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Due o tre motivi per andare o non andare a vedere Nemico Pubblico

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In merito a Public Enemies abbiam deciso di fare le cose in -ragionevolmente- grande. Un parere PRO e un parere CONTRO, così che potrete rimanere della vostra idea senza far torto a nessuno. Cominciamo dal trailer, poi un sì e un no.

VOTA (di Wim Diesel)

La prima cosa sono i pori. Nel senso: la mia morosa (Thornetta Diesel) mi ha spiegato la pulizia del viso e l’estetista compiacente che ti svuota ogni poro della faccia con un ferro tipo quelli per togliere il tartaro. Ecco, a un’occhiata superficiale pare che un terzo del budget di Nemico Pubblico sia andato via in pulizia del viso.

BUTTERATO is the way

BUTTERATO is the way

La seconda cosa è il suono degli spari. Sarebbe la prima cosa, ma tra una banalità e l’altra ho preferito i pori. Cioè, per qualcuno Nemico Pubblico potrebbe essere la prima occasione di vedere un film di Mann Miike al cinema: se è il vostro caso, sappiate che va fatto in primo luogo perchè gli spari suonano davvero come essere in guerra, anche senza il cazzo di dolby del dio. Con tutta probabilità un altro terzo del budget è andato via in tecnici del suono scoppiati tipo John Travolta in Blow Out.

Fatte salve le prime due, potreste volervi andare a vedere l’ultimo film di Mann Miike per un sacco di altre ragioni. Tipo che c’è Channing Tatum, fa un’apparizione di mezzo minuto nel ruolo di (col cazzo che te lo dico) e non lo riconosci perchè in giacca e cravatta sembra quasi senza collo. È uno dei due miliardi e mezzo di inside jokes di cui Mann Miike ama infarcire i suoi film, tipo che non sono convinto ma forse sì il direttore della prima banca è Bruce McGill o forse no o forse un suo clone -non ho ancora deciso- mentre Giovanni Ribisi è davvero Giovanni Ribisi, e anche Lelee Sobieski sembra essere davvero lei. Billy Crudup nella parte di Edgar Hoover è roba da rimanerci di merda, Stephen Graham è un tortello da oscar, Stephen Lang è il più tosto di tutti. Christian Bale al confronto ci fa una figura di merda.

Immagine 9

BUTTERATISSIMO is the way

E poi certo, è un film molto romantico. Un film romantico di quelli che se ti arriva addosso un proiettile ti scava UN CRATERE. Un film romantico di quelli che di tanto in tanto Johnny Depp s’incanta a scrutare l’orizzonte come Sonny Crockett, mentre le camere a mano gli sparano un bel primo piano dei pori aperti dall’estetista e intorno a lui i personaggi fanno cose talmente brutte e senza cuore che sembra siano stati copiati da qualche gang di uno spin-off gangsta dell’Uomo Ragno disegnato da John Byrne. È così romantico che due giorni dopo ti sei svolto la paranoia principe in merito a Public Enemies, vale a dire che con tutti i morti ammazzati che ci sono la cosa che più ti rimane davanti agli occhi è quanto è figa Marion Cotillard col dente storto che fa capolino in mezzo al sorriso. C’è un sacco di altre robe a cui prestare attenzione, volendo: colonna sonora da sturbo, facce da galera, gente in gamba, nessuno fuori parte, vestiti di lusso, banche tiratissime, Little Bohemia, una delle più belle scene di sesso casto degli ultimi anni.

