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In sacrificio per voi: Prince Of Persia

i basettoni di Zodiac avevano un loro senso, though

i basettoni di Zodiac avevano un loro senso, though

PRE
La mia conoscenza del mondo dei videogames si esaurisce agli anni in cui per giocarci dovevi buttar dentro una moneta da duecento lire. Prince Of Persia si basa su un videogame uscito qualche decennio dopo, non ci ho mai giocato e non ho intenzione di farlo nemmeno nell’ottica del bravo critico che si documenta. Ho detto addio a quel mondo la sera che, in mezzo a un tripudio di amici in estasi mistica, riuscii a finire il sesto muro di Toki (quello dei carrelli), terzo a riuscirci nel mio bar: appendere la gettoniera al chiodo nel mio massimo apice.

gente che cavalca animali

gente che cavalca animali

Il film tratto dal videogame, anyway, è la nuova frontiera: nel ’98 leggevo stroncature di blockbuster apocalittici basate sul fatto che tanto vale giocare a qualche videogame di ultima generazione, almeno scegli cosa fare esplodere. Dieci anni dopo il videogame di ultima generazione è il film tratto dallo stesso, e anche volendo lasciar stare Uwe Boll io ho una buona teoria –ha a che fare con l’omicidio di massa dell’immaginario di una generazione, da cui il termine ultima. Xander Cage fu chiaro nel dire dei videogiochi “non c’è rimasto nient’altro per farci una cultura”. Io, ai miei tempi, rimasi decisamente scottato a vedere alcuni dei grandi uomini della nostra epoca sviliti in pellicole di quarta categoria ed affidati ad esseri umani che mai ne hanno saputo rendere la dimensione beckettiana. Super Mario interpretato da Bob Hoskins, poi Van Damme nei panni di Guile e alla fine –scorno massimo- Christopher Lambert nei panni di Raiden.

wow, i PANORAMI.

wow, i PANORAMI.

Immaginatevi un nerd di Prince Of Persia (videogame) che se ne va al cinema e si becca il proprio eroe interpretato da Jake Gyllenhaal. Il quale non è Bob Hoskins e di sicuro diocristo non è Jean-Claude Van Damme, e probabilmente se finisse in un duello a spadoni con Christopher Lambert finirebbe con la gola tranciata prima che riusciate ad aprire il pacchetto di Pringles per godervi appieno lo spettacolo. Però Prince Of Persia alla fin fine suscita un paio di pruriti niente male: per prima cosa non riusciamo a staccarci dal baraccone autovendente del cinema SPHASCIO di Jerry Bruckheimer, secondo è diretto da Mike Newell. Mike Newell è un regista per tutte le stagioni: assurge a pubblica gloria con Quattro matrimoni e un funerale (inventando de facto il genere film con Hugh Grant); tre o quattro anni dopo ce lo ritroviamo alfiere del nuovo mob.mov con Donnie Brasco, poi Mona Lisa Smile (la versione clit-lounge dell’Attimo Fuggente; mentre lo scrivo mi viene in mente ora che l’unico maschio coinvolto potrebbe davvero essere il protagonista di The Wire, ma controllare mi fa troppa paura). Poi si dedica al quarto Harry Potter, assicurandosi un posto all’inferno per aver lanciato Robert Pattinson. E poi diventa tutto una grande attesa per il nuovo Prince Of Persia (da qui in poi POP), epic-movie disneyano con le casse che pompano, la sabbia che ridisegna le dune e la figura di Jake G come novello eroe d’azione benedetto dalla computer graphics. Riassumendo, Donnie Brasco meets Donnie Darko meets Dromedari e Scimitarre, but worse (cit.). Ultimo valore aggiunto Gemma Arterton, che i bookmaker danno favoritissima a sostituire Megan Fox in Transformers 3 dopo l’epurazione di quest’ultima, causata -pare- da certe equivoche dichiarazioni che paragonavano Michael Bay ad Adolf Hitler. Di lei non ho esperienze dirette, eccezion fatta per la sua partecipazione al disastro di Quantum Of Solace nel ruolo dell’altra bond girl (qualcuno ci avrà pur scritto una tesi sul concetto di l’altra bond girl) con il nome di Strawberry Fields, e ditemi voi se al suo posto lo segnereste nel CV (lo so, era anche in Scontro fra Tortelli, ma io non ho avuto il piacere). Della trama non so assolutamente nulla, leggo su Wiki che c’entrano ammennicoli con nomi pomposi tipo il Pugnale del Tempo. Mi preparo ad assistere alla peggior vaccata della storia del cinema ed entro in sala con cuore leggero e passo spedito. Trailer:

