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A Serbian Film: la recensione

A Serbian Film di Srdjan Spasojevic non va preso alla leggera. Fate due ricerche con Google e vi sembrerà di essere tornati agli anni Settanta, quando i film provocatori e scandalosi sollevavano masse isteriche armate di torce, forconi e paraocchi: dalli al pervertito corruttore dei costumi! Pellicole bruciate in piazza, arresti per oscenità, sforbiciate poderose, ritiri dalla circolazione, pubblica gogna! Bei tempi, quelli. Oggi nessuno difende più la nostra integrità morale e la TV è piena di donne nude. E poi si lamentano se ecc. ecc.
Le recensioni di questo simpatico lungometraggio ci fanno tornare magicamente a quegli anni: gli aggettivi più usati sono “mostruoso” e “aberrante”. E dovreste sentire le critiche negative! Quando poi ci accorgiamo che a sconvolgersi non sono i soliti vecchi tromboni ma anche gli abituatissimi redattori giovanili dei siti horror, allora uhm, forse ‘sto serbo è davvero un caso a sé.

So cosa vi state chiedendo e vi rispondo subito: sì.
Sì, il film si spinge a livelli di abominio probabilmente mai toccati dalla cinematografia legale. Ma prima che vi precipitiate sul torrent, aggiungo: l’aberrazione è molto più concettuale che grafica. Se io vi racconto un paio di scene, voi inorridite. Ma il modo in cui queste schifezze vengono rappresentate nel film non è mai troppo pornografico. Insomma, succede di tutto, ma non si mostra tutto. E menomale.

Un gattino e un coniglietto

Un gattino e un coniglietto

Nella riga qui sopra ho scritto “pornografico”. Orbene, il termine capita a fagiuolo: A Serbian Film narra infatti di Milos (un nerchiuto Srdjan Todorovic), leggendario pornoattore serbo ormai in pensione, che viene convinto a girare un ultimo video in cambio di una barca di soldi. Unica condizione: Milos non saprà cosa accade nel film finché non ci si trova in mezzo. Lo sventurato risponde. E insomma vien fuori che il regista di questo porno losco è un artistoide pazzo che vuol fare una sorta di metaforone hardcore-snuff della questione serba. E per Milos (occhio, che arriva la battuta) sono cazzi.

Già, già: come paventava la collega Cicciolina settimane fa, A Serbian Film è anche un’allegoria feroce di tutto quanto fa Serbia oggi. Ve la ricordate, la Serbia? Era la cattivona di quella guerra nei Balcani. Quindi: violenza che permea la società, stupri che dio li manda, madri drogate, troie dappertutto, conflitti interiori tra il senso di colpa e l’abitudine alla violenza, generazioni nuove (e nuovissime) cui viene incul(c)ata la violenza sin da subito. Violenza della Serbia sugli altri, violenza del governo Serbo sul suo stesso popolo reso incapace d’intendere e volere. Né serbi né padroni. Violenza, insomma. Tanta. Quello che Cicciolina sbagliava a temere, però, è che il metaforico prendesse il sopravvento sull’orrorifico. Ecco, tutt’altro. Se avete paura che i simbolismi e le cose noiose prevalgano sulle torture e le cose pese, ebbene, non abbiate paura (come diceva il caro Papa Wojtyla, forse non a questo proposito).
Se al contrario avete paura che le torture e le cose pese prendano il sopravvento sull’intelligenza del concetto di base riducendo il tutto a una sequela di orrori, allora probabilmente avete sbagliato sito, ma vi rispondo lo stesso: a tratti sì. Spasojevic è abbastanza furbo da capire che non si genera hype né buzz né choc presentandosi con “siamo quelli della satira sulla Serbia”. Ecco perché egli si getta senza paura né compromessi nella madre di tutti i torture porn, e il solo fatto che in uno Stato finora famoso solo per le fosse comuni e le punizioni da lontano si sia girato un film che prende Eli Roth per il bavero e gli dice “e ora lustrami le scarpe, blueberry” mi rende quantomeno ammirato e interessato.
Noterete che evito di descrivervi le scene clou. Non è questione di spoiler: sappiamo tutti che non finisce come Love Actually. Si tratta semmai di non rovinare l’impatto emotivo del film: come dicevo sopra, a disturbare è più il concetto che il mostrato (che comunque non è Rohmer, eh). E siccome questo film vuole farvi male, non è il caso di spuntargli la lama.
Consideratelo, se volete, un difetto: a una seconda visione, o a una prima visione spoilerata, il pugno arriva molto più smorzato.
Tante torce, tanti forconi, e va a finire che era solo un film.

