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Metaforoni for dummies: Let Me In

let me inBrutta fazenda i remake. “Che senso hanno i remake identici a breve distanza dagli originali” è lassù con “Qual è il nostro scopo nella vita” e “Come si usano le tre conchigliette” fra le domande sulle quali non vale nemmeno la pena perdere tempo a ragionare. Ed è sempre un macello recensirli, perché non sai mai fino a che punto tenere conto dell’originale o meno in sede di valutazione.
La sapete la storia di ciò che inizialmente, e per dei buoni motivi, si chiamava Let The Right One In? Ve la racconto? Ok: c’era una volta Oskar, un ragazzino svedese emarginato, forse o forse no per via del suo ridicolo caschetto biondo. Il mocciosetto fa amicizia con Eli, una ragazzetta sospettosamente androgina, che altrettanto sospettosamente ripete di continuo “E se non fossi una ragazza?”, e gira a gambe nude in mezzo alla neve. Quest’ultimo dettaglio subito non l’avevo colto perché qua a Londra succede continuamente, ma si rivela decisivo nel momento in cui si scopre che Eli è una vampiressa. Ma proprio di quelle che uccidono le persone e bruciano col sole. Il bimbo fondamentalmente urla “Figata!” e diventano amicici per sempre, lui le fa compagnia quando il suo coinquilino pedofilo è fuori a caccia e lei gli insegna a menare i bulli con violenza. Era un film bellissimo. E per il suo autore, John Ajvide Lindqvist, era un metaforone sulla scoperta della propria omosessualità.
Questo remake americano – dato in mano a Matt Reeves, sceneggiatore di Trappola sulle montagne rocciose – fa un gran mucchio di cose che ti aspetti da lui: sostituisce il caschetto di lui (Kodi Smit-McPhee) con un taglio decoroso, sostituisce la ragazzetta androgina con una bella bambina dai lunghi capelli biondi, toglie tutte le scene in cui il compagno pedofilo fa la figura del pedofilo trasferendole in contesti meno pedofili, e piazza un CGI che così orribile non lo vedevo dai tempi di Blade 2. Nonostante ciò, la bella bambina dai lunghi capelli biondi (Chloe Moretz) ha anch’essa il coraggio di ripetere di continuo “E se non fossi una ragazza?”: chi sa, tira dei gran bestemmioni.
Poi il film fa anche qualcosa che non t’aspetti: invece che modernizzare e arruffianare, tenta di scimmiottare il ritmo lento e atmosferico dell’originale. Dev’essere questo che ha tratto in inganno quelli che ne hanno parlato bene. Sì: Matt Reeves ci crede un casino, e tenta di rimanere fedele alla sorgente. Si vede che ci crede un casino, perché ordina a tutti gli attori di fare un’espressione costantemente mesta, e soprattutto di contare fino a cinque tra una frase e l’altra. È una cosa che non t’aspetti da un horror americano moderno, per cui magari qualcuno può impressionarsi. Solo che la differenza tra uno che padroneggia certi toni (Tomas Alfredson) e uno che invece li improvvisa (Matt Reeves) si vede tutta. Poi a un certo punto, dopo aver programmaticamente smorzato tutto il resto, il Reeves ha un sussulto d’orgoglio e dice “vaffanculo, una scena ambigua ce la metto, beccatevi Richard Jenkins che accarezza Chloe Moretz e poi si avvicinano la faccia in modo potenzialmente sospetto”, al che ho risposto “no, vaffanculo TU, decidi cosa vuoi fare nella vita, l’ambiguità o gliela togli o gliela lasci, non è che la tiri via tutta e poi di colpo cacci dal nulla un bel pezzettone grossolano e isolato facile facile da tirare via in caso di bisogno, perché mi sento preso per il culo e mi viene solo voglia di schiacciarti come uva. Stronzo.”. E alla fine dei conti, pur non essendo particolarmente brutto, vigliacco se infila anche una sola intuizione riuscita che non fosse già nel film di Alfredson, o uno scarto di lato che mescoli un po’ le carte, che fosse anche recuperato dal libro se proprio (non l’ho letto ma mi dicono che è pieno di spunti non sfruttati dalla versione filmica).
Ma se non vi fidate dell’opinione di uno che ha ancora negli occhi l’originale, volete sapere come ha reagito la sala in cui l’ho visto? Ridevano. Ma ridevano forte. Tra gli omicidi che i CGI trasformavano in puro cartoon e il rapporto tra i due bambini fatto di innocenti imbarazzi sessuali gestiti male, dal secondo tempo in poi a giudicare dal pubblico stavo assistendo a Troll 2. E allora dico: certo, sono stati sicuramente troppo severi, e la tentazione di difendere un film tutto sommato insolito può venire. Ma perché perdonare questo Let Me In quando esiste già un altro film che ne tappa tutte le mancanze?