POST
Il principale problema dei film ambientati nel deserto è che un terzo del minutaggio se ne va via per dar seguito all’errata supposizione che lo spettatore vada a vederseli per gustarsi paesaggi suggestivi, cammelli, dune e merletti. POP non si smarca ma cerca di snellire, e d’altra parte è palese che l’incidenza dei paesaggi reali sul totale dei paesaggi è talmente trascurabile che se sullo sfondo spuntasse fuori un cartello stradale di Minneapolis nessuno si offenderebbe più di tanto.
Riguardo a questo, POP non sembra voler essere storicamente corretto al punto da danneggiare la propria economia interna. Gemma Arterton verso il minuto 98 dice che è molto importante agire subito “per evitare questo Armageddon”, riferendosi probabilmente al film di Michael Bay (il quale, ricordiamolo, è stato il primo nome a saltar fuori quando s’è iniziato a parlare di Prince Of Persia). Mezz’oretta prima assistiamo al monologo di un assassino appartenente ad una cosca chiamata Gli Assassini, nel quale racconta che la trance è molto importante per svolgere al meglio il suo lavoro (riferendosi probabilmente al genere musicale). Il punto è che uno s’aspetta che l’assenza di paesaggi e problemi d’acqua sia buttato dentro una storia molto intricata o a dei personaggi molto ben tratteggiati. POP invece è un film scazonte, funziona con la stessa logica di un minestrone in cui tutti gli ingredienti sono corretti ma dosati in maniera platealmente sbagliata; non brilla mai della fiera baldanza nel far succedere cose a caso di un Robin Hood, tanto per capirci. Nei risultati, POP è un film di menare hi-tech con Jake Gyllenhaal che salta da tutte le parti mentre decine di personaggi a vario titolo coinvolti si infilano in discorsi pretestuosi e privi di senso cercando di pronunciare quante più frasi storiche possibile.

(a un certo punto ci sono anche dei serpenti)

(a un certo punto ci sono anche dei serpenti)

La maggior parte di questi sono dei regaz fatti e finiti: uno dei due fratelli di Jake G. è quello che faceva Rob Gretton nel film sui Joy Division, l’altro somiglia a un roadie dei Black Crowes. Gemma Arterton è TERRIBILE, esteticamente sembra già intrappolata nel corpo di un clone di Megan Fox ed è costretta da esigenze di sceneggiatura a fare le labbra a cuore in una scena su due -nell’altra non è presente, sostituita di solito da Alfred Molina. Il suo personaggio è una cock-teaser mediorientale globalizzata con una missione divina e un segreto da serbare gelosamente. La tensione sessuale tra lei e il principe Dastan si costruisce durante un’ora e venti di film in cui non si cagano in maniera molto rumorosa (“non ti cago.” “no, sono io che non ti cago.” “non è vero, prima hai sorriso”. “no, stavi sorridendo tu”, no jokes), finchè sia l’uno che l’altra esauriscono le scuse e decidono d’innamorarsi perdutamente. Il principe Dastan la guarda di sottecchi con occhi azzurri da cucciolone, tenendo la testa inclinata al punto giusto per fare ondulare al vento la sua zazzera a ciocchette perennemente unta.

(qui sono già abbastanza avanti coi lavori)

(qui sono già abbastanza avanti coi lavori)

Anche volendo sorvolare sulla sabbia del tempo, l’intreccio di POP è talmente stupido e telefonato che in prospettiva sembra quasi morboso. Una regola quasi fissa nella ricerca del malvagio nella cinematografia contemporanea: a parità del resto, scommetti sul pelatone. Il principe Dastan ci arriva dopo quasi tutti gli altri, ma la sua stupidità è compensata piuttosto bene da un’abilità senza pari nel saltare da un tetto all’altro. Il film è di una noia rara, ma tutto finisce per il meglio (non si sa bene come, tra l’altro, ma per approfondire dovrei proprio raccontarvi il finale). In tutto questo, una volta arrivati ai titoli di coda, la speranza concreta è che Jake Gyllenhaal possa tornare quanto prima al cinema hollywoodiano d’autore senza che nessuno continui ad indugiare sui suoi bicipiti torniti in un altro action. Ahimè, non sarà così. Ma ci piacerebbe. Dvd-quote:

Date un’altra possibilità a La Mummia.

