Archivio per Agosto, 2009

Il vendicatore – Steven Seagal e il crepuscolo degli Eroi

31/08/2009 | divagazioni, recensioni | di Jean-Luc Merenda

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Ho rivisto Il vendicatore e finalmente ho capito perché continuo a guardare i film di Steven Seagal, e con me milioni di persone in tutto il mondo.

Gente semplice, di bocca buona. Certo.

La solita storiella d’azione di un obeso alcolizzato. Certo, certo.

Sfottete pure se vi pare. Non è detto che un giorno non la paghiate anche voi. Non è detto.

In questo film, Seagal interpreta il ruolo a mio parere credibile di un docente universitario di archeologia, esperto in manufatti antichi cinesi, che si trova suo malgrado a fronteggiare il cartello globale delle Triadi.

Gli ammazzano la moglie e la migliore allieva, e lui le vendica. Avete capito? Le vendica.

Dice: “Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re”.

Perpetua lo scontro tra le rival schools. Qui Aikido versus Kung Fu. Vince l’Aikido.

Dice: “Dicono che bisogna ucciderne uno per fermarne cento. Io dovrò ucciderne cento per fermarne uno”.

A volte basta un uomo per fermarli tutti.

Dice: “Hai commesso un gravissimo errore. Hai ucciso ciò che avevo di più sacro”.

Non è la solita roba. Non lo è. Vi sbagliate di grosso. La lotta è interminabile, e chi non ci crede si guardi il finale di The One, dove Jet Li combatte per l’eternità contro tutti.

Confucio dice: “Non importa di che colore è il gatto. L’importante è che acchiappi il topo”.

Steven Seagal incarna i veri valori della vita. Ci sono i buoni e i cattivi. Stronzate chi racconta il contrario.

Dice: “Dov’è che vola la gru?”

In Nico, in Duro da uccidere, in Sfida tra i ghiacci, in The Patriot, in Il vendicatore, Steven Seagal parla il linguaggio dello zen. Il linguaggio della salvezza. Ho scritto salvezza. Volevo scrivere saggezza. Vedete che lapsus è capace di provocarti Steven Seagal?

Chi l’ha detto che le cose non sono bianche o nere ma hanno sfumature di grigio? Chi l’ha detto? L’ha detto Chuck Norris? Non mi pare proprio.

Steven Seagal se diventa tuo amico resta tuo amico per sempre.

Dice: “Mio caro amico”. E sta sicuro che non te lo sta mettendo nel culo.

Ci indica la via. Il Dao. In cinese: Tao.

Solo chi ha perso tutto come lui può capire cosa significa veramente Steven Seagal.

Chi non ha futuro.

Chi ha paura.

Sto dicendo: milioni di persone in tutto il mondo.

Dice: “Quel ragazzo ha bisogno di una possibilità, quella che mia moglie non ha avuto”.

Ho bisogno di Steven Seagal. Ho bisogno di Van Damme. Ho bisogno di credere in una possibilità.

Perché i buoni soccombono?

Perché i malvagi trionfano?

Esiste il libero arbitrio?

Esiste Dio?

Vedete che tipo di domande è capace di porti Steven Seagal?

Dice: “Il dolore fa parte della nostra vita”.

Vendetta. Riscatto. Giustizia*. Non esiste altro cinema.

E la serialità di questo ripetersi ha un solo significato, per dirla con Palahniuk.

Più la gente muore, più le cose restano uguali.

* (e un po’ di gnocca)

Il fermo-immagine del lunedì

31/08/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

(la consueta rubrica “il fermo-immagine del lunedì” questa settimana non va in onda perché HO SONNO e vado a dormire)

Le recensioni della domenica: “Bangkok Dangerous”.

30/08/2009 | recensioni | di Dolores Point Five

I am serious man.

I am serious man.

