La memoria del pesce rosso: “Alta tensione” (“Haute tension”, Alexandre Aja, 2003).

Il cinema (p.p.), i giovani registi francesi dal nome ganzo (s.p.)

Da destra a sinistra: il cinema, i giovani registi francesi dal nome ganzo, una strada nel bosco.


Le premesse: correva l’anno 2003, Nicolas andava all’asilo e io stavo con un meccanico semi-analfabeta che spendeva tutti i suoi soldi in DVD-import di film ultraviolenti “per andare oltre”. Una sera si presentò a casa con sotto braccio l’ultimo arrivo che aveva sconvolto tutta la Francia. Poi mi mise un numero crescente di birre in mano.

Alcuni imbarazzanti risvegli più tardi, decisi che sarei diventata una madre migliore e che il film faceva schifo.

Il plot: una biondina con un taglio di capelli alla Marco Aurelio va a studiare nella casa di campagna della brunetta di cui è silenziosamente innamorata, nottetempo (dopo che la biondina si è somministrata una raspa) un feroce camionista maschio sbavante odio per l’umanità irrompe in casa ammazza tutti e rapisce la brunetta, la biondina si lancia all’inseguimento del camion, WHAT A TWIST.

Dettagli chiave:

- all’inizio del film la bionda sogna qualcosa che succederà alla fine del film

- le due protagoniste cantano in macchina Sarà perché ti amo sbagliando le parole e ridendo, c’è il sole (METAFORA)

- il Feroce Camionista entra in scena grugnendo mentre gli sta venendo staccata una pompa da una testa femminile con i capelli scuri

- durante la notte la bionda rimasta sola si masturba * con effetti audio veramente ma tipo pallina contro il muro (me lo ricordo perché sembra la versione unf della scena di Mulholland Drive)

- una persona viene decapitata con un cassettone, trick di non semplicissima esecuzione, che avviene più o meno così: la persona sta scappando, ruzzola giù per una scala, gli/le rimane la testa incastrata tra questi cosi della scala quelli che Google chiama “i supporti gradino della scala“, il Feroce Camionista raggiunge la persona, dice ARGH, trascina il cassettone lì vicino e lo/la decapita. Son quasi sicura che la dinamica fosse questa.

- il fratellino rompiballe dell’amica scappa in un campo, come la scena di Un mondo perfetto, solo che l’altro lo secca a fucilate

- c’è un inseguimento in macchina (ed è pure bello) con in sottofondo questo pezzo dei Muse

- qualcuno tira del filo spinato in faccia a qualcun altro

- a cinque minuti dalla fine, gli sbirri E lo spettatore capiscono cosa sta succedendo guardando il nastro della telecamera a circuito chiuso di un negozietto

- finisce come il monologo del dottore di Psycho ma un po’ peggio.

Film con cui viene confuso più facilmente: Promenons-nous dans le bois (Francia, lesbiche, WHAT A TWIST)Sheitan (Francia, isolamento, ragazze provocanti, dai dai che la giriamo), Dead End (Francia, fare finta di non essere francesi, notturni a pacchi)

Segno che è stato visto nel 2003: Cécile de France era ancora la lesbica dell’Appartamento spagnolo, e uno poteva già cominciare a dire “boia dé, ma fa sempre la lesbica? cos’è questo casting così aggressivo? forse perché una donna sta bene con i capelli corti allora vuol dire che SMETTE DI ESSERE ETEROSESSUALE? Ma dove siamo, NEGLI ANNI CINQUANTA?”. Nel frattempo Wikipedia dice che ha fatto un film su Suor Sorriso.

Lo rivedresti? Nemmeno se lui viene a casa mia e mi dà ragione sulla situazione politica.

Che poi non solo questo gliel’ha prodotto Luc Besson, ma Aja nel dietro le quinte delle Colline hanno gli occhi dice che lui l’ha voluto rifare perché “è una classica storia di coraggio e sopravvivenza americana”, e se io quello me lo ricordo è perché l’inetto che soccombeva alla violenza aveva lo stesso taglio a scodellone di Dustin Hoffman in Cane di paglia, non credo che una visione così ritardata del mondo possa appoggiarsi su un taglio di capelli ben riuscito.

Bravo, vai al cinema, vai a spendere, che quando torni a casa la tua mamma la trovi morta.

Bravo, vai al cinema, vai a spendere, che quando torni a casa la tua mamma la trovi morta.

* no, perché poi, se analizzi la situazione mettendo a confronto il prima e il dopo capisci che la FOLLIA della MATTA è slatentizzata da una raspa. Ma. Come. Si. Fa.

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15 Commenti

  1. Cicciolina Wertmuller
    Pubblicato 21/04/2010 alle 13:18 | Link Permanente

    Finisce con a) un rapporto omosessuale b) un rapporto eterosessuale c) un’altra raspa?

  2. Pubblicato 21/04/2010 alle 13:25 | Link Permanente

    Finisce con un TWIST abbastanza ridicolo, non tanto in termini di esecuzione ma per quello che implica. (“Donna” + “omosessualità, ma pure sessualità in generale” = “diventi matta e fai brutto a random”.)

