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Il quarto tipo: gufi sumeri e frullatori alieni invisibili

Il film inizia come uno spot di una marca di balsamo per unicorni. Si vede una bella foresta dai colori forti, una musichina d’ambiente ed ecco che arriva davanti alla macchina da presa Milla Jovovich che dice con fare serio e deciso: “Sono Milla Jovovich, il film che state per guardare…”. Il mio amico Ettore della palestra, a questo punto, si è girato verso di me e ha detto: “Salve, sono Troy McClure: forse vi ricodate di me per film come…”. È da poco che ho cominciato a andare in palestra. Ettore è il più simpatico di quelli che ho conosciuto finora. Però è veramente uno zarro. Ha rotto le palle per tutto il film. Non che avesse tutti i torti, eh? Il quarto tipo è una tremenda “palla alla cazzo” (una delle espressione prefe di Ettore). Però non ci si comporta così al cinema. Comunque. Giuro che il film inizia con Milla che dice che lei è Milla e che in questo film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, una a cui sono successe delle cose brutte. Tra l’altro è ovvio a tutti che le sono successe delle cose brutte perché – tolta questa sequenza di rara inutilità e presunzione “famo er metacinema!”- parla sempre con un filo di voce. Come le persone a cui sono successe delle cose brutte e ne portano i segni. Ci informa anche che quello che stiamo per vedere è tratta da eventi realmente successi e che – visto che alcune cose che vedremo sono prese da VERE registrazioni – potremmo trovare il tutto piuttosto disturbante. Il mio amico Ettore della palestra a questo punto si è girato verso di me, si è buttato una manciata di cocacoline frizzi in bocca e ha detto “urghhhhhhh”.

È il vostro Unicorno che ve lo chiede. Balsamo!

È il vostro Unicorno che ve lo chiede. Balsamo!

Dopo averci fatto vedere Milla, ci viene mostrata la “vera” Abigail. Mia zia Ines. Ora, io lo so che Ettore è più contento se vede Milla piuttosto che mia zia Ines. Ci mancherebbe altro. Ma qui si apre il dibattito. Una volta tornato a casa dal cinema – dopo aver lasciato Ettore al pub irlandese sotto casa sua – ho controllato sull’internet. Non esiste nessuna Abigail Tyler. I fatti raccontati in Il quarto tipo non sono realmente accaduti. E le registrazioni che vengono spacciate come vere, non sono vere. Questo già fa scemare di tantissimo il già scarso entusiasmo suscitato dalla visione. In più la bruttezza di mia zia Ines è ricercata. Cioè, hanno preso veramente una che somiglia mia zia Ines per dare l’idea che il film racconti delle cose vere. Vi rendete conto?  È una specie di normalizzazione o di appiattimento della bruttezza. Quei capelli unti, sporchi, quella faccia un po’ scavata e quegli occhi pallati, sono finti. Mi sento preso in giro. Anche Ettore, il giorno dopo in palestra, mi ha preso in giro.

Stasera c'è il minestrone. Senza nemmano i crostini. Tristezza e minestrone a palate.

Stasera c'è il minestrone. Senza nemmano i crostini. Tristezza e minestrone a palate.

Abigail è una psicologa che pilota un aereo e a cui è appena morto il marito. Ce lo racconta quella “vera” durante una seduta di ipnosi. Era a letto con suo marito che le stava facendo l’amore. Finito l’amore, lei si addormenta e si risveglia proprio nel mentre in cui un pugnale invisibile trafigge il petto del suo povero maritino. Lei però è una donna forte – pilota un aereo – per cui reagisce come solo le donne forti sanno fare: continua imperterrita a vivere. Sua figlia è diventata cieca a causa del trauma e suo figlio è molto scontento perché adesso non c’è più nessuno che si interessa realmente alle sue partite di hockey. Mi sembra di ricordare che lo sport praticato dal figlio sia l’hockey. Potrebbe però anche essere football americano. Insomma, stanno in Alaska, per cui potrebbe benissimo essere hockey. Comunque non è che cambi molto, eh? Lui ha la faccia da pre-adolescente problematico (pallido, capelli neri un po’ troppo lunghi per la sua età) e dice cose come “secondo me non ce la racconti mica giusta, mamma! E comunque non sai contro chi gioco domani. Quando c’era lui la nostra famiglia era una bella famiglia unita dell’Alaska in cui tutti si interessavano degli altri! Guarda a che punto siamo arrivati!”.

