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Karate Kid 2.0 (lo zen e l’arte della manutenzione del ghetto blaster)

902539 - KARATE KID

"saranno 26 centimetri"

C’è un momento in cui devi ammettere che sei stato sconfitto. Il mondo ti ha superato, le tue battaglie non contano più nulla per nessuno, il tuo vociare infastidisce la gente e le tue posizioni irritano anche i maestri zen. Allora tiri i remi in barca, ti siedi e cominci ad osservare il mondo che si muove davanti a te senza dare l’idea di aver bisogno del tuo contributo. Magari ogni tanto cerchi di irretire un minorenne con i tuoi modi gentili da alt-vegliardo stile Nic Cage ne L’apprendista stregone.

Per me quel momento è arrivato. Ho visto il nuovo Karate Kid, quello con Jackie Chan al posto di Noryuki Pat Morita, quello col bambinetto nero, quello col bambinetto nero interpretato DAL FIGLIO DI WILL SMITH, quello blastato senza pietà dal mio capo in tempi non sospetti. Ne sono uscito parzialmente soddisfatto.

A questo punto, prima che anche i più educati tra noi inizino a strappare il monitor in mille pezzi, potrei stendere la mia biografia. Oppure limitarmi a segnalare che non ho mai fatto una lezione di karate in vita mia, mai ricordato i nomi degli attori cinesi che mi facevano sballare a forza di cazzottoni a parte Tong-Po e Bolo Yeoung, mai imparato a dare importanza alle differenze tra i cinesi e altre nazionalità orientali a parte i giapponesi e quelli di Hong Kong che ogni tanto usano giacca e cravatta, perché MI ANNOIO e non posso far fuori qualsiasi libro o pagina internet che mi capiti sottomano solo per dimostrare un punto alla mia fidanzata -e cioè che non può oggettivamente esistere una situazione in cui lei ricorda il nome di un attore/scrittore/musicista/disegnatore che io non ricordo. In termini di prossemica, il mio livello di competenza nelle questioni legate a oriente e arti marziali mi consente di parlare con Luotto Preminger e Jean-Luc Merenda solo via mail. Vedere il primo Karate Kid mi ha esaltato soprattutto perché era Karate Kid è come Rocky con un ragazzino protagonista, UNO DI NOI anche se il concetto di NOI era piuttosto esteso. L’ho riguardato l’anno scorso, giusto per farne una: è il classico film di Avildsen, immondizia sociale meets cinema verità meets redenzione tramite cambio d’abiti, ma le scene di combattimento sono velocissime e hanno un montaggio tutt’altro che sprovveduto. Gli altri KK sono tutti sequel alimentari della peggior specie e/o palesi sfottò messi in piedi per fare girare le palle ai fan (ma non ho mai visto quello con Hilary Swank, e non faccio commenti spiritosi in merito). Considerando solo il primo è necessario considerare KK come uno sport-movie piuttosto classico nel quale l’atleta corre verso se stesso e sublima la propria avvenuta realizzazione come individuo facendo il culo all’avversario. Poi ci sono l’addestramento, la sofferenza, la vessazione, i buoni maestri, i cattivi maestri, la strada verso la luce, l’espiazione, la ragazza e svariati altri topoi del cinema d’azione pre-disincanto con cui noialtri si va a nozze.

contemplazioni

contemplazioni

KK2010, in realtà, non è propriamente il remake di KK1984. è più che altro come quando ti rifai da adulto un viaggio che avevi già fatto da bambino fermandoti in tutti i posti importanti, o come la messa per l’anniversario della scomparsa del caro defunto. Sega mentale. Voglio soltanto dire che in KK2010 c’è la scena della cera, solo che invece della cera usano un giacchetto (non volevo rivelarlo, ma tanto sta pure nel trailer). Te l’aspetti, pensi che sia come timbrare il cartellino, ci arrivi preparatissimo, sei pronto ad archiviarla e poi PAM, quando ti ci trovi davanti senti che il cuore perde un battito. Da lì in poi il film smette di essere brutalmente/mortalmente noioso e inizia a timbrare un cartellino dietro l’altro, incrociando stereotipi alla Karate Kid e stereotipi da filosofia cinese sul genere spaccare il culo altrui in maniera equo-solidale (equo come abbreviazione di equilibrio tra le forze spirituali che reggono l’individuo) fino a portare a casa la pelle con un finale quasi commovente, come se fosse un film vero.

