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Go, M. Night, go! L’ultimo dominatore dell’aria

C'ho il fail scritto in viso.

C'ho il fail scritto in viso.

Mai visto Robot Chicken? Si tratta di una serie comica americana creata da Seth Green e amici nel 2005. Fondamentalmente il nostro Seth prendeva i suoi action figures preferiti e ci costruiva delle microsequenze comiche in stop motion. La cosa geniale è che mescolava tutto in un’apocalisse pop incontenibile. Esempio: Joey Fat-One unico superstite degli N’Sync uccisi dalla yakuza, si allena con le Tartarughe Ninja e con quelli di Mortal Kombat per diventare un super guerriero e sconfiggere un mega Voltron formato da Britney Spears, Christina Aguilera e quelle shampiste lì canterine. Esempio 2: tutti i supereroi Marvel e DC insieme a rifare il format The Real World di MTV (dove tutti ovviamente si accanivano contro Aquaman). In una delle puntate più belle in assoluto veniva coglionato, in tempi non sospetti, proprio M. Night Shyamalan. Formidabili quegli anni. Era appena uscito Signs. In molti erano convinti di avere trovato un nuovo Hitchcock (maccosa), in pochi avevano intutito di essere di fronte a una delle più grosse truffe cinematografiche di sempre. Seth Green e soci facevano evidentemente parte di quest’ultima e avveduta élite e avevano realizzato il miniepisodio intitolato The Twist. Ve lo faccio vedere che, magie dell’intranet, l’ho trovato. (incredibile ma vero, subito dopo c’è il finalone di quello con Joey Fat-One!)

Non vi fanno tantissimo ridere gli alieni che dicono Shyambalambabambam family? A me tantissimo. E poi, come si intuisce dal titolo dell’episodio, c’è quella sottile critica a M. Night. Il twist, il colpo di scena. Il marchio di fabbrica di un regista che dopo aver beccato il primo film, s’è poi buttato via in alcuni delle pellicole più pretenziose, sbagliate e noiose che mente umana possa immaginare. (Nota personale, così capite chi avete di fronte: Il Sesto Senso ok, Unbreakable super ok, Signs no, The Village no, poi l’ho abbandonato. Oh, così poi nei commenti possiamo confrontarci, eh?). Comunque, non so come la pensiate voi, ma M. Night a me fa simpatia, perché ormai prenderlo per il culo è diventato quasi uno sport nazionale. Provate: prendete due o tre vostri amici appasionati di cinema, fategli bere tre birre medie poi, mentre questi sono intenti a parlare di un argomento X, buttate lì disinvolti un: “Mah, comuqnue secondo me Lady in the Water è proprio un bel film!”. Ed è subito armageddon. Garantito. Nella migliore delle ipotesi ci sarà uno impegnato a difendere l’onore del regista de Il Sesto Senso, mentre gli altri si daranno di gomito ridendo fortissimo. Nella peggiore, tutti e tre si accaniranno contro il povero regista di E Venne il Giorno. Ulteriore prova che il nostro ormai è veramente alla frutta, questa perla fatta dai ragazzi di College Humor.

Non vi fa tantissimo ridere il povero M. Night che si sbatte per trovare un pattern nei voti dei suoi film in progressiva caduta libera? A me tantissimo. “Dev’essere qualcosa che ha a che fare con il numero otto”. Bellissimo. L’ultimo chiodo sulla bara della carriera dell’ex genio è stato proprio l’8% che gli è stato dato da Rotten Tomatoes (nel frattempo vedo, è diventato un bel 6%) per il suo ultimo The Last Airbander – L’Ultimo Dominatore dell’Aria. (Tra l’altro, notevole anche il voto su IMDb: 4,4 su 10. Quanto fa 4 + 4? Comincio a pensare che effettivamente ci sia sotto qualcosa). E allora, io che ho abbandonato la carriera di questo ex fenomeno dopo pochissimo perché a me delle sue lentissime elucubrazioni non me sbatte nulla, io che sono perfido e c’ho gusto ad assistere ai fail, sono andato di corsa a vedere questo annunciato disastro con lo scopo di godermi il colpo di grazia. Cattiveria e accanimento aggratis. Ma, mi prendo tutte le responsabilità di quanto sto per dire, secondo me questa volta siete stati troppo cattivi.

