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Valhalla Rising: poche mazzate ma tanti paesaggi

Ne avevamo parlato all’uscita del trailer e, puntuali, appena c’è stata data l’occasione di vederlo in pellicola, ci siamo fiondati. E c’è la surprise. Valhalla Rising, il film di Nicolas Winding Refn, l’autore della trilogia di Pusher, non è un film fatta solo di vichingi che si pigliano a mazzate dall’inizio alla fine. È il tentativo del regista della trilogia di Pusher di fare Malick. Allora, io non ho visto la trilogia di Pusher e neanche Bronson. Però, avendo abbastanza immaginazione, posso sognarmi che la trilogia di Pusher… a cosa somiglierà? Boh, sarà un film su degli spacciatori danesi che fanno quelle cose tipo fare brutto a tutti e regolare dei conti legati allo spaccio della droga tramite mazze da baseball. Avranno magari anche tanti tatuaggi. Non lo so… mi baso sui trailer. Mentre Bronson me lo figuro un po’ come una sorta di Chopper danese. Girato però in Inghilterra. Dallo stesso regista che ha messo la sua firma in calce, sapete dove? Sulla trilogia di Pusher. E questo? Questo è un film lento, fatto di paesaggi, di primi piani, di sequenze statiche e di piccole e incontrollate esplosioni di violenza. Se volete distante da quello che solitamente trovate qui.

"senti che storia stò drone di chitarra..."

"senti che storia 'sto drone di chitarra..."

La storia è questa: gli dei delle Terre del Nord stanno subendo l’invasione dei cristiani. Quella grandissima cartola di Mads Mikkelsen è One-Eye, un guerriero senza nome, senza patria, senza parola e senza un occhio. Viene tenuto come un cane feroce da un capo nordico che lo utilizza come guerriero per dei violentissimi scontri (e qui ci sono delle brevi mazzate sporche e violente come non mai). Si libera e, insieme a un bambino biondo, vaga e vaga e vaga. Vaga fino ad incontrare dei cristiani che lo invitano a seguirlo verso la Terra Promessa. Dopo un viaggio allucinante giungono in una landa inospitale dove le cose non fanno che peggiorare, fino a un inevitabile – quanto pedantemente metaforico – sacrificio.

I festeggimanti dopo la prima del film

I festeggiamenti dopo la prima del film

Valhalla Rising non è male. È un film lentissimo, diviso strutturalmente per capitoli, che predilige una staticità quasi teatrale a una messa in scena che, sulla carta, ci immaginavamo diversa: continui primi piani. Paesaggi ingombrantissimi, freddi e grigi. Immagini (digitali) sporche e sgranate. Piccoli lampi colorati che bucano un tempo che sembra immobile. Se proprio non si vuole scomodare Malick (per lo meno nel tentativo di far parlare la Natura al posto degli uomini) possiamo dire che sembra di assistere a un interminabile slide show di possibili copertine di dischi di drone metal. E per chi scrive questo non è assolutamente un male.

Chissà se mi chiamano per il film su Burzm?

Chissà se mi chiamano per il film su Burzum?

E la colonna sonora ovviamente è perfetta in questo senso. Sembra di sentire qualcosa di Harvestman (progetto di Steve Von Till dei Neurosis… che, ok, ha fatto anche la colonna sonora di un altro film ma non vi diciamo quale). E su quelle note, immobili uomini con la barba circondati da monti verdi e da gigantesche nuvole grigie, stanno di profilo ai margini dell’inquadratura brandendo svariate armi da taglio. Nicolas Winding Refn fa di tutto per dimostrare di avere un’idea di composizione del quadro invidiabile. Spesso ci riesce, colpisce nel segno (la lunga sequenza del viaggio in nave è veramente affascinante) ma qua e la scassa francamente i maroni e alla lunga, tra preveggenze e telefonate metafore cristologiche (e odinologiche), sembra alzare troppo il tiro. Peccato perché (marchio registrato): “l’unione tra un guerriero invincibile muto e misterioso e un bambino indifeso che abbandona una situazione disperata per seguire idolatrante il suo eroe da distante per poi instaurare con questo un rapporto di amicizia ma che poi è anche un po’ paterno“, urla pieni polmoni tag team! di film a noi cari (pensate a questo, ma soprattutto a questo… grazie Dolores.) Ma per il resto si parla di altro cinema.

Oh, ti dico che funziona! Shorty & Indy, anyone?

Oh, ti dico che funziona! Shorty & Indy, anyone?

DVD-quote suggerita:

“Se vuoi i vichingi e dell’ignoranza, và che c’è Outlander… ”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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12 Commenti

  1. Cleaned

    Un balla coi lupi quindi? Me lo aspettavo molto più movimentatoooo!

  2. no, no.
    movimentato proprio no.
    però oh… più ci penso e più mi convince…

  3. Yuri

    Dite che Valhalla Rising non è male e poi prendete per i fondelli Escape from L.A.?
    Per me siete completamente bolliti…

  4. ci sono tante firme su questo sito.
    anyway…

    http://images.wikia.com/openserving/sports/images/1/13/Irony_Detector.jpg

    (per quanto mi riguarda tutto quello che ha la firma carpenter, è da nobel… )

  5. Della serie…pensavo di aver acquistato l’ultimo album degli Amon Amarth e mi sono ritrovato con quello degli Harvestman…

    Le mie aspettative partivano alle stelle perché i vichinghi sono una cosa seria e non si scherza…ma ho paura che stavolta Refn si sia preso un po’ troppo sul serio e abbia fatto un film più pretenzioso di quello che poteva permettersi.
    Stupenda avventura visiva per chi adora come il sottoscritto fiordi e crinali boscosi nella nebbia…ma tutto questo simbolismo a mio parere non c’è.

    A margine, questa dei 400calci è di gran lunga la recensione più intelligente su questo film che si trova in rete, di norma si leggono una marea di cazzate.

  6. Just simply Come from enjoying Valhalla Rising it is actually definately one of the very best movies We have viewed this year.

  7. abraxas

    spam come se non ci fosse un domani…

  8. Hap collins

    M’ha fatto esplodere il pretenziosometro però tutto sommato m’è piaciuto, ha un’atmosfera malsanissima e te con quella foto dei Wolves in the Throne room hai vinto tutto!

  9. Simo

    boia, l’ho visto con un occhio solo mentre cucinavo il cous cous, e m’è piaciuto. anche il film dico. No perché, se non lo sapete, faccio un cous cous della madonna.

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