Appena posso comincio a drogarmi. Tò!

Appena posso comincio a drogarmi. Tò!

Abigail e Ines (spesso il simpatico regista utilizza lo split screen per farci vedere da una parte Milla e dall’altra Ines che dicono esattammente le stesse cose) hanno in cura tre disperati che vivono in questa picola cittadina dell’Alaska. Tutti e tre si svegliano senza un motivo apparente nel cuore della notte e tutti e tre dicono che fuori dalla loro finestra ma anche un po’ dentro casa (“oddio… non ricordo… non capisco e tutto come in un sogno“), c’è un gufo. Il mio amico Alessandro sostiene che fino all’anno scorso andava di moda mettere sulle copertine dei dischi i cervi e i polpi. Secondo lui quest’anno sarà l’anno dei gufi. Io non lo so se è vero. A me piacciono molto le copertine di dischi con dei paesaggi evocativi, ragione per cui Ettore mi da dell’invertito. Fatto sta che i tre disperati non dormono e vedono un gufo. Abigail nel frattempo si interessa ala figlia cieca e al figlio scocciato, ma nel frattempo ipnotizza gente a uso ridere.
“5,4,3,2 e quando sentirai 1 starai dormendo. Cosa fa il gufo?”
“Boh… niente… AHHHHHHHHH. Non è un gufo!… Oddio è una cosa terribilissima! AHHHHHHH!”
Poi finisce la seduta di ipnosi e i pazienti fanno finta di nulla ma si vede che c’è qualcosa che li turba profonodamente. Infatti uno va a casa e spara alla moglie, ai due figli e poi si spara in da la fazza.

Se non avete idee per la copertina del vostro nuovo disco.

Se non avete idee per la copertina del vostro nuovo disco.

Forse c’è qualcosa che non va. Un altro indizio che le cose non vanno forse per il verso giusto, è che nelle registrazioni su cassettina che Abigail e Ines fanno delle loro sedute, si sente una voce tipo quella del demonio che dice cose stranissime. Ho preso appunti. Adesso ve le scrivo. Non leggetele ad alta voce e pregate di non sognare o vedere un gufo fuori dalla vostra finestra questa notte. Comunque i 400 calci non risponde di quello che voi fate con le robe che sto per scrivere. E. NE. NE. ME. NA. AM. Oppure: ME. EN. DE. EN. KI. ULUTIM. Giuro che nelle cassettine si sentono queste cose qui. Abigail è frastornata. Una vita durissima. La figlia cieca. Il figlio rompicoglioni. Il marito ucciso dal pugnale invisibile. Il poliziotto della cittadina dell’Alaska che più o meno velatamente le fa capire che secondo lui il tipo che ha ucciso la propria famiglia l’ha fatto perché ci dava noia l’ipnosi. E adesso questo: la voce del demonio su cassettina! Capite anche voi che a un certo punto la misura è colma. Per cui Abigail prende un libro a caso dalla scrivania del marito morto. Lo apre ed esce un numero di telefono. Abigail chiama e risponde un professore. Esso è colui che ha scritto il libro. Un volume che porta avanti una teoria secondo la quale gli alieni sono arrivati tantissimissimo tempo fa sulla terra – tipo prima della Genesi – e che quindi è ovvio che parlano sumero. Infatti il professore dice che lui capisce anche un po’ di quelle parole lì strane che sono rimaste incise con la voce del demonio nel mangiacassette di Abigail. “Guarda non sono sicurissimo ma una potrebbe essere “rovinare“. Sì… e l’altra “distruggere. Comunque non butta bene“.

Penso voglia dire  "Porto iazza!". Non lo sperò... Forse "Zero tituli!". oh, non lo so.

Penso voglia dire "Porto iazza!". Non lo so... Forse "Zero tituli!". oh, non lo so!