<3<3<3 meets :*******

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Naturalmente non lo è. È un quasi-film in cui Jackie Chan regala una prova d’attore quasi incredibile, un’amarissima riflessione sul suo invecchiamento coniugata all’esistenza di una sua filmografia USA (cosa che non siamo disposti ad ammettere se non dietro lauto pagamento o minacce alla nostra salute fisica), inventandosi un maestro Miyagi al quadrato che supera a destra l’originale e copre tutto il film con l’ombra lunga del suo carisma, con tanto di sfottò sulla scena delle mosche. E dopo metà film Jackie  inizia a diventare semplicemente troppo GROSSO per poter prestare attenzione a qualcos’altro. Il resto lo potreste tranquillamente buttar via sdegnati, a cominciare dall’idea di un bambinetto nero che gareggi ad armi pari in un torneo di kung-fu tenuto in Cina (e chi si stupisce provi a chiedersi come mai un film sul kung-fu si chiama Karate Kid). E tanto per farle girare ulteriormente credo sia necessario mettere in chiaro che in Karate Kid

  • Il figlio di Will Smith si trasferisce in Cina con la madre senza che nessuno sappia i motivi
  • La prima parte del film è noiosissima
  • Jackie Chan passa la prima metà del film a non dire nulla, poi apre i rubinetti e inizia a parlare di karate olistico per un’ora piena senza nessuno che lo fermi
  • Jackie Chan ha UN TRAUMA, che viene fuori a un certo punto senza reale motivo di venir fuori e che non lascia alcun reale strascico dopo esser stato rivelato
  • Il figlio di Will Smith si prende sei minuti di film in cui inizia a scolpire il corpo fino a diventare un pre-teen-culturista che a guardarlo ti senti come se stessi visitando i bassifondi della tua anima
  • I cinesi sembrano tutti aver accettato la parte per pagare la bolletta del telefono. E intendo TUTTI i cinesi, dal bambino cattivo con la faccia tiratissima a Michelle Yeoh che viene inquadrata per un secondo nell’atto di ubriacare un cobra con il kung-fu
  • il doppiaggio è WOW
  • Nel torneo finale i bambini che si sfidano appaiono in dei cartelloni elettronici con sguardi incazzatissimi stile Dragon Ball
  • Nel torneo finale c’è Back in Black al posto di You’re the Best Around.

Cioè il plot è terribile, l’idea alla base è terribile, gli attori sono per la maggior parte terribili. Ma con tutto l’impegno profuso dagli autori per rendere Karate Kid palesemente inguardabile, qualcosa continua a bruciare da sotto e rivela un’anima malata e problematica che ti fa sognare la Cina, il kung-fu e il maestro-di-vita-suo-malgrado che non abbiamo mai avuto, mentre la musica sale e arrivi al gran finale in stato di palese agitazione. Mistero della fede.

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37 Commenti

  1. mei

    Jackie mi ricorda un po’ Oh Dae-su…
    Ovviamente mai i miei occhi si poseranno su questa pellicola.
    Qualcuno dovrebbe preparare a posta per me una copia del film con una macropecetta sul willino.

  2. vespertime

    difficile non fare paragoni con l’originale. ancora non ho visto questo remake e chissà quando succedera. Comunque reputo il primo pieno di cose che in quegli anni sono diventati simboli. a mio parere non è solo un film dove si menano.

  3. sì beh è che nel primo in realtà -di base- non si menano quasi mai…

  4. Lollo

    Jackie poteva almeno farsi crescere la barba!

  5. ratto inetto

    Ma c’è il Cobra Kai? (SWEEP THE LEG!!!)

