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Fascinema: The Tortured

Dopo aver visto 39 minuti di Law Abiding Citizen la madre di famiglia Dolores Point Five ha deciso ch’era venuto il tempo di dire BASTA. E ha dedciso di dedicare i seguenti dodici nove facciamo tre mesi a una sobria e imparziale analisi dei film di vendetta sangue e ritorno all’ordine recentemente offerti dal panorama mondiale, nel tentativo di stabilire se esiste qualcosa più fascista di “Law Abiding Citizen“. Ma siccome 1) i tre mesi sono tecnicamente passati da un bel po’ e 2) la redazione vuole troppo bene a Dolores per chiederle di sorbirsi The Tortured (non siamo mica a The curse of Miike), nel numero di oggi subentra Nanni Cobretti, che ha assistito alla pellicola in oggetto tre mesi fa nel notorio “slot pacco” del FrightFest 2010 (quello che l’anno scorso era di Giallo, per intenderci), e poi ha preferito dimenticarsene. La scusa è anche quella di incrociarlo con 7 Days, film canadese uscito nello stesso anno e dalla trama casualmente IDENTICA, di cui vi parlerà Casanova domani. E siccome la redazione vuole troppo bene persino a voi per consigliarvi di guardarlo, il seguente articolo sarà lungo e pieno di spoiler come un supplì.

the torturedLa malattia
I PEDOFILI (dan dan daaaaan…)

La cura
VOI. Tu e la tua dolce metà. Siete americani, vero? Giovani, benestanti, pieni di sani principi… voi. Siete interpretati da Jesse Metcalfe e Erika Christensen.

Persona normale o secret badass?
Persone normalissime, ma fa molto comodo essere medici professionisti. Sapete, di quelli che “conosco un punto che se te lo tocco dopo tre giorni muori” e cose del genere. Dal minuto 25 diventano all’istante dei secret badass, ma infondo c’è un secret badass dentro ognuno di noi.

Coefficiente Signora Mia (rapporto tra il mondo presentato dal film e qualsiasi problema riscontrabile per davvero):
Il pedofilo (un Bill Moseley che si vergogna tantissimo – e se si vergogna lui…) è rappresentato come un recluso che ascolta canzoni per bambini in vinile, si mette il rossetto e litiga da solo fingendo di essere sua madre. Una cosa delicata così, un’esigenza di sceneggiatura liquidata in cinque minuti secchi tanto per dire “sì, nel caso ve lo steste chiedendo, è matto. Toglietevi dalla testa di ragionarci, guarirlo o altre cazzate liberali simili”.

Il piede e la mina
Questa è una materia su cui non si può scherzare. Bisogna metterla giù bene. Ecco quindi che il maritino Jesse abbandona il figlio in giardino per circa 15 secondi, più che sufficienti però per Bill Moseley – che era appostato lì fuori da circa mezza giornata – per entrare di corsa e portarlo via, con Jesse che lo rincorre inutilmente mentre noi lo assolviamo in pieno dall’accusa di negligenza.
La polizia rintraccia Billy dopo che un vicino si era lamentato di alcuni pianti provenienti dalla cantina. “Lei ha figli?” “No” “Ma io vedo libri da bambino in casa sua, e in più lei ha le scarpe sporche, per cui sa cosa faccio? Entro senza mandato e la arresto di violenza.” Io penso “Ecco cosa farà scattare il verdetto insoddisfacente e conseguente rabbia dei genitori: le solite storie di procedure e burocrazia.” In realtà la cosa non viene nemmeno accennata. Non solo: Bill – che dopo aver struprato il bimbo lo ha anche ammazzato – si dichiara non colpevole, che a casa mia aggrava la pena se risulti avere torto, e invece macché. Fanno 25 anni, ma l’avvocato di Jesse ed Erika spiega loro che, in caso di buona condotta, possono essere ridotti a circa un weekend lungo. Erika: “Non mi basta. Lo voglio morto.” Jesse: “Ma questo ti renderebbe uguale a lui”. Erika: “Non è vero.” Jesse (ci pensa un po’ su): “Mmm. Ok. Senti, ma se invece di ammazzarlo lo torturassimo e POI lo ammazzassimo?” Erika: “Figata! High five!”. Dalla scena successiva, Jesse ed Erika si comportano come due consumati agenti segreti dal sangue di ghiaccio.

