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Menopeggio TV: L’alba dei morti dementi

Prefazione di Nanni Cobretti
Gentili telespettatori: quando entra un nuovo membro in redazione, è il caso di presentarvelo. Date il vostro caloroso benvenuto a Bongiorno Miike (dispiace per la sfortunata coincidenza con la recente dipartita di un leggendario quasi omonimo, ma è il suo nome vero e non possiamo farci nulla). Per ora, finché è in stage, lo schiavizziamo costringendolo a selezionare dalla guida tv i film che gli fanno meno cagare. Se poi sarà bravo chissà, magari lo facciamo anche uscire di casa. Con la cavigliera elettronica. Ma basta chiacchere, e via col pezzo. Allegr Violenza!

Minirecensioni in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

L’alba dei morti dementi
(Shaun of the dead)
shaunofthedead_us

DOVE: RAI 4

A CHE ORA: 23.25 (ma io la mano sul fuoco non ce la metto per nessuno)

  1. La traduzione demenziale (in tutti i sensi) del gioco di parole “Shaun of the dead”  è una di quelle cose che gridano vendetta davanti al Signore. Nell’impossibilità di prendere il traduttore, spellarlo, ricoprirlo di sale e esporlo al pubblico ludibrio, si chiede ai leggenti di non tenere conto del titolo italiano del film.
  2. Te lo spacciano per una commedia ma in realtà è un  horror con tutti i crismi. C’è il breakthrough, gli zombi (in inglese: zombies), i fiotti di sangue, le urla, etc. etc..
  3. Te lo spacciano per un horror ma in realtà è una commedia british con tutti i crismi. Mi dispiace… niente battute sullo sperma questa volta.
  4. Al contrario dei film horror canonici, la trama non serve solo a decimare i personaggi principali ma serve a decimare i personaggi principali e a fornire dei pretesti per fare ridere.
  5. Punto a favore: questi morti viventi sono creati secondo tradizione. Si muovono lentamente, mugugnano, mordono e vincono perché fanno numero e non perché corrono i 100 metri sotto i 9′ e 58” (con tanti saluti agli olimpionici di 28 giorni dopo).
  6. Punto a sfavore: nonostante le ottime intenzioni, non ci si spaventa tanto, né si ride tanto (al contrario di quanto accade per il Cartaio di Dario Argento dove sono assicurate grasse risate per tutta la famiglia).
  7. Effetti speciali completamente analogici e questo è bene.
  8. Don’t stop me now dei Queen, budella strappate e una soggettiva sparatutto tipo Doom: sembra Natale in casa Tarantino in realtà è il riassunto di un quarto d’ora di film.
  9. Se ne parli con gli amici definendolo un film geniale, ci fai un figurone.
  10. Ho visto di peggio: Severance – Tagli al personale.
.. e quindi avevamo pensato di tradurre il titolo del vostro film con "l'alba dei morti dementi". Che ne dite?

.. e quindi abbiamo pensato di tradurre il titolo del vostro film con "l'alba dei morti dementi"...

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13 Commenti

  1. Ehi, a me Severance mette tenerezza. Non vale.

    (ben arrivato)

  2. mia moglie (Thornetta Diesel) continua a sfottermi per questa cosa di considerare Il Cartaio roba serissima, ma perchè negarmi il piacere di dirlo una volta di più.
    Roba serissima.
    Occhio.

  3. Miike

    @Dolores: dopo la chiusura di Guantanamo e il divieto di waterboarding, Obama ha assicurato che toglierà Severance dal commercio.
    Ma fra un po’ che ad oggi è ancora il migliore coadiutore all’intterrogatorio di terroristi.
    E non lascia segni sul corpo.
    (Grazie, lieto di essere tra di voi. Molto lieto.)

    @Wim: la morte artistica di un regista è sempre roba seria.

  4. cmn

    così, una puttanata en passant, nei contenuti speciali del dvd è spiegato che hanno scelto i nomi dei protagonisti in modo che facciano rima con il loro destino nel film ad esepio Shaun con reborn Ed con dead etc.

  5. … e David (Daffs), who goes through the glass.

    Sto portando mio figlio a vedere il Cattivo Tenente 2. Segue post.

  6. RegazzinoFromHell

    Lo trovo un film niente male, se poi ci mettete che Zio George ha scelto attore protagonista e regista per un cameo su Land of the Dead…..

  7. Miike

    @Dolores: credo che tra Ferrara e Herzog ci sia una di quelle rivalità astiose tipo quando ti fregano la ragazza al liceo.
    O uno smutandandamento in pubblico.
    Vecchi asti ma che non si dimenticano.
    Ferrara fa un film con Scamarcio?
    Herzog fa un remake di un capolavoro di Ferrara e ci mette dentro Eva Mendes e Nicholas Cage.
    E lo presenta a Venezia.
    Roba che in un confronto all’americana Herzog vince a mani basse…

  8. Miike

    @Ragazzino: il film ci sta. Ci mancherebbe. Però si può fare di più (Tozzi-Morandi-Ruggeri con gli occhiali alla Elton John)

  9. rae

    lo avrete giaì letto tutti ma fa sempre ridere:

    After the film was first announced, Ferrara was quoted as saying “As far as remakes go, … I wish these people die in Hell. I hope they’re all in the same streetcar, and it blows up.” When asked later for his response to Ferrara’s statements, Herzog stated that he does not know who Ferrara is, saying “I’ve never seen a film by him. I have no idea who he is.”

  10. dan galvano

    che dio fulmini i distributori italiani.
    sempre di edgar wright, godibile anche hot fuzz.
    ma non all’altezza di shaun of the dead

  11. Miike Bongiorno

    @Dan Galvano: chiedo venia per il ritardo nella risposta.
    Ordunque: Hot Fuzz è anche lui un filmetto che funziona, ci mancherebbe.
    Meglio dei prodotti di Wright and co. al momento non ce n’è.
    Al momento…

  12. Il Fisico

    Riesumo il post.

    IMHO, Severance non regge assolutamente il confronto con nessun film. Però usando il solito metodo dell’accendere il DVD-player, lasciar scorrere il film con il mute, svolgere qualche calcolo di meccanica quantistica e rimettere l’audio sull’ultimo quarto d’ora, diventa un ottimo corto e la carica delle valkyrie tette al vento e mitra alla mano è una scena che può smuovere i sentimenti e far scendere anche una lacrimuccia.

One Trackback

  • Scritto da La linea comica: Tucker & Dale Vs. Evil « I 400 calci il 09/05/2011 alle 07:02

    […] horror comici è uno e uno solo: non fanno ridere. Che, se ci pensate, è un problema non da poco. Shaun of The Dead ha fatto più danni della grandine. Il danno più grosso è quello di aver convinto moltissimi […]

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