Crea sito

In sacrificio per voi: Salt (fregola del Bottone Rosso 2.0)

metafore

metafore

UNO
L’unico sforzo teorico in questa recensione non è dentro la recensione. L’unico sforzo teorico è dovuto al fatto che sto pensando a quale sia il rapporto tra i film straight-to-dvd e i pezzi dei 400 calci straight-to-dvd-quote. Con il gusto dello sberleffo che c’è proprio lanciamo la campagna perchè il Capo vari una rubrica straight-to-dvd-quote in un pippone di una dozzina di punti su un film che si chiama Salt ne meriterebbe solo quattro, due dei quali dedicati a quello che mangi e bevi durante la visione e agli effetti sull’organismo nel breve e lungo periodo. Il primo che mi viene a dire che ora si chiama DTV lo faccio prendere a calci in bocca dallo stagista.

DUE
Il regista è Phillip Noyce. Phillip Noyce ha accompagnato la mia adolescenza con una certa costanza, spaziando all’interno del cinema commerciale americano incassando soldi a palate con film su cui pende un processo all’Aja. Da un certo punto di vista Phillip Noyce è come quei tizi con cui hai passato una bella domenica pomeriggio a sette anni e che passano il resto della vita a rovinarti gli intorti con le ragazze, mettendoti nei guai con i genitori, finendo in coma etilico anzitempo alle feste in campagna del sabato sera e fidanzandosi con ragazze terribili prima di finire a fare il rappresentante di prodotti farmaceutici di dubbia etica e/o i candidati sindaci per qualche lista civica in odore di mafia, con te che in qualche modo continui a sentirti in obbligo di difenderli perché eravate al catechismo assieme, o perché siete andati a vedere Sliver al cinema.

la trama: a un certo punto si mettono a parlare di qualcosa e

la trama: a un certo punto si mettono a parlare di qualcosa e

TRE
I giorni in cui scriviamo sono messi a pecora in mezzo al primo quasi-ponte che la nostra memoria storica riesca a ricordare, passato perlopiù ad evitare la pioggia e fare zapping su youtube, al fine di spalmare il nostro bisogno di cazzate aprioristicamente emo sopra il Grande Disegno della Storia. Si inizia con bunga bunga e si arriva quasi subito a Waka Waka, perdendo un paio di mezz’ore a guardare i rigori di Berlino 2006 e video correlati -perchè tutto sommato come nazione non abbiamo sempre e solo nuotato nel fango, anche se nessuno segnala mai che -ironicamente- i mondiali li abbiamo vinti con Prodi al governo (e calciopoli in corso, vabbè). Dopodichè un paio di video di gattini che fanno cazzate, perchè i video dei gattini vanno via come il pane, poi cominci a farti pari con le tre serie televisive che segui in tempo reale cercando di abbozzare sui leak di The Walking Dead e supplicando divinità pagane a destra e a manca per cercarne una che ti faccia arrivare dei sottotitoli decenti dello screener di The Social Network nella casella mail, poi ti rendi conto che l’artrosi ti sta mangiando un millimetro quadro al giorno e prima di pensare a quel che stavi a fare il mostro divorava la pianura E ti ritrovi dentro al cinema E decidi pure per qualche ragione di snobbare gli ultimi appuntamenti del Ravenna Nightmare per vedere un action interpretato da quella che nella locandina sembra un bizzarro incrocio tra l’ultima Angelina Jolie ed Alba Parietti epoca Il Macellaio, che la locandina stessa c’informa comunque essere Angelina Jolie. Su che base? Se avessi iniziato a farmi queste domande da piccolo ora sarei Galimberti.

QUATTRO
Angelina Jolie. Gli inevitabili pipponi su Angelina ci porterebbero via spazio tempo ed energie senza darci in cambio una riga che valga la pena di leggere. Dico solo che la sindrome di Ashley Judd ha mietuto vittime più brave e amabili di Angelina Jolie (Ashley Judd, tanto per dire). La parrucca nera tra l’altro NON AIUTA.

