Crea sito

Ho visto pornocose che voi umani… A Serbian Film: il trailer

Io sono una di quelli che guardano i film horror per masochismo: mi piace spaventarmi, mi piace continuare a ripensare al finale e inventarmene uno alternativo, mi piace da matti urlare “Attento!” al protagonista sullo schermo (il che causa sempre reazioni di sguaiata ilarità nei miei vicini di poltroncina). Mi sono spaventata un casino vedendo Paranormal Activity, mi sono spaventata un casino anche quando l’ho visto la seconda volta! Quindi figuratevi la mia delizia quando il Capo mi ha proposto di recensire il trailer di un film che è stato definito “più perverso di Antichrist”  e “uno stupro dell’anima“, e che oltretutto si svolge nel mondo del porno, che ricordo da lontano con tenero affetto. A Serbian Film, dunque.
Milos Faccia-Da-Tonno (Sdrjan Todorovic), pornoattore in prepensionamento con villetta e famigliola ma anche qualche debito, riceve un’offerta da una ex-collega ancora sulla cresta dell’onda: partecipare ad un porno senza sapere nulla della trama. Surreale! Situazionista! Lui accetta e si ritrova nelle grinfie del sadico psicopatico regista Vikmund che lo trascina in un turbine di violenza e perversione per creare lo snuff-porn definitivo. Milos tenta di tirarsene fuori, ma c’è in gioco la sopravvivenza della sua famiglia. Siete ancora svegli? Cioè, ma stiamo scherzando? Eddai, ancora con lo snuff-porn dal retrogusto familista. Sarà che in passato ho in effetti bazzicato l’ambiente hardcore (mai davanti alla telecamera, sorry), ma a me certi trucchetti tipo il regista con l’occhio torvo e l’attrice vestita di lividi non impressionano più. Quando poi codesti sono abbinati alla fotografia desaturata leccata trendyssima, metto mano alla pistola. Per farmi tenere le antenne almeno mezze erette, servirebbe una siringona di metaforone nei testicoli: pronti via, il regista e sceneggiatore Srdjan Spasojevic al SXSW dichiara che il film sarebbe una metafora dello stupro che il governo opera ai danni del paese. Ah. Resto in attesa, così sulla fiducia. Sperando di venire smentita.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

48 Commenti

  1. pigliapost

    Fosse solo per quell’aggeggio rosso a 1:32, che poi mi pare sia lo stesso con cui gioca il figlio alla fine….

  2. non ho ancora capito una cosa: ma è un vero trailer, un corto travestito da trailer, un trailer che voleva essere un film, poi niente, quindi diciamo che è un corto, un corto che poi alla fine m’hanno dato i soldi e basta peracottaro! Facciamo il film, una campagna virale per un videoclipparo…

    L’unica cosa che mi sento di dire (ancora? Mobbasta però, sarà un mese che gira) è che per quanto “si dai carino coccodemamma”, mi ha stupito di più Telepone di Lady Gaga (da cui mi aspettavo molto meno!), e tutta ‘sta attenzione non la merita.

  3. No no, il film esiste, le reazioni linkate nel post sono al film intero. Pero’ non chiedete niente a me, io il trailer non l’ho voluto guardare, quando promettono di “stuprarmi l’anima” io ci voglio arrivare vergine :)

  4. (ma dalla descrizione mi viene da chiedere: chi di voi ha ordinato il lungometraggio del monologo di Luttazzi dell’altra sera?)

  5. riccardo cionni

    il film esiste ed io l’ho visto.La prima parte e’ bella tosta e tesa ,poi si sbraca e diventa un mix di sangue e uccelloni finti stile Brass, con tanto di culi e pecorine selvagge.

    Non contenti ad un certo punto ci mettono pure una scena di stupro…pero’ ai danni di un bambino appena partorito al grido di “newborn porn!!!”.non so…giudicate un po voi…

  6. Cicciolina Wertmuller

    cionni, mai sentito parlare di SPOILER?!?!?! dai, mi rovini così la scena clou? hai tolto la verginità a cobretti, sei contento?

