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All of a sudden, I miss 2013 La Fortezza

ma che t'han fatto al collo, poverino

ma che t'han fatto al collo, poverino

Il replicante è un essere umano sintetico superdotato, che qualche multinazionale ha progettato e realizzato per fornire schiavetti a buon mercato per lavorare al largo dei bastioni di Orione. I replicanti hanno una mente propria e sono capaci di rivoltarsi e piantare dei gran casini. Io non so leggere, quindi a quanto ne so i replicanti sono stati inventati nel 1982 per Blade Runner. Nel Mondo dei Replicanti di Jonathan Mostow non c’è nessun replicante. Nessuno, dentro al film, fa riferimento ai “replicanti”. Non c’è nessuna comparsata di Rutger Hauer, manco alla fermata dell’autobus, anche se mi avrebbe fatto piacere. L’unica altra volta in cui mi sono sentito così male in merito a questo è stata quando mi hanno raccontato che ne L’amore ai tempi del colera NESSUNO si ammala di colera; in questo caso la colpa è stata di chi ha deciso di tradurre “liberamente” il titolo originale, cosa per la quale in linea di principio non s’incazza quasi più nessuno a parte i blogger. Comunque credo sia giusto condividere con voi alcune cose a caso che ti vengono in mente se vai a vederti Surrogates, o appunto Il mondo dei replicanti.

La prima è che Jonathan Mostow non può continuare a godere della mia eterna stima solo sulla base del fatto che ha realizzato il secondo più bel western degli anni novanta (Breakdown).

La seconda è che il film si svolge quarant’anni nel futuro e le automobili hanno la stessa tecnologia e lo stesso design di oggi. Giugiaro ‘08 rules.

La terza è che il designer d’interni della casa di Bruce Willis e Rosamund Pike è –con tutta probabilità- uno che passa la vita a ribloggare foto e disegnini giapponesi e a sognare un mondo possibile nel quale qualcuno ha davvero il fegato di attaccarli ai muri.

La quarta è che, come in tutti i film sci-fi mediocri basati su premesse concettual/ideologiche concepite ex-novo (descrivere una suggestiva società futura su un canovaccio stile utopia VS distopia), l’intreccio fa schifo al cazzo.

La quinta è che, in questo futuro con le auto stile Giugiaro ’08 e gli arredamenti stile Tumblr ’09, ogni essere umano possiede un surrogato. Un surrogato è un robottino comandato dalla tua mente e che in una discreta percentuale di casi ti assomiglia abbastanza –ma un po’ più figo.

La sesta è che il risultato empirico di tutto ciò è che Surrogates è il primo film interpretato dalle foto sull’account myspace dell’attore vero. E che il mondo reale è invaso di account myspace al punto che se si trovano davanti un essere umano coi brufoli e la pancia lo rimandano a casa a forza di risate e appellativi stile meatbag. Nessuno si accorge di niente.

La settima è che l’unica cosa davvero utopica in Surrogates è qui c’è la possibilità di uccidere l’essere umano nukkando l’account myspace.

L’ottava è che l’unica cosa davvero distopica in Surrogates è il parrucchino del myspace di Bruce Willis. Non a caso il suo proprietario sarà l’unico essere umano senza i porri in faccia, nel corso di tutto il film, a vedere problemi nella società dei surrogati.

brrrr.

brrrr.

(Ottava bis: non che il pizzetto del Bruce Willis vero sia roba su cui si può soprassedere)

La nona è che il nomignolo per il surrogato è surrogo. SUL SERIO! Come gli zinghi di Snatch.

La decima è che l’unico essere umano in grado di tirar fuori del buono da Surrogates è il critico cinematografico di sinistra con la fotta della distopia.

L’undicesima è che, se vuoi creare l’illusione di un intreccio macchinoso e imprevedibile, la presenza di James Cromwell nel cast non ti aiuta.

La dodicesima è che Rosamund Pike.

La tredicesima è che il film è liberamente tratto da una serie a fumetti che non ho avuto cura di leggere.

L’ultima è che il target di questo film è composto quasi esclusivamente da critici di sinistra che si sentono in obbligo di parlare esclusivamente di corpi, densità materica e vaccate simili in ogni recensione.

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15 Commenti

  1. JACKKKKKKKK

    commenterò mentre mangio una rotella di liquerizia.

    e sta storia mi ricorda tanto avatar…..