Wim Diesel, i400calci.com

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32 Commenti

  1. Rovereto

    sono andato a vederlo sentendomi in obbligo con il nerd di prince of persia che c’è in me, mi aspettavo qualcosa di fracassone ma tutto sommato godibile, ma è stato ben peggio di quello che mi aspettassi. Ad un certo punto mi sono pure addormentato, e se fosse stato per me avrei mollato del tutto, ma la paranoia di mettermi a russare al cinema mi ha fatto tenere duro. Concordo in pieno con Wim, noia mortale e scene action forse ancora più pesanti e ridondanti delle menate sulla necessità di non liberare le sabbie..le labbra iperumettate di gemma arteton però..mi spiace ma io sono caduto malamente nella trappola.cock teased

  2. Uriele

    Ma porca puttana, hanno dato un nome al Principe! Che cavolo gli costava lasciarlo anonimo come nei videogiochi?

  3. “… poi Mona Lisa Smile (la versione clit-lounge dell’Attimo Fuggente; mentre lo scrivo mi viene in mente ora che l’unico maschio coinvolto potrebbe davvero essere il protagonista di The Wire, ma controllare mi fa troppa paura).”

    Mettiamola così: non era Omar.

    Sì, nemmeno a me ha fatto sentire molto meglio.

  4. And

    Visto ieri, 4 parole: Dio quanto è fregna!!
    @Uriele: posso solo immaginarlo quanto sarebbe stato bello senza nome…del tipo:”hai visto che ha fatto il principe?”, “quale dei 3?”,”dai la scimietta, quello che salta da un palo all’altro.”,”Gotcha!”

    E comunque secondo me ,e specialmente in questo film, Jake Gyllenhaal ha la faccia identica a quella di Spike….la scimmietta di Ace Ventura.

  5. Il_Presidente

    Beh più o meno come i Pirati dei Caraibi…ma senza pirati…e senza caraibi.

    Oppure

    Decisamente più film di Assassins Creed. Ma senza assassins. E senza creed.

    Comunque sarebbe lolloso e interessante tracciare un parallellismo tra Sam Worthington (che rispetto eh-andrei con lui al pub a farmi due medie e un coca e malibù per le partite dell’Inter) e Gemma Arterton (che rispetto pure lei, anche se in un modo più um…carnale). Zitti zitti sono i nuovi volti del polpettone epico contemporaneo…ma tengono sempre la loro fazza. Eroi greci, persiani, cyborg…sempre la stessa fazza da primi della classe nel college privato ma in costumi diversi. Manco fossimo nei kolossal degli anni ’50.

  6. @Il Presidente – non saprei, cioè va bene Sam Tortello (che se lo merita pure) ma la Gemma Arterton di POP non somiglia affatto alla Gemma Arterton di Quantum Of Solace, ma proprio per niente. Ci corre la stessa differenza che passa tra venere hitchcockiana e figa di legno. che mi sto immaginando che “Gemma Arterton” sia in realtà un nom de pimp per belle gnocche che vogliono togliere la firma da un film terribile. Stile Alan Smithee.

    @Dolores – non ho resistito, ho dovuto controllare. urgh.

    molto interessante cmq la teoria di Kekkoz, secondo la quale l’esagerato esser-figa di Gemma Arterton (con il quale peraltro non concordo così tanto: se la incontrassi in un locale le chiederei di farmi un Petrus) è uno stratagemma per distogliere l’attenzione dai bug del film.

  7. abraxas the resumer

    in pratica
    donnie darko vs. aladdin
    o sbaglio?

  8. Il_Presidente

    @Wim – Beh ma avevo in mente più Scontro tra Tit-Ani che 007. Quei due hanno proprio sempre la stessa espressione. Tipo il Mr.Potato a cui cambi il contorno girando i pezzi. O il Gira la Moda dove tieni ferma la testa e ruzzi gli altri rotelloni. Per il resto, non ho capito una riga di quello che hai scritto. :D

    Tra l’altro, il cuore da bambino mi si riempie di gioia al pensiero di certa PLASTICA in POP. Oltre ai sassi di cartone, oltre alle acconciature da Papete, il top è zio Ben che scende con l’ascensore persiano di legno e corda che però ha il cancelletto. Taaaaaaaaaaac.