  6. Piuttosto che andare a vedere questo… non so come definirlo già dal trailer… spacco la capsula di cianuro tra i denti che a veder violentata la mia tarda infanzia/prima adolescenza dal figlio di Smith mi risulta insopportabile!

    Cordialità

    Attila

  7. secondo me siete semplicemente troppo duri :D

  8. NJGlass

    Io proporrei Jackie Chan per un Old Boy 2.
    E’ IDENTICO.

  9. Sebastiano

    Ah, il piccolo karateca nero…ma come di colore? Sarà mica il film di Afro Samurai? No, è proprio karate kid mah!!!

    Mi sento fiducioso e lo vedo ma è una tale noia che devo metterlo a 2x senza capire na cippa tanto che si dicono? Due cagate, il bambino triste che conosce il tipo figo, lo salva e iniziano gli allenamenti. L’amichetta triste che si divertono poi più nulla e poi di nuovo amicizia…mah, maledetto buonismo. Tutto questo senza ascoltare na parola di quello che dicono. Allenamenti e scontro finale bruttissimo senza emozioni…ma sto film ha fatto successo? Davvero? Mah…per me mancano le cose principali: storia, regia e svolgimento.

    ps: ma mandatelo a giocare con gli amichetti sto cinno che non sui set dei film che me lo rovinate.

  10. Il primo era innanzitutto una bellissima storia di amore adolescenziale. Poi una bellissima storia tra un ragazzo e il padre che non ha mai avuto. Poi una storia di bullismo e riscatto. Poi un’importante lezione di filosofia. Poi un film in cui si menano in modo francamente poco interessante.

  11. ratto inetto

    Va bene, ma c’è o no il cobra kai?

  12. c’è il cobra, c’è il cobra kai wanna-be e c’è sweep the leg.

  13. Uwe Pòl

    “Il figlio di Will Smith si prende sei minuti di film in cui inizia a scolpire il corpo fino a diventare un pre-teen-culturista che a guardarlo ti senti come se stessi visitando i bassifondi della tua anima”

    Grazie. Davvero.

    Comunque ribadisco che, in Giappone, non si sono fatti prendere per il culo e il film si intitola “Best Kid”.

    E improvvisamente diventano inutili i paragoni. Basta poco, checcevò?

  14. ratto inetto

    Se c’è il cobra kai, lo guardo. Grazie.

  15. Lollo

    Mi sembra un po’ come quel film sui giamaicani che partecipano alle olimpiadi invernali col bob …

  16. Glen Grant

    A proposito di Sweep the leg e Cobra Kai:
    http://www.youtube.com/watch?v=uFlQNtL8F9s

  17. Lollo, ti prego, non infangare la memoria di John Candy! (Tra l’altro Cool Runnings è ispirato veramente alla storia della nazionale giamaicana di bob che ha partecipato alle olimpiadi di Calgary nel 1988, lì il figlioletto di Smith sembra tutto meno che vero)

    Rinnovo le cordialità

    Attila

  18. gigi

    Bah, non mi ispira per niente e poi l’assunto di base mi sembra del tutto sbagliato: l’originale era una storia di emarginazione (primatutto esistenziale e poi sociale) e la faccia un pò da schiaffi ma sofferente di Ralph Macchio contribuiva all’immedesimazione. Era la storia di un ragazzo che imparava a stare al mondo distribuendo anche mazzate, che a volte servono.

    Questo cosa mi rappresenta? Will Smith è un emarginato solo perchè in CIna, perchè gli altri lo scherzano e lui mò s’incazza? Troppo poco. E poi il maestro cinese che decide di allenare un immigrato americano nero è fuori dal mondo, non esiste (Miyagi era un emarginato come Daniel ed è per questo che si trovano), non regge come motivazione.

    Poi il film magari è godibile, ma francamente passo.

  19. giudit

    a me tutto quello che viene prodotto fisicamente da will smith, fondamentalmente, piace.

