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Robin Hood (no calzamaglia no party)

<3 Robin Tortello <3

<3 Robin Tortello <3

Paradossalmente per amare un film come Robin Hood si potrebbe partire dalle (prevedibilissime) stroncature. In quella di Cineblog sta scritto che più che Ridley, sembrerebbe esserci il fratello Tony dietro la macchina da presa. Naturalmente in senso dispregiativo, all’interno di un inattaccabile impianto da recensione old-skool in cui il film viene demolito pezzo per pezzo e gettato alle ortiche. Così come non è infrequente leggere nelle recensioni dei film più recenti di Ridley Scott un certo qual rimpianto legato al fatto che ogni film di Ridley impallidisca di fronte ad un passato ormai inavvicinabile. Non che la questione sia rilevante in sè, quanto piuttosto nel rivendicare la sparizione di questa fantomatica età dell’oro nella quale gli uomini erano davvero uomini e Ridley era davvero Ridley -una sorta di mercato della nostalgia. A ben guardare, ovviamente, il problemadella decadenza di Ridley Scott è una piccineria che, al di fuori della critica, occupa solamente il cranio di persone che se è andata grassa hanno fatto tempo a vedersi Thelma&Louise al cinema -capirai, che bella infanzia perduta che t’è toccata. I capolavori di Ridley Scott sono sostanzialmente tre: Alien, Blade Runner, Black Rain. Sul primo non c’è davvero niente da dire, sul terzo non tutti sono d’accordo, il secondo gli è venuto bene per culo (provate a immaginarvi di vedere il director’s cut senza aver visto prima l’originale e senza il copioso spiegone della press-sheet). Sia quel che sia, non sono in molti ad aver sottolineato -negli anni rh1migliori- che il cinema di Ridley Scott è la versione ipertrofica e hollywoodiana dell’arrangiarsi con ciò di cui si dispone. A volte hai Dan o’Bannon e i mostri di HR Giger che escono dalle fottute pareti (ok, volevo dirla; in realtà in Alien escono dal fottuto intestino crasso), altre volte hai una sceneggiatura che rilegge Philip Dick, altre volte hai qualche pezzo grosso che ti chiede di fare un film di due ore su Demi Moore che si rasa a zero e urla succhiami il cazzo. Se c’è qualcosa che ho imparato in quindici anni di cinema assiduo e scriteriato (oltre a quali proiezioni evitare come la peste) è che pubblico e critica sono più ingrati il giorno prima e il giorno dopo di quanto non lo siano durante la proiezione. Adesso come adesso quindi è ora di BASTA con questo astio e con l’assurda minaccia di declassare Ridley al livello di Tony. Primo perchè Tony, come sappiamo, lavora da decenni a testa bassa e arriva in luoghi della mente verso cui un sacco di autori continuano disperatamente ad annaspare -cioè, bontà sua, è migliore di Ridley da prima che ce ne accorgessimo, noi che ce ne siamo accorti. Secondo perchè questa cosa di odiare Ridley Scott è frutto di un overstatement che è durato vent’anni e per il quale possiamo incolpare soltanto noi stessi. , abbiamo odiato Ridley Scott in tempi non sospetti. No, la cosa non ci ha reso più ricchi. Come si lega tutto questo all’uscita di Robin Hood? Non saprei. Robin Hood è -sulla carta- il film più ridicolo del semestre in corso. Per prima cosa è scritto proprio MALE, di un male sinistro, e se mi conoscete sapete che su questa cosa non sono uno col palato fino. Proprio un film di quelli che è importante andarci in compagnia per potersi voltare e fissarsi con aria interrogativa ad ogni Maccosa (grazie Casanova), per capirci. Brian Helgeland in uno dei momenti più mi ci pago la bolletta del gas della sua carriera. Nel primo tempo non succede quasi nulla, a parte queste infinite scene di battaglia con un sacco di cavalli e di morti (ma quasi nessun cavallo morto, curiosamente) Personaggi a vario titolo coinvolti: Russel Crowe, Mark Strong, Max Von Sydow, il contadino dei primi dieci minuti di Inglorious Basterds, Cate Blanchett, il dottore peldicarota delle ultime serie (quelle brutte) di ER, William Hurt e qualche scalzacane sciolto, quasi tutti nella parte di se stessi che sono stati costretti per vie legali ad interpretare un archetipo medievale a caso, e in molti casi puoi persino leggergli lo schifo negli occhi, tipo il commesso di Tono Metallico Standard. A metà film inizi a capire come vanno le cose: non c’è il testo, non c’è nessun messaggio forte, ogni tanto esce fuori qualche intrigo politico scrausissimo (come tutti gli intrighi politici orditi dai francesi), in mezzo al quale i personaggi si scoprono parte di un disegno più grande che solo parzialmente passa per la sceneggiatura.