artsy fartsy b/n for dummies

artsy fartsy b/n for dummies

Dal punto di vista dello script, Public Enemies è un incubo. Preso atto di quanto sia difficile portare la biografia di Dillinger sullo schermo, si decide di prendere un pezzo particolarmente significativo, piazzarlo sullo schermo e affogarlo nel sangue. Mestiere del gangster-movie, anno 2009: girare come se stessi dentro un sogno, ogni tanto buttarci qualche dettaglio di bassa macelleria, jazz da camera, bretelle, brillantina, mitragliatori, macchine d’epoca e un paio di comparse coi baffoni. Il reparto costumi si sbizzarrisce, con il risultato che voglio un soprabito più di ogni altra cosa al mondo. Una buona notizia: verso la fine del film c’è l’equivalente della scena del lupo, quella di Collateral intendo. E poi si va incontro al gran finale, con quella strana calma che trasuda risolutezza da ogni poro. Qualcuno vince e qualcuno perde, come nei film di una volta, e quando si accendono le luci ti sei fatto sgamare dagli amici mentre piangi come una fontanella. Grande cinema.

bonus video: gli Audioslave.

:)

VOTA NO (di Casanova Wong Kar-Wai)

How You Sell Soul to a Soulless People Who Sold Their Soul?

Perché no? Ve lo dico perché no. In primo luogo, un film che racconta la storia di un gangster, un gangster come John Dillinger, non può essere noioso. E invece Nemico Pubblico mi ha annoiato. Capisco che questa sia una considerazione personale, e uno arrivato qui potrebbe già dire “vabbeh, ma a me cosa me ne frega…”, però io ve lo dico: Nemico Pubblico è noioso.

Mi sono divertito di più a recitare nei G.I. Joe... qualcuno s'è accorto che ero qui?
Mi sono divertito di più a recitare nei G.I. Joe… qualcuno s’è accorto che ero qui?

Ma non è per una questione di ritmo o perché i personaggi stanno zitti guardando l’orizzonte e pensando ai loro problemi personali. No, qui c’è un criminale, una donna da amare e uno sbirro che li insegue. Attorno a loro gente vestita bene che spara. Sulla carta quindi, una bomba. Invece sbadigli au go go. Perché la sceneggiatura di BennettMannBiderman, non va da nessuna parte. Non ci si riesce ad appassionare a nessuno dei tanti temi trattati. Io, come Marco Ferradini, “parlo da uomo ferito“: ho un grosso amore per Mann, ma proprio per questo mi sembra giusto notare come Nemico Pubblico sia veramente poco riuscito. Soprattutto se consideriamo che – proprio perché parliamo di Mann – c’era la possibilità di fare di molto meglio. Sia Dillinger che Purvis sono due personaggi estremamente manniani: tutti e due protagonista sul palco della Storia ma, a causa delle contingenze, impossibilitati a piegarla o comandarla a loro piacimento.

E cinque minuti dopo che sarete usciti dalla sala, non vi ricorderete più di me...
E cinque minuti dopo che sarete usciti dalla sala, non vi ricorderete più di me…

Purvis che sottostà a ordini infelici e uomini privi di qualità. Dillinger che millanta di poter fare quello che vuole, di poter andare dove vuole, e invece si trova costretto a fare cose perché comandato dalla disperazione o da altri fattori. Peccato però che non ci si affezioni ne all’uno ne all’altro. Di Purvis soprattutto non ci rimane nulla. Ed è un peccato. Come è un peccato che le considerazione su una crime story che ha modificato il modo di intendere il crimine organizzato in un Paese che ora come ora vive una crisi economica grave, sia anche in quel caso superficiale nel trattamento. Come è un peccato che Mann abbia perso la misura nell’alternare pellicola e digitale. Se un tempo i suoi film avevano dei bruschi cambi dovuti alla differenza di mezzo, qui la scelta sembra quasi casuale e non sembra aver nessun tipo di significato o motivazione.

