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Menopeggio TV: The Eye

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

The Eye.

(Gin Gwai)

DOVE: Italia 1

QUANDO: ore 5.05 (caricate i videoregitratori)

locandina

1) Siamo di fronte ad una ghost story proto-drammatica in formato spring roll: avvolto in un croccante esoscheletro di cartone fritto, ci puoi trovare un po’ di tutto.

2) L’idea di partenza di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: l’anima del donatore rimane intrappolata nell’organo donato. Se sono gli occhi, vedi quello che ha visto lui. Se sono le orecchie, senti quello che ha sentito lui. Se è Bach, suoni l’aria sulla terza corda (ok… questa è sottile, non è la solita battuta con pernacchia, su concentratevi).

3) Lo sviluppo di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: ti hanno  installato gli occhi di una sensitiva quindi “vedi la gente morta e tanta altra roba che fa paura y spaviento”. Si, lo so, è il Sesto Senso ma finisce in modo diverso. E lei vede DAVVERO la gente morta e tutte le altre cosine. Quindi non state a pensare che ci sia qualche spiegazione. E’ così. E basta. Fatevene una ragione.

4) Il finale di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: semi-twistone canonico con metaforone a rimorchio. Roba del tipo “il gioco è bello quando dura poco. Adesso basta divertirti con i fantasmi e vai a fare i tuoi compiti in braille”.

5) [RECE-game]. Se sei tra coloro che guardano con occhio malevolo questo film in quanto frutto dell’ondata di horror orientali che si è riversata sulle sale occidentali dopo The Ring: vai al punto 5. Se sei tra coloro che guardano con occhio affascinato questo film in quanto frutto dell’ondata di horror orientali che si è riversata nelle sale occidentali dopo The Ring: vai al punto 6.

6) The Eye non è un brutto film. Davvero. E, tra tutto ciò che gli importatori ci hanno propinato nel biennio 2002-2004 , è forse una delle cose migliori.
Il lavoro dei fratelli Pang può anche non piacere a livello visivo, per carità, ma ha una sua personalità autoriale innegabile e lavori come Bangkok Dangerous o Ab-normal Beauty (gran bel film ma che porta però solo la firma di Oxide) lo dimostrano. Quindi: SI, è stato importato per via della moda del momento ma NO: non è un male che ciò sia accaduto.

7) Si, va bene, è un film orientale. C’è l’estetica orientale. C’è tutta quella roba che piace tanto a quelli che mangiano il sushi, che fanno kendo e le altre cose da trentenne milanese alterna (comunque The Eye è un film cinese quindi, con il brand Hattori Hanzō c’entra pochino…). MA [ATTENZIONE! Pippotto colossale!]. Ma c’è il problema dei vetri smerigliati. Ecco, credo che in oriente, i vetri smerigliati siano un’oggetto d’importazione relativamente recente e quindi non ancora perfettamente integrato nella cultura locale.
Mi spiego: io, di figure leggermente informi e sfocate ne ho viste parecchie in vita mia. E’ vero, mi sale un po’ di angoscia quando le vedo appostate fuori dalla porta, ma basta dire “occupato” a voce alta e subito mi rilasso. Nella cultura orientale, invece, questo è il MASSIMO del paura/terrore/raccapriccio.
Il discorso dei vetri smerigliati è per dire che bisogna venire a patti con il diverso senso del gotico proprio delle due culture: noi abbiamo i morti viventi, loro i fantasmi; noi gli effetti speciali a manetta (paura=realismo=truculenza), loro amido di mais e ombretto nero. Noi abbiamo il deus ex soffitta, loro i poteri PSI. A noi i fantasmi fanno ridere, a loro no. Più in generale è una questione del senso dell’immanente: noi abbiamo il nostro, loro il loro.

Probabilmente un cinese/giapponese/thai/coreano messo di fronte ad un film sugli zombi, rimane del tutto indifferente e la panza (che è l’organo guida del cinema horror) non ha alcun tipo di sussulto. E’ normale e bisogna farci i conti.Il pippotto ci porta quindi al punto 8 e  al fatto che:

8) No. Non fa paura.
Ma neanche un po’. Ma neanche per sbaglio. Ci sono un paio di scene di grande impatto visivo (vd. Il momento “ascensore”). Ma se cercate il saltino sulla sedia allora non ci siamo proprio.

