Menopeggio TV: Brainscan – Il gioco della morte

11/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

Brainscan – Il gioco della morte.

(Brainscan)

DOVE: ITALIA 1!

QUANDO: 03.20 (è inutile, non lo trovate in streaming, vi tocca rimanere in piedi).

Brainscan

1) La pellicola è del 1994 ma sembra girata dieci anni prima e non riesco a capire se è un bene o un male.

2) C’è Frank Langella che sfodera un’interpretazione da “tiramelofuoriebaciameloinpunta”. E non sto scherzando.

3) Crowd sourcing: io non ho mai capito se il “teen” nell’espressione “teen horror” indichi l’età (presunta) dei personaggi o quella (presunta) degli spettatori. Insomma se giro un film sul “Semolino assassino” (Semolina Assassins)  è automaticamente un granny horror o devo ambientarlo a Cabot Cove per farlo diventare tale?

4) Ciò detto: la critica è concorde nel dire che sia un teen horror (ma io mi dissocio).

5) The Trickster avrebbe dovuto rubare a Freddy Krueger il primo posto di cattivone di turno nell’immaginario collettivo: look ricercato,  ironia macabra, unghie lunghe e l’immancabile elemento esteticamente grottesco/inquietante (in questo caso, la bocca di Steven Tyler).

6) Il film poggia integralmente sul connubio “Metal&Videogame” e questo è tanto quanto basta al deliquio collettivo (bonus track: c’è una soggettiva che ricorda fortemente l’inizio di quel capolavoro che è Elvira 2: the Jaws of Cerberus.)

7) Finisce un po’ in vacca ma, in fondo, le cose vanno come devono andare.

8) Riassumendo: 90 minuti (canonici),  un regista evanescente, recitazione (se si esclude l’immenso Frank) nella norma, fotografia particolare come una matitina Ikea e un montaggio da telefilm tedesco.

9) Ma (e c’è un ma…) sono anche 90 minuti in compagnia di  Steve Johnson agli effetti speciali e Andrew Kevin Walker alla sceneggiatura. A me certe cose bastano e avanzano.

10) Ho visto di peggio: Stay Alive.

"Sono un duro e non mi faccio il riporto"

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27 commenti a “Menopeggio TV: Brainscan – Il gioco della morte”

  1. Nanni Cobretti says:

    Mi venga un colpo se questo non e’ il classico esempio di horror medio mainstream dei primi anni ‘90, epoca in cui ancora li facevano con un minimo sindacale di fantasia e sangue. In se’ non e’ nulla di memorabile, ma davvero, se penso che oggi l’horror medio mainstream sono i remake per bambini alla The Uninvited…

  2. Bongiorno Miike says:

    @Nanni: Qualche bella scena truculenta c’è. Non si lesina in sciroppo di fragola e un pochino di fantasia ce l’hanno messa, se non altro nelle acconciature degli attori

  3. Cleaned says:

    QUANDO: 03.20 (è inutile, non lo trovate in streaming, vi tocca rimanere in piedi)

    Guarda che lo hanno inventato il videoregistratore amico! :)
    Cmq lo sai che non l’ho mai visto? Vado a farmi un termos di caffè

  4. gigi says:

    Cacchio, me lo ricordo si, c’è pure Edward Furlong prima che si rovinasse completamente con Pupi Avati!

  5. Bongiorno Miike says:

    @Cleaned: Il videoregistratore… da quanto tempo non sentivo questa parola

  6. Bongiorno Miike says:

    @gigi: qui nella parte di uno splendido Boo Radley 17enne e zoppo

  7. L’ “ho visto di peggio” a questo giro colpisce dove più fa male, ahinoi.

  8. Nanni Cobretti says:

    @miike: era appunto quello che stavo dicendo. Da Scream in avanti pare che per fare un horror mainstream sia sufficiente bisbigliare ogni tanto la parola “morte”. E di fronte a cio’ difendero’ per sempre anche il peggior torture porn.

  9. Bongiorno Miike says:

    @Dolores: Stay Alive è un film che fa male.

  10. Uwe Pòl says:

    Grazie per avermi fatto ricordare Elvira, Miike.

  11. Simo says:

    Nanni, ma non pensi che in questi ultimi anni l’horror mainstream non abbia riacquistato viulenza e sanguinaccia? Univiteggiamenti a parte, intendo, che non sono mai mancati.
    Voglio dire hanno fatto 6 (<- sei) Saw, i remake-reboot-requalcosa di Non aprite quella porta con il culo della biel, a Tarantino è piaciuto così tanto Hostel che non si è accontentato di scriverlo sui manifesti ma ha messo Eli Roth a mazzolare nazisti.
    E se entriamo nel sottobosco poi la cosa è molto più evidente, ma non ci entriamo perché si parlava del mainstream.
    Idea mia?