(beh, vestita da Lady Marion non è che fosse 'sto granchè.

(sì beh, vestita da Lady Marion non è che sia 'sto granchè.

Non vorrei fare spoiler, ma devo darvi un’idea delle dimensioni del Maccosa. In questo Robin Hood, che non parla di Robin Hood bensì delle avventure di Robin Hood prima che questo diventi -appunto- Robin Hood, c’è un passaggio chiave in cui il protagonista scopre che il decano di cui sta facendosi passare per figlio legittimo è stato in gioventù il più grande leccaculo di suo padre, una sorta di Subcomandante Marcos britannico antelitteram, un proletario che dal nulla stava per ottenere una carta costituzionale NEI PRIMI ANNI DEL TRECENTO -una cosa che storiograficamente è paragonabile ad un’ipotetica fiction incentrata sul fatto che Garibaldi fosse sbarcato a Marsala per ottenere un’ADSL libera. Da lì in poi, come in una specie di estasi collettiva, iniziano a venir fuori colpi di scena ed espedienti di sceneggiatura totalmente a buffo, e quando sei alla fine ti accorgi di avere accettato per vera molta più roba di quanta ne augureresti al tuo nemico. Da lì ai titoli di coda rimane solo una battaglia in riva al mare contro l’esercito nemico più ridicolo della storia medievale, eccezion fatta per la Crociata dei Pezzenti. LA CATARSI. Non è ben chiaro quando inizio a smettere di preoccuparmi di ciò che non funziona, affondo la mano nel mio (metaforico) secchiello di popcorn e capisco che dietro a tutta questa macroscopica fiera del WTF Robin Hood mi diventa il miglior Ridley Scott del passato recente. Un film sincero, molto meno elegante e molto più di cuore dello standard dell’uomo, una cosa pensata e realizzata con l’intento fare un film intero i primi dieci minuti del Gladiatore (senza Luca Ward, cristo! Gioite!), senza ansia nè impegno. Venti per cento telenovela, ottanta per cento colpi di spada: Robin Hood abbraccia la sua dissoluta corsa verso il nonsense con dispendio di mezzi e generosità intellettuale. Sarò un illuso, ma in mezzo a tutto ‘sto casino mi pare impossibile non vedere che Scott si sta divertendo come un bambino, come se gli avessero permesso di rigirare Le Crociate senza doverci metter dentro i piagnistei di Orlando Bloom. E mi pare fin troppo stupido sottolineare che, con tutti i difetti di cui possiamo parlare, Russell Crowe che scaglia una freccia in cielo e becca un supercattivo tra capo e collo a mille metri di distanza è MOLTO più convincente di Kevin Costner che scocca al rallentatore mentre Brian Adams pompa una ballad. Puppa, Kev.

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22 Commenti

  1. Hellblazer Joestar

    Ridley è odioso per la sua dannata abitudine di fare director’s cut. Credo che vorrebbe farne per ogni suo film, forse ha l’intento di rimaneggiare i suoi lavori all’infinito come fa George Lucas.
    Su Blade runner non sono d’accordo. Lo paragonerei a 2001: lo comprendi in gran parte con le spiegazioni esterne (sia i romanzi d’ispirazione che i saggi esterni), ma la potenza visiva dei due film è indiscutibile.
    E tra i suoi capolavori ci metto anche I Duellanti, che mi piace un casino.

  2. Glen Grant

    Usciti dal cinema, un mio amico:

    “Che poi la cosa bella è che è storicamente inappuntabile.”
    “Quindi mi stai dicendo che la Magna Carta l’ha scritta un tagliapietre???”
    “Be’, non ci sono abbastanza strumenti per valutare…”
    “Alla scuola per tagliapietre di Sherwood il latino era un corso molto importante, presumo.”
    “E’ innegabile che in certi ambienti professionali…”
    “E l’armata di bambini a cavalli di pony è un riferimento alla crociata dei fanciulli?”
    “Andiamo a casa.”

  3. Shinobi

    Ridley Scott ha copiato la sceneggiatura di una delle mie storie di quando ero piccino e giocavo con i Lego di Robin Hood :P

  4. diocristo, era la magna charta. my bad.