Abigail fa la faccia seriessima e pensa che le cose non stanno prendendo per niente una bella piega. Decide infatti che ditro a tuto questo ci potrebbero essere degli alieni. Insieme a Abigail c’è un suo amico. Elias Koteas il quale oltre a sembrare una versione discount di De Niro quando fa la faccia riflessiva ha la stessa funzione che ha in The Haunting In Connecticut. Egli è l’uomo riflessivo che anche se assiste a degli eventi sovrannaturali, anche se viene messo di fronte a delle cose tutte matte – tipo gente che vola e che parla con voce indemoniata – si veste comunque in modo molto elegante, rassicura un po’ tutti e tenta di far prevalere la ragione. Però c’è poco da fare: della ratio qui non si sa che farsene. Continuano a succedere delle cose stranissime. Gente che sta a letto con la febbre dopo essere stata ipnotizzata e che appena messa di fornte a una camera digitale parla con la voce quella la del diavolo e lievita sopra le coperte e si spezza la schiena. Spariscono bambini. Poliziotti solitamente alle prese con “sei passato col rosso e adesso la dovrai pagare” vedono o intravedono o non vedono enormi dischi volanti che passano sopra la casa di Abigail. Il tutto alternando fiction a riprese vere. Che poi sono finte… Il mio amico Ettore a un certo punto mi ha chiesto “Ma non è che stiamo guardando Paranormal stocazzo?“.

Ci somiglio, eh? Va che roba? Va come piego la boccuccia! Tac. Va che espessione!

Ci somiglio, eh? Va che roba? Va come piego la boccuccia! Tac. Va che espessione!

Il regista di Il quarto tipo si chiama Olatunde Osunsanmi. Ha cominciato a lavorare nel magico mondo del Cinema con Smokin’ Aces. Quindi ha deciso di scrivere il seguito di quel film – Smokin’ Aces 2: Assassins’ Ball – e di girare questa ciofeca. Alla fine del film – in un impeto di raro protagonismo – è insieme a Milla, sul set della pubblicità del balsamo per unicorni, e dice delle cose come “Chissà se quello che avete visto è vero… oppure no. Sta a voi decidere se siete dei boccaloni oppure no.” Ah, visto che c’era ha anche intepretato il professore che ha deciso che gli alieni parlano il sumero. Olatunde Osunsanmi oltre a questa straordinaria idea di coglionare un po’ gli spettatori con la magia del Cinema, fa poco altro. Si limita a portare il climax della tensione al massimo durante le sequenze in cui la gente viene ipnotizzata, e poi fa sempre wooooosh… volume appalle e una bella panoramica aerea dei paesaggi dell’Alaska. in più dovrebbe essere un film su della gente rapita dagli alieni. Si parla per un’ora buona di un gufo. Si intravede un’ombra sulla casa di Milla e – nella sequenza più brutta del film – si mostra Milla in un’ambiente asettico con dietro una specia di roba rotante. Dove sono gli alieni? Veramente. Non capisco.

E nella parte dell'alieno... il signor braun minipimer! Bravissimo!

E nella parte dell'alieno... il signor braun minipimer! Bravissimo!

DVD-quote suggerita:

“Sbadigli e un sacco di vedute dell’Alaska. Ma zero alieni. Meglio Mistero con Ruggeri.”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS!

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220 Commenti

  1. abraxas (the dark tight)

    @regazzino…desolato di informarti che Dio è morto una ventina di giorni fa

  2. RegazzinoFromHell

    @abraxas purtroppo lo sò ed ancora mi chiedo come faccio a trattenere le imprecazioni verso il suo omonimo. la mia era una citazione dal film “airheads”

  3. abraxas (the dark tight)

    ah tu le trattieni?

  4. RegazzinoFromHell

    di solito no ma per questioni di omonimia non vorrei pensassero che stò imprecando Ronnie James! :)

  5. una delle discussioni piu’ belle mai lette sulla rete. Splendido. Sono commossa.

    Capitata su questa pagina cercando una recensione che rendesse giustizia a questo film di merda, stavo per tralasciare la parte dei commenti. Ora vi seguiro’ fedelmente, sperando che tutti i vostri lettori siano degli invasati o degli afflitti da fenomeni paranormali.

    (dai, anche sei i due personaggi ve li siete inventati voi autori del blog per fare burla, mi va bene lo stesso)

  6. STU

    @ NANNI COBRETTI:
    Mi scuso della lunghezza del mio scritto ma é inevitabile.  
    Riporto la Sua frase:
    “Apertura mentale non significa credere in una cosa insolita per l’anima del cazzo.”
    Ed ora Le dimostro cosa vuol dire apertura mentale e razionale su alcuni casi accennati nel Suo link. In venticinque anni ho imparato a saper discriminare caso per caso e non fare tutta l’erba un fascio.  