  7. Mi sento stuprato nell’anima. Fottiti Cionni, chiedi scusa o ti metto fuori rosa.

  8. no, ok, scusate, rewind.
    “Newborn Porn” dovrebbe essere la famosa scena per impressionare “che cioé rivoluziona tutto mai visto nulla del genere cioé qua gente never be the same” ?

    Esattamente quanti anni ha il regista, 14 e mezzo?

    Adesso so ufficialmente che è fuffa.

  9. o ufficiosamente? Ma serviva l’avviso? Il mal di pancia è dovuto alle haribo o al newborn porn?

    domande senza risposte…

  10. posso anche aggiungere che “pornoattore in prepensionamento con villetta” è una roba che non si può leggere, solo nella pubblicità delle patatine pai, cioé anche Rocco è dovuto tornare a far film perché solo col sito non ci stava dentro, cazzaccio.

  11. Fermo restando che non e’ mai il “cosa” ma il “come”, e ancor piu’ fermo restando che avvisare prima di spoilerare dovrebbe essere una regola soprattutto quando LO CHIEDO ESPLICITAMENTE UNA SOLA MISERA FOTTUTISSIMA RIGA PRIMA, c’e’ da vedere appunto il “come”. Se c’e’ sentimento, alla Martyrs, mi va bene. Se c’e’ voglia di shockare a tutti i costi e basta, alla Gaspar Noe’ o Michael Haneke, non mi va bene.

    • Anonimo

      Minchia, il sentimento > MARTYRS (che parte bene e poi diventa monnezza) e voglia di shockare > Noè e Haneke? Non penso che tu abbia idea di cosa sia enter the void, o la pianista, probabilmente quei due registi te li ha cacati qualcuno in qualche paragone assurdo e ora giustamente ti stanno sui coglioni, ma almeno trovami un capolavoro degno, piuttosto che MARTYRS, se proprio devi sparare a zero su due mostri come noè e haneke….e poi proprio martyrs, che gioca sporchissimo col gore?? Con quel finale del cazzo? =)

      BAH

  12. Cicciolina Wertmuller

    @uwe: perchè, “turbine di violenza e perversione” invece è leggibile? dai, mi pareva chiaro che fosse tutto scritto in stile patatina pai.

    @nanni: ora parte il flame pro/anti haneke, così almeno parliamo di cinema, evviva!

  13. dario

    Un pornoattore che rifiuta un film per la trama e’ al livello di JCVD che rifiuta di fare exendables pero’, non si puo’ simpatizzare per lui.
    (salvo venir smentito dal film, magari c’e’ una ragione profonda dietro)

  14. Io so solo che la ragione profonda di JCVD e’ Universal Soldier: Regeneration, e tutti tutti i torti finora non li ha…

  15. @Cicciolina: Ma scherzi? Se me lo scrivi tu io leggo, penso e filtro, anche se mi dici che grufola e vola.
    Il problema è che secondo me era scritto PARO PARO
    anche sulla sceneggiatura, col problema che ci credevano pure.
    “Ferretti, non ci si impegni troppo con questa serie… lasci perdere che è diversa, che è migliore… è come tutte le altre fiction: è vera cacca. buon lavoro”

    Ora parliamo seriamente (ahahah…oh, god): finché PENSAVO fosse un fake trailer, che tra i ggiovani vanno tanto di moda ci ho sorriso e c’è la musichina che sembra fare DALEK DALEK, però poi quando scopri che c’è tutto un film dietro e non solo lo spot di una marca di vibrelli e l’autore che dice “and never be the same!” ti cascano per terra.

    @ Nanni: non ho una dialettica sufficente per seguirvi in accese discussioni di cinema, ma voi fate, magari imparo qualcosa mentre sbatto l’osso sul tavolo incapace di esprimere la mia :'(

  16. @Dario: e su univeral soldier sono con nanni, e per quanto attenda Expendables, dubito che dolph possa avere un ruolo migliore.