9) L’ultima scena dell’occhio è stata plagiata in maniera spudorata da Singer. E non mi si dica che è una citazione. Non ci credo.

10) Ho visto di peggio: The Eye (il remake).

OMG! La nuca di un uomo!

OMG! La nuca di un uomo!

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13 Commenti

  1. Jo

    La panza come organo che guida i film horror è un argomentazione affascinante. Spero che prima o poi ci dedicherete uno speciale apposito ^_^

    Io ero (sono?) tra quelli che dopo the ring vedendo arrivare “la piena” di import orientali pseudo-orror si mise all’uscita delle sale cinema per ridere molto forte e molto a lungo degli amici che li andavano a vedere, per poi uscire ogni volta scornati, ma questo lo vidi anche io, e rimasi contento, condivido la recensione. Bel film.
    Il rifacimento non l’ho visto per paura che ci fosse la Macrocefala anche li.

  2. @Jo: io quando uscì the Eye fui traviato da quella deliziosa operazione di marketing che portò nelle sale in contemporanea sia the eye che my little eye.
    La mia opinione in merito la trovi nell’ultimo menopeggio.
    Al di là di tutto, comunque, The Eye è un film garbato. Il remake è la più grossa porcata mai fatta negli ultimi 150 anni. Roba da augurare ai registi una perenne gastroenterite.

  3. Jo

    my little eye è il mio scheletro nell’armadio. lasciamo perdere quel deplorevole episodio della mia vita che è meglio.

    …si, ci sono caduto anche io. :-(

  4. @Jo: ho provato a rimuoverlo con la psicoterapia farmacologica. Funziona…

  5. gigi

    Ma c’è il problema dei vetri smerigliati. Ecco, credo che in oriente, i vetri smerigliati siano un’oggetto d’importazione relativamente recente e quindi non ancora perfettamente integrato nella cultura locale.

    Quototi: non solo, ma vivendo in Cina ti posso dire che pure il tendaggio inesistente è un problema; qui tutti vedono tutto e la privacy è inesistente… prevedo un’ondata di remake cinesi di horror occidentali nei prossimi anni, a seguire ovviamente ll’introduzione di tende, persiane, vetri smerigliati

  6. vepertime

    completamente daccordo su tutto. secondo me i pang non sono neanche cosi’ male. pure Re-Cycle mi era “garbatamente” piaciuto. non fanno capolavori ma neanche cagate colossali. perfetti per questa rubrica

  7. @gigi: non ci sono tendaggi?! e come si fa la scena dell’assassino dietro alla tenda con coltello spianato?
    @vesper: diciamo che la cagata colossale (come il capolavoro) per registi così è sempre dietro all’angolo. Non mi stupirei di vederli acclamati tra qualche anno per aver finalmente centrato il bersaglio dopo innumeravoli tentativi.

  8. Jo

    @Bongiorno: girano la scena senza tenda, poi la aggiungono in CGI :-)

  9. Bongiorno Miike

    @Jo: meglio che in occidente dove giriamo la scena con la tenda e poi ci aggiungiamo l’assassino in CGI

  10. Otaku

    L’ originale Jap difatti non è male, il problema è che come sempre poi han fatto remake e seguiti che fan rabbrividire….

  11. Lollo

    Finalmente qualcuno che ha un’opinione positiva di ‘sto film porca pupazza!
    Vabé io sono di parte, perché la protagonista Angelica Lee (李心潔) è una mia amica d’infanzia… però ho sempre trovato gradevole ‘sto film. Magari non un capolavoro, però qualche buona idea c’è.

  12. @Lollo: la spariamo grossa?

  13. Lollo

    Beh ho conosciuto anni e anni fa Rosanna Zambon, che a te giustamente non dice nulla, ma che era una delle cantanti italiane più famose negli anni ’70 in Giappone. Sua figlia Marion Katoh mi ha fatto conoscere Angelica quando eravamo ragazzini.
    Cmq. ora sono in Italia… ma questa è un’altra storia.
    Ciao!

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