    Per quanto riguarda l’esperienza di Valerio Lonzi si ritiene per adesso, che si tratti di eventi probabili con tracce fisiche tipiche del post abduction. Si attendono risvolti. 

    Renato Minozzi nonostante potrebbe aver vissuto realmente ció che gli é accaduto, é stato successivamente coinvolto in fatti poco chiari e per me é una storia da prendere con le pinze. 

    Il caso dei coniugi Hill tra quelli elencati, é sicuramente il caso di gran lunga piú reale per il coinvolgimento dell’U.S. Air Force. Questa é la cronaca: Barney e Betty Hill furono interrogati dal maggiore P. W. Henderson dell’U.S. Air Force, il rapporto ufficiale fu trasmesso addirittura al “Project Blue Book” precisando che era fuori dubbio la buona fede dei testimoni. Quasi un mese dopo la loro avventura o sventura, gli Hill ricevettero la visita di Walter Webb, inviato dal NICAP (National Investigations Committee On Aerial Phenomena) su richiesta del maggiore Keyhoe. Webb, scettico, interrogó Barney e Betty Hill senza riuscire a farli cadere in contraddizione. Scrisse nel suo rapporto: “…sono convinto che dicono la verità e malgrado non esercitino professioni che esigono l’acutezza di osservazione dello scienziato, sono stato piacevolmente impressionato dalla loro intelligenza, dalla loro apparente onestá e dal loro desiderio evidente di attenersi ai fatti, diminuendone il loro dato sensazionale”. Il fatto piú interessante da sapere é che i coniugi Hill hanno visto gli alieni insieme, a loro dire, ad umani in divisa militare. Ció mi puó far pensare ad una collusione tra alieni e potere militare. 

    Filiberto Caponi ebbe un controverso contatto alieno nel 1993 e successivamente subí un processo penale per “diffusione di notizie false o esagerate tendenti a turbare l’ordine pubblico” e nel maggio 1994 fu scagionato dal GIP. Questa fu la causa principale dell’archiviazione del caso Caponi. Caso controverso bollato dal C.U.N. Centro Ufologico Nazionale, come falso.

  7. STU

    Sul link che segue, troverá importanti documenti originali, prettamente in inglese e qualcuno in francese, che tramite la legge F.O.I.A. (Freedom of Information Act) sono stati declassificati dai vari livelli di top secret e resi pubblici.
       
    http://alieniemisteri.altervista.org/documenti_rari_ufo.htm

  8. STU

    Se non Le é di disturbo, c’é qualcosa da sapere sugli impianti alieni nei link qui sotto:

    http://www.primocontatto.net/articoli/impianti/simsimpianti.html

    http://www.alienhunter.org/
    http://www.disinformazione.it/impianti2.htm

  9. CAMICIADACANTANTE

    Appunto superfluo:
    I deftones mettono il barbagianno in copertina alla faccia dei paesaggi. PROFETICO!

  10. STU

    @ CAMICIADACANTANTE:
    Che dire, un gruppo metal non poteva avere il coraggio di mettere in copertina una colomba. Speriamo che almeno quel barbagianni sappia parlare il sumero.

  11. STU

    … e non faccia l’allocco o peggio la civetta.

  12. abraxas l'amletico

    ah ma qui si continua?

  13. STU

    @ abraxas l’amletico (dubbioso nda)
    Non preoccuparti, solo piccole puntualizzazioni. Del resto s’é detto di tutto ed il contrario di tutto forse perdendo di vista il problema fondamentale.
    Saluti. ;-)

  14. Casanova accasa

    problema fondamentale che, lo ricordo per chi si fosse assentato o distratto, è: Il Quarto Tipo è un bruttissimo film.

  15. STU

    … e recensione non all’altezza.
    I fatti succedono e prescindono dal film.

  16. Casanova accasa

    è come dire che il film fa cagare a prescindere dal film stesso?
    wow.

  17. ratto inetto

    Recensione non all’altezza di un film bruttissimo?
    Nel senso che è più brutta o non brutta abbastanza?