  5. Odder

    mi unisco a Hellblazer su I Duellanti che in ordine di preferenze porrei secondo solo ad Alien (la strobo!! la Tecno!!), e comunque mi hai fatto venir voglia di vederlo non foss’altro per l’allusione a Bloom che non avrei iscritto alla categoria piagnoni (john savage al n°1 della mia lista) ma sicuramente a quella dei Cicisbei :)

  6. Hellblazer Joestar

    @Glen Grant:
    La Magna Carta forse no, ma la Dichiarazione d’indipendenza si!
    http://www.youtube.com/watch?v=49Pz_aIFJOA&feature=related

  7. Astarte

    [Lurker mode = OFF]

    Esco dall’anonimato (ecchissenefrega) solo per gioire avendo scoperto che c’è qualcun altro che non considera Tony il fratello scemo di Ridley!!! Sì, occhèi, c’avrà pure le manie da spot, girerà con tutte le ultime versioni di effettini fighi, mappperò alla fine tira fuori dei film godibilissimi, almeno in buona parte.
    Ah, e io sulla Blanchett ci farei un pensierino fosse pure vestita da Frate Tuck! Tié.

    [Lurker mode = ON]

  8. Hendioke

    A me il film è piaciuto. Sarebbe potuto essere il miglior Robin Hood di sempre per come il personaggio viene costruito nella prima metà del film, e ammetterete che un arciere coscritto di cuore buono ma non nobile che finita la guerra punta ad arrangiarsi può diventare un Robin Hood più credibile di un nobile decaduto (che verrebbe da chiedersi perché non cerchi l’appoggio di altri nobili per la sua rivalsa e dove diamine abbia imparato a vivere da furfante e a tirare con l’arco).

    Purtroppo la trasformazione da arrangione a eroe della patria verso metà film è gestita male. Non che fosse impossibile o implausibile ma è proprio gestita male: il padre martire, il senso di predestinazione che aleggia, il fatto che da un secondo all’altro tutti i nobili scoprano che non è l’uomo per cui si spaccia ma un altro e l’accettino lo stesso (e devo ancora capire, dopo due visioni, come fanno a scoprirlo) ecc dan troppo la sensazione di trovarsi di fronte alla situazione classica “lui è l’Eroe perché sì”.

    Ma a parte questo passaggio troppo brusco il resto mi è piaciuto molto e spero in un sequel

  9. @Astarte – non siamo così pochi a spingere Tony. C’è un consenso che si sta solidificando nel corso degli anni.

    @Hendioke – tra l’altro SPOILER c’è questo paradosso incredibile per il quale Robin va a parlare all’assemblea dei nobili come figlio di Loxley, invece che come figlio del figone a cui Loxley leccava il culo. continuo a dire: sono d’accordo, ma non è il punto.

  10. Hendioke

    Ah, scordavo di aggiungere che, al di là dei risultati, il lavoro di ricerca e rielaborazione del mito di Robin Hood fatto da Scott e da chiunque abbia lavorato alla sceneggiatura sia pregiato.
    La Storia è stata stravolta (in puro stile Gladiatore) senza però perdere di verosimiglianza (eccezion fatta, forse, per la storia del tagliapietre che scrive la Magna Charta… ma se assumessimo per ipotesi che non l’abbia scritta ma solo ispirata ci starebbe) e invece di seguire pedissequamente il canone moderno della leggenda di Robin Hood s’è andato a pescare fra i riferimenti più antichi al personaggio e si sono mescolate varie versioni di varie epoche con alcune aggiunte originali.

  11. Hendioke

    “@Hendioke – tra l’altro SPOILER c’è questo paradosso incredibile per il quale Robin va a parlare all’assemblea dei nobili come figlio di Loxley, invece che come figlio del figone a cui Loxley leccava il culo. continuo a dire: sono d’accordo, ma non è il punto.”

    Acc, avevo dimenticato di aggiungere SPOILER.

    SPOILER Rimanendo nell’ambito secondo me il paradosso è come diamine facciano tutti a capire che lui è il figlio del figone se si presenza come Loxley.
    Che poi, a rigor di logica, è più sensato che si faccia spacciare come figlio di Loxley fino in fondo. Il padre poteva essere un figo ma una congrega di nobili è una congrega di nobili ed è parecchio inverosimile che stiano a sentire il primo coscritto che parla e lo integrino come comandante dell’esercito solo perché dice cose sensate… senza considerare che quando cade la copertura al Re vien dato il pretesto per dichiararlo fuorilegge.

    Secondo me questo fatto senza spiegazione apparente (si presenta come Loxley e 5 secondi dopo tutti sanno che in realtà è Longstride) ha una spiegazione meramente metafilmica: Scott aveva bisogno di far sapere al Re che quello s’era spacciato per un cavaliere in modo che a fine film potesse condannarlo e l’unico modo, morto il cattivo, era far inneggiare Longstride a tutto l’esercito. Una vaccata epica…

  12. vabbè dai, non scaldiamoci questioni di questo calibro, il buon ridley aveva voglia di buttarla in vacca e di divertirsi, lo ha fatto, sono uscite due o tre scene ben fatte (quelle dove se le danno) e poi il resto si capisce che l’ha fatto controvoglia..