  9. Raflesia

    Certo che aprire il post con un telaio del genere non può che predispormi bene alla visione del film. :D

  10. fre

    se mi stroncate così il film allora io, per non saper nè leggere nè scrivere, mi rigioco la trilogia.

    ma lo guarderò, perchè tira più un velo di Gemma che un carro di cammelli.
    i cammelli sono animali da tiro?

  11. fre

    ah, il principe si chiama Dastan, nei videogiuochi.

  12. rae

    Io non capisco come si possano chiamare “muri” i livelli dei videogiochi. Perchè “muro” ?

  13. Rynd

    non so se qualcuno l’ha fatto notare perchè non mi va di leggermi tutti i commenti ma PoP nasce nel 1989 dalla mente di Jordan Mechner, la trilogia più recente è un remake / reboot e l’ultimo uscito (quello brutto insomma) è un ulteriore reboot (a cui però dovrebbe fare seguito durante l’estate un altro capitolo che però si piazza nella 2a trilogia tra non mi ricordo quali 2 episodi)

  14. Rynd

    se non avete mai giocato il PoP del 1989 non siete considerabili dei veri nerd, sappiatelo

  15. @rae – ho usato “schema” per quasi tutti gli anni migliori, poi ho ceduto ai bulli del mio paesino che lo chiamavano “muro”. se non cedevo venivo gonfiato, e ancora con il kung-fu non me la cavavo molto bene.

    @rynd – un nerd VERO probabilmente non va nemmeno al cinema a vedere il film tratto dal videogame.

  16. Jo

    Suppongo che la definizone di muri derivi da Arkanoid. O almeno, così ho sempre sentito dire, e se ci riflettete un attimo ha senso.

    @Rynd: quoto e sottoscrivo

    La caption migliore che avete mai usato per la prima immagine rimane però quella vecchia del vecchio post quando era stato annunciato il film..

    Sono comunque curioso, i trailer mi sono sembrati sufficientemente fracassoni da concedergli un tentativo la prossima settimana. Sperem.

  17. Jo

    Dimenticavo: complimenti a Wim Diesel, il sesto schema di Toki era roba veramente rara da vedere, bella te.

  18. @Jo – Beh, sulla caption hai molto ragione. Sul sesto muro/schema/livello di toki ti ringrazio, il problema non era tanto arrivarci quanto piuttosto superarlo -dopo aver passato il quinto muro/schema/livello ti permetteva di gettonare solo cinque volte (marketing etico?). in realtà superarlo fu una delusione, perchè lo scimmione (che era IDENTICO al mio amico Marcello, motivo per il quale certuni lo stanno ancora sfottendo) si trasformava in uomo e rinunciava all’afflato epico in cambio di una strappona qualunque.

  19. Il_Presidente

    Io comunque ho girato sale giochi e bowling dal 1987 al 1994, dai giochi a 200 lire fino a quei bastardi tipo Daytona che iniziavano a chiedere ‘due gettoni’, su e giù per tutti i granducati del regno d’Italia ma ‘muro’ non l’ho mai sentito dire.

    :-(

  20. quindi è una trasposizione di un reboot di tre sequel di un reboot di sequel? Troppo complicato.

    Capisco perché poi cadete schiavi della Arterton.

    @ Wim: complimenti per Toki!

  21. rae

    Io toki quando l ho visto finire ho capito cosa hanno provato i 3 pastorelli di Lourdes. Il salto per pigliare il caschetto in mezzo alle punte che venivano distrutte dallo stesso una volta indossato era un incubo. Per non parlare del mega saltone e del boss finale. Respect.

  22. Jo

    ..la vera bastardata era la possibilità di continuare solo 5 volte. Ammetto candidamente di essere riuscito a finirlo solo sul MAME, grazie ai savestate.
    PS @Wim: ma.. in teoria lo vedi nell’intro che Toki è un uomo, che viene poi trasformato in scimma..
    (E ammetto che ci sarebbero pagine da scrivere sulla regressione dell’uomo ad una forma più pura, forse senza intelletto, ma che non perde quell’indomito coraggio che lo spinge alle mirabolanti imprese… o meglio riassunto: che sia uomo o scimmia, un pelo di fiha tira sempre più di un carro di cammelli [questa per rimanere in tema con il film] )

  23. Dario

    Wim scrivi da DIO!

