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Il regista di IL BOSCO FUORI presenta: “Fantasmi” (il trailer)

Allora era vero!!! È bastato Il bosco fuori, et voilà! Gabriele Albanesi è già un nome che si può mettere in cabina di produzione a fare da garante per un horror antologico girato da cinque esordienti in collaborazione con il Laboratorio di Cinema dell’Università di Tor Vergata. Noi qua non si può che esserne contenti. I nomi in questione sono Andrea Gagliardi, Tommaso Agnese, Stefano Prolli, Roberto Palma e la coppia Omar Protani/Marco Farina: il fatto che siano esordienti mi fa ancora sperare che ne venga fuori una cosa più guardabile di Il bosco fuori, per cui finché non scopro il contrario hanno tutto il nostro più sincero e imparziale sostegno. Avanti così, e la legge dei grandi numeri prima o poi trionferà.
Guardatevi il trailer di questo Fantasmi o, come verrà proposto oltre confine, Italian Ghost Stories:

A me per dire gasa tantissimo la scena con i cinque bimbi bulletti tutti uguali che circondano un loro timido compagnetto e gli dicono “tra un po’ ti meniamo perché la mia mamma dice che sei il figlio di Satana”. No?

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37 Commenti

  1. joe r. lonsdale

    visto in anteprima al circolo degli artisti lo scorso settembre.
    mi sembra un ottimo prodotto…

  2. Oh! Molto bene :)

  3. Nicola

    citazionone di rec sul finale…!

  4. gparker

    il bosco fuori proprio no.

  5. non so perché ma anni di muccino e film di moccia mi hanno convinto che l’horror (volontario) non sia un genere avezzo agli italiani.
    spero di essere smentito

  6. alessandro

    Ma che Farenz si mette a fare gli horror?

  7. ratto reietto

    chiniko: è vero che ultimamente facciamo cagare, ma non si può dire che non abbiamo una bella tradizione…

  8. joe r. lonsdale

    no il problema è che ci sputiamo addosso l’un l’altro ancor prima di aver visto il film…
    poi si procede con critiche assurde sulla luce o sui costumi, quando si lodano vaccatissime estere che se fossero italiane neanche ci inculeremmo…

  9. Devo proprio essere io a rovinare la festa? Qua sul lato della produzione sembra che ci siamo, Red Camera, carrelli, dolly, bella fotografia ma come cazzo recitano dai! “Sto avendo un contatto” cazzo son dei cagnacci maledetti e anche sul piano della sceneggiatura pare tutto visto e rivisto, se cercate dei video di fantasmi sul tubo c’è già tutto quello che si vede nel trailer… Appunto perchè abbiamo una tradizione della madonna roba così mi da noia. Poi oh, il trailer è finito pure su Twitch, magari sbancano, buon per loro ma sta roba non mi attira per niente.

    Se devo puntare su un cavallo italiano punto su questo piuttosto http://www.youtube.com/watch?v=wrq2F2d_010

  10. ‘Sta cosa dei cagnacci maledetti pero’ e’ perche’ qua i film Made in USA ci arrivano doppiati, e anche se li guardiamo in inglese non sappiamo riconoscere, mentre una parlata nostrana anche vagamente innaturale ci balza all’orecchio immediatamente e ci rovina tutta l’atmosfera. E’ uno dei problemi piu’ grossi per cui fatichiamo ad accettare film di genere fatti in casa? Si’. E non ci possiamo fare gran che’, se non farli interpretare tutti a, che so, Pannofino e Accolla.

  11. Beh direi che se uno ha un minimo d’occhio e d’orecchio se ne accorge anche con un film straniero quando gli attori recitano come il porco… Il problema dei film fatti in casa sorge quando le ambizioni sono sproporzionate rispetto ai mezzi, per dire Shadow da questo punto di vista era ben calibrato anche se ben lungi dall’essere la scintilla che avrebbe dato nuova vita al genere qui in italia, roba tipo In The Market si vede lontano km che è una poverata… Poi oh, magari tra i 5 episodi di questo Fantasmi qualcosa di cazzuto salta fuori, certo la tipa di Albakiara non è un buon auspicio…

  12. La questione e’ che se l’italiano e’ innaturale te ne accorgi anche se non hai orecchio e non stai attento, perche’ ce l’hai nel sangue e involontariamente cogli dettagli che altrimenti non coglieresti mai. Certe inflessioni ti comunicano molto piu’ di quello che vorrebbero comunicarti. Shadow usava attori stranieri ed era doppiato, e la risolveva cosi’. Idem tanta nostra bella roba del passato.

