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La chanson du garçon ancien

Johnnie To è un tipo laconico.
– Come ti chiami?
– To.
– Come si chiama il tuo film?
Vengeance.
– Di cosa parla?
– Vengeance.
– Altro da aggiungere?
– No.
Ok, è un altro film orientale sulla vendetta. Sì, è un canovaccio rivisto e ricucinato. Certo, è dura dire qualcosa di nuovo, soprattutto dopo quella trilogia là. Ma gliene frega qualcosa a To?
– No.
Tanto i film di To sono come i film di Prachya Pinkaew: pretesti. Ti hanno rubato il Budda, ti hanno rubato l’elefante, ti hanno rubato la mamma, chi se ne frega, mi fido, mi basta sapere che sei incazzato: inizia a seminare morte e gomitate.
Stessa cosa con To: avete perso la pistola, dovete tradire un boss, vi hanno sterminato la famiglia? Ok, siete disillusi e rassegnati e nichilisti, mi fido. Basta che vi disponiate millimetricamente nell’inquadratura e cominciate a spararvi in un vicolo illuminato a sprazzi dall’alto. Basta che Anthony Wong si tenga su gli occhiali scuri mentre rosola la rosticciana sul barbecue in un momento di cameratesca quiete prima della tempesta. Basta che appaiano Lam Suet e il suo neo peloso.
E così Vengeance. Con in più uno dei massimi esponenti europei di has-been granitico con gli occhi di ghiaccio, Johnny Hallyday. Il cui personaggio si chiama Francis Costello. Wink wink, nudge nudge. Say no more.

Ma superbaguette

Ma superbaguette

Nella prima metà del film, tutto come da immacolato copione: sicari ammazzano famiglia di Hallyday, compresi nipotini; Hallyday assolda laconici killer per vendicarsi; laconici killer diventano amici di Hallyday; tutti si dispongono geometricamente nello spazio filmico; enter the barbecue.
E fin qui, lo sapevamo.
Poi arriva la seconda metà del film, con il 50% in più di tentativi di pompare disillusione e nichilismo restando super laconici. Si vede che fino a quel momento era tutto un po’ troppo -come dire- troppo Man On Fire: non un dilemma, non un ripensamento, non una riflessioncina sull’inutilità della vendetta. Al che To rimedia a modo suo: ci va giù svergognato di Memento, con Hallyday che c’ha qualche problema di memoria e allora dice PICS OR IT DIDN’T HAPPEN e non voglio stare a spoilerare ma insomma, dai, è un film di To, quante probabilità ci sono che sopravvivano tutti col cuore ebbro di gioia per l’alto significato delle azioni che hanno compiuto? Appunto.

Celo, celo, doppio

Celo, celo, doppio

– È all’altezza dei migliori To?
– No.
Io a To rimprovero una cosa: che spesso si accontenta del suo talento visivo e del suo canone consolidato, e si mette a riposare sugli allori. Spesso il Johnnie si concentra solo sulla forma, lascia appiattire i personaggi e pensa che basti farli morire senza un gemito dopo una bella tavolata di carbonara per fare il nichilismo tragico e intenso presso un rovente muro denso. Ecco, a volte il trucco effettivamente funziona, e To fa faville. Altre volte To ci ha pure l’ispirazione sincera, ed ecco il capolavoro. Altre volte ancora, la forma è talmente smagliante che te ne freghi dei personaggi e sei contento uguale. Ma in certi casi, come qui, c’è semplicemente un To col pilota automatico. Che è un pilota automatico mica come Otto dell’Aereo più pazzo del mondo, eh, per carità, no: è un pilota automatico che se ce l’avevamo noi in Italia gli facevamo fare il capo squadriglia nelle frecce tricolori. Però si sa che anche il capo squadriglia delle frecce tricolori saprà anche fare tutte le pirulette che volete ma resta comunque un militare che esegue schemi difficilissimi imparati a memoria senza metterci il cuore. E poi magari succede come a Ramstein che scoppia tutto e gli aerei precipitano sulla folla e muore la gente e vien su un’inchiesta e tanto siamo in Italia e guarda caso la colpa non è mai di nessuno. Che poi lo sapevate voi che due dei piloti morti a Ramstein erano alla guida di due caccia militari che volavano sul Tirreno meridionale la sera di Ustica? Sarà un caso? Eh? Mi è un po’ scappata di mano la similitudine.

Il wallpaper di Galeazzo Ciano

Il wallpaper di Galeazzo Ciano

Dicevo: maniera sopraffina, ma sempre un po’ maniera.
Certo che se la bellezza di un film si misurasse in base a quante volte un’inquadratura ti fa dire “bèèèèllo” a voce alta mentre guardi il film da solo di notte, allora questo film avrebbe un coefficiente uno, e tutti gli altri film del mondo, che io ricordi, zero.

DVD quote suggerita:

“Nì” (Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDb | Trailer

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9 Commenti

  1. Lenny Nero

    L’ho visto a Cannes 09 e, dato che sono nichilista pessimista e laconico (e dato che adoro Peckinpah) mi è piaciuto molto, anche se non mi sento di esprimere un giudizio netto (non ho compreso tutti i dialoghi, le lingue straniere non sono il mio forte).
    Ma ricordo che un amico, uscendo dalla sala, mi disse: “ti perdono solo perché è il primo film di JT che vedi”. Insomma, sarebbe solo maniera…

    Vengeance ha vinto il Leone Nero al Courmayeur Noir in Festival

  2. Ti amo in penombra.

  3. Lenny Nero

    Uuh…

  4. Jo

    mmm.. grazie ma per stavolta passo.

  5. Luotto Preminger

    Lenny Nero: ti rispondo esattamente come ti ha risposto il tuo amico! “Ti perdono solo perché è il primo film di To che vedi”. Se fosse il mio primo To, anch’io direi senza dubbio: “Toh!”. Perché è UN BEL FILM senza se e senza ma. Un film che è caposquadriglia delle frecce tricolori.
    MA: sapendo di cosa To è capace, questo film mi si sminuisce inevitabilmente al confronto.
    (E comunque diffida dei fan sfegatati di To, a loro è piaciuto pure “Yesterday once more”).

  6. odder

    Io l’ho visto solo ora, non sfegatato (già Running on Karma…uhm) ma fan pure di Melville.
    Concordo su quello che hai indicato come un capolavoro ma quì siamo distanti. Vengeance ricorda un fritto fatto con olio usato, mica solo Memento, saccheggia pure il suo stesso Sparrow (lieve come un fritto di olio vergine) e per giunta nella stessa sequenza.
    Poi è vero che il suo minimo sia il massimo che molti non raggiungeranno mai, ma è difficile non rimanere con un po’ di delusione ad attendere la prossima prova felice.

  7. Missvì

    Finalmente visto. Mi trovo d’accordo, anche se nel mio caso la componente che ti fa dire bèèèèllo ha prevalso sul “nì”. Di poco ma ha prevalso. Ma Johnnie To era in sala con la sua faccia pacioccosa e probabilmente avrei applaudito fino a spellarmi le mani anche se avesse recitato la poesia di natale.

  8. Demetan

    io ho applaudito con rumori forti come gli spari del fucile smembra porte! però era il mio primo To, e quindi TOH!

  9. Enrico

    Sinceramente film che ho preferito anche a Exiled e Breaking news, per me i registi orientali Woo, To, Hark sono gli unici eredi mondiali del cinema di Leone e Peckinpah; ma ancora dopo anni non riesco a trovare la colonna sonora, qualcuno sa dove trovarla?

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