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Survival of the dead: per un pugno di zombi

survival of the deadIl prossimo che mi dice che Romero è rincoglionito lo meno.
Il vecchio Georgie ha un solo problema: se in un film non ci mette gli zombi e non lo chiama “[inserire qui] of the dead”, non glielo finanziano. Ormai è incastrato. E lui ci ha provato a fare altre cose, eh? E invece ciccia. Lui, che ormai ha i suoi 69 anni suonati, si è ormai rassegnato e ha imparato a scherzarci su, chiamando la sua casa di produzione “Blank of the Dead”. Ma limiti strutturali a parte, dobbiamo solo baciarci i gomiti che alla sua età riesca ancora a girare solo quando ha davvero un’idea nuova. E il peggior Romero è sempre più interessante di qualsiasi zombi veloce apparso finora.
E insomma, qual è l’idea di Survival of the Dead? Innanzitutto c’è la novità di un collegamento esplicito al film precedente, tramite personaggi secondari di Le cronache dei morti viventi che qui diventano protagonisti. E poi, per una volta, la metafora sociopolitica non sembra essere l’obiettivo principale. C’è un attacco al fanatismo religioso e alcuni spunti etici (e se gli zombi fossero addomesticabili o addirittura curabili?), ma stavolta il George pare concentrato più che altro a divertirsi ad appiccicare il suo solito pessimismo sul genere umano allo schema del western classico, con le due famiglie rivali – una leggermente più “buona” dell’altra, ma nessuna delle due completamente nel torto o nella ragione – e le dispute per il territorio, un’isola sperduta nel pacifico in cui è tutto sommato facile contenere il diffondersi dello zombismo. Mai come stavolta, forse, si ha l’impressione che potendo avrebbe girato qualcos’altro. Eppure riesce lo stesso non solo a non risultare pretestuoso e continuare a sfaccettare sempre di più la sua idea di morto vivente, ma anche a infilarci siparietti riusciti come la “pesca allo zombi”, e un paio di omicidi da applausi. E se da una parte il film risulta inevitabilmente più spensierato del predecessore, dall’altra i personaggi gli riescono decisamente meglio, sicuramente anche per la mancanza di quella voce narrante fuori campo che rendeva Le cronache un po’ troppo didascalico.
Durante il FrightFest di Halloween 2007, George ha confessato che il suo unico desiderio ormai è riuscire a girare un altro film prima di morire. E poi un altro, quando “torna”. Dovesse succedere, guai a chi gli spara in testa.

l'ho detto che uno dei protagonisti è la versione incazzata di Capitan Findus?

l'ho detto che uno dei protagonisti è la versione incazzata di Capitan Findus?

DVD-quote suggerita:

“L’ennesimo colpo di classe di un intramontabile Maestro”
Nanni Cobretti, i400calci.com

(ecco, questa è esattamente la tipica fascetta che si legge spesso sui dvd, e che ogni volta che la leggo non mi fido per un cazzo… però chissene, lo penso davvero)

>> IMDb | Trailer

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13 Commenti

  1. Calindry

    Non c’entra una mazza, però è uscito in dvd Laserblast – L’uomo laser. Audio video pessimi.

  2. Comunque “Per un pugno di zombi” sarebbe il titolo perfetto per una rilettura in chiave western dei film coi morti deambulanti. Alla regia ovviamente Rob Zombie

  3. ecco a me proprio il didascalismo insistito (non solo nella voce narrante, ma anche dei dialoghi) di Diary non me l’aveva fatto digerire tanto, ma son fiducioso su Survival, del quale però è la quasi prim volta che leggo una difesa. Tutti mi parlavano di un tracollo anche peggiore. A me l’idea di questi zombie in terra western garba assai.

  4. Io quelli di Romero che hanno a che fare con i morti viventi li ho amati tutti, ma proprio tutti, per un motivo o per un altro. E se qualcuno mi dice, com’è capitato, che l’ultimo di Romero non è questo granché, prima gli do una testata fortissima (a costo di rompermi la mia, com’è probabile che accada), poi non gli credo.

  5. @calindry: cazzo! io ci sono cresciuto con L’uomo laser… da bambino sognavo troppo anch’io di trovare un cannone laser per strada e passare un’ora e mezzo a sparare a qualsiasi cosa finche’ non venivo disintegrato dagli alieni…

    @benway: io girerei anche “Per un pugno a Rob Zombie” – cosi’, solo perche’ suona bene

    @noodles: tracollo sticazzi, io non so come faccia ma il George ha sempre una marcia in piu’ degli altri

    @deep: fai bene

  6. @Nanni: pensa che colpo che sarebbe stato trovare un laser per strada avvolto da pagine di giornaletti porno. Ma L’uomo lupo contro la camorra l’hai visto? Ti ho scomodato persino su Fb sopra questo argomento.

    @Benway: Qualcosa in chiave zombie western esiste. Si chiama Chopper Chicks in Zombie Town. Non c’è la vera e propria mitologia western, però c’è molta polvere.

  7. Si’ ci hai ragione, pero’ non sono ancora riuscito a rintracciarlo…

    Sugli zombi western invece vi tiro fuori qualcosa io tra qualche giorno, aspettate fiduciosi :)

  8. @Nanni: Basta che il sequel sia “Per una botta a Sheri Moon”.

    @Calindry: Grazie per la segnalazione.

  9. david

    Oh, ma sti zombie non muoiono mai?!

  10. ratto rovina tutto

    Bello, non in modo assurdo ma bello.
    Il migliore dopo la trilogia storica, per quel che mi riguarda.

    E Captain Corageus, se lo guardate bene, assomiglia a Johnny Cash.

  11. BruceCampbell

    Bellissimo. Impagabile averlo visto in sala a Venezia. Impagabile anche leggere i punteggi datigli dai vari quotidiani. Tutti 1 stella tranne Il Manifesto e Il Giornale: 5 stelle. Se metti d’accordo quei due vuol dire che sei l’Unico e il Solo in grado di fare quello che vuole con gli zombi.

2 Trackbacks

  • Scritto da Menopeggio TV: Turistas « I 400 calci il 20/11/2009 alle 12:31

    […] horror è sempre quella: se non ti fai li strafattacci tua muori. Quindi, a meno che non ti chiami George, attieniti alle regole del gioco. Per cortesia. […]

  • […] fondo. Zombieland da un certo punto di vista è il peggio che si possa immaginare: è come beccare George A. Romero al Plastic di Milano. È uno zombie con una felpa gialla e una magliettina a righe. I Bloody […]

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