  20. Lollo

    Oddio “prodotto fisicamente” fa pensare alle emissioni organiche…

  21. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Ma alla fine dice: Sempre forti. Non ricorda il semper fideles dei marines ? cioè non è che ci ritroveremo il ragnetto rasta nel prossimo GI Joe ?
    Al di là di questo, l’alto livello della produzione viene affidata alle tremanti treccine del prossimo teen idol, tanto che i più invidiosi potrebbero solo sperare che prima di vincere prenda tante tante botte (e anche un paio di cockpunch). E invece ?

    Er regazzì ce fa ‘na piotta a tutti.

  22. Su IMDb danno come titolo internazionale Kung-Fu Kid. Ma in quasi tutti i paesi è Karate Kid.
    Jaden Smith non c’entra proprio niente, più che altro per motivi di età! O comunque mettila in modo diverso: mi spiego.
    Ipotizziamo che questo sia un remake che rende omaggio a tutti i ragazzini dai 10 ai 15 che si sono identificati col liceale Daniel San e che hanno provato a forza di Judo, Karate o altre arti, per non essere più sfigati, trasparenti alle ragazze, per buttar giù la panzetta da troppe Kinder Brioss! Sarebbe stato un film goffo, ma coraggioso reale e coinvolgente!
    Ecco io avrei visto così il remake, non con un pre-teen idol con movenze pre-cool e fisico pre-scolpito…

  23. Pipolo Segal

    “Il plot è terribile, l’idea alla base è terribile, gli attori sono per la maggior parte terribili.”

    Ok, mi hai convinto.
    Lo metto nella lista di cose da vedere dopo Mangia Prega Ama.

    (so che annoierò la maggioranza ripetendolo, ma il fondo del film è lo stesso di tutti quelli mainstream USA: gli americani sono semplicemente MIGLIORI rispetto alle altre popolazioni del pianeta, per questo TopoSmith riesce ad imparare in breve tempo il Karate Fu o quelcazzocheè molto meglio di uno che è nato e cresciuto in Oriente dedicando tutto il suo tempo a questo. E’ genetica. Accettatelo, popoli inferiori.)

  24. @Pipolo – no, KK è proprio tutto fuorchè un film imperialista. è un film su un bimbo americano che si scontra alla pari con dei cinesi, ma -insomma- fare un film sul fatto che sarai sempre e solo inferiore e verrai sempre e solo pestato a sangue è un’idea abbastanza balzana per un action a prescindere dalla nazionalità. in più il bambinetto passa metà film a scoprire accettare e imparare una tradizione millenaria che merita molto più rispetto della sua. no, davvero, per un sacco di aspetti è un film assolutamente anti-imperialista.

  25. Uwe Pòl

    curiosità: ho scoperto che anche il VECCHIO Karate Kid in Japan si chiama BEST KID.

    E nulla di importante è andato perduto.

  26. confesso che non mi è totalmente dispiaciuto, ma il merito forse è di jackie chan e del wushu (che palle con sto kung-fu, non c’entra un cazzo).
    la cosa davvero fastidiosa è il piccolo smith, che a ogni inquadratura sembra avere una freccia puntata con scritto “sono fighissimo”. bah.

  27. Leung

    Un inciso: Tong Po in realtà era un marocchino amico del cuore di Van Damme. Gli ficcavano un feticcio in testa in fase di parrucco per rendergli gli occhi a mandorla. Un sogno infranto.
    Nel mio cuore rimarrà l’ubermensch thai che abbatte le colonne coi quadricipiti

  28. Ah, i mitici fratelli Qissi… uno era il cattivo di Kickboxer, l’altro il cattivo di Lionheart e il terzo il cattivo di The Quest… mi sono sempre aspettato che da un momento all’altro saltasse fuori che pure Bolo Yeung fosse in realta’ un quarto Qissi in incognito.

  29. io non ci vado più in Cina!!!!

  30. Ma perché tutti quelli che lo hanno visto si stanno vergognando così tanto a dire qual è la semplice verità? E’ un buon film in senso assoluto. Un ottimo film per ragazzi.