  3. Jean-Claude Van Gogh
    Pubblicato 21/04/2010 alle 13:40 | Link Permanente

    A me invece è piaciuto, ma sarebbe stato meglio senza il fattore “è tutto nella sua testa pazza smarmellata”.
    E il trucco di De Rossi SPACCA.

  4. Pubblicato 21/04/2010 alle 13:47 | Link Permanente

    questo pazzo pazzo pazzo mondo!
    PS: ogni volta che vedo quella foto penso che sia un modellino, è LA staticità fatta donna + sega da calcestruzzo.

  5. Enea
    Pubblicato 21/04/2010 alle 13:54 | Link Permanente

    tutto l’inizio è un clone di un romanzo di Dean Koontz (Intensity)

  6. ratto inetto Zeppelie
    Pubblicato 21/04/2010 alle 14:28 | Link Permanente

    A me non era dispiaciuto, niente di che ma carino.
    Mi era piaciuta la muscle-car e il camionista, che si staccava abbastanza dallo stereotipo dell’assassino da slasher.
    E la raspa, ovviamente…

  7. Pubblicato 21/04/2010 alle 16:12 | Link Permanente

    Enea: esatto, e il fatto che poi tutto il frittatone venga ribaltato in funzione del BRUTTISSIMO TWIST è il segno che a un certo punto qualcuno * ha pensato “stiamo scopiazzando troppo, corriamo ai ripari se no Koontz ci porta in tribunale e VINCE”.

    (* non Aja, in quanto la sua testa è notoriamente ancora cava.)

  8. vepertime
    Pubblicato 21/04/2010 alle 18:22 | Link Permanente

    a me non mi dispiace. certo c’è di meglio in giro ma non mi dispiace affatto. certo probabilmente è sopravvalutato per quello che è (ne sentite di lodi su sto film in giro) ma ridimensionandolo risulta un buon passatempo. tralasciando i buchi di sceneggiatura creatisi per avere il twist finale . ma vabbè. MARTYRS (per dire) mi è piaciuto molto ma meno.

  9. vepertime
    Pubblicato 21/04/2010 alle 20:16 | Link Permanente

    volevo dire che Martyrs mi è piaciuto molto meno. senza ma.

  10. Pubblicato 21/04/2010 alle 20:47 | Link Permanente

    ..Più spalate merda su di un film e più mi viene voglia di (ri)vederlo. Curioso. Ammetto che all’epoca della prima visione non mi era affatto dispiaciuto. Non tanto per l’intreccio (francamente risibile), quanto per la dose inusitata di violenza tout-court sparata a video.

  11. Pubblicato 21/04/2010 alle 21:23 | Link Permanente

    “Raspa” nella lingua dei miei avi è sinonimo di “sega”. Incredibilmente ho trovato conferma alla voce “masturbazione” di Wikipedia.

    Lei comunque, Dolores, rimane il mio sogno proibito, anche perché il twist di sto film fece restare di merdissima anche me, che poi ho passato gli anni seguenti a chiedermi dove sbagliavo.

  12. Marco
    Pubblicato 22/04/2010 alle 09:02 | Link Permanente

    La recensione è divertentissima.
    Ma non sono d’accordo.
    Il film è semplicemente un pretesto per realizzare qualche robusta scena splatter, con condimento di citazioni pop-nostalgiche.
    Io l’ho trovato divertentissimo e scaccia-pensieri. Le sequenze omicide sono di buon livello, e già questo mi basta per rivederlo.

  13. Pubblicato 22/04/2010 alle 16:05 | Link Permanente

    Marco, grazie dei complimenti, ma purtroppo il film è pieno di presunzioni autoriali, a partire da soggetto e sceneggiatura: se davvero fosse stato tutto “un pretesto per…”, non ci sarebbe stato bisogno di far fare il TWIST alla final girl (cosa che abbiamo già detto derivare – forse – dal tentativo di non farsi portare in tribunale da Dean Koontz per il plagio di “Intensity”), né di avere una final girl lesbica (n.b. e lo è, tanto che il pre-massacro ci insiste mica poco, sottolineando a ogni opportunità che LEI E’ INNAMORATA DELL’AMICA, GET IT?). Così invece emerge proprio la convinzione di stare facendo qualcosa che rompe gli schemi, al di là della disastrosa sparata nei piedi che rappresenta il ROVESCIONE.

    Mi sarei irritata uguale se il protagonista del film fosse stato un omosessuale maschio che da eroe diventa – gasp! – cattivo, ma a quel discorso di solito ci pensa David DeCoteau (di solito male, ma una cosa alla volta).

  14. Pubblicato 22/04/2010 alle 18:20 | Link Permanente

    Oh, my, DeCoteau.
    Le immagini che mi inietta negli occhi questa donna.
    (e non c’è nessun rito di iniziazione con donne che si spalmano di liquore in tanga, peraltro, quello SI che sarebbe rientrato nel “un pretesto per…” Aja le cose le fa pure a metà)

  15. Jo (da Parigi con perplessità)
    Pubblicato 22/04/2010 alle 19:52 | Link Permanente

    ..si si dite dite.. poi sono io che mi sono beccato il DeCoteu a tradimento una sera, e da allora non riesco più a guardare le musclecar anni 70 americane con gli stessi occhi :-(
    (vedi “il fermo immagine del lunedì” di un mese e mezzo fa..)

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