Io sono testimonail Dior, ciccio... altro che vestiti da tre dollari...
Io sono testimonial Dior, ciccio… altro che vestiti da tre dollari…

E basta con queste cazzo di fotografia di Spinotti che bella, eh? Peccato che l’idea “oh, oh, gli anni ’30 a Chicago! Formidabili quegli anni!” sia qui di una piattezza posticcia e cialtrona… Le sparatorie poi mi sono sembrate disordinate, sciatte e – pensate alla sequenza in discoteca di Collateral, alla sparatoria finale di Miami Vice – di “prassi”… vabbeh, è un film con uno che va in giro con una mitraglietta, ma non per questo le sparatorie (se escludiamo 4 secondi nella sequenza notturno ndurante il tentato arresto di Baby Face) devono apparire come un riempitivo. E sono riuscito a non dire ancora nulla sulla cosa peggiore del film:Johnny Deep. Che palle Johnny Deep. Non fa niente Johnny Deep se non essere sempre a metà strada tra una recitazione controllata e una sorta di rip off delle sue cazzo di faccette nella saga dei Pirati salterini dei Caraibi. E qui, con la povera Marion Cottilard cosparsa di plastica nella fazza, danno vita a una storia d’amore di una noia e di una banalità sinistra. E la sequenza finale, cari miei, parla chiaro. Veramente… manco Marco Ferradini.

Va che faccetta che so fare! Va che roba! E garbo a tutti! Anche alle mamme!
Va che faccetta che so fare! Va che roba! E garbo a tutti! Anche alle mamme!

P.S. Certo, il sorriso di Dillinger che si esalta e freme guardando i visi di Clark GableWilliam PowellMyrna Loy è uno di quelle cose che possono fare solo i grandi (oltre a rappresentare il secondo grande esempio di film della stagione che ha la sua conclusione in un a sala cinematografica…), ma è solo l’unico brivido di un regista che ha tanto altro da dare.

Bonus. La vera fuga di Dillinger.

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31 Commenti

  1. Cleaned

    Me ne frego se è tratto da una storia vera. Hanno già fatto davvero troppi troppi film sul più grande criminale (truffatore/spacciatore/ricettatore/prova a prendermi) della storia.

    Basta. A sto punto preferisco i Collateral completamente inventati.
    O era basato su fatti realmente accaduti pure quello?

  2. a me una volta mi ha attraversato la strada un lupo, ma ero a Scandicci.

  3. (scherzavo) secondo me cmq qui realtà e realismo sono due delle cose di cui meno frega.
    semmai il fatto che sia la storia di dillinger (che credo in America sia un po’ come fare un film su Gesù, nel senso che tutti conoscere la storia e non ti devi sbattere a spiegar nulla) permette di sbattere tre o quattro momenti in fila e farci una specie di film a compartimenti stagni. evasione, rapina, billie frechette, arresto, fuga, vita di merda, little bohemia, conclusione.
    (che poi tutto sommato è lo schema di collateral, che era diviso sulla base degli omicidi)
    non so, a ripensarci io ho apprezzato molto.

  4. Uwe Pòll

    presente per lupi che attraversano.

    Ma… è un’impressione mia o Bale a tutti gli effetti interpretazioni davvero degne di nota ne ha date solo due o tre? American Psyco, L’uomo senza sonno (considerando che c’è anche tanto di fisico lì), 3:10 to Yuma, The Prestige… poi varia da ruoli davvero tirati via o interpretazioni sotto la media.
    La tiro troppo lunga dicendo che per (pochi) lavori azzeccati e tanti mediocri è un tantinello sopravvalutato?

    E, vi prego ridate a Depp la voce di Rossi, Boccanera non si può sentire sembra che parli sempre Jack Sparrow.

  5. sarebbe stato figo usare rossi per entrambi magari -cmq sono due che al doppiaggio han sempre sofferto pesantemente. secondo me per depp boccanera è un buon compromesso. di christian bale la voce originale è ingestibile -e meno male- ma in nemico pubblico m’è venuto da rimpiangere santamaria…

  6. Lou

    Se prima di questo film me ne fregava poco (dove c’è Depp, di solito, non ci sono io e mi va benissimo così), adesso dovrò darci almeno un’occhiata per capire che razza di film è, visto che manco i400calci è riuscito a darmi un parere definitivo.
    Solo a pensarci mi viene voglia di stare a casa a rivedere Troppo Belli.