  17. dario

    @ uwe @ nanni dai ma poteva fare entrambi come Dolph, expendables lo avrebbe aspettato.
    O anche solo fare una comparsata, tipo sbagliando set entrnado col vestito di universal soldier

  18. Jo

    Mmmm…. boh, mi pare solo una cazzata fatta per fare viral e accattare tutto il possibile all’apertura delle sale il primo week-end, come paranormal activity. Gratuito, inutilmente violento, e la scusa dello stupro che rappresenta la violenza sulla nazione ddaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiii… la sparata fatta per potersi ammazzare di seghe moraliste intellettualoidi con il maglione nero a collo alto… per favore…

  19. Ma si’… ma se ho dato una chance a Irreversible e Funny Games non posso negarla a questo

  20. Scusate, so che non è carino fare OT, ma…
    http://www.aintitcool.com/node/44473
    Ci sono tutti e tre…piango…

    Zen

  21. Jo

    @Nanni: Irreversible la chance (pronunciata “cions” come Derek Zoolander quando parla al padre per tornare in miniera) secondo il mio umile parere un po’ se la spreca. Il montaggio a rovescio è simpatico, ma nel 80% delle scene non si capisce un cazzo, ritengo che buona parte del suo clamore lo abbia fatto solo perchè c’è la Bellucci (che dopo The Doberman doveva fare The Doberman2 e basta, così risparmiavamo l’imbarazzo di sentirla parlare). Insomma il montaggio al contrario funziona per memento, e basta.
    Funny Games invece mi ha garbato assai.

  22. Cicciolina Wertmuller

    Jo, nun me provoca’… lo so che ha iniziato Nanni, ma lui è il capo quindi basta, però Cristo santo Noé e Haneke non me li dovete mettere vicini! NOOOOOOO!

  23. Pipolo Segal

    Per farmi tenere le antenne almeno mezze erette, servirebbe una siringona di metaforone nei testicoli

    Cioè, Cicciolina Wertmüller ha i testicoli?
    E comunque è abbastanza consueto per un porno attore voler decidere dei suoi ruoli sulla base della storia raccontata nel film.
    Anche Pippo Franco decide se fare la stagione con il Bagaglino a seconda del testo che la compagnia mette in scena volta per volta.

  24. Jo (dal letto con il melafono)

    @cicciolina: scusa ma qual’è il problema? O_o
    Sarò scemo io, ma irreversible non mi ha lasciato sto gran pugno nello stomaco, sto gran soulrape di cui molti parlavano all’uscita. Sarà che ho una antipatia marcata per i film girati in camera a mano, o sarà che la Bellucci dopo 15 secondi non la reggo più.. Boh?!

  25. Jo (dal letto con il melafono)

    Piccola aggiunta: ragazzi ma solo io vedo gli orari dei commenti sballati? Me li riporta tutti ad un ora indietro. Ora per esempio sono le 03.20 ma leggo 02:16 nel mio commento sopra..

  26. @Jo
    Il problema è inserire nello stesso discorso un inetto raccomandato come Noè ed uno dei più grandi registi europei contemporanei, cioè Haneke.
    Non c’entra più di tanto quindi il tuo giudizio su Irreversible, che è effettivamente una boiata (il film non il tuo giudizio), al contrario di Funny Games, che è un filmone.

  27. @jo: il nostro server non conosce l’ora legale e non saro’ di certo io a confondergli le idee, spero che la cosa non ti sballi :)

    @genna e compagnia: la premessa e’ che io di Haneke ho visto solo Funny Games e mi riferisco solo a quello. Sia Irreversible che Funny Games sono film fatti con l’unico scopo di scioccare e di dirti in faccia che ti vogliono scioccare. Per me falliscono entrambi: preferisco mille volte un film che ti sciocca meno ma che se non altro si concentra sui cazzi suoi piuttosto che sui miei. Tecnicamente, entrambi sono fatti in modo spettacolare (in Irreversible vince di due spanne il piano sequenza della passeggiata con annesso viaggio in metro piuttosto che lo stupro o l’estintore). Poi Irreversible stravince in punti antipatia perche’ quando Noe’ non e’ impegnato a scioccarti a tutti i costi lo e’ a dirsi da solo di essere un gggenio. E ad Haneke concedo ovviamente i film che non ho visto e di cui qualcuno mi parla molto bene, qualcun altro negli stessi termini di Funny Games.