  13. alessandro

    Si ma porca troia, che ti metti a fare l’attore se non sai recitare? Che ti prendono per recitare a fare? Cazzo lo sanno anche i sassi che la voce conta quanto la “gestualità”. Significa forse che gli attori che sono capaci a recitare con la voce, o semplicemente a immedesimarsi fino in fondo, sono così rari da trovare?! Ma per favore!

  14. @alessandro: davvero ti stupiresti davanti a concetti quali “voglio fare cinema anche se non mi accorgo di non avere talento perche’ e’ fighissimo” e “quando non ci sono i soldi si fa quel che si puo'”?

  15. joe r. lonsdale

    io ho visto solo un episodio: quello mi sembrava recitato bene.
    Se poi vi aspettate cose “alla poltergeist” scordatevelo; nell’episodio in questione con poco, e dico MOLTO poco si riusciva a ottenere suspence e e c’era anche un certo ritmo, ben lontano dalle lungaggini italiche.
    Se mai qui c’è un altro problema: si fanno lavorare solo persone amiche di o raccomandate da… si crea una sorta di lobby e quindi lo standard alla fine è sempre basso ma al “popolino” piace. Basti vedere che cagate tirano fuori nel mondo dei fumetti e come le incensano sui vari siti…
    Siamo sempre lì…

  16. E’ chiaro che attori di un certo livello costano parecchio, è proprio questo che intendo dicendo che è inutile buttar lì dolly a pioggia e girare con la Red, tanto non sei nè Soderbergh nè Fincher, è inutile che la confezione sia da sbrodolarsi poi quando gli attori aprono bocca vuoi piangere, spendi di meno nel comparto tecnico e usa attori decenti perdio! In italia soffriamo della malattia per la quale comprarsi la tenuta da perfetto sportivo per correre la domenica al parco equivale a diventare un campione, beh direi che non è così.

  17. @ratto
    assolutamente no, nel nostro passato ci sono autentiche perle, ma ora si tende molto di più a copiare i cineasti americani da blockbuster, col risultato di essere (a causa dell’ovvia minoranze di risorse) ridicoli.

  18. ratto reietto

    Chiniko: boh il discorso di copiare non saprei, non ci vogliono poi sti gran effetti speciali per fare una storia di fantasmi; e poi storicamente anche i migliori si fingevano “ammerigani” (you know, Bob Robertson…)

    Hap Collins: Che chicca

  19. Quoto Collins (però Fincher va di Viper e non di Red, vecchio mio) e al contempo il Cobrets.
    Cionondimeno io credo, umilmente, che il problema italico sia fare il verso agli USA con vocette italiche. Le vocette italiche si possono evitare, anche senza doppiaggio, andando a spingere gli attori (quando ci sono) oltre il banale vociame da TG.
    Si può fare, amigos. È dimostrato.
    Dunque il problema è non capire l’italico paese. Essere fuori dal posto in cui si vive (essere cioè negli USA e non in Italy). Basterebbe, insomma, rappresentare l’Italica nazione e non l’estero. Eppure, nessuno ci riesce.
    Ci sarò un motivo per cui conosciamo meglio la storia patria degli Usa e poco o niente di quella italica ?

  20. @Piotta: ehm, sono quasi sicuro che The Social Network sia girato con la Red One, (la parte della regata sicuro come l’oro ma credo pure il resto) cmq era per dire di gente che gira con mdp digitali coi controcazzi :)
    Per il resto sottoscrivo tutto quel che dici, anche se pure nei ’60/70 i nostri alfieri inizialmente scopiazzavano gli usa (poi si scopiazzavano tra loro), alla fine però sarà stata la carenza di mezzi che li doveva far ingegnare a spremere tutto lo spremibile ma han cagato le perle che ben conosciamo.