    A me è piaciuta, la recensione. Casanova da il meglio quando vede film di merda (vedi eclipse).
    Quindi, messaggio per il Cobretti: Casanova non può più vedere film belli. Solo ciofeche sicure per lui.

  18. eclipse non l’ho recensito io ma il prode wim.
    due giri di campo per te.

  19. reverendo abraxas jackson

    appoggio la mozione del ratto…e non faccio i due giri di campo perche’ ho la giustifica, TIE’

  20. STU

    Immaginavo che qualcuno avesse da obiettare su ció che ho scritto, recensione di m… per film bruttissimo. Sul piatto della bilancia é meglio il film.
    @ Casanova accasa:
    I fatti “REALI” succedono e prescindono dal film stesso. Questo é italiano o sai dire solo volgaritá?

  21. Stu, messa come la metti te e’ come costringerci a fare una recensione positiva su 90 minuti di inquadratura fissa su un cartello con scritto “gli alieni esistono” solo perche’ casualmente sei d’accordo con l’affermazione. Qui si parla di cinema, se non te ne sei accorto. Un brutto film che dice cose vere e’ un brutto film. Un bel film che dice cose false e’ un bel film. Fattene una ragione e apprezza che non entro in merito su altro.

  22. Pipolo Segal

    Nunny dì la verità, quando 6 mesi fa hai pubblicato questo post non avresti mai pensato che potesse diventare LA killer-application e/o long-seller definitivo dei 400. Certo è spiacevole che non si parli degli argomenti cult che hanno portato alla nascita del nostro movie hub preferito, cioè i Calci in Faccia e le donne nude nei film horror anni’70, questo si. Però a caval donato, no?

  23. “Questo é italiano o sai dire solo volgaritá?”
    questo per esempio non è italiano.

  24. STU

    @ Casanova Wong Kar-wai:
    Sei inintelligibile!!!

  25. STU

    Certo Nanni, é il rischio di fare un film documentario. Forse il regista Olatunde Osunsanmi, avrá pensato: faccio le inquadrature fisse ed insisto sul soggetto inquadrato a mo’ di Gus Van Sant in Paranoid Park, certo che l’effetto é diverso. Anch’io con l’esperienza che ho dopo anni di studio sui casi di abduction, avrei approcciato in modo diverso i fatti accaduti. Bisogna capire quanto Olatunde si sia documentato, perché in poco piú di 1h e 1/2 difficilmente si puó affrontare questo argomento. Ció che accade nel film é una parte di ció che avviene nella realtá. Beh, da un regista che viene da un film horror come The Cavern l’avrá preso come un’occasione per un film tra la fantascienza e horror … sbagliando.

  26. e quindi il film è…?

  27. STU

    … un documentario di un fatto accaduto e raccontato in modo scollegato ad altri eventi accaduti in precedenza e quindi non fruibile ai ” non addetti ai lavori”. Quindi ho mandato in precedenza qualche link per informarvi di ciò ma inutilmente.

  28. Ma se questo sito parla di cinema e non di alieni, la cosa che interessa noi e’ che il film e’…?

    (mi sembra di essere la mamma con il cucchiaio di pappa che fa l’aeroplanino…)

  29. STU

    Per fare una recensione bisogna immedesimarsi nel personaggio o nei vari personaggi. Bisogna sentili. Non bisogna soffermassi solo sull’estetica. Personalmente ha detto tanto e poteva dire molto altro.

  30. ma non avendolo dietto,l il film rimane…?
    dai.
    togliti questo peso.

  31. STU

    Casanova Wong Kar-Wai non c’é nessun peso sulla mia coscienza semmai hai da rettificare qualcosa?

  32. alessandro

    Ragazzi, io sono entrato in contatto con gli alieni e sono stato anche rapito. E vi dico che questo film non si avvicina neanche lontanamente a quello che ho visto. Senza nominare il fatto che sia un film orribile. Ops. Inoltre agli alieni non piace il freddo, me lo hanno detto loro; preferiscono posti come le bahamas all’alaska. Ma, cosa più importante, gli stessi alieni mi hanno detto, l’ultima volta che mi hanno prelevato dal mio letto mentre mi godevo un bel porno, che questo film non è altro che una grossa e fumante cacca, oltre ad aggiungere commenti poco gradevoli sul colore della pelle del regista, che non voglio riportare in un luogo frequentato da persone estremamente suggestionabili quale è questo sito. Una cosa, però, è piaciuta agli alieni: milla.