  12. Bongiorno Miike says:

    @Uwe: come ci può dimenticare dei suoi enormi, giganteschi, sproporzionati occhioni?

  13. Uwe Pòl says:

    http://myweb.wvnet.edu/e-gor/tvhorrorhosts/grafix/Elvira1.jpg

    davvero! uno sguardo che ha segnato la mia giovinezza…

  14. Nanni Cobretti says:

    @simo: era appunto quello che gettavo nel calderone “torture porn”, di cui io sono grande estimatore ma di cui molti si sono fiaccati immediatamente. E come moda e’ gia’ finita. I remake di Michael Bay poi sono un’altra cosa ancora: hanno sangue e occasionalmente tette, ma la cosa che piu’ interessa a loro e’ ammosciare tutto quanto con una curatissima fotografia patinata e attori presi da un’agenzia di top model. Una specie di horror da MTV. E’ brutto rimanere aggrappati a una cosetta mediocre come Saw, ma a livello mainstream e’ l’unica cosa che come minimo sembra puntare davvero al pubblico che gli compete, la’ dove gli studios tendono a pensare che l’horror di successo e’ quello che tira al cinema chi un horror non lo guarda quasi mai.

  15. Cicciolina Wertmuller says:

    in tutto ciò, gigi ha citato uno dei pochi nomi che mi provocano un brivido di orrore puro dietro la schiena: pupi avati. per favore, gigi, non farlo più.

  16. Bongiorno Miike says:

    @Cicciolina: a me “La casa dalle finestre che ridono” è piaciuto. Parecchio pure. Non siamo ai livelli del Fulci di “Non si sevizia un paperino” ma le atmosfere da provincia nebbiosa e incacrenita ci sono. Poi però basta.

  17. gigi says:

    @Cicciolina: scusami, ha volte mi dimentico che ci sono soglie che è meglio non varcare… non la farò mai più, giurin giurello.

    Qualche scivolone (e sbadiglio) a parte, Sciamalauan è l’unico hollywoodiano che non ha bisogno di effettacci speciali o splatter in abbondanza per creare tensione o far paura, ed è il motivo per cui Happening mi è piaciuto, perchè sa seminare interrogativi e coinvolgere. Non mi pare poco.

  18. gigi says:

    Cazzo sono fuso…

    ho scritto di sciamalalian sul post sbagliato, brutta cosa invecchiare!

  19. Bongiorno Miike says:

    @gigi: noi ti perdoniamo…

  20. Bongiorno Miike says:

    @Uwe: vogliamo ammetterlo che è stata un’icona?

  21. Cicciolina Wertmuller says:

    miike, non mi riferisco tanto alle finestre ridenti o a zeder, quanto a tutto ciò che è venuto dopo e a ciò che costui rappresenta nel panorama politico-culturale italiano odierno. orrore, disgusto, raccapriccio!

  22. vepertime says:

    nella sia mediocrità mi piaceva Brainscan.

  23. vepertime says:

    sua*

  24. Bongiorno Miike says:

    @Cicciolina: siamo tutti concordi nel dire che Avati attualmente prende al FUS più di quanto dia al cinema italiano (scusa se vado sul tecnico ma non posso fare a meno di farlo)

    @Vespertime: infatti è un buon menopeggio. Cioè è uno di quei film che non gli daresti una cicca e invece….

  25. Nanni Cobretti says:

    Ho collegato adesso il fatto che probabilmente Eddie ha iniziato a drogarsi dopo Avati…

  26. Uwe Pòl says:

    @miike: ma assolutamente si, e nemmeno poco!

    Comunque, nonostante il sonno mi abbia assalito verso le dieci ancora in fase digestiva, alle 3 mi sono sentito svegliare da una forza che nemmeno io so spiegare come, e mi sono rivisto Brainscan. Prima di tutto: lo ricordavo molto ma molto più brutto! Furlong qua è ancora al top di quello che tutti i ragazzini cool yet alternative anni 80 volevano essere. Inoltre: camicie a quadrettoni di flanella. Trickster è un personaggio azzeccato ma è giusto che non esistano seguiti: è perfetto per quel gusto fine anni 80/inizio anni 90. La tipa e l’amico fanno cagare e questo me lo ricordavo giusto. Langella invece NON lo ricordavo. In generale un’oretta e mezza di insonnia ben spesa.

  27. Bongiorno Miike says:

    @Uwe: trovo che alcune scene siano peraltro abbastanza azzeccate. Tuttavia è già il secondo film che recensisco dove si vedono scariche elettriche che neanche Roger Corman (io sono ancora traumatizzato dal Bat-taser).
    Comunque un’ora e mezza più che dignitosa…

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