Cose da sapere: sicario filosofo va in missione in Thailandia, dove si scontra con i problemi più consueti dei viaggi in cotal luogo, come le mignotte, il muay thai, il traffico, gli elefanti, il cibo piccante, quelli che ti derubano ai semafori, la slealtà della malavita, le discoteche con musica tunz tunz tunz dove le sganze si dimenano sui cubi mentre il protagonista le guarda in silenzio con un’espressione malinconica (credo che sia partito tutto da qui).

Cose fighe: Nicolas Cage ci dà veramente dentro, come se volesse dimostrare di essere un attore che lavora dall’interno e non il cialtrone che tutti noi amiamo, riuscendo a non buttare in vacca l’ambaradan entro i primi 15′; dura un’oretta e mezza.

Cose meno fighe: Nicolas Cage viene concupito da una farmacista sordomuta in una serie di appuntamenti dove lei lo porta a vedere cose come i balletti folcloristici della tradizione thai, lui dice delle scemenze, lei non sente/non capisce e quindi ride; i giappi del cast sono stati scelti pensando che tanto a noi sembrano  tutti uguali, quindi uno ha i capelli ossigenati, uno è grasso e ha la barba, uno è alto sei metri eccetera. Fa molto ridere.

Parrucchino indossato da Nicolas Cage: criniera leonina nera lunga fino alle spalle MA pettinata all’indietro, un incrocio tra il taglio di Next e il mullet mancato.

In breve: a volerlo iper-valutare si potrebbero dire cose come “una specie di travelogue con dentro una sparatoria ogni tanto”. In realtà è un po’ una cagata, però pensavo peggio.

DVD-quote suggerita:

“Pensavo peggio”.

(Dolores Point Five, i400calci.com)

This is serious business.

This is serious business.

XXX – State of the Reunion (Xander Cage che torna dove gli compete e tutto)

30/08/2009 | news | di Wim Diesel

Interrompiamo per un secondo la diretta dal FrightFest (Nanni sta dormendo) e ci rimettiamo in pari con un progetto che ci sta particolarmente a cuore.

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Vin Diesel ha conquistato la terra con una tripletta inappuntabile tra il 2000 e il 2002: Pitch Black, Fast&Furious, XXX. Tre capolavori che hanno avuto l’onore di un seguito quasi immediato, ma Vin ha deciso (forse saggiamente) di non voler passare la vita a far seguiti e ha deciso di buttar via due progetti e tenerne uno -diventando il re dell’universo nelle Cronache di Riddick e lasciando che gli altri progetti andassero avanti senza protagonista.

Del seguito di XXX, in qualsiasi caso, nessuno potrà mai dire abbastanza male. Spero per voi che siate riusciti a vincere la vostra curiosità morbosa e a rimanere a casa mentre proiettavano il film al cinema parrocchiale. Nel qual caso vi basti sapere che al confronto 2 Fast 2 Furious è un bel film, ma forse vi dovreste aggiornare su un piccolo dettaglio.

XXX -- State Of The Union (curiosa la traduzione del titolo: XXX -- The Next Level) è ambientato in un mondo talmente ingrato e pericoloso che Xander Cage viene fatto morire fuori scena verso il dodicesimo minuto. Una cosa tipo che Samuel L.Jackson parla con qualcun altro e gli viene detto “hanno ammazzato Xander Cage in Congo”. Libera parafrasi. Sarebbe stato tremendo già così, ma la Columbia decise ai tempi del DVD di non farci mancare niente e confezionare un corto da sbattere in mezzo ai contenuti speciali per mostrare la morte di Xander Cage. Forse si sentivano di aver fatto un torto a Vin Diesel. Alleghiamo video.