  33. @Stu: “Per fare una recensione bisogna immedesimarsi nel personaggio o nei vari personaggi”. Con che mestiere ti sei confuso, di grazia?
    Hanno fatto un film orribile su un argomento che a te sta a cuore, e non la mandi giu’ che gli altri si accorgano che e’ un film orribile e che il “cosa” racconta e’ del tutto irrilevante. Non e’ un dvd didattico distribuito nelle scuole o con le riviste specializzate. E’ un film hollywoodiano proiettato nei regolari circuiti internazionali. Basta.

    @alessandro: applausi scroscianti :)

  34. stu: ma cosa dovrei rettificare?
    ti sembra che la mia opinione “il quarto tipo è un brutto film” abbia subito qualche cedimento da quando ho scritto la recensione ad oggi?
    non direi.
    a scanso di equivoci: è un brutto film
    mi sembra invece che la tua frase:
    “Beh, da un regista che viene da un film horror come The Cavern l’avrá preso come un’occasione per un film tra la fantascienza e horror … sbagliando”
    non esprima proprio un buon giudizio sulla pellicola in questione.
    dai, dilllo anche tu. unisciti a noi. faremo anche le magliette con la scritta “il quarto tipo è un brutto film” e le indosseremo a convention in cui parleremo malissimo di Olatunde Osunsanmi.

    comunque io continuo a scrivere perché ho scoperto che nanni mi paga a numero di commenti che il mio post riceve. sto praticamente diventando ricchissimo.

    ah, ho rieltto il mio post. minchia fa riderissimo.

  35. STU

    @ Nanni Cobretti;
    @ Casanova Wong Kar-Wai;
    Voi recensite film in modo freddo, distaccato ed anche beffeggiandoli se non sono in linea con il vostro pensiero. Capire il ruolo di ogni personaggio ed immedesimarsi cercando di vivere ció che vive il personaggio é fondamentale. Se volete vi posso fare una piccola lista di film da evitare ma sicuramente nella lista non ci sará il Quarto Tipo.

  36. ma meno male che ancora c’è qualcuno che prova a recensire i film in maniera oggettiva (o almeno ci prova nei limiti umanamente possibili)!!!

    cazzo siamo pieni di “critici” che liquidano il Re Scorpione come film inutile solo perchè se non masticano Fellini e Pasolini in ogni discorso la loro cumpa di gente vecchia e “sapiente” li emargina.

    l’identificazione con i personaggi non è che sia poi così utile al fine di una buona recensione…
    magari è utile per capire se il regista li muove secondo la psicologia che li caratterizza ma…
    ai fini di un giudizio quantomeno competente sul film in se…non serve a niente!

    cioè…se mi identifico nei personaggi di Twilight ,cosa faccio?
    scrivo che è un film meraviglioso in cui tutti i personaggi sono travolti da tormentate passioni l’uno per l’altro?
    può essere anche vero…
    ma, io che sono cresciuto a pane,Ken il guerriero,Sam Raimi e Stallone, leggo una cosa così e mi fiondo al cinema aspettandomi di vedere via col vento con i vampiri e i lupi mannari che si sbudellano male, con epici discorsi sull’amore e struggenti scelte che tormentano i personaggi mentre il sangue scorre a fiumi sul loro amore.

    un’altro per cui l’amore è il tronista e la puttana di turno che urla in tv, immagina di trovare un film con gente depilata che disquisisce su massimi sistemi(massimi sistemi che, nell’ottica dello spettatore medio di uomini e donne, corrispondono più o meno alle tematiche affrontate dalla “meravigliosa” discografia di Eros Ramazzotti-Gigi d’Alessio).

    insomma…due persone diverse immagineranno cose diverse corrispondenti alla propria sensibilità, se un film gli viene presentato con
    l’immedesimazione nei personaggi…

    “BAGLIORI NEL BUIO” e “il quarto tipo” sono due film molto diversi, che presentati tramite l’identificazione con i personaggi, risulterebbero uguali.