Un buffo carlino

Un buffo carlino

Che poi, la volete sapere la verità? Non ci sarà mai un dibattito pacato e obiettivo su A Serbian Film. Tu griderai “IN GALERA, ASSASSINI”, tu griderai “FURBATA BIECA, VERGOGNA”, e tu invece griderai “IL CINEMA HORROR È TESTÈ RINATO”. Il vostro affezionato Luotto può dirvi la sua: A Serbian Film è interessante, furbo quanto coraggioso, girato niente affatto male, intelligente q.b., un po’ meno allucinante di come ve l’hanno dipinto, dotato di mano pesantissima nell’affrontare le sue aberrazioni sia gratuite che allegoriche. La mia scena preferita? Ve la posso raccontare, perché non è una di quelle scene. È la sequenza del primo giorno di riprese: senza grand guignol, Spasojevic crea un’atmosfera davvero, DAVVERO tesa e inquietante con i cameramen muti che seguono Milos e lui che assiste a messinscene simil-lynchiane che terminano sempre in gran pompini a disagio. Qui condividiamo lo spaesamento di Milos e tremiamo nell’attesa di ciò che sarà. Da lì in avanti, mi dispiace arrendermi e ammetterlo, è ognuno per sé.

Lo spiritoso Milos

Lo spiritoso Milos

Chiudo con una raccomandazione: il mondo è pieno di gente incazzosa, e questo film farà incazzare molti. Per cui, andateci cauti nel mostrarlo a cani e porci. Ad esempio: la mamma è fuori discussione. Proprio, la mamma NO. Memorizzate: Mamma = No. E anche tutti gli altri parenti di sesso femminile li escluderei. Facciamo che tutti i parenti in generale sono fuori discussione. Specie a Natale o nelle feste comandate. Esempio, tu mi chiedi: “Siamo tutti riuniti intorno al desco familiare per festeggiare il battesimo della piccola Cloe e avrei pensato di mettere su un film dopo pranzo per rilassarci, scelgo A Serbian Film?”. DECISAMENTE NO. Voglio che questo sia ben chiaro. “Ho conosciuto questa tipa, l’ho invitata da me e volevamo fare una cosa tipo cenetta e film a casa mia e…”. NO. Non ci pensare nemmeno.

Pompini a disagio. S’apre il dibattito.

DVD quote suggerita:

“E ne ho in Serbo altre fortissime!”
(Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDbTrailer

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116 Commenti

  1. Alena

    Dopo aver letto commenti su commenti, discussioni su dicussioni riguardo questo film, alla fine ho deciso di guardarlo. Pompini e sodomizzazione a tutto spiano, alla fine nn mi è sembrato di guardare un film horror, ma un porno bell’e buono.
    Ovviamente qualcuno mi risponderà prontamente: “E’ un TORTURE-PORN!”. Grazie. Ma “TORTURE” = 10% e “PORN” = 90%, quindi a ‘sto punto mi vedo i filmini fetish su internet.
    LA SCENA a me ha colpito dritto alla bocca dello stomaco, ma solo prima che avvenisse. Quando è iniziata, amen. Personalmente, a me ha fatto più male l’altra scena, la famiglia riunita. Basta, nn dico altro, butto la pietra e nascondo la mano. :D
    Gran bel sito, gente con cui si può affrontare una discussione decente, senza sfociare in un triste “ma justin è più bello <3 <3 <3 <3" come su Facebook.
    Pace <3

  2. Sebastiano

    Cioè merita eh?Quando sento gente che si esalta con Ben Wheatley e Kill list in particolare dico vediti A Serbian Film e poi parliamo di “film tosti”….poi però penso a Martyrs e niente dai tutto si sminuisce….torture grauite pretese di “intellettualismo” cospirazioni più o meno accennate il gruppo bilderberg allegorie metafore cazzi mazzi….tutto si sminuisce pure a Serbian film…rimane giusto Salò visto che ha anche qualche decennio sul groppone a reggere il confronto…

  3. claudia

    Ragà, ‘sto film è una bella schifezza… se volete qualcosa di forte che ha a che fare con la pornografia allora c’è Nymphomaniac, quello si che è un capolavoro. Ok, bella la fotografia, il montaggio, la colonna sonora e anche la recitazione, ma è uno splatter pretenzioso e inutile, non c’è spessore concettuale di fondo. Se la pesantezza delle scene avesse avuto un qualche fine,un qualche significato, il tutto sarebbe stato diverso. Quindi non si tratta di stomaco o non stomaco: ‘sto film è brutto.