In buona sostanza un culturista pelato con il cappotto più brutto mai concepito da una fabbrica di abbigliamento (quello del primo film) si muove starnazzando tra supermodelle uscite fuori da qualche video di 50 Cent ed agenti segreti vestiti come i GI Joe, recitando battute di Vin Diesel prese dal primo XXX e andandosene a morire in un palazzo che salta in aria. La prova è il coppetto tatuato di Xander Cage che cade accanto al giubbotto di renna. Cappotto + coppetto = accoppato. In tempi più recenti Vin Diesel ha deciso di rimediare al più grosso errore della sua carriera (preferire FBI Missione Tata a due sequel di film che l’hanno reso mitico) ributtandosi sul mercato delle produzioni a catena, con una comparsata nel terzo F&F e il grandioso ritorno nel quarto episodio. Il seguito di XXX, insomma, era questione di tempo.

La cattiva notizia è che Rob Cohen l’ha rifiutato. La buona notizia è che la produzione ha ingaggiato un qualsiasi altro regista per portare a termine l’opera. XXX -- The Return Of Xander Cage, scritto da Michael Ferris e John Brancato (assoluti specialisti in trame di cui non frega un cazzo: non guardatevi la lista di quello che hanno scritto in passato, vi scenderebbe la catena), sarà diretto da Ericson Core. Ericson Core è l’operatore di Payback, F&F e Daredevil, e non ha mai diretto un film di suo. Non crediamo si possa ragionevolmente sperare in un novello Jim Muro, ma questo è quanto. Probabilmente, però, basterà il solo Vin Diesel a fare un sequel decente e a rendere definitivamente apocrifa quella merdata messa insieme da Lee Tamahori. Nessuna notizia invece in merito ad Asia Argento. Peccato, una foto in calce ci sarebbe stata anche bene.

Seguite Nanni Cobretti al FF09 su Twitter!

27/08/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Film4 Frightfest
Vi abbiamo stracciato i maroni per due mesi sul Film4 FrightFest, ma finalmente comincia!
Ricapitoliamo la situazione: vi abbiamo già presentato in anteprima una buona parte dei film in programma, fra i quali vi ricordo così a random The House of the Devil, Human Centipede, Macabre, Smash Cut. Vi ricordo la rappresentanza italiana, con il pericolosissimo Giallo di Dario Argento e soprattutto Shadow di Federico Zampaglione (quel Federico Zampaglione) che sono tutti convinti sarà una grande sorpresa e onestamente la cosa mi riconcilierebbe col mondo. Ci sono svariati film di cui vi avevamo già parlato anche prima che uscisse il programma: Vampire Girl vs. Frankenstein Girl, Dead Snow, Best Worst Movie e il remake di It’s Alive. E poi c’è il piatto forte: la proiezione della versione restaurata di Un lupo mannaro americano a Londra presentata da John Landis e Jenny Agutter in persona, resa particolarmente suggestiva dal fatto che il cinema si trova in piena Leicester Square, ovvero a due passi dalle location in cui fu girato l’indimenticabile finale.
Ma la cosa più spettacolare è che Nanni Cobretti oggi ha speso più di mezza giornata a studiarsi il manuale di Twitter, e se ci ha capito abbastanza bene vi aggiornerà in direttissima dal festival tramite il suo fastidioso telefonino cellulare! Commenti! DVD-quote istantanee! Deliri alcolici! Dichiarazioni scottanti quali “mi fanno male le chiappe” e “ho sonno, voglio andare a casa”! Non vi farà mancare niente. Ma non solo: se gli mandate dei twitter-messaggi privati, lui li riceve! E potrà rispondervi “cazzo vuoi”!
Insomma: seguitelo su Twitter, o sulla colonna “Calcetti” qui a fianco. Dalle 19 di stasera alle 24 circa di lunedì (ore italiane).
Se non capite come si fa, fatevelo spiegare da vostro cugino.
Ne varrà la pena.

P.S.: ok, un aneddoto in anteprima: ieri sera in un pub a Camden mi ha appezzato un tipo ubriaco fradicio chiedendomi se conoscevo il FrightFest, per poi affermare di essere un regista con un film in programma, e insistere per farmi vedere il trailer dal suo iPhone. Storia vera, lo giuro. E no, non era una metafora/doppio senso, brutti psicomaniaci che non siete altro. Non me la sento di rivelarvi ora chi è il personaggio in questione, ma se riesco a fermarlo di nuovo al festival gli chiedo il permesso. Secondo me ci guadagnerebbe.

