che li condurrà alla riscossa. Ecco, queste cose ce le stanno ripetendo da QUATTRO FILM. Finalmente ci siamo. Il futuro è qui.
– Che era anche la frase di lancio di Johnny Mnemonic.
– Questo film è un po’ meglio di Johnny Mnemonic.
– Il feto nella pancia di Sarah Connor John Connor, anche noto come il teenager rompicoglioni John Connor e quell’altro che nessuno ricorda John Connor, è obiettivamente cresciuto diventando il fottuto duro bastardo digrignante denti che alla morte le sputa in faccia John Connor Leader Della Resistenza.

Dammelo.

Dammelo.

– Avete presente la Resistenza con cui ce l’hanno menata per venticinque anni con in mezzo una interminabile serie televisiva? Bene. La Resistenza FA SCHIFO. Sbagliano tutto, litigano, si agitano, strillano, si sparano addosso, rompono le cose, si tirano sotto con la macchina perché non mettono la freccia e in generale si comportano come un branco di tredicenni sotto il balcone di TRL senza nemmeno la scusa del menarca. Simpatizzare immediatamente con Le Macchine. Hanno fatto bene a annichilirci. Brave, Macchine.

– C’è anche una faccetta da cineforum (tale Anton Yelchin, che in tutti i film dove l’ho visto ha suscitato in me istinti omicidi di rara precisione, questo incluso) che interpreta KYLE REESE, e ha il solo merito di somigliare molto al futuro ingravidatore di Sare Connor.
– Ecco, magari è meglio se non state dietro alla timeline, tutto quanto ne ricavereste è un mal di testa grosso come un capanno.
– E non vi godreste appieno il fatto che c’è una scena di mazzate ogni cinque minuti.
– Contati.
– Oppure MICHAEL IRONSIDE.
– Il cinema dove l’abbiamo visto, all’apparire nei titoli del nome MICHAEL IRONSIDE, ha detto CAZZO. All’unisono.
– Dai. Può essere presa sul serio una visione del mondo post-catastrofe dove la salvezza dell’umanità è affidata a Michael Ironside? Al di fuori di uno straight to video canadese, intendo?
– Avrei voluto scrivere un post su Fast & Furious: Solo parti originali dove spiegare che quando uno dei personaggi cede al proprio Lato Oscuro e compie uno scollinamento morale allora da lì viene inquadrato di NUCA. L’avrei intitolato “Nuche” e avrei detto ci sono più nuche in F & F che in tutti i film di Gus Van Sant.
– Sono contenta di non averlo fatto perché così ho risparmiato le forze in vista di Sam Worthington.

Dammelo.

Dammelo.

– Il personaggio interpretato da Sam Worthington si chiama “Marcus Wright”.
– La prima volta lo vediamo al gabbio.
– La seconda volta entra in scena sbucando da un cunicolo di terra e acqua, sputa e urla AAAAAAA verso il cielo tutto coperto di fango.
– La terza volta per un attimo non si stacca un orecchio a morsi da solo.
– Non so dove sia stato Sam Worthington per tutta la mia vita, ma ora C’E’.
– E’ bellissimo, ha la faccia rotonda, gli occhi chiari, ha il bacino largo e il vocione, e non gli succede come ai maschi dei film d’azione che a furia di pomparsi sembrano la bambola di Jenna Jameson oppure siccome devono piacere alle donne allora chiamano un ragazzetto con le ciglia flessuose e tutto l’eyeliner. Lui è UN MASCHIO. Lui ha LA SCHIENA GROSSA.
– Se qualcuno mi avesse filmato quando arrivava Sam Worthington ci veniva fuori una gag come questa.
– Oppure come quella scena dove una zoccola entra al cinema, vede La passione di Giovanna d’Arco e piange perché capisce che finzione e realtà, passato presente e futuro, sono solo variabili impazzite appese a un filo.
– E dall’altra parte di quel filo c’è COMMON.

Datemelo.

Datemelo.

– Questo film è bello perché sembra quattro postatomici italiani messi insieme, spezzettati e rimpaginati con un pacco di soldi e un accenno di senso comune.
– Ad esempio, c’è tutta una parte in mezzo che è FIGHISSIMA, con tre personaggi che si mettono in viaggio verso il nulla, le radio un po’ funzionano e un po’ no, gli umani fanno molto schifo a chiunque e dal cielo plumbeo piovono ROBOTTONI, oh, Dio, quanti ROBOTTONI.
– Ci sono anche molte citazioni da La grande fuga. Davvero. Ce ne sono a pacchi. Una talmente plateale che il pubblico di riferimento di questo film la scambierà per una citazione da E.T..
– Secondo me è tutta farina del sacco del regista di Charlie’s Angels: Più che mai. Che prima la notte si voltava e si rivoltava nel suo letto di banconote gemendo voglio essere come la grande fuga, voglio che la gente ricordi il mio nome, voglio rispetto.
– Il tanto vituperato direttore della fotografia – quello che ha fatto incazzare Christian Bale – deve aver passato l’intera durata della lavorazione urlando PIU’ CENERE! PORTATE PIU’ CENERE!
– A proposito. Tutti quanti recitano a bocca strettissima. Christian Bale per primo, e gli altri dietro. Palati cementati dalla grazia di Dio. L’effetto collaterale è che del sessanta per cento dei dialoghi non si capisce una nespola (però sai che perdita: le battute che si capiscono sono tutte “mettiti là”, “fai così”, “fai cosà”, quindi ci sta che pure le altre giravano sugli stessi mezzi toni grotowskiani). Quindi nessuno ENUNCIA (buono), però non si sentono nemmeno i nomi dei personaggi. Per sapere come si chiamano i miserabili umani che le macchine hanno fatto BENISSIMO a sterminare bisogna andare su Wikipedia.
– Con buona pace delle molte, moltissime scene in cui gli umani si presentano a vicenda e dicono “è un vero piacere, io sono grrrzsshtzk grttzzzkk”.
– Si passerà quindi il film a pensare a loro come “la figa”, “il negro”, “Ironside”, “quello con il cappotto bello”.