    Poscritto: applausi a Casanova per il video dei DEP. Tornasse Patton salterei in toto Depp, Troppo Belli e tre giorni di sonno per buttarmi ai Suoi piedi e chiedergli di calpestarmi mentre recita una frase random da The Darkness. Se per caso passa anche Kirk Acevedo, può unirsi alla festa. Ma ho come l’impressione che questo poscritto non dovevo pubblicarlo.

  7. concordo sul: “film noioso anche se fa di tutto per non esserlo”
    concordo sul: “le facciette di Deep…che palle!!”
    concordo sul: “è da vedere come background…ma non perchè è da vedere!”

  8. Wim io una volta ho preso un lupo con l’auto…ma ero davvero a Città di Castello!!!

  9. chiedete a Italiansub di sottotitolarlo….e beccatevi Deep originale

  10. Nicola

    ehy… io concordo con entrambi i pararei!
    Bale qui quel poco che fa lo fa bene, il problema è che non ha spazio.

  11. Nicola

    ah il problema di Bale è che sta scegliendo ruoli sbagliati in film sbagliati.
    Bale deve fare lo scoppiato o il complessato.
    Non il razionale ed il composto.

  12. RegazzinoFromHell

    A me Bale sta sulle Balle, sarà perchè per me l’unico bruce Waine è Michael Keaton (per non parlare del doppiaggio, ma quella non è colpa sua)

  13. Ratto Reietto

    L’unico Bruce Wayne è Adam West.

  14. Ratto Reietto

    A proposito di Dillinger, qualcuno ha visto quello di Milius?

  15. tra l’altro io posso pure apprezzare i pori,
    ma per quanto riguarda gli spari meno di niente
    visto nella sala più grande di un cinema centrale di milano
    e il volume era titalmente assente.
    pim! pim! pim!
    e comunque sono molto depresso
    di aver scritto un perché no su mann.

  16. Cleaned

    @Wim Diesel

    Però, scegliendo la via del biopic poi me lo devi necessariamente riempire di TANTE date, personaggi, nomi, cose, città e animali da ricordare. Dettagli documentaristici che potrebbero generare confusione>noia.

    O no?

  17. beh non per forza, e cmq public enemies non è un biopic. è solo che la storia è quella. tu come narratore ti poni il problema di cosa raccontare e come farlo e cosa lasciar fuori eccetera. in questo mi viene da dire che nemico pubblico è molto manniano, e la mollo qui perchè mi sto sentendo giona a.nazzaro.

    qui l’audio era bello alto e me la son goduta un mondo.

    i dillinger escape plan dovevano sciogliersi quando ha mollato dimitri minakakis.

  18. Nicola

    Per ora il miglior esempio di film a taglio documentaristico per me rimane Zodiac di David Fincher.
    Ti riempie di nomi, date, luoghi quasi da non capirci più un cazzo… ma comuque ha un ritmo serratissimo, riesce a crearti tensione in qualsiasi momento e gli omicidi sono talmente crudi e ben realizzati che varebbe la pena guardarlo anche solo per quelli.

    Finito il film non t’accorgi neanche siano passate 2 ore e 20.

  19. beh non so allora preferisco un jfk, o un tutti gli uomini del presidente…

  20. Filippo

    Non penso che si possa parlare di realtà o realismo in questo caso e nel cinema in generale. Per tutte le opere di fiction è più consono parlare di verosimiglianza. Non è nemmeno proficuo fare confronti con altri film (a meno che non sia esplicitamente richiesto).
    Voto per il si, Nemico Pubblico mi è piaciuto per quanto sia imperfetto. Ho la versione sottotitolata, ma non l’ho vista, sono andato al cinema e Depp l’ho apprezzato molto (per quel che si può apprezzare dal doppiaggio). La ripresa digitale disturbava parecchio le scene d’azione (non credo fosse il contrario) che ad ogni modo non mi sono sembrate inguardabili o incomprensibili (ho visto di peggio). Ma soprattutto non mi sono annoiato.