P.S. 2: Jenny Agutter ti amo

Ok, mi arrendo

26/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

Avete a portata di mano la lista degli animali non ancora utilizzati come assassini sul grande schermo? Bene. Preparatevi a depennarne uno che non credo vi aspettavaste.
Signore e signori, è con estremo orgoglio misto a profonda incredulità che vi presento CHIHUANHAS:

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Esatto.
“Chihuanhas”, porco mondo. Rendetevi conto.
Un incrocio fra chihuahua e piranha.
C’è un limite a tutto, e stavolta mi sa che l’abbiamo superato.
Il film è attualmente ancora in produzione, ma sul sito ufficiale è possibile ammirare alcuni design concettuali.
Nel frattempo, nella gara a potenziale Evento del Secolo, Avatar è di colpo sceso di un’altra posizione (con doppia beffa per James Cameron, praticamente l’inventore dei piranha mutanti).

Steven Seagal: Lawman. La tv non sarà più la stessa.

25/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

Lo sapevate, vero? Beh, finalmente abbiamo un trailer:

Si fottano Chuck Norris e Walker, Texas Ranger.
Qua si fa sul serio.
Ricapitolo per chi non fosse pratico con l’inglese: Steven Seagal, in persona, come se non avesse abbastanza hobbies, da vent’anni (!) è vice-sceriffo a Jefferson Parish, Lousiana. Sul serio. Vice-sceriffo vero. A tutti gli effetti.
E Steven Seagal: Lawman è il reality show che lo testimonia.
Lo dice lui stesso nel trailer: “È tutto vero, non è uno scherzo”.
E anche la voce fuori campo è molto chiara in proposito: nessuna sceneggiatura (come se si notasse), nessuno stuntman (lo si capisce nella breve inquadratura un cui lo si vede correre), nessuna seconda possibilità (KA-BOOM!).
E magari voi pensavate che Tony Jaa fosse hardcore.
Ragazzi, ve lo dice uno che da un paio d’anni ormai quando accende la tv è soltanto per vedere Cops: se questa non è in assoluto l’idea più geniale possibile che non coinvolga plateale pornografia, allora non lo so. E comunque l’idea di vedere Stevie che, oltre a spezzare polsi veri a gente vera, viene dotato di taser, per il sottoscritto è giusto ai limiti della pornografia (davvero, potrei fare un post soltanto sul “perché il taser è l’invenzione più spettacolare dei nostri tempi”).
La messa in onda è prevista per un imprecisato tardo 2009 sul canale americano via satellite “A&E”.
La corsa all’Evento del Secolo si fa apertissima, e Avatar è sempre più fuori dalla gara.

Bastardi senza gloria. E col culo pesante.

25/08/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

Inglourious BasterdsLa prima cosa che va detta è che Bastardi senza gloria con questo sito c’entra molto meno di quanto vuole farvi credere il trailer.
Siamo molto più dalle parti di Le iene che di Kill Bill. Ovvero: tutta roba che anche a farla a teatro non perderebbe nulla.
Chiacchere, chiacchere, chiacchere. Per 2 ore e 40.
Sia chiaro, a giochi fatti il film mi è piaciuto molto, però mi sento un po’ a disagio a parlare di sole chiacchere su un sito come questo, che tutto ciò che chiedeva era un’inquadratura delle mazzate di Eli Roth da un punto un po’ più ravvicinato della fottuta cima del Monte Bianco.
Ma qualche cosa ce l’ho da dire. Soprattutto in paragone a Grindhouse – Prova di morte.
Grindhouse: abbiamo due gruppi di quattro fighe che parlano del nulla più assoluto per un’ora a testa, finché finalmente non vengono inseguite da Stuntman Mike. Sì, sono carine da guardare, ma non hanno personalità, non dicono nulla di interessante e non portano avanti (quasi) nulla della trama. Amen.
“Basterdi” (avrebbero dovuto mantenere l’inclinazione pugliese nella traduzione): che ci crediate o no i dialoghi sono ancora più prolissi. Ma almeno servono a qualcosa, sono messi in bocca a personaggi letteralmente uno più figo dell’altro e ad attori veri quasi tutti in stato di grazia. Insomma: per amor di coincisione si potrebbero quasi tutti sfranzare della metà, ma tengono comunque incollati.