  28. Napoleone Wilson

    …Mà, non capisco tutta questa sufficienza senza nemmeno averlo visto, “A Serbian Film”, presente in uno dei siti che ho sempre considerato tra i più interessanti e utili tra quelli conosciuti in Italia, sul cinema di “genere” ddè”ggenere”…Io l’ho visto, “A Serbian Film”, in ottima qualità audio/video sottotitolato in spagnolo, da una copia screener della ContraìFilm, la casa di produzione serba. Ebbene, pur se abbastanza prevenuto anch’io, sono rimasto alla fine della visione, ben felice e soddisfatto, che ancora oggi ci sia qualcuno capace di riuscire esattamente nel suo intento. Un’intento, tra i più difficili e rischiosi, oggigiorno.
    Quello di riuscire davvero a essere malati, malsani, “riprovevoli”, e ripugnanti. Ma, con sopraffino, quasi sontuoso, stile.
    Altro che, immaginette “trendy/ste” e leccate. E, ancora più complicato, senza mai cadere nel ridicolo più o meno involontario e nell’immotivato velleitarismo.
    Io ho modestamente visto migliaia e migliaia di film, questo, apparte quel che possono essere i più recenti e molto ben riusciti “Martyrs” e “The Human Centipede:First sequence”, è di sicuro tra -addirittura- i primi dieci film che riescono a colpire più duro, laddove vogliono colpire duro, a partire da titoli seminali come i vari “Non violentate Jennifer” (Day of the Woman/I Spit on your grave)(Usa 1983) di Meir Zarchi, o “The Last house on Dead-End Street”(Usa 1977), “L’Ultimo treno della notte”(Italia 1976) di Aldo Lado, ecc. in questa ristretta ma affascinantissima cerchia “ristretta” ma nemmeno poi tanto, a sapere cercare e conoscere, di cine-esperienze/visioni scioccanti sul serio, altro che, “Paranormal activity”, operazioni, queste sì, di puro marketing mediatico falsamente artato a’ “epatèr le bourgeois”e niente, o ben poco, altro. Gaspard Noè poi, ma avete mai visto almeno “Seule contre Tòus” (Francia 1998), il suo primo film…? Senza se e senza ma, è un bravissimo regista, uno tra i migliori, della sua generazione, non solo in Francia. E “Irrevèrsible” rientra appieno nel novero di quel ristretto numero di film davvero estremi, realizzati con l’intento “programmatico” di “disturbare” non solo la tanta troppa aria fritta e rifritta di oggi, ma proprio la capacità sensoriale di sopportazione, della maggior parte delle persone, a sostenere lo sguardo di talune scene e situazioni, riuscendoci, sorprendendo. Bè, ripeto, oggi non è affatto facile. Chi ci riesce, come scopo e intento, riuscendo in più ad argomentare e giustificare il tutto, come mi è sembrato proprio, anche per “A Serbian Film”, con un discorso stilistico e di approccio visuale e tecnico, non indifferente, nel restituire la sua visione il più possibile feroce, e cruenta, è per quanto mi riguarda, ma dovrebbe esserlo soprattutto anche qui, in questi spazi, il benvenuto, e gradito. Altro che, le pippe pseudo-intellettualoidi, queste sì, di registi poi solo da festival de amighetti ddà a’”rive gauche” come Haneke, che ben pochi poi vedono ma incensati e premiati dai soliti “pennivendoli a sfera”-per parafrasare una grande vecchia canzone del nostro Antonello Venditti- facenti parte dell'”apparato” critico più “tartinaro” e parruccone della nostra critica provincialddèsinistra, alla Mariuccia Ciotta, tanto per intendersi, sua grande apostola. Lui sì, con Gaspar Noè e quest’altri, come l’autore serbo di “A Serbian Film”, non c’entra proprio nulla…

  29. Ok, ma se in un articolo di impressioni date dal trailer dobbiamo anche specificare che si tratta solo di impressioni date dal trailer e non di una pseudo-recensione pregiudiziale, non finiamo piu’… Personalmente lo vedro’ tra una settimana al FrightFest, dopodiche’ ti puoi attendere la recensione piu’ imparziale di cui siamo capaci e se ne discutera’ piu’ che volentieri.