  21. basterebbe farli doppiare…il 99% del cinema italiano da fastidio proprio per gli accenti,
    l’accento se il film e’ fortemente localizzato ci sta alla grande, ma se vuoi fare un film “universale” la cadenza di roma o di napoli o fiorentina sputtana tutto…

  22. Collins hai raggione, è una Red. Io mi riferivo a ciò che precede il film in sala adesso. Per il resto: sì che scopiazzavano, ci mancherebbe. Però fino agli anni 70 il cinema era ancora e sempre una forte attrazione: andava bene qualsiasi film. C’era curiosità incondizionata da parte del pubblico. Adesso con TV Xbox e Internet un film non attrae e non stupisce altrettanto facilmente. Già negli anni 60 qualcuno aveva capito l’antifona e diceva che il cinema era un’invenzione senza futuro.
    Per questo, dico, oggi non ci possiamo permettere di fare film per un pubblico di sballati anni 70. Ci vuole molta più inventiva e capacità di cogliere il presente. E proporre agli attori di oggi il doppiaggio (cioè dire loro che hanno voci di merda) significa prendere calci nel gerbillo. Se non mazzate.
    Augh.

  23. Dipende dalle mire economiche che si hanno. Se si vuole una minima speranza di ricavare qualche centesimo, secondo me l’unica e’ girare in inglese investendo in traduttori che facciano dialoghi in vero inglese, vendere fuori, e per il mercato locale (l’unico dove essere italiani e’ un malus invece di un bonus) tornare a firmarsi Anthony M. Dawson e vaffanculo e prima o poi impareremo “cazzo”.

  24. @Nanni Cobretti quoto ogni singola lettera E B Clucher l’aveva capita dai tempi Bud e Terence e chi cazzo siamo noi per contestare Bud e Terence!!

  25. Ma sai che non sono mica tanto convinto di ciò ? Ad esempio il tizio che fece “La capagira” fece tutto in dialetto stretto stretto. Il film, dopo qualche anno di proiezioni solo locali, sempre tutto esaurito, se lo comprò la Lucky Red per 2 miliardi. Ma è un caso limite.
    Invece, per l’horror, stando solo in Italy, ci sono storie internazionali: streghe, esorcismi, boschi, indemoniati, magie nere, maghi, un passato pieno di misticismo, e soprattuto tanti tanti segreti. Basterebbe occuparsi di tutto ciò in chiave italica (paeselli di montagna o di mare, ad esempio), chè tanto si sa che è robba esotica, che si vende bene in mezzo mondo, specie Usa (lo sanno i Weinstein) e girare in maniera appena decente. Poi export in lingua inglese.

  26. ratto reietto

    mitico “lacapagira”!!
    Visto per caso in uno sky d’annata, successivamente registrato e diventato culto di serate nebbiose in cumpa. (CARROARMATO!)

    Approposito di ambientazioni italiche, qualcuno ha visto “Road to L.”??
    Ne lessi gran bene…

  27. io ho ROAD TO L e’ fantastico, ho avuto anche il piacere di “conoscere” se pur in via epistolare federico greco uno dei 2 registi, il film l’ho visto al TOHORROR FILM FESTIVAL di 2 anni fa come ospite film fantastico!! girato in inglese, una sorta di blair withc project nostrano ma con i controcoglioni, mescolando lovecraft e leggende del po io l’ho trovato fantastico, lo passano ancora per festival io l’ho acquistato su rarovideo, e’ un cult non solo in italia …consigliatissimo!!

  28. Aldila’ che credo che La Capagira a tutt’oggi lo riguardino solo a Bari o poco ci manca, dipende sempre dalle mire economiche. Quali sono gli ultimi veri successi horror in lingua non inglese? [REC] e Il labirinto del fauno? Meta’ del merito e’ sicuramente per idea/talento/esecuzione, ma l’altra meta’ e’ dovuta al fatto che la storia fosse universalmente comprensibile, e che per appassionarti non fosse necessario capire ne’ essere anche solo vagamente interessati alla cultura spagnola. Altrimenti fai Gomorra o City of God, ma e’ un altro genere di film.

  29. Potrei risponderti che tanti film di cui si parla nel presente sito hanno, a distanza di anni dalla loro uscita, un altrettanto ristretto fansblub. Ma pensiamo a tutti quegli horror dei nippi che hanno avuto megasuccesso e sono stati rifatti in inglese. Erano spaventosi e forse anche ben fatti, ma erano anche molto molto nippi. Con facce molto nippe.
    Oggi darsi il nome mmeregano renderebbe ridicolo chiunque. Così come doppiare gli attori. La produzione internazionale in inglese richiederebbe dinamiche troppo dispersive per un esordiente o per un low budget.
    La soluzione è la Bulgaria. Non è una battuta. E Dragomira non c’entra.
    Però se le idee mancano non è perché manca l’inglese, ma perché manca la consapevolezza del luogo in cui viviamo. Ormai siamo tutti mmeregani.