Se proprio devi.

Se proprio devi.

– Altre cose che ci sono in questo film: ROBOTTONI meravigliosi. Le Macchine mutano. Le Macchine sono intelligenti e laiche. Ovunque esistano terra, cielo, fuoco e aria, là ci sarà un ROBOTTONE fatto apposta.
– Nell’illustrazione del décor post-industriale, ai fini della tenuta drammatica, c’è quasi sempre un punto in cui si vede una fabbrica tetra e oscura con lamiere sferraglianti. Quello è un punto in cui – cascasse il mondo – a me viene sempre in mente il video di Express Yourself.
– Stavolta no. Al massimo giusto un po’ i Devo.
– In controtendenza con gli autori dei 400 Calci e la maggioranza dei signori lettori, a me i film di Michael Bay hanno sempre fatto schifo. E non perché siano stupidi o illogici (quando mai), ma perché sono farciti di intermezzucci comici affidati a bambini, scimmie e negri. Tre categorie che in una Bildung degna di questo nome dovrebbero essere stesi a fucilate da una sentinella-robot appena mettono fuori la testolina. Ecco, Terminator: Salvation è un film senza alleggerimenti del cazzo.
– Dove, per giunta, passa una ventina di secondi massimo tra un ROBOTTONE che sfracella palazzi e un ROBOTTONE che strappa spine dorsali dalla bocca.
– Ogni genere di ROBOTTONE è presente.
– Ogni ROBOTTONE è figlio di Dio.

(un sincero grazie al maestro FAUSTO ENORMI, di cui ho frainteso molte idee.)

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21 Commenti

  1. Occazzo, non sapevo ci fosse Michael Ironside. Diventa di colpo la parte piu’ interessante del film.

  2. Aggiungo: c’è un pezzo di titoli di testa che scorre così:

    COMMON

    MICHAEL IRONSIDE

    JANE ALEXANDER

    Natalia si è placata solo quando è stato chiaro che “Jane Alexander” non era la cattiva di Elisa di Rivombrosa, ma un’omonima vecchiaccia.

    • Fra X

      Ah, ah! Anch’ io avevo in mente lei e quando ai tempi leggevo il suo nome pensavo che recitasse da giovanissima! XD Poi ho scoperto che sono due persone! °_O XD

    • Dire che Jane Alexander di Cosa di Rivombrosa è più nota di Jane Alexander di Brubaker è come dire che Sharknado è più famoso di James.

      No.

    • Checco Stallone

      Ma, soprattutto, collegare Jane Alexander a Elisa e non ai giochini notturni che conduceva quando La7 era ancora solo un esperimento a palinsesto limitato … vuol dire che non avete fatto l’università a inizio di questo secolo :)

  3. Shinobi

    Avrei voluto vederlo sto film… ma con tutti sti CULI… mica lo so sai?

  4. Beh, meglio un CULO che un CULO E JUDY GARLAND. Tienilo a mente.

    (questa la capirete in due ma è normale)

  5. Filippo

    Terminator Salvation lo vedrò a partire dal 5 giugno, perciò non posso ancora esprimere giudizi a riguardo. Posso dire che il capitolo precedente non mi è piaciuto per niente. Era una parodia di Terminator, una commedia più che un fanta-action movie.

    Nemmeno io sono un adulatore di Michael Bay, ma alcuni suoi film non mi sono dispiaciuti… Vedi Bad Boys, The Rock, Armageddon (storia totalmente assurda, ma molto emozionante) e il primo capitolo dei Transformers, anche se in quest’ultimo la grande mano del produttore esecutivo Steven Spielberg è evidentissima, soprattutto nella prima parte del film.

  6. Io tutto l’astio nei confronti di T3 non è che lo condivido molto…

  7. Filippo

    @ Wim Diesel

    Va benissimo, il giudizio è soggettivo in fin dei conti ;-)

  8. Past and Fasul

    ecco un’altro film che mi ha detto poco…per carità tutto belo il BAM BIM BUM…

  9. Past and Fasul

    continua…

    e mcg sa come girare una scena d’azione al contrario di michael parkinson bay…ma tutto il resto:zero trama,personaggi inesistenti,robot che non incutono timore e schwarzy in cgi…doveva essere il primo capitolo di una nuova trilogia ma creod che i giochi si siano già chiusi.

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  11. 1) il messaggio di “trailblazerstvschedu” del 2013 è spam e magari fareste bene a rimuoverlo;
    2) Anton Yelchin (RIP) somiglia a Michael Biehn? Beh, due tazzone di vin brulé non mi sono bastate a vedere questa somiglianza, vediamo con la terza.
    3) Ogni lista deve avere almeno tre punti, anche quando hai solo due cose da dire.

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