"stiamoabbracciatituttalanottesaràbellissimolostesso"

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DVD-quote:

“Uguale all’originale, ma meno interessante e fatto peggio”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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25 Commenti

  1. Si fottano loro e i loro remake della fava! Cristo se penso a come vogliono intitolarlo in italiano vomito…

  2. Jo

    ..una bestemmia di film, SOPRATUTTO rispetto a quanto era bello l’originale…

  3. joe r. lonsdale

    mi ha fatto cagare anche l’originale.
    passo…

  4. odderflip

    @Jo: RIVEDILO! Non fosse altro che per la scena della piscina che riesce a rifare senza ci se ne renda conto, solo cambiando il punto di vista, una scena irripetibile come quella di apertura dello Squalo!

  5. o uno scarto di lato che mescoli un po’ le carte, che fosse anche recuperato dal libro se proprio (non l’ho letto ma mi dicono che è pieno di spunti non sfruttati dalla versione filmica).

    sì, il libro è molto più “ricco” del film svedese. Però se mi dici che già le ultime tracce di pedofilia di Hakan (aspetto che nel romanzo era MOLTO più esplicito anche rispetto al film svedese) nel remake sono state cancellate, beh… meglio così, va’, visto che le scene rimaste nel libro sono ancora più distubanti e gore di quelle effettivamente finite nella pellicola di Alfredson (penso alle origini di Eli e alla sequenza della vera morte di Hakan). Meh.

  6. ANGOLO SPOILER SU HAKAN!

    Quello che da’ fastidio e’ che da una parte Reeves rimuove del tutto le sfumature pedofile dipingendo un normale rapporto pseudo padre-figlia, e dall’altra infila quella scena che ho descritto nel post, una sola, in cui lui e Eli (che qui si chiama Abby) si scambiano tenerezze soft ma platealmente ambigue. Lo fanno davvero una volta sola, a meta’ film. E’ come se volesse dire “ok, mettiamocela, poi se qualcuno protesta e’ una scena sola e si tira via facile senza contraddire il resto”, e a quel punto diventa completamente insensata/gratuita.
    Poi per dire, confrontando anche solo la location della morte:
    Alfredson: spogliatoio della palestra
    Reeves: stazione di servizio :P

    FINE ANGOLO SPOILER SU HAKAN!

  7. Nicola

    Mi intrometto nell’angolo spoiler per una domanda:
    Io ho sempre pensato che la (lo metto in modo generico dato che m’avete sconfusionato le idee) “figura adulta” al fianco di Eli non fosse altro che uno dei tanti amanti (destino che poi toccherà ad Oskar) che s’era fatta durante i suoi anni da eterna pre-adolescente e non una figura paterna.
    Ho sempre pensato una stronzata quindi?

    No il libro non l’ho letto e ho visto solo il film svedese.

  8. (Rispondo a Nicola – SPOILER!)

    Ma infatti non è una figura paterna. Forse nel film è un tantino più sfumato (l’ho visto solo una volta e non me lo ricordo bene), ma il rapporto tra Eli e Hakan è di mutuo scambio. Lui le procura il cibo e lei gli concede qualche effusione, col vantaggio che rimane per sempre una bambina (o meglio un transgender) per sempre, senza mai crescere. E’ che ovviamente loro si presentavano come padre e figlia nei posti in cui andavano a vivere. Ma finiva lì.

    Quanto a Oskar… se la loro relazione evolverà nella stessa direzione utilitaristica è difficile da dire, è un po’ un’incognita lasciata lì ad aleggiare sul finale. Sarò un’inguaribile romantica ma io dico di no – è un’altra cosa che risulta un po’ meno ambigua nel libro, dove SPOILER NELLO SPOILER Eli, per quello che ne sappiamo, si è sempre servita di persone che a loro volta la volevano sfruttare perché è così che è “nata”, mentre con Oskar sembra trovare un rapporto più sincero, paritario.