Ne possiamo discutere.

Ne possiamo discutere.

Certo, The Last Airbander è un brutto film, non si discute, ma bisogna dire un paio di cose. La più importante è che non sembra un film di M. Night Shyamalan. Veramente, cosa c’è di suo in questo pasticcio che sembra una versione ninja di Narnia? Niente, assolutamente niente. E no, ve lo dico, non c’è manco un colpo di scena. Neanche uno piccolino picciò. Il film nasce da una conversazione che il regista ha avuto con suo figlio, il quale ha rivelato al padre che il suo cartone animato preferito era  Avatar – La Leggenda di Aang. M. Night, visto che suo figlia gli scassava veramente le palle, ha deciso di guardarne una puntata. Siccome la visione l’ha evidentemente galvanizzato, decide di fare un regalo a suo figlio (e a tutti i bambini scassapalle del mondo). Chiama i suoi amici produttori e butta lì l’idea di fare una trilogia. Seguendo questo ragionamento, mio padre avrebbe dovuto produrre e girare una serie di film su La Formica Atomica, ma lasciamo perdere.

Padre, non ti perdonerò mai. Mi ha fatto mancare tutto...

Padre, non ti perdonerò mai. Mi ha fatto mancare tutto...

Perché la storia di Avatar – La leggenda di Aang ha tanto colpito il povero M. Night? Presto detto: trattasi di incredibile cialtronata. In un mondo fantasy (lasciatemela passare), ci sono quattro popoli che fanno capo agli elementi naturali. Il popolo dell’Acqua, della Terra, del Fuoco e dell’Aria. Tra di loro esistono dei dominatori, ovvero persone capaci di governare a piacimento il loro elemento (a.k.a. gente che fa brutto lanciandoti in fazza palle di Fuoco/Acqua/Aria/Terra). Tutti vivono in pace grazie all’equilibrio che regna tra gli elementi. Equilibrio regolato dall’Avatar,  l’unico in grado di dominare tutti e quattro gli elementi. Ma, dato che dell’ultimo Avatar si sono perse le tracce 100 anni fa, il popolo del Fuoco ha deciso di fare il bullo e di tenere sotto scacco tutti gli altri. Ma due giovani ragazzi del popolo dell’Acqua, un fratello e una sorella, trovano un misterioso bambino che si rivela essere per l’appunto l’ultimo Avatar. I tre, in compagnia di teneri animaloni pelosi, tenteranno di rimettere ordine nel mondo. Questa è – in pochissime parole – la storia di The Last Airbander. Facciamo due calcoli: arti marziali + misticismo elementare + effetti speciali + 3D + bambini + animaloni teneroni. Ti piace vincere facile? La risposta è” sì”. E allora M. Night ha preso tutte le sue velleità d’artista, le ha messe nel ripostiglio e ha fatto un film, che se il mondo fosse un posto più giusto, dovrebbe essere un telefilm. A cui, per inciso, io forse mi appassionerei.

Cose che non aiutano.

Cose che non aiutano.

Anche della frase che sto per scrivere mi assumo tutte le responsabilità del caso. John Carpenter quando ha fatto Grosso Guaio a Chinatown, era partito dalla stesso presupposto. Voleva realizzare un film con delle cose che lo gasavano, ma che sarebbe piaciuto – o risultato comprensibile – anche a suo figlio. Un film con dei cinesi volanti e con dei mostri, ma godibile per un pubblico di bambini di otto anni. Nessuno vuole paragonare quel capolavoro che è Grosso Guaio… a questa cacchetta (men che meno Carpenter, che di lavoro fa il regista, a questo signore dal cognome bizzarro), ma la scintilla è la stessa. Probabilmente in M. Night c’è un bel po’ di furbizia in più (l’idea di coglionare milioni di bambini con una trilogia annunciata), ma bisogna dargli atto che ha deciso di cambiare strada. Cioè, alla fine quello che mi sconvolge è che tutti si stanno accanendo su questo film che ha almeno la decenza di non essere così pretenzioso come quelli prima. Amici, se continuate così, c’è il rischio concreto che torni a fare film dove i cattivi sono gli alberi, io ve lo dico.