La vendetta
Jesse ed Erika inseguono, rubano e deragliano il furgone della pulla dov’è rinchiuso Bill. Bill ne esce fuori con la faccia sfasciata, ma vivo. Jesse ed Erika tirano un sospiro di sollievo: lo possono portare con calma in una baita isolata, torturarlo ed ammazzarlo dopo.
Le torture: dovrebbero essere il centro del film, ma regia e sceneggiatura si dimostrano poco pratiche del genere, e piuttosto in imbarazzo. Le torture sono le seguenti: sigaretta spenta sul costato, pestone sul piede, naso tappato. E non sapendo come proseguire ci si affida al provvidenziale aiuto dei dialoghi, ed ecco quindi che Jesse gli pianta in corpo una serie di siringhe spiegando diligentemente il loro effetto: “Questa ti farà malissimo” “Questa ti farà ancora più male” “Questa ti terrà sveglio mentre ti faccio male” “Hai presente il peggio male che tu abbia mai provato in vita tua? Questa ti farà ancora più malissimo”.

"E ringrazia il cielo che non ti rigiriamo i capezzoli!"

"E ringrazia il cielo che non ti rigiriamo i capezzoli!"

Qualcuno suggerisce mai di chiamare la polizia?
SVEGLIA, LA POLIZIA NON PUÒ NULLA!!! Ingenuoni che non siete altro che vivono in un mondo di fantasia dove va tutto bene come nei cartoni della Disney.

È colpa della società?
Ecco, non è esattamente questo il punto. Vedete, The Tortured è già oltre. Certo, la gravità della situazione e l’identificazione nei protagonisti è importante e non va sottovalutata: sono entrambe brave persone comuni, con le loro finte debolezze, e c’è la sua brava mezza dozzina di flashback in bianco e nero su quanto fosse paradisiaca la vita col figlio ecc… tutte cose che puntano dritte al moralone. The Tortured però è già più avanti. Per The Tortured è scontato che vendicarsi da soli secondo la logica dell’occhio per occhio sia cosa buona e giusta, e la liquida nel dialogo post-processo che ho descritto sopra, e che è più fedele di quanto abbiate sicuramente pensato. The Tortured si appoggia solido su queste certezze, e dopo aver passato la maggior parte del tempo a solleticare le fantasie destrorse di ognuno di noi mischiate alla più moscia versione di Saw umanamente possibile, risolve tutto con il twist finale più stupido e maldestro di tutti i tempi.

Mmm. Mi fai una serie di spoiler senza pietà, così capisco esattamente a cosa ci troviamo davanti che tanto comunque mi fido di te, non lo guarderò, mi pare il classico film dove leggere la rece soddisfa molto più del film stesso?
Uh ok, volentieri! Effettivamente certe cose meritano di essere documentate.
Premessa: personalmente, probabilmente perché ero cotto duro, non mi sono accorto di nulla. Ma tanti a cui ho chiesto avevano mangiato la foglia al volo. Vedete, quando al minuto 25 i nostri protagonisti fanno il ciocco col furgone e ne tirano fuori Bill Moseley con la faccia sfasciata, i più attenti fan dell’horror, che hanno visto il Bill in almeno 800 film negli ultimi cinque anni, si sono accorti al volo che non era lui ma la controfigura per le scene pericolose. E hanno pensato “ok, è un po’ una vaccata, ma sarà senz’altro una scusa per rimediare al fatto che magari Billy era quello che vendeva il film però non aveva tempo per girarlo, e l’hanno risolta alla Steven Seagal con uno che ci somiglia.” Maldestro, ma accettabile.
Poi c’è la seguente scena stupidissima, che parafraso per il vostro sollazzo ma di nuovo, è più fedele di quel che sembra.
“Bill” a un certo punto dichiara di avere un amnesia, di non sapere perché ce l’hanno con lui e di non ricordarsi nulla. E io penso “Whoa… bel dilemma morale! Un uomo che non ricorda i suoi misfatti merita di essere punito? Un albero che cade in una foresta abbandonata fa rumore? Who watches the watchmen?”. I nostri protagonisti effettivamente ci pensano su, perché Jesse che è un dottore dice che è una scusa credibile. Ma poi gli viene una trovata geniale: “Facciamo così: ora ti faccio una domanda per controllare se hai davvero l’amnesia. Se non la sai, ti lasciamo andare. Se la sai, continuiamo a torturarti.” “Ok. Spero di non saperla, sai com’è, preferisco non essere torturato. Fammi la domanda.” “Come si chiama nostro figlio?” “Nuooooooo… cazzo, che sfiga… la so. Si chiama Ben.” “Esatto! Allora continuiamo a torturarti.” “E va beh… procedete pure. Pazienza…”
Fast-forward quindi al twist finale: da un servizio televisivo apprendiamo che nel furgone rubato da Jesse ed Erika non c’era dentro solo Bill Moseley, ma anche uno che ci assomigliava tantissimo, arrestato per truffa fiscale, che conosceva la famiglia dei protagonisti perché facente parte dei suoi clienti o qualcosa del genere. Bill era morto sul colpo. E quindi il finto Bill non era una controfigura economica. Era proprio un altro. Che dopo essersi liberato decide di suicidarsi. Ops…