QUATTRO VIRGOLA CINQUE
Grazie per la domanda. La sindrome di Ashley Judd è quando un’attrice di prima forza sente il bisogno di diventare un simbolo di emancipazione non richiesto e passa la seconda parte della sua carriera a salvare il mondo a botte di quattro-cinque film senza prendersi il disturbo di darla a nessuno perché non è quello il punto. La sindrome di Ashley Judd è un cul-de-sac emotivo secondo il quale anche l’attrice può e deve tendere a un ruolo sociale più alto ed importante. La sindrome di Ashley Judd produce film orribili e personaggi privi di spessore, ti porta lontano dal VERO, introduce vagonate di comprimari interpretati da mezzaseghe perchè non finisca come con Tommy Lee Jones in Colpevole d’Innocenza, e via di questo passo.

topoi narrativi. Hugo Weaving ha cannato il casting per un pelo.

topoi narrativi. Hugo Weaving ha cannato il casting per un pelo.

CINQUE
Il punto cinque è null’altro che uno spoiler purgato. Non ve lo voglio negare del tutto, ma uno spoiler è uno spoiler e se in Salt fate saltare pure l’intreccio non rimane un cazzo di niente. facciamo così: se cliccate QUI c’è lo spoiler. Se avete intenzione di vederlo lasciate stare lo spoiler e passate direttamente al punto sei.

SEI
Salt è un film visivo. I dettagli fondamentali dell’appartamento di Angelina Jolie e di suo marito (un tedesco brutto e inutile con mascella squadrata e barba incolta, dettagli estetici inequivocabilmente rivelatori della sua inadeguatezza a sopravvivere oltre il minuto 41) sono una stampa The secret life of insects appesa al muro e dei ragnoni enormi in delle teche sopra il tavolo da pranzo, perchè lui fa L’ARACNOLOGO. A me queste cose fanno girare i coglioni. Nel senso che io lavoro nei calcestruzzi e -uhm- amo il mio lavoro, ma nel mio soggiorno non ci sono nè un poster La vita segreta dei calcestruzzi nè un piccolo blocco di cemento armato sopra il tavolo da pranzo. Ecco tutto. #trivia il crucco di cui sopra è August Diehl, lo stesso che faceva il colonnello nazo nello scantinato di Inglorious Basterds.

lui

lui

SETTE
La logica incrementale alla base dei plot dei film action contemporanei (vale a dire quella di aumentare progressivamente la dose di WTF, perchè di stupore non ne abbiamo mai abbastanza) fa sì che allo stato attuale le trame degli spy-movie americani necessitino di un grasso 30% di infiltrati russi o mediorientali all’interno del governo, quasi tutti in posizioni strategiche che garantiscono codici d’accesso a badilate e tutta la non autorizzazione a procedere che serve in questi casi. Mentre stai lavorando alla sicurezza nazionale USA in qualsiasi film dell’ultimo decennio devi accettare il fatto che con tutta probabilità il tuo capo stia tramando per far entrare una bomba nucleare a New York perchè il governo decida di non metterti in cassa integrazione. Lo sta facendo per te. Sii grato. L’unica reale discriminante tra un action e l’altro è la nazionalità dei nemici, che tende a posizionare gli autori in un asse ideologico in cui è abbastanza facile distinguere tra estrema destra religiosa (i cattivi sono cani sciolti musulmani), neo-con (nordcoreani), nostalgici della guerra fredda e del bottone rosso (ex agenti del KGB flippati con la decadenza della Madre Patria), sinistra moderata (cittadini americani impazziti e/o poteri forti governativi, banche, scienziati, chiesa cattolica), anti-revisionisti (generali nazisti immigrati sotto falso nome). I creatori di Salt stanno decisamente dalle parti del bottone rosso.

c'erano gossip in merito a lifting fatti su Angelina in tenera età...

c'erano gossip in merito a lifting fatti su Angelina in tenera età...