Lei però è proprio carina, eh?

Lei però è proprio carina, eh?

Cosa c’è di bello in The Last Airbander? Poco o niente. La sequenza finale vista su grande schermo ha una sua certa potenza. Il popolo del Fuoco si muove su barche e macchine dal look steam-punk. Sono fatto con un digitale pacco, ma hanno un bel design. Basta? Più o meno sì. Beh, la storia di fondo – anche se come già detto appesantita da un cialtronismo imperdonabile – è carina. Basta. Cosa c’è di brutto in The Last Airbender? Tutto il resto. Il 3D è francamente brutto e inutile. Il cast è stato scelto totalmente a caso. Jackson Rathbone è forse l’attore più scarso che io abbia mai visto in azione. Dev Patel mette quasi tenerezza (che poi si trasforma in odio appena ti rendi conto che è quel coglione di The Millionaire). Ma che tipo a confronto l’accoppiata che vedremo in Takers, Hayden Christensen + Paul Walker, sembreranno dei veri attori. I combattimenti sono pochi e poco soddisfacenti (la maggior parte del tempo la si passa a far vedere gente che fa Tai Chi in silhoutte con musichina epica in sottofondo). La storia è eccessivamente semplificata, sia per venire incontro al target immaginato (bambini tra gli otto e i dodici anni) sia per problemi di tempo. I dialoghi, ma in generale tutta la sceneggiatura, sembra essere stata scritta lanciando dadi da 20. Secondo me ci sono alcune sequenze sui cui ci si è dimenticati di montare gli effetti speciali. Alcune cose – come i civili del popolo dell’acqua, i pesciloni Yin e yang – mettono serio imbarazzo. M. Night Shyamalan non è il coglione che tutti dicono, ma non è neanche quel fenomeno che pochi pensano di riconoscere. Gira senza inventiva e, se escludiamo i rallentì ultra definiti – che però abbiamo già visto veramente ovunque (e che sono 10000000 volte inferiori a quelli del migliore degli Anderson) – è un regista invisibile. Insomma, forse un risultato buono questo film l’ha raggiunto. Shyamalan a quanto pare ha smesso di tentare di fare l’autore colto e personale e ha capito che per fare i soldoni e vivere felice, deve fare dei film del cazzo buoni per il merchandising e poco altro. Per me, ha trovato la sua strada.

DVD-quote suggerita:

Meglio di molti altri suoi film.
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

Non ve l’aspettavate, eh? What a twist!

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64 Commenti

  1. Da IMDb risulta che abbia incassato una cifra non bassa, ma ancora inferiore al budget: http://www.imdb.com/title/tt0938283/business

  2. frache

    @What A Twist
    Riguardo l’acqua di Signs: hai ragione e infatti ci passo sopra.
    Però se invece dell’acqua avesse trovato un sign più credibile, avrebbe fatto contenti sia quelli che apprezzano il percorso di Pecorella smarrita Gibson e la simbologia, sia quelli che vogliono solo essere spaventati e non accettano che l’alieno muoia per un schizzo d’acqua di rubunetto ma è immune a quella contenuta nell’aria (che pure respira).
    E’ un peccato che per questo dettaglio il film non riceva l’apprezzamento che merita.