the tortured

"Vostro Onore! Il mio cliente vorrebbe tornare a casa a girare un film diverso" "Richiesta accolta!"

Momento Andiamo A Trovare La Nonna: dicesi con Momento Andiamo A Trovare La Nonna il riempitivo che viene infilato nei film lui-incontra-lei-ma-c’è-un-problema pur di tirare l’ora e mezza (a volte anche l’ora e quaranta).
C’è un buon quarto d’ora speso per via di uno che entra nella casa abbandonata chiedendo cosa ci facciano lì, e lei si deve inventare una balla. Alle menti ingenue può sembrare la scusa per riportare i nostri sulla retta via, ma al solito viene risolto come una scocciatura qualunque.

Il regista quanto vuole essere preso sul serio?
L’impressione è “abbastanza”. Con “abbastanza” intendo sicuramente un gradino superiore al “faccio un thriller cretino con una tigre e un bambino autistico e nei titoli di coda scrivo che l’autismo è curabile e le tigri sono in via d’estinzione”. Ma ecco, se non altro non crede di essere La fontana della vergine.

Lui muore?
I nostri eroi non muoiono. Perché mai dovrebbero morire? Sono fondamentalmente nel giusto. Ma quando scoprono l’equivocone dicono “Oh…”.

Quindi alla fine tutto bene, sì?
Tutto sommato sì. Si risolve tutto in un “cazzo, che svista”.

Quanto è fascista in una scala da 0 a Law Abiding Citizen?
Facciamo Law Abiding Citizen + 1?

DVD-quote:

“Boia chi molla”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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21 Commenti

  1. DoneBabyDone

    Porca vacca anche questa…Nanni perlamordiddio, fai delle recensioni troppo geniali, come faccio a non vedere un film recensito in questo modo eh? EH? Come faccio? Non lo scarico, invece si.

  2. A parte qualche erroruccio grammaticale, è un altro caso di rece superiore al film. Cioè dopo averla letta mi chiedo: vedo il film o la rileggo ? La rileggo.
    E comunque uno si fa tante domande sui film, gli scenggiatori e soprattutto sui produttori.

  3. Michele706

    Quasi quasi me lo leggo…anche perchè non posso credere che dopo la svista finale non succeda qualcosa…porco due dovrebbero almeno dire un “perdincibacco che bella svista!Siam proprio due burloni!” O.ò

  4. Andrea86

    Sicuramente una delle recensioni più riuscite nella storia de i 400calci.
    Quindi leggermente sotto la media delle recensioni di qualsiasi rivista/sito/blog/quellochevuoi appositamente dedicato…
    mi permetto di parlare di “storia de i400 calci” ma vi seguo solo da qualche mese. ma questo voi non potete saperlo

  5. Rynd

    come dvd-quote ci avrei visto bene anche un “DIGOS DIGOS DIGOS BOIA BOIA BOIA”

  6. Maddux Donner

    Nanni, complimentoni, questo articolo è stupendo.