OTTO
Il punto SETTE impone anche che chi ha il compito di salvare il mondo in un action contemporaneo riesca ad entrare dentro il bunker sotto la casa bianca con sei colpi di kung-fu mal piazzati, un lacrimogeno e una Beretta presa in prestito alla prima guardia che si è steso.

NOVE
A un certo punto in Salt si inizia a scoprire quali dei protagonisti fanno parte della soluzione, quali fanno parte del problema e quali fanno parte del paesaggio. Con tutto che dietro c’è un regista con vent’anni e passa di esperienza, da qui in poi potete prendere il film in blocco e gettarlo nel fuoco della geenna, lasciando duecento operatori a casa prima del tempo e contribuendo in modo diretto alla crisi economica USA -cioè se lasciate la sala a metà fate parte anche voi di un complotto sovietico per distruggere gli Stati Uniti.

DIECI
Tra le cose che non avete ancora buttato via rimane una scena in cui Angelina Jolie guida un SUV della polizia tirando scosse elettriche al poliziotto alla guida. Altri dettagli significativi sono scene di complicatissimo mestiere del salvare il culo all’universo stile Mission Impossible, ma almeno lì c’erano quei due minuti di spiegone in cui si vedeva che le acrobazie ai limiti del LOL erano quasi tutte pianificate. Per non farcisi mancare niente a un certo punto saltano fuori anche le maschere facciali.

UNDICI
Comunque la gara degli attori la vince il negro col nome impossibile da ripetere fuor di copiaincolla, quello che faceva il cicisbeo di Denzel Washington in Inside Man e/o il marito di Keira Knightley in Love Actually.

quello in primo piano vestito bene

quello in primo piano vestito bene

DODICI
Che per essere un film su cui non c’è nulla da dire è un risultato discreto. Il training autogeno funziona. DVD-quote:

Se deve pensarci Angelina, probabilmente non meritiamo la redenzione.
(Wim Diesel, i400calci.com)

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

53 Commenti

  1. @Wim: perdonaci, hai ragione, siamo andati parecchio OT. Senza nemmeno parlare un pò del film che, mea culpa, non l’avevo ancora visto.
    Ora l’ho appena finito di vedere e il mio personalissimo giudizio è: RIDICOLO.
    Tralascio a piè pari giudizi sulle parti d’azione che possono anche essere credibili, ma porca di quella puttana tutto il resto è assolutamente senza il minimo senso. Uno\a dei Servizi non si comporterebbe MAI in quella maniera, e secondo me nemmeno una persona normale.
    Ma che cazzo, la scena più sensata è stata quella del cane, sul serio (ma che davèro? davèro, sì), tutto il resto secondo me è stato fatto in maniera davvero distratta. Diciamo distratta, perchè mi verrebbe da dire che tentano proprio di prenderci per il culo (ma gli do il beneficio del “ci sei o ci fai?”).
    Esempio: la scena del taser ci stà, per dire, è altamente improbabile ma può essere credibile e in un film d’azione è assolutamente fisiologica…e poi come mi finisce? Che dopo essere saltati giù da un ponte in mezzo alla folla lei si alza e cammina tranquillamente via dando le spalle a tutti compresi i poliziotti che erano sul ciglio del ponte a guardare giù già da un pezzo!?!? NO CAZZO, mi state prendendo davvero per il culo e questo mi fa incazzare come una bestia.
    Cristo, se parliamo di Wanted ci sta tutto, ma se mi proponi uno spai muvi che vuole evidentemente passare per “serio” non mi puoi (tentare di) raggirare in modi così scemi. E questo è solo un esempio di una caterva di MACCOSA che ho tirato dall’inizio alla RIDICOLISSIMA fine.

    Adesso mi toccherà vedere due o tre volte SPY GAME per sciaquarmi il cervello da questa emerita stronzata.

    Se la tua rece non fosse impagabile come sempre la mia giornata sarebbe stata rovinata del tutto…

  2. Enrico

    Mi dispiace per Liev Schreiber che è un attore che merita tanto, da vedere anche in Ray Donovan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.