  4. Annu

    Porca miseria, dopo questa recensione non so se chiederti di sposarmi o dirti Ti Amo. Hai fatto una recensione fantastica del film, stimolando non sono a non partire con i dovuti presupposti o facendosi guidare dalla morale, ma soprattutto cercando di spronare gli altri a guardarlo. Forse è sopratttutto merito del gattino e coniglietto.

    Grandioso, non aggiungo altro.

  5. Annie

    Hai scritto un sacco di stronzate. Tu di Serbia non sai nulla quindi non ti permettere di dare una rappresentazione errata, basata su stereotipi e altre cagate.

  6. annaMagnanima

    mammamia. l’ho appena visto e sono rimasta davvero molto disturbata.
    menomale che avevo già pranzato.

  7. Glitch

    Convinto dalle parole di “Sebastiano” torno dopo aver visto “Snuff 102” ragazzi, a suo confronto “A serbian film” è un fottuto capolavoro! “Snuff 102” è girato col culo, per mantenere un minimo di realismo si è ricorsi ai trucchi più banali come continui stacchi tra una scena e l’altra, ancora un poco più scuro e ci saremmo tolti di mezzo una buona ora di frantuma palle. Scommetto su un budget di 100 euro.

  8. ch3o

    Io L’ho visto ed é uno di quei film che non riguarderò mai più.
    Non credo horror sia il genere, direi più “Crudele”.
    Non per questo é un brutto film…

  9. Mater

    Visto ieri.
    Me lo ha proposto mia figlia con la quale ho visto horror di tutti i livelli. ” Un porno con te mi imbarazza!” Ho esordito, e lei “ma questo è particolare, ne parlano come film shock, dicono che a confronto “the uman centiped” è soft. “Ok allora, vediamo di che si tratta”
    L’ho trovato inquietante ma coraggioso. Alcune tematiche non le avevo mai viste trattate con tanta crudezza. Non si può definire “porno”, lo scopo dei porno è quello di eccitare, non di sconvolgere! Devo ammettere che riesce nel suo intento e, a mio parere, è moralista: c’è una condanna evidente degli eccessi. Non so molto della Serbia, ma il film presenta spunti di discussione su svariate tematiche anche per i non Serbi.
    È un film ben fatto, l’intreccio riesce a tenere alta l’attenzione al di là delle scene splatter.
    Lo consiglio anche se in alcune scene viene voglia di alzarsi e andarsene, come fa l’attore nel film, dopo una scena veramente allucinante.

  10. Duncan Blade

    Appena finito di vedere. Sono rimasto decisamente impressionato, sia per quanto riguarda la crudezza dei temi sia per ciò che concerne la storia in sé.
    Aver già letto tempo fa la recensione ha effettivamente smorzato il “pugno nello stomaco” di certe scene.

  11. Anonimo

    bellissima

  12. Alessandro Z

    L’ho visto un venerdì sera, e mi sono rovinato il fine settimana, l’inizio di quella successiva e parte del resto del mese. Ad una seconda visione, attenuata la potenza di alcune scene, lo si può anche prendere come un film “importante”, anche se il regista in alcune interviste, atteggiandosi a “pasolini de noartri serbo”, si rende abbastanza ridicolo. La scena clou è durissima fino a che non capisci cosa sta per accadere, poi rasenta il ridicolo, forse andava lasciata sottintesa e non mostrata. molto più dura la scena finale, quando lui si rende conto di…
    onestamente, molto meglio A Serbian Film di robaccia come Hostel, The Green Inferno (LOL ah ah ah che film di m… questo si, ndr) o i vari ultragore scioccanti che ci sono in giro privi di senso

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