  30. Giuseppe

    Haneke un “amighetto” da rive gauche?
    Ma, insomma, i filmacci piacciono anche a me, ma oltre un certo punto so distinguere la differenza tra un acuto che spacca i timpani e un’armonia emozionante.

  31. Rino Giutini

    Il Film è pura arte, è un capolavoro. Chi non apprezza “A serbian Film” non apprezza l’horror e, più in generale, il bel cinema.

  32. @rino: sei ironico, vero? E’ solo perche’ io non farei un commento cosi’ a cazzo neanche se fossi d’accordo. Spero che quando pubblicheremo la recensione il tono dei commenti non sia questo.

  33. Rino, ci fai il piacere di argomentare un po’? Poi magari siamo tutti d’accordo, però se la metti così non me lo stai vendendo bene questo film….

  34. Bob Harris

    12 ore. Il tempo che è passato dalla visione di “A Serbian Film” e il minimo indispensabile per poter scrivere qualcosa a riguardo. Non a freddo, perché una volta visto temo che possa rimanere dentro ognuno di noi per sempre. A parte la difficoltà estrema di prendere sonno, per via di certe immagini che mai avrei creduto di vedere in un film, ho ricercato sul web e su alcune riviste QUALCUNO che avesse parlato di questo film. Per sentirmi meno solo, per avere il conforto di condividere con altri un’esperienza scioccante, oltre al mio compagno di visione. E allora provo a dire qualcosa anche io, per cercare una catarsi che tarda ad arrivare. La prima impressione, sui titoli di coda accompagnati da una lancinante musica noise, è quella del senso di colpa. Come se, aver assistito da spettatore ad un crescendo insostenibile di violenza e depravazione, mi avesse messo nel ruolo del voyeur colpevole e complice.

    IL FILM
    Dal punto di vista strettamente cinematografico, il film fa acqua da tutte le parti. Dopo una prima mezzora secca e ben condotta, che pone le basi per l’idea vincente di un connubio tra pornografia e morte, la sceneggiatura se ne va per i fatti suoi e la storia si sfilaccia. Al regista sembra importare più il primato da raggiungere: andare oltre nella rappresentazione della violenza sullo schermo, chissenefrega della verosimiglianza. E qui, forse, raggiunge il suo scopo. Mi son sempre chiesto come possa essere presentato un film così in conferenza stampa, senza rischiare l’imbarazzo o il ridicolo. Il regista ha provato a dae una spiegazione al film, dipingendolo come – cito cicciolina – “una metafora dello stupro che il governo opera ai danni del paese”. Non basta per arrivare all’arte, da amante del cinema e dell’horror era lecito per me aspettarmi altri modi per pennellare la tragedia di un paese.

    VIOLENZA
    Si può invece riflettere sulla rappresentazione della violenza. O facendo classifiche di “stordimento” per la pesantezza delle pellicole (come ha fatto Napoleone Wilson, che se ne va senza svelare il suo nome ai compagni di assedio) o rinnovando il dibattito su quale sia il limite etico di rappresentazione della violenza sullo schermo. Qui, secondo me, siamo arrivati a limiti insopportabili. Io sono un fervente sostenitore della libertà artistica e mi incazzo come una iena quando film d’autore vengono tagliuzzati dalla censura in nome di un codice etico che le scene incriminate non violano di certo. Odio il bigottismo e le facili condanne alla presunta amoralità filmica. Con “A Serbian Film” siamo oltre. Oltre la censura (il film ha una suo senso, se ce l’ha, se visto interamente. Ma questo non vale per ogni pellicola?), oltre il comune senso del pudore. Qua entra in gioco un proprio codice etico che va in tilt. Lo stesso che va in tilt vedendo “Martyrs” o “A l’intérieur”, ma ancor più oltre. Non penso di maledire, come ha fatto qualcuno, il giorno in cui Takashi Miike è stato sdoganato in occidente, aprendo il campo a visioni estreme e arricchenti ma anche insostenibili, ma è vero che bisogna andarci coi piedi di piombo. Questi film devono essere messi in commercio, ma tenuti segretamente custoditi da chi ha i mezzi per poterli sostenere. E non basta un divieto ai 18 anni. Ci vuole maturità anche nel distriburli. Temo che in questo, la rete e i suoi utenti sgamati possano e debbano fare la loro. Come e di più dei direttori di festival di genere horror. Vorremmo tutti (o almeno io) impallidire e inorridire ancora di fronte alle torture di “Ichi the killer” o stare male come dei cani quando un motociclista viene schiacchiato da altri due piloti durante un gran premio (il povero Tomizawa ieri a Misano) e per fortuna questo accade, facendoci sentire uomini. Ma il circolo carbonaro degli spettatori di film estremi ha perso la verginità ormai da anni. E convivere con “A Serbian Film”, che per me è stato ai limiti dell’insostenibile, non sarà facile. Credo che sia giusto che certe persone non vedano mai questo film.