    (che poi, scusa, a breve uscirà “avatar:the last airbender” e esiste già Avatar, uscirà Nine da fellini e NINE coi pupazzetti di stoffa…. fantasia poca eh?)

    e dirò solo che surrogo : surrogate = sguscio : pod racer

  2. dario

    Cmq il fumetto e’ bello.
    Lo so ora faccio la figura del fumettaro che blablabla “aaah hanno traviato il fumetto e blablabla”
    In realta’ il film non l’ho visto ma il fumetto e’ cupo triste e disilluso (che belle parole per una rece in 3 parole con fare snob).
    inoltre ha un finale triste e amaro (altre 2 parole costruttive) che nel film, mi dicono non c’e’.
    e poi son solo 6 episodi (a 18 euri, i misteri dell’editoria).
    Io lo consiglio (il fumetto).
    p.s. effettivamente non saprei come tradurre il titolo, nel fumetto l’hanno lasciato originale

  3. fre

    si è almeno beccato un v.m.14, per quel ciuffo immondo?

  4. @fre – no, niente vm mi sa.

    @dario – figurati, il fan tradito è la mia categoria preferita -questo sempre che mi dia ragione. nel caso concreto, i fumetti basati su un futuro-non-troppo-lontano ragionevolmente catastrofico stile DMZ e derivati mi fanno quasi tutti schifo da quando ho smesso con l’attivismo e ho iniziato con l’aikido. Ma anche i film non sono quasi mai niente di che, quindi insomma.

  5. Dario

    più che dmz direi un fumetto su una storia di dick.
    Il che è strano perchè dick ho provato a leggerlo di nuovo in tempi recenti e mi è venuto a noia, questo invece l’ho letto con piacere,
    Forse perchè passata l’infatuazione di dick delle superiori (e qui viva i doppi sensi) mi sono rimasti da leggere solo i libri brutti

  6. Nicola

    Fantasia sfrenata questi sceneggiatori… tanto per rendere l’idea: il futuro cosi simile al presente probabilmente è dovuto al fatto che nella graphic novel i disegni son cosi minamilisti (a tratti quasi stilizzati) che dell’ambiente che ci circonda ci viene fatto capire poco.

    Praticamente 0 mobilio, 0 auto per strada.

    Gli sceneggiatori evidentemente si sono sprecati a galoppare di fantasia

  7. Cobretti dove sei????
    vedi che ti ho scritto in pvt…..

  8. allora?

  9. Jo

    insomma, riassunto in due parole: una delusione.

    peccato, ma forse forse lo recupererò in dvd più avanti e lo guarderò lo stesso.

    Peccato, perchè oggettivamente bruce willis con un bulbo del genere E’ FANTASCIENZA allo stato puro, roba che neanche Gibson e Sterling fatti di acido potevano proporre.

    amen.

  10. JACKKKKKKKK

    aspè, aspè…. willis voleva soltanto controbattere a Nicholas “toupet imbarazzante” Cage che quest’anno in quanto a capigliature poco credibili è stato un maestro….
    bruce ha dimostrato però che un caschetto biondo è più potente di migliaia di parrucche posticcie.

    gosh..

  11. gigi

    Sembrava interessante così a muzzo, penso che lo recupererò comunque…

    anche se dopo aver letto certe recensioni, èmasochismo puro vedere questi film con occhio vergine

    Povero Bruce Willis, ormai però è la parodia di se stesso, solo Rodriguez e Tarantino gli danno ruoli interessanti

  12. V

    Ma Bruce con la vertis (termine dialettale ad indicare la riga da una parte) non s’era già visto nella Colazione dei campioni?

  13. giudit

    non ho capito che era incominciato il film fino a quando bruce non ha sfondato la porta della camera della moglie con un calcione. poi però è finito.

2 Trackbacks

  • Scritto da Avatar e la MMMorte del Cinema « I 400 calci il 15/01/2010 alle 08:01

    […] ma su tutta l’operazione tecnologica.  Come tutti già sanno, gli Avatar sono simili ai Surrogates dell’omonima ciofeca – mentre tu sonnecchi in una bara ipertecnologica, la tua […]

  • […] nuova, allo stesso modo in cui Bruce Willis aveva trattato il tema in Die Hard 4 e per certi versi Surrogates (abbiamo capito il punto, verrebbe da dirgli). Il film si svolge come una specie di videogame […]

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