

Ho rivisto Il vendicatore e finalmente ho capito perché continuo a guardare i film di Steven Seagal, e con me milioni di persone in tutto il mondo.
Gente semplice, di bocca buona. Certo.
La solita storiella d’azione di un obeso alcolizzato. Certo, certo.
Sfottete pure se vi pare. Non è detto che un giorno non la paghiate anche voi. Non è detto.
In questo film, Seagal interpreta il ruolo a mio parere credibile di un docente universitario di archeologia, esperto in manufatti antichi cinesi, che si trova suo malgrado a fronteggiare il cartello globale delle Triadi.
Gli ammazzano la moglie e la migliore allieva, e lui le vendica. Avete capito? Le vendica.
Dice: “Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re”.
Perpetua lo scontro tra le rival schools. Qui Aikido versus Kung Fu. Vince l’Aikido.
Dice: “Dicono che bisogna ucciderne uno per fermarne cento. Io dovrò ucciderne cento per fermarne uno”.
A volte basta un uomo per fermarli tutti.
Dice: “Hai commesso un gravissimo errore. Hai ucciso ciò che avevo di più sacro”.
Non è la solita roba. Non lo è. Vi sbagliate di grosso. La lotta è interminabile, e chi non ci crede si guardi il finale di The One, dove Jet Li combatte per l’eternità contro tutti.
Confucio dice: “Non importa di che colore è il gatto. L’importante è che acchiappi il topo”.
Steven Seagal incarna i veri valori della vita. Ci sono i buoni e i cattivi. Stronzate chi racconta il contrario.
Dice: “Dov’è che vola la gru?”
In Nico, in Duro da uccidere, in Sfida tra i ghiacci, in The Patriot, in Il vendicatore, Steven Seagal parla il linguaggio dello zen. Il linguaggio della salvezza. Ho scritto salvezza. Volevo scrivere saggezza. Vedete che lapsus è capace di provocarti Steven Seagal?
Chi l’ha detto che le cose non sono bianche o nere ma hanno sfumature di grigio? Chi l’ha detto? L’ha detto Chuck Norris? Non mi pare proprio.
Steven Seagal se diventa tuo amico resta tuo amico per sempre.
Dice: “Mio caro amico”. E sta sicuro che non te lo sta mettendo nel culo.
Ci indica la via. Il Dao. In cinese: Tao.
Solo chi ha perso tutto come lui può capire cosa significa veramente Steven Seagal.
Chi non ha futuro.
Chi ha paura.
Sto dicendo: milioni di persone in tutto il mondo.
Dice: “Quel ragazzo ha bisogno di una possibilità, quella che mia moglie non ha avuto”.
Ho bisogno di Steven Seagal. Ho bisogno di Van Damme. Ho bisogno di credere in una possibilità.
Perché i buoni soccombono?
Perché i malvagi trionfano?
Esiste il libero arbitrio?
Esiste Dio?
Vedete che tipo di domande è capace di porti Steven Seagal?
Dice: “Il dolore fa parte della nostra vita”.
Vendetta. Riscatto. Giustizia*. Non esiste altro cinema.
E la serialità di questo ripetersi ha un solo significato, per dirla con Palahniuk.
Più la gente muore, più le cose restano uguali.
* (e un po’ di gnocca)





La prima cosa che va detta è che 
Ho pensato che se non mettevo qualcosa di clamoroso di lunedì mattina non vi svegliavate. Ha funzionato? Bene.