  31. florina

    jade smit se molto belo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  32. florina

    e il + bell film del bondo

  33. Confermo che trattasi per sommi capi di film antimperialista.
    Spottone alla Cina pure…e qui si vede qual’è la nazione sorgente del nostro tempo; come il Giappone mistero esotico che esplode economicamente e fa il culo al mondo negli anni ’80 ora la Cina, paese del futuro.
    Queste due cose le ho trovate interessanti e nel film mi sono piaciute molto, il resto noia.
    Fastidio per l’emarginato pop figliodirapper raccomandato.
    Nostalgia per la capacità degli eroi anni ’80 di non inorridire di fronte alla normalità.

  34. vincenzo gasolio

    non credo che lo guarderò per 2 motivi: il primo che mi ha sempre fatto tristezza jackie chan xkè ha caratteristiche atletiche e tecniche superiori a quelle di jet li,non ha la faccia da cattivo ma neanche jet li, ma perchè sprecare tanto talento per fare film in cui passa il tempo a scappare in maaniera irritante invece di massacrare gente come il collega thailandese in “the protector”?talento sprecato… il secondo è che avevdo sempre praticato arti marziali e sport da combattimento,sudando fatica e sangue,quando vedo un coglione che da la cera alla macchina,vernicia lo steccato e sta in equilibrio come un pellicano, se pensa poi di far male a qualcuno, lo porto a terra,gli spezzo un braccio,lo frollo e poi gli piscio in faccia.

  35. ratto inetto

    Sei troppo maschio

  36. alessandro

    Io sono capace di passare sopra a certe vaccate (non so voi) e sorprendentemente il film mi è piaciuto. Un film da 6 pieno.

  37. Enrico

    Questo film sono riuscito a vederlo quasi tutto in un paio di passaggi televisivi, perché tutto intero non in una volta è troppo.
    Comunque un film cosi partiva malissimo e infatti ha fatto una brutta fine, primo negli Usa che sono un paese serio non hanno perdonato al giovane Smith di essersi fatto produrre il film da pappino, secondo chiamare un film karate kid quando sei in cina sembra fatto apposta per far arrabbiare i cinesi, per chi non lo sapesse i cinesi e giapponesi si odiano e c’è molta rivalità tra le loro arti marziali.
    Comunque il peggio di questo film è che è la solita opera americana, fatta da un americano medio che è mediamente più ignorante di qualunque altro cittadino medio di un’altra nazione, infatti è la classica Cina vista con gli occhi di un americano fatto per un americano, quindi luoghi comuni e stupidità di tutti i generi, con una messa in scena che ricorda più la cina degli anni 80 che quella di oggi, ma l’americano medio non avrebbe gradito vedere una cina con grattacieli e treni super veloci e super comodi, meglio di quelli americani, invece meglio mostrare una cina che potrebbe essere quella del primo novecento come degli anni 80, tra l’altro per ironia della sorte, mentre ieri lo guardavo e facevo un po’ di zapping, sulla rai c’era Report che parlava della cina e di come in due anni hanno ricostruito una città terremotata in un altra parte, con strutture e servizi da terzo millennio.
    Per il resto c’è lo il solito rubacchiare dal primo film originale, che non si capisce se vuole essere un vero remake o hanno solo rubato l’idea nel disperato tentativo di dare più sostanza a tutto il film, io credo più nella seconda ipotesi, cosi ci sono i soliti allenamenti con il figlio di Smith che diventa un duro marzialista e fa le mossette fighe, la scena del maestro ubriaco che racconta la sua triste storia, tanto per rendere credibile il personaggio di un maestro incredibili di arti marziali che vive in una baracca e non parla con nessuno, poi ci sono i bulletti cinesi che alla fine ringraziano e riconoscono la forza di Smith e il maestro cattivo che rimane con il palmo di naso, poi ovviamente c’è anche il combattimento e il torneo molto improbabile e per finire una mossa finale che fa vincere il giovane Smith, che mi ha fatto piegare in due dalle risate e poi i titoli di coda con una musica rap, ovviamente.
    Insomma alla fine la vera domanda che resta è perché chiamare un film sul kung fu karate kid?

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