Lt. Aldo Raine (Brad Pitt)

Lt. Aldo Raine (Brad Pitt)

Attori tutti in stato di grazia e dialoghi che tengono incollati anche quando non dicono nulla: non ne capirò un cazzo di cinema, ma secondo me sono (anche) questi i sintomi di un grande regista. Ma se a qualcuno salta in mente di provare a imitarlo siamo fottuti.
Altre note non ne voglio fare, se non inchinarmi davanti allo spettacolare accento texano di Brad Pitt, allo straripante Christoph Waltz, a un Til Schweiger che meriterebbe uno spin off tutto suo e a Mike Myers che fa il Dottor Male truccato da Harvey Korman e chiamato “Ed Fenech” (triple whammy!).
E occhio a Diane Kruger che a un certo punto (NESSUNO SPOILER, LO GIURO) le succede una cosa che si capisce al volo che serve solo come scusa per quella che è forse ormai l’inquadratura tarantiniana più tipica in assoluto – non vi dico qual è, vi dico solo che si farà desiderare stile “la fa? non la fa?” fino a quando finalmente la fa e mi è venuto spontaneo fare la ola, e appena la vedete anche voi pensatemi. Anzi no, pensate a Quentin, quel vecchio porco.
Poi magari ne riparliamo quando esce anche in Italia.

DVD-quote suggerita

“2 ore e 40 di chiacchere, ma figo lo stesso!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Anteprima FF09: Zombie Women of Satan

24/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

zombie women of satanHo pensato che se non mettevo qualcosa di clamoroso di lunedì mattina non vi svegliavate. Ha funzionato? Bene.
Sono onesto: sembra il classico caso da manuale di “dove non ci arrivo col film, ci arrivo col titolo”. E il titolo… beh cazzo, quello non si discute. Zombie Women of Satan. Come si fa? Più di così dovevano solo chiamarlo “Guardati questo”.
Però sinceramente puzza di pacco lontano un miglio, per quanto sia capace di puzzare di pacco un film che prevede zombi, donne e Satana.
Il fatto è che a una settimana dalla sua prima mondiale al FrightFest non c’è un trailer, ma soltanto un sito ufficiale ancora in costruzione dal quale ammirare nel frattempo uno slideshow di formose pin-up insanguinate, in scatti un po’ cheap accompagnati da una musichetta da film porno. E c’è un poster che pare già pronto per l’edizione in VHS (se vi ricordate cos’era).
Ad ogni modo, dirige la spietata coppia di avvoltoi approfittatori delle nostre deboli menti formata da Warren Speed e, attenzione, quello Steve O’Brien che per coincidenza è anche direttore della fotografia dell’attesissimo cult dwarfsploitation ShortFellas (tombola!).
E visto che sono sadico, con tutte le pin-up insanguinate che potevo scegliere, qua sotto vi ci sbatto invece una foto di Warren Speed stesso che inizialmente avevo scambiato per Wes Borland (l’abbiamo scampata bella, eh?).

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Detto questo, vi farò prontamente sapere com’è – ci mancherebbe.

Il fermo-immagine del lunedì

24/08/2009 | il fermo-immagine del lunedì | di Nanni Cobretti

Grindhouse - A prova di morte
Grindhouse – A prova di morte