    SPOILER: ma le avete viste le navi da sbarco dei francesi che sembrano quelle usate in salvate il soldato ryan (apparte che queste sono di legno..)
    e poi qualcuno mi può spiegare il senso di quei bambinetti che corrono per il bosco senza senso?

  13. SPOILER risposta collettiva

    @Hendioke – per me vederla così è un po’ forzata, anche al di là delle forzature che dichiari (metafilmico etc). dalla battaglia finale ai titoli di coda è PALESE che partono via quaranta minuti di film non-girato, i quali probabilmente finiranno nel dvd del director’s cut di Robin Hood (thx to @Hellblazer J) e altrettanto probabilmente sono stati messi giusto per farci mettere il cuore in pace e girare almeno un paio di inquadrature dentro la foresta di Sherwood (che schifo non fa, in un film intitolato Robin Hood). a cui si aggiungono barbaramente la battaglia coi francesi (una specie di prequel della Baia dei Porci: le prime barche prendono una saccagnata e i francesi attraversano la manica in dieci minuti), Robin che dice TI AMO a Marion senza motivo e la stessa Marion che spunta fuori in battaglia tipo Giovanna d’Arco. è che tutta ‘sta roba messa lì a buffo, non so perchè, è esaltante.

  14. Hendioke

    Non volevo metterla giù pesante, mi spiace se così è sembrato. Volevo solo mettere il punto sull’unico elemento machecazz… che ho trovato nel film.

    Tutte le altre boiate le ho ben apprezzate invece e concordo che alla fine voleva fare una cazzatona divertente, spero ne faccia anche il sequel :D

  15. abraxas (the dark tight)

    @garibaldi:

    me lo sono chiesto anche io…che sia una citazione?

  16. Domanda per tutti:
    – se questo Robin Hood e’ un prequel del Robin Hood che tutti conosciamo
    – e se Russell Crowe ha 47 anni (o giu’ di li’)
    quando cazzo e’ diventato ladro? quando e’ andato in pensione?

  17. abraxas (the dark tight)

    @nanni: intanto togliamo a russellone 10 anni con la magia del cinema (grazie, sospensione dell’incredulità) e già siamo a 37, poi quanto vuoi che duri la carriera di ladro di robin hood, 3-4 anni a dir tanto…

  18. watanabe

    Se ci togli:
    -Robin Ciccio Hood che torna dopo 10 anni di crociate ed è bello in ciccia.
    -Una sequela di coincidenze, spiegoni, inesattezze storiche per far tornare la trama.
    -7 bambini su dei pony, guidati da una Fia, che vanno a sbrezzà un esercito.
    -Robin che va alla carica con un martello.
    -Il fatto che dopo 2 ore capisci di assistere al prologo di quello che avresti voluto vedere.
    -Lo sbarco in normandia ambientato nel 1200.

    po esse che forse è un bel film… forse..

  19. abraxas (the dark tight)

    il mio corpse-counter ha comunque raggiunto un livello sufficiente

  20. al di là di tutti i commenti sul film… Spero che a parte il piacere di esserti divertito a scrivere il pezzo ti sei anche accorto, o spero te lo abbiano detto altri, che ci sono dei momenti nel tuo articolo che sono belli di per se. Ormai passo per il sito per il gaudio di leggervi con l’assunto che di film non so un cazzo. Davvero cazzo a pensarci bene.

  21. Bubu

    è tutto talmente ridicolo che se fosse stato gratis non mi sarei nemmeno incazzato

  22. casa Scott, interno, sera.
    I fratelli scott guardano il montato di Robin Hood.

    R: “che ne pensi, ti piace? Pensavo, sai, di fare un film per lasciare pensare al pubblico che ci sia tutta una ricerca metafilmica, sai… e poi con Russel c’è questo senso di empatia che si sviluppa sempre di più e che…”
    T: ” *yawn*, eh? Scusa Ridley ma scappo che domattina devo finire le riprese del prossimo sai, quello col treno in corsa pieno di gas velenoso e combustibile liquido, poi ho il remake dei guerrieri della notte e una cosina con Rourke e Statham… vanno un casino quest’anno.”

    a Ridley scende una lacrima silenziosa. Tony sa cosa sta pensando il fratello meno fortunato, e si ferma sulla porta.

    T: “Quasi, Ridley… Quasi.”

    Archi a salire.

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