    e beh, fermo restando che io giudico sempre guardando in prima persona, se uno mi dice “vai a vedere il quarto tipo, non ti rendi conto che angoscia essere rapiti, non ti rendi conto che angoscia essere in quella situazione” io dopo la visione vado a cercarlo a casa e gli ammazzo la famiglia con il dvd di “bagliori nel buio” (che secondo me invece era veramente un gran bel film sul tema…di sicuro più onesto e crudo a livello emotivo)
    eh!

    l’ho visto ieri sera sto film…ed è di una furbizia irritante…per quanto ci siano dei passaggi efficaci…è una roba che se fossi vittima di abduction, a sto mentecatto speculatore di regista glie li infilerei su per il culo i gufi…poi vediamo se gli piace avere un dio sumero nel culo.

    800 commenti sopra si parlava anche di recensione che manca di rispetto per le vittime di abduction…
    eppure…
    a me è sembrato che questo”quarto tipo” delle vittime se ne freghi abbastanza.
    per quel che ho visto io, a osunammi o come minchia si chiama, gli importa soprattutto far vedere le implicazioni mitologiche della presenza aliena nella storia umana.
    strizzare l’occhio alla “storia delle origini” vista sotto un punto di vista “INCREDDIBbOL nun poi capì!”.

    è quella la cosa che gli interessa.
    solo che, essendo un fighetto , non ha avuto le palle di tirarci fuori un film tradizionale, magari anche un pò tamarro, ma che spingesse tutto in quella direzione…
    no, ha fatto il finto, finto documentario, così la gente lo prende sul serio e tutto sembra finto impegnato.

    boh, io francamente, c’ho visto tutto tranne che interesse per le vittime.

    quindi, non ci vedo nemmeno tutta sta mancanza di rispetto a parlarne con toni distaccati o meglio ironici.
    se lo merita tutto.
    perchè è un film di merda.
    perchè è un film saccente che FINGE empatia con le vittime per darsi un tono.


    e se vuoi empatia non scegli milla jovovich, cristo, che quando l’ho vista nuda nell’astronave invece di star male ho gridato “VAIII ora se la scopano!!!ed io che ho il dvd posso vedere tuttooo!!! yuuuhhhh!!!”

    poi vabè, ci sono i gusti, e su quelli non c’è niente da fare.
    se piace piace, fine…ma una recensione deve cercare di spiegare cosa si sta per guardare.
    poi ognuno si farà la sua opinione.

  37. mi scuso perchè ho probabilmente ripetuto cose già dette mille volte ma la fresca visione mi ha infervorato.

    Osummi Zahawass(il regista,o come cacchio si chiama) ha una faccia da cazzo che la metà basta.

    Kristen Stewart e Milla Jovovich sono sempre molto belle, invece.

  38. Nessuno qua recensisce i film in maniera oggettiva, e’ una cosa che non esiste.
    Di Stu invece non so cosa mi preoccupa di piu’ dei suoi seguenti tre comportamenti:
    1) e’ sicuro e inamovibile di tutto cio’ di cui blatera sui rapimenti alieni
    2) crede che un critico per scrivere una recensione debba immedesimarsi nei personaggi (ma lo so che in realta’ e’ una parafrasi di “un critico per scrivere una recensione dev’essere d’accordo con me”, spero sappia ammetterlo con se stesso almeno prima di dubitare della NOSTRA apertura mentale)
    3) trova fruttuoso insistere a scrivere da queste parti nonostante in tre estenuanti mesi non abbia saputo spostare un’opinione di mezzo millimetro.
    E in confronto agli altri due si’, forse il punto 1 diventa il piu’ ancorato alla realta’.

  39. “Voi recensite film in modo freddo, distaccato ed anche beffeggiandoli se non sono in linea con il vostro pensiero.”

    verissimo.
    hai centrato il bersaglio!
    lo faccio anche con chi non sa parcheggiare la macchina.
    in questi giorni di caldo folle,
    che passo per la maggior parte del tempo in canottiera sul balcone,
    quando vedo qualcuno che fa un parcheggio maldestro,
    scendo veloce in ciabatte e lo irrido di fronte a tutto il quartiere.
    la frase solitamente con cui concludo il mio baggianamento è:
    “ahahahah, non sei capace!
    manco fossi uno a cui è piaciuto il quarto tipo!”.
    poi prendo la mia macchina (c’ho il golf cabrio del 97)
    e faccio un paio di manovre di fronte al poveretto in segno di sfregio.
    una volta calmatomi, torno su,
    faccio una tacca sotto il poster del Quarto Tipo,
    mi verso un bicchiere di gazzosa freddissima
    e mi rimetto sul balcone in attesa della prossima vittima.
    noi critici freddi e distaccati siamo così.
    dolcemente compliciati.
    nelle sere tempestose, portaci delle rose.