  35. Daniela

    Visto ieri: ammetto che mi è piaciuto. Un paio di parti lente fermano la storia ma in sé è meglio di parecchia roba vista di recente. L’ho cercato incuriosita dai commenti di certe persone che lo definiscono il film più perverso e inquietante degli ultimi anni. Ammetto di aver trovato più inquietante The Human Centipede, ma ci sono delle scene imbattibili.

    SPOILER

    La scena in cui il protagonista ammazza uno infilandogli il pene eretto nell’occhio è da ricordare. Ci sono altre parti (uno che si scopa un feto e lui che stupra a sangue il figlio, per dire) ma il cazzo nell’occhio non si batte.

    FINE SPOILER

    Secondo me è da vedere. Non lo raccomanderei come l’horror/splatter del secolo e sì, forse avrebbe potuto venir su meglio, ma nel complesso supera la sufficienza. Opinione personale eh :)

  36. Daniela

    ecco, dimenticavo: sono d’accordo con Bob Harris sulla discrezione che ci vuole nel distribuire questo film. Certo non è per tutti. Quando dico che è da vedere, parlo a quei pochi che riusciranno effettivamente a farlo.

    E adesso andrò fuori tema, ma a me “Martyrs” non è piaciuto tanto… l’effetto finale mi faceva un po’ ridere. Forse non l’ho capito bene.

  37. Banjo

    1) Haneke è il regista più sopravvalutato del mondo, dopo Tim Burton.
    2) ‘Sto lungometraggio è senz’anima. Una cosa imperdonabile per un film.

    • Alessandro Z

      e dopo questo… chiudete l’internette! magari aggiungere un “secondo me” non sarebbe stato male… magari al prossimo post esce fuori che il tuo regista preferito è Michael Bay

  38. Lollo

    Daniela, non guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, guarda invece il cazzo che hai nel tuo…
    ;-)
    Ad un certo punto, pensavo che il pisello infilato nell’occhio uscisse da dietro la testa! Alien versus the eye!

  39. Luca

    Beh io ancora nn ho visto il film ma solo un piccolissimo trailer se nn ricordo male anche Paranormal Activity a giudizio della critica sembrava un film ad altissima ” tensione ” invece si è rivelato un totale fallimento !!

  40. SAX

    Ho visto molte cose su cui potremmo discutere : Bunuel , Warhol ecc… ma ho un solo commento per questo film :

    SPAZZATURA CHE NESSUNO DOVREBBE MAI VEDERE

  41. peven

    certo certo, però siete tutti qua a parlarne.

  42. Gabri

    A me è piaciuto. E comunque sto sito fa cacare

  43. Alessandro Z

    comunque io vorrei avere un pene enorme come quello di Milos e invece devo accontentarmi dei mie 16 cm :( :( :(

2 Trackbacks

  • Scritto da A Serbian Film: la recensione « I 400 calci il 13/09/2010 alle 07:02

    […] già: come paventava la collega Cicciolina settimane fa, A Serbian Film è anche un’allegoria feroce di tutto quanto fa Serbia oggi. Ve la ricordate, […]

  • Scritto da Violenza domestica: Ottobre 2010 « I 400 calci il 01/10/2010 alle 07:03

    […] il polverone scatenato prima dal trailer e poi dalla recensione di Luotto Preminger (dove condivido praticamente tutto) non penso ci sia […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.