  30. alessandro

    Chiariamo: il dialetto NO. La cadenza ci sta. In una scena in cui due vecchi giocano a carte il dialetto lo posso accettare. In una scena in cui un ragazzo va dal gelataio e gli ordina coppetta da tre gusti limone pistacchio nocciola in dialetto mi si rivolta lo stomaco. Sarò io…
    Poi, quello che conta, è il casting. Ti costringe qualcuno a scegliere uno che ti fa un provino in dialetto, si mangia le parole, boffonchia, ecc.? Cazzo, spero proprio di no, saremmo veramente alla frutta.

  31. Harry, dipende sempre se stiamo parlando di un film bellissimo che voglio mettere nella mia videoteca personale (e allora ben venga un horror sui miei vicini che parlano 90 minuti in dialetto modenese e vengono torturati a morte) o di un film che abbia un risonante successo che Rilanci La Scena Horror Italiana ecc…

  32. @aless
    Però guarda che anche in inglese ci sono dialetti e accenti vari. Io non sono un intenditore ma riconosco quando parla l’uomo del sud o quello del nord. E anche la parlata del brother. Poi ogni volta che sento i miei eroi in originale mi viene un travaso di bile, perché spesso parlano sottovoce e hanno una voce brutta (Sly) da nascondere.
    In Italy il discorso cambia perché ci sono molti più dialetti e anche per una nostra cultura audio Zio Sam oriented. Ad esempio noi tolleriamo volentieri quello siciliano, di dialetto, specie nei cattivi mafiosi. Mentre quello varesotto ci fa solo ridere. I Soprano vanno bene così, ad esempio.
    Pupi Avanzi quando fece la Casa dalla finestre… usò dialetti, anche romagnoli, che dovrebbero far sorridere. Ma alla fine veniva la cosiddetta caga. Quindi come disse un tipo: se pò fa.

  33. @Co.Brett
    Non so se c’è bisogno di un film che appartenga a una delle due categorie in questione, e nemmeno se una escluda l’altra, ma di sicuro molti partono dal presupposto della prima mentre non so quanti possano razionalmente partire dal postulato della seconda.
    La certezza matematica è che Albanesi non è in contatto con nessuna delle due. E anzi penso che sia un palo in culo a qualsiasi cosa buona in entrambi i sensi.

    p.s.
    Modena, eh ? :)

  34. @harry: mah, in realta’ un po’ c’e’ bisogno. Se si parla della prima categoria c’e’ gente che e’ gia’ contentissima di Il bosco fuori e per loro l’argomento e’ gia’ bello che finito. E io di quell’argomento non me ne faccio nulla, perche’ invece a me non e’ piaciuto per nulla. Parlare della seconda categoria invece significa parlare di film che facciano in modo che i produttori italiani si convincano a cacciare soldi per produrne altri dello stesso genere, potenzialmente aumentare i budget, potenzialmente ritornare ai ritmi degli anni d’oro, ecc… sono categorie che si intersecano, ma che richiedono due tipi di ragionamenti diversi. E quindi se sono d’accordo o meno dipende da quale delle due si sta parlando.

  35. Secondo me la questione non è il dialetto o l’accento, ben vengano entrambe se in bocca ad attori capaci di performance credibili, se uno ha una dizione orrenda e recita come un cane morto è chiaro che puoi spendere millemila euro ma il film sarà una porcata. E poi secondo me non c’è nemmeno bisogno di produzioni della madonna, il fatto è che mancano proprio le idee coi controcazzi (e scrivila te una sceneggiatura invece di trastullarti sull’internet e rompere tanto le palle, mi risponderei, ma sono stanco e non c’ho voglia) e poi in ogni caso di soldi per film di genere qui da noi non ce ne sono, è un cane che si morde la coda.

  36. altrimenti ci mettiamo a far collette come questi regaz
    http://www.ironsky.net/
    http://www.pioneerone.tv/

  37. sassy

    anche a me mi sembra un buon prodotto calcolando che è basso costo e on ci sono attori affermatissimi ho visto l trailer mi piace la scena dei bimbi bulletti specialmente i 2 gemelli che parlano del figlio del diavolo e sembrano abbastanza portati nella parte bravi era ora un film italiano e bravi ai 5 registi esordienti

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