  7. Capo, sei un tesoro nazionale.

  8. Gigi Proiettile

    Bellissima rece, però qualche perplessità sul termine “fascista”..perchè? Perchè quella maccosata con Gerard Butler era fascista? E perchè lo è questa pellicola?
    (premesso che Giustizia privata l’ho visto, questo no)

  9. marcus

    si sono sprecati pure sul manifesto a quanto vedo http://is.gd/je1DE

  10. la locandina è stupenda! il film non so, ma lo guarderò

  11. Jean Pieri

    per fortuna che ho letto questa recensione: eviterò questo film come evito le merde sui marciapiedi

  12. All’inizio disprezzavo questi film così scrausi. Ma ora c’è un motivo per amarli: le rece in Cobra Vision. Eh sì, perché sti film del minchia in sé, non servono a niente ma sapere che esistono mi rende felice lo stesso perché, pur non vedendoli, so che fanno scaturire queste mitiche rece. Dunque spero che l’industria cinematografica non si evolva mai, che continui a secernere cagate immani come la presente, in modo da alimentare perennemente la Cobra Vision.
    E comunque rinnovo il garbato invito a recensire in Cobra Vision qualche serie TV: Dexter, ad es.

  13. Pau

    Ciao, vi leggo da un bel po’ e vi trovo deliziosi come la cioccolata calda a Vienna.
    Domanda che mi sorge spontanea dopo aver letto la rece: il twist finale è inteso come un espediente (un po’ cheap, ma vabbè) per insinuare un minimo dubbio nello spettatore circa la ragionevolezza del comportamento dei protagonisti?

  14. Ringrazio tutti quanti per i complimenti, certi film dopotutto si recensiscono da sè…

    @gigi proiettile: qua (mi corregga Dolores se sbaglio) usiamo “fascismo” come termine di comodo sintetico per “estrema destra”. Avevamo pensato di chiamare la rubrica “Estremadestrinema”, ma non aveva senso ;)

    @pau: purtroppo no, è proprio messo giù come se la morale fosse “sì, farsi giustizia privata è sacrosanto, ma se potete cercate di non farvi travolgere dalla foga e prendetevela con la persona giusta…”. Non è una storia di dubbi, è una storia di sfiga.

  15. Pau

    Ok, ricevuto. :-)
    Purtroppo il fascinema mi irrita la pelle, temo che su questo “The Tortured” passerò la mano.

  16. Gigi Proiettile

    @nanni: Sì ok, più che altro volevo capire come mai un film di vendetta è automaticamente di estrema destra.
    Ripeto però, dovrebbero inventare un premio solo per potertelo consegnare in esclusiva :D

  17. @gigi: in questa rubrica mettiamo quei film che tendono a mostrare la vendetta non come semplice mezzo di intrattenimento (alla Chuck Norris, per dire), ma come serio ritratto di situazione che “potrebbe capitare anche a TE” con tanto di insegnamento morale conclusivo. Dal primo capitolo del Giustiziere della notte in su, insomma.

  18. Gigi Proiettile

    @nanni: Ok, ci sono ora :) avevo mezzo frainteso..
    Grande rece, di nuovo.

  19. Grazie mille :)

  20. Gabriele

    Sinceramente non ho capito perché dovrebbe essere fascista questa immondizia di film, forse proprio perché un film brutto? O perché c’è il tema della giustizia privata? Ma guarda che il fascismo detesta certi “personalismi”, è lo Stato a dover dare le pene, severe, ma lo stato, mai i privati. Certi commenti possono anche far sorridere, ma la politica lasciala a casa nanni.

  21. Alessandro

    Recensione superiore al film in questione tra l’altro mi ha chiarito alcuni punti causa il montaggio e il sonno durante la visione non avevo ben capito…Jess Metcalfe e’ una garanzia alla non riuscita del film! Tra l’altro ne avevo pure sentito parlare bene causa la trovata del twist finale….Ma non e’ sufficiente a tirarlo su…

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