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I Mercenari: Bruce Willis in “Hudson Hawk – Il mago del furto”

La baldanza imperiosa con cui Falco/Bruce Willis esce di galera all’inizio del film, con trench e cappellino da yuppie e totalmente identico al Mickey Rourke di Nove Settimane e Mezzo, si pone come definitiva pietra tombale sul cinema americano degli anni ottanta. Da lì in poi iniziano le commistioni matte tra i generi, mentre Bruce ricostruisce il proprio corpo chirurgicamente nel disperato tentativo di superare la morte del cinema classico che lui stesso ha contribuito a fare fuori (cercando disperatamente, per strada, di non perdere tutti i capelli). Hudson Hawk è il trauma iniziale, una sequenza di furti acrobatici compiuti a passo di danza su classiconi di Bing Crosby mentre i nemici di Roger Rabbit stanno cercando d’ingoiare il mondo, spalleggiati dalla CIA con il Batman di Tim Burton che continua a marcare visita e il Vaticano che cerca di metterci una pezza. Hudson Hawk, tra le altre cose, è anche lo spoof del Codice da Vinci uscito in sala una dozzina d’anni prima che l’originale venisse scritto. Del resto il Leonardo da Vinci di Hudson Hawk è null’altro che un Bruno Munari di fine ‘400, alto e snello nel suo costruire prototipi pensati per essere distrutti a getto continuo e/o ridotti ad un “nocciolo” modulare che fa da chiave di volta ad una macchina per la trasmutazione del piombo in oro -chiaro in questo l’intento politico del film, costruito su Bruce Willis all’apposito scopo di disgregarsi intorno a lui. Con una sequenza di comprimari che uno dopo l’altro scompaiono, rivelandosi nient’altro che riflessi del protagonista e del suo indotto. Con punte di spietato narcisismo al secondo grado nel doppio oggettivo dello scagnozzo muto interpretato da David Caruso, per nulla a caso il poliziotto tutto-sommato-buono del primo Rambo. Come a dirci che il Bruce Willis di Hudson Hawk è già in qualche modo expendable (scelta di casting che diventerà doppiamente significativa nel momento in cui David entrerà nell’olimpo televisivo di NYPD con il suo monumentale John Kelly). Hudson Hawk è -probabilmente- una delle più grandi puttanate che siano mai state pensate, scritte, girate e portate su uno schermo da uno studio di Hollywood. Come tutte le grandi puttanate, è un film estremamente complesso e teorico. Al suo interno il cinema da baraccone dei Die Hard, caduto in crisi d’identità a non più di un lustro dal suo concepimento, inizia a confrontarsi con se stesso e a provarsi vestiti da pagliaccio, nel disperato tentativo di denunciare la propria tendenza a sdoganare se stesso. Hudson Hawk è firmato da Michael Lehmann, di lì a poco preda della idiot-commedia tout-court con gli ancora più teorici -se possibile- Airheads e 40 Giorni 40 Notti. MERCENARI O NIENTE. La stessa ammissione del suo valore monetario, in senso nobile, è causa principe della perpetuazione di uno status quo sempre più caotico, in questo del tutto fedele alla propria trama. Ho caldo, esco a farmi una granita.

hh

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9 Commenti

  1. Harry Piotta

    Bello Wim, bel pezzo.

  2. gigi

    A un certo punto ti ho perso, sarà il caldo… bel pezzo e gran film, avanti per i suoi tempi e assolutamente non capito, forse il mio “Bellissimi” di Rete4 preferotp

  3. abraxas

    mi avvalgo della facoltà di smaltire la sbronza prima di leggere questo post.

  4. “mentre Bruce ricostruisce il proprio corpo chirurgicamente nel disperato tentativo di superare la morte del cinema classico che lui stesso ha.”
    Ti sei dimenticato il verbo alla fine mi sa :)

    O sono io tonto. segue faccina di vergogna.

  5. GROSS. problemi tecnici. editato, grazie mille.

    problemi tecnici is the new non son buono manco più a far copia/incolla.

  6. L’avevo notato il refuso, ma mi sembrava molto celentaniano e ho pensato avessi fatto apposta… :P

  7. Uno dei miei film preferitissimi!!!
    E forse la miglior interpretazione di Danny Aiello…poi i nomi dei cattivoni come snacks…no no, troppo bello!!

  8. il film e’ geniale punto e basta….e girato 2 passi da casa mia…circolano ancora leggende sulla presenza del buon Faco a San Leo…

  9. Fra X

    L’ avevo visto da ragazzino (al posto di “Point break – punto di rottura” poi spostato con io che credevo che l’ inizio con Leonardo fosse di questo film XD) e m’ era piaciuto. L’ ho rivisto tipo l’ anno scorso e me ‘ è ripiaciuto lo stesso. XD Non so che dire. Non lo trovo neanche tanto così cacchiata.

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