  3. Fan-boy

    A My-sharona purtroppo non perdonerò mai la moglie di Mel Gibson incastrata fra macchina e tronco e gli alieni scemi che non capiscono al volo che, se sei allergico all’acqua, “il pianeta azzurro” potrebbe non essere una buona terra di conquista. Poi con “E venne il giorno”, venne effettivamente il giorno in cui ho piantato l’ultimo chiodo sulla bara di M Knight, anche se a distanza di tempo guardo ancora con sospetto la pianta grassa sulla mia scrivania…

  4. Fan-boy

    …no no è solo la vecchia bezzi, la mia dolce cara vecchia pianta

  5. Tabita

    Metti la sicura alla vecchia bezzi!hahahaha

  6. Il_francese

    Sinceramente non sono d’accordo con la “linea discendente”, il grafico migliore sarebbe più come una “tetta” vista di lato …

    E, per inciso, i migliori rallenty ce li ha regalati Christophe Gans Il patto dei lupi

  7. Fan-boy

    penso tu ti stia confondendo Christophe Gans nel patto dei lupi ci ha regalato le migliori tette!
    GRANDE attrice la Monicozza nazionale

  8. Fecchia

    I bilanci di box office di imdb li trovo un po’ confusi… su boxofficemojo dicono che ha incassato 300 milioni di dollari totali (USA + resto del mondo).

  9. Il_francese

    i “bilanci” del box office sono sempre sfalzati da dati incontrollabili.

    La storia è lunga e complessa, ma ci sono film venduti a peso, film venduti singolarmente, filmd dove i distributori italiani danno un gettone ad ogni poltroncina occupata e via dicendo.
    Continuo a pensare che bisognerebbe tornare a conteggiare gli spettatori e non gli incassi, anche perchè un film in 3D con 100 spettatori incassa come uno in 2d con 150…

  10. @il_francese: in linea di massima sono d’accordo. Qua pero’ credo si stesse misurando il box office come misura del successo del progetto in se’, alla “non importa come ma devi andare in attivo”. Qualcuno era partito dicendo “successone” e io, con le cifre che ho letto confrontate col budget dichiarato, ho fatto notare che si’, alla fine dei conti (grazie al trucco del 3D e con il fondamentale contributo dell’imminente dvd) sicuramente recuperera’ i costi, ma che tutto ‘sto successone non mi sembra. Tradotto: dubito che completeranno la trilogia, o se lo faranno sara’ in scala minore, e in ogni caso nessuno ha fretta, ecc… Ma erano solo puntini sulle i, non e’ nemmeno un discorso interessante piu’ di tanto.

  11. Il_francese

    @Nanni: ma infatti, seppur lady in the water è un filmone ( =D ), The last airbender risulta un progettino mediocre stile disney. L’unica, e velatissima, nota positiva è la morale anticinese e filo tibetana. Ma è così velata che quasi nemmeno Night shylacoso l’ha percepita …

  12. Magdalena

    Bene, l’ho visto.
    E’ intollerabile, spero lo usino come strumento di tortura.

    I dialoghi più fasulli della storia del cinema, e la faccia del bambino con la freccia in testa è peggio di quello di The Millionaire.

    Il cast…

  13. BruceCampbell

    1-A me Lady In The Water è piaciuto. E non poco… (vuoi anche perchè “quello di Six Feet Under”, Freddy Rodriguez, è una cartola il doppio di Giamatti e un buon attore). E’ una simpatica fiaba che si guarda volentieri secondo me…
    2- A me The Happening è piaciuto…. senza ragione effettivamente, mi ha preso la storia, che poi i cattivi siano gli alberi, vabbè… è una cagata, ma conta poco. Se lo guardi con le aspettative normali e non pensando che sia un film di Shamamamam quindi deve-fare-schifo o deve-fare-paura non ne esce un brutto lavoro…

  14. Marlon Brandon

    Proteggiamo l’indiano! Con tutta la spazzatura che c’e’ in giro, uno come Night dovrebbero clonarlo, almeno prova a creare delle atmosfere inquietanti e con successo a mio avviso in tutti i suoi film; l ‘ultimo ancora non l’ho visto proprio perché non rientra nella categoria film inquietante con colpo di scena finale, ma presto o tardi colmerò la lacuna…sperando che il suo prossimo progetto sia di nuovo in linea con i suoi esordi, se non come qualità almeno come tematiche.

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