  24. Rash

    ho visto di peggio: Scontro tra titani

  25. Pipolo Segal

    Mi pare che non siamo d’accordo, ma dico lo stesso la mia pur di partecipare al dibattito: Gemma Arterton non è così tanto figa come la state vendendo voi amici dell’Internét.

    Chiaro che se non la vedi da un po’ ti sembra “bellissima” anche Marion Ravenwood, come dice il tedesco cattivo quando sono lì ad ubriacarsi (‘sta cosa mi è rimasta impressa perchè secondo me solo se non la vedi DAVVERO da un bel po’ puoi dire una cosa così alla dimessa Marion).

    Poi oh, i gusti. Certo sembra più amichevole di Megan “AwfulSurgery” Fox, quindi bella per lei.

  26. gigi

    Ma alla fine trombano? Perche’ mi sembra l’unico motivo di interesse del film: e se non trombano tanto vale che al posto di Gyllenhall mettessero Hugh Grant, almeno avremmo avuto il tag “i film con Hugh Grant, i cammelli e le scimitarre”…

    Gemma Arterton: non sara’ fighissima, ma tira sesso e poi e brava a fare la boccuccia a cuore

  27. Guarda, a me Gemma piaceva tanto, poi mi sono reso conto che fisicamente piu’ che a Megan Fox somigliava a Megan Gale, e a me i donnoni che mi battono a schiaffi non mi convincono.

  28. Bongiorno Miike

    @Rash: qui mi si cita… cmq, io tremo di paura al pensiero di Jake G. nel ruolo di Kurt Cobain

  29. alessandro

    Non mi toccate la Gemma! Per una volta che entra nel giro mainstream una che non ti fa dire – Se non ce l’avesse fatta questa avebbe fatto porno. (vero, Megan Fox?) – non posso che essere felice…perche anche grace kelly si dava il suo bel da fare nel cock teasing ma non verrebbe mai in mente a nessuno di paragonarla a una come la Fox (non che voglia paragonare Grace a Gemma, eh!). Detto questo parliamo del film. In questi ultimi anni comincio a convincermi di avere dei poteri soprannaturali, mi sento una sorta di profeta: prima ancora di vederli riesco ad individuare i film che faranno cagare. Rimane ancora un dubbio: si tratta veramente di un merito mio oppure si riduce tutto al fatto che i registi e i produttori sono sempre più incompetenti?

  30. marcus

    sempre chiamato “muro” da quando andavo in edicola a prendere le cassette con 60 giochi del c64. e cmq il POP dell’8, insieme a Another World e Flashback sono qualcosa di oltre nei Vg.

  31. Jo

    @alessandro: non so te, ma sarei FELICISSIMO se Megan Fox si desse al porno. Poi de gustibus..

    Comunque: visto domenica pomeriggio, tanto pioveva. E ancora una volta mi sono divertito. Aò, avrò dei gusti da scaricatore di porto, ma sono un paio di orette dove puoi mettere il cervello in folle, fare le faccina felice a vedere la gente che salta e ruzzola, ogni tanto qualche bella coreografia di combattimento dove incredibilmente Dastan invece che menare cerca il più delle volte di scappare veloce veloce, delle acrobazie non orientali e quindi ancora forse vagamente realistiche (e dite quello che volete, ma anche se so benissimo che Tony Ja non usa corde, io comunque non credo sia umano quello che lui fa alla fisica)
    Insomma, io ho gradito. Un po’ pesante Alfred Molina, ma vabbè.

  32. abraxas (back to the light cone)

    visto ieri ed effettivamente e’ pirati dei caraibi vs indiana jones vs il tesoro dei templari (per i momenti ilari) + lo spiegone di meta’ primo tempo (del tipo: “ah ma allora se schiaccio il pulsante torno indietro nel tempo e non faccio le fregnacce che avrei fatto altrimenti”) che ho notato solo per colpa vostra

    io comunque un cuoricione per al molina ce lo spendo sempre
    <3

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