  21. caro Wim non so da voi ma Public Enemies dalle mie parti è uscito mesi fa ed è già in home video; da amante di gangster movies questa roba è noiosissima, tipo dopo un ora mi chiedevo “ma quando finisce?”

    Speriamo che Tim Burton richiami presto all’ovile Johnny Depp perchè tra inutili sequel di pirati e boiate come queste è davvero sprecato

  22. Cleaned

    @Nicola

    Ecco, io ho comunque preferito il “creativissimo” Seven al “documentaristico” Zodiac.

    Zodiac è interessante e ben girato ma… proprio perché è tratto da fatti realmente accaduti sai già come andrà a finire la storia. Io sono più per la fiction da sognatore che si può permettere il lusso di infilare nel film un sacco di “cazzate”. E’ il motivo per cui preferisco Commando a Black Hawk Down :P

  23. Nicola

    Credo non ci sia neanche da discutere su quanto sia meglio seven rispetto a zodiac.
    Ma il punto è un altro: per il tipo di film che sono secondo me non dovrebbero neanche esser accostati.

    Quello che lodo di Zodiac è che pur essendo un film che ti riempie di nomi, indizi, indirizi, date e dati ha un ritmo talmente serrato che non ti annoi.
    Non c’è un solo dialogo o momento che non sia utile alla storia.
    E più di una volta riesce anche a metter i brividi. Cosa non facile per un film del genere.

    Ecco invece Nemico Pubblico m’ha lasciato indifferente per quasi tutta la durata del film

  24. David

    Premesso che NON adoro Mann, che sono un uomo(etero), che J.Depp sembra più “gommoso” che mai, che fare un film gangster nel 2009 è un suicidio, e che le storie d’amore in questi film sono d’un patetico/smieloso che metà basta, alla fin fine pur trovandolo veramente inutile, me lo sono guardato…e qualche ka-boom! e qualche bang-bang ta-ra-ta-ta m’hanno pure tenuto sveglio.
    Poi..certo, la regia è da paura, il montaggio, la fotografia ect ect ect….ma a che pro?

  25. Filippo

    @ David
    A che pro? Bé perché sono dei PROfessionisti, perché sono dei perfezionisti, perché è un’industria, perché il peggior film americano ha una fotografia migliore del più bel film italiano. Se un film ha un basso budget non ha necessariamente fotografia, montaggio, regia, ecc, pessimi, non è giustificato.
    Hai detto che il film è inutile, e va benissimo, ma sarebbe interessante sapere perché (?).

  26. david

    Perchè?
    …non dà e non toglie niente al genere, perchè è solo mestiere o poco più, perchè..una storia un minimo originale fa così schifo ai giorni nostri?, perchè a me personalmente non frega niente.
    Lo so, lo so, è una spiegazione da fermata del bus..ma che vuoi che ti dica…l’ho trovato piacevolmente inutile, forzato, piatto, e troppo patinato per i miei gusti..

  27. Io sono per il sì.
    Però vi prego, BASTA scrivere Johnny DEEP. Sono due P, è facile.

  28. Filippo

    @ David
    Grazie mille, a me va benissimo la spiegazione che hai dato. Volevo solo capire.

  29. Arisio

    Pollice verso……una noia.

    A.

  30. AxelFolle

    è il film di Mann che ho visto più volte, ed è l’unico film di Mann insieme a “La Fortezza” a non avermi convinto. Se su “La Fortezza” sono assolutamente convinto che sia un film non riuscito per via di uno script profondamente fallato e quindi con una costruzione del racconto inconsistente, su questo “Public Enemies” ho dei dubbi che sia io a non averlo ancora afferrato durante queste visioni, opera su cui ho cambiato opinione veramente tante volte e su cui ancora non ho idea se mi sia piaciuto o meno.

  31. Ruper Tevere

    Io ho trovato la recensione solo perché stavo cercando post in cui si dicesse di Johnny Deep quello che merita e niente, sono abbastanza soddisfatto.

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