    (regaz, se arrivo a 200 commenti
    nanni mi ha garantito l’aumento…
    così finalmente riesco a portare prussia kar wai al mare…)

  40. (che e’ un po’ il motivo per cui la mia linea di pensiero, da bravo capo spilorcio, e’ “smettila”)

  41. STU

    Il nostro amico Olatunde ha scelto di raccontare qualcosa nel modo piú difficile, il documentarismo e che lo abbia fatto anche per soldi non si puó negare. Chi al suo posto non l’avrebbe fatto? Questo é un argomento scottante e lo sará sempre a patto di raccontare la veritá altrimenti si capisce subito la mancanza di genuinitá, almeno agli “addetti ai lavori”. 
    Re di Hokuto ha nominato Bagliori Nel Buio, ottimo film che insieme al Quarto Tipo vanno a braccetto nella stessa direzione: testimoniare i rapimenti da parte di alieni.
    Il racconto é giá di per se un interessarsi alle vicende delle vittime che non puó essere esaltato perché il vissuto dai rapiti é giá incredibile a chi ha subito un rapimento.
    Personalmente avrei preso 2 massimo 3 casi li avrei approfonditi con le implicazioni degli impianti (sono sicuro che Olatunde sapeva di questo problema, ogni rapito li ha) e con le regressioni ipnotiche, interessantissime.  Avrei approfondito le implicazioni mitologiche della presenza aliena nella storia umana, richiamandomi alle teorie di Zecharia Sitchin, uno dei pochissimi studiosi che traduce il sumero dal cuneiforme. Avrei concluso dicendo che ció che ho raccontato in quei singoli casi é successo a migliaia di persone. Tutto qui.

  42. STU

    @ Casanova Wong Kar-Wai
    Anch’io faccio notare a chi parcheggia male o peggio sul marciapiede che questo non s’ha da fare. Poi torno a casa e faccio una tacca ad I 400 Colpi. ;-)

  43. STU

    Scusami, I 400 calci.
    Non ho fatto di proposito a sbagliare. :-)

  44. Mi e’ capitato un sacco di volte di ricevere quei tre o quattro commenti che dicevano “non capisci un cazzo, questo film e’ bellissimo”, ma mai duecento sul tema “non capisci un cazzo – questo film e’ brutto, ok, ma per motivi diversi da quelli che dici tu”. Aldila’ che alla fine si e’ scoperto che il problema e’ esattamente lo stesso di chi dice che Spiderman e’ brutto perche’ le ragnatele sono biologiche invece che autocostruite come nel fumetto, che e’ un concetto di “critica” meno rivoluzionario di quello che ci hai voluto far credere tutto questo tempo.

    Comunque Stu, davvero, dovresti dire quella parola con la B.
    Non e’ cosi’ tremenda come sembra.

    Bbbb…

    Bbbbrrrrr…

    Brrruuu…

    Dai, provaci. Non lo diciamo a nessuno.

  45. STU

    Brutale nella sua realtá.
    Ok? ;-)

  46. pensa che io stavo pensando a brutto.

  47. STU

    Miiiii ma sempre al peggio pensi?

  48. Io sono contento cosi’. Voglio dire, ha detto “brutale”, sono passi da gigante per essere la prima volta, normalmente uno parte almeno da “brufolo”… Per me caso chiuso. Sorry Casanova, il contatore segna 197, niente mare per Prussia.

  49. STU

    Pensavo a brutale come vero, realistico.
    Gli aumentiamo lo stipendio a Casanova Wong Kar-Wai? É anche periodo di mare.

  50. reverendo abraxas jackson

    partecipo anche io al casanovathon, dona un commento per permettere a casanova WK-W di andare a godersi il mare di rattonia marittima!

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