  9. Confermo tutto, tranne che Hakan (che non ricordo come si chiama in americano) viene trattato tranquillamente come padre, o “maggiordomo”, tranne in quell’unica scena che dicevo. In quello svedese invece era piu’ chiaro che Hakan le bazzicava attorno perche’ era un pervertitone.

  10. Nicola

    Ma io nel film svedese ho sempre trovato che Hakan fosse più che altro soggiogato da una sorta d’amore, ormai, “malatamente” platonico nei confronti di Eli. Non saprei neanche se definirla pedo-perversione o semplicemente una frustrante abitudine nell’aver amato per anni, crescendoci accanto sin da giovane età suppongo, un’eterna ragazzina.

    Nel seguire una persona come Eli suppongo sia implicita una vita di sacrifici che ti porta alla totale estraneazione dal mondo esterno rendendo la ragazzina il tuo unico sole attorno al quale roteare. Perdi ogni approccio con la realtà e lei finisce per rimanere il tuo unico appiglio.

    Per questo il finale mi lascia intravedere un destino parallelo a quello di Hakan per Oskar.

    Ma ripeto, queste sono le sensazioni e conclusioni che la pellicola m’ha lasciato.

  11. @nicola: boh, personalmente ho trovato l’agguato ai ragazzini negli spogliatoi abbastanza esplicito…

  12. Jo

    @odderflip: a occhio credo di averlo visto con poche ore di scarto rispetto a Nanni, visto l’orario in cui è comparso l’articolo, e ipotizzando che il Cobretti rispetti degli orari vagamente umani di sonno/veglia..
    ..e continua a non piacermi. Sorry, ma l’originale è meglio.
    Sono quasi tentato dal libro a questo punto, ma ho paura di trovarmi tra le mani una sorta di Anne Rice sotto mentite spoglie (diciamo solo che non è il mio genere..)

  13. rae

    mi pare quindi di capire che questo sta all originale come vanilla sky sta ad apri gli occhi.

  14. rae

    ah, io la vedo come Nicola, Oskar è destinato ad essere un futuro Hakan. Nanni, riguardo l’agguato nello spogliatoio, come si spiega allora il precedente assalto al tizio nel bosco? io più che interpretarlo come un indizio delle pulsioni malate di Hakan l ho visto come una errore di sceneggiatura, perchè uno che in tutti quegli anni non si è fatto beccare non si muoverebbe in maniera cosi’ maldestra.

  15. @rae: a me era parso chiaro da come si comporta che invece fosse alla frutta e fosse maldestro perche’ ormai giunto al capolinea. L’ho sempre visto come una specie di suicidio semi-inconscio, confermato dal fatto che come ultimo luogo di caccia, invece che un bosco tranquillo e isolato, cede alle sue debolezze e sceglie un luogo che lo destabilizza sessualmente, che lo riempie di distrazioni e tensioni inutili, e che e’ potenzialmente pieno di testimoni/rinforzi/complicazioni. Come quei film in cui l’assassino non ce la fa piu’ ma non trovando il coraggio di costituirsi si fa beccare praticamente apposta. Sono anche sicuro che c’e’ qualcosa nei dialoghi successivi che lo conferma.

  16. Nicola

    io l’ho sempre pensato più che altro come ad un “colpo” andato male.
    S’era scelto un luogo ormai chiuso e vuoto con un vittima giovane quindi indifesa.

    Però effetivamente è una scena un po’ ambigua.

  17. quoto Nicola. Hakan è un succubo come lo sarà Oskar. Probabilmente anche lui è con Eli da quando era bambino. Non parlerei proprio di pedofilia in questo caso… E secondo me, almeno nel film svedese, anche il lato più propriamente ricchione (il padre di Oskar con il compagno) non è trattato proprio bene segno che non è lì che si voleva andare a parare. Anche perchè Eli il pistulino non ce l’ha, è un essere asessuato, un angelo decaduto.
    Diciamo che si potrebbe interpretare in modo ancora più ampio come amore al di là delle convenzioni.

  18. Non confermo perche’ non l’ho letto, ma in conferenza stampa l’autore disse che Eli nel libro il pistolino ce l’ha.

  19. Nicola

    si, nel libro il pistolino quanto pare lo ha… gli fu zappato via da un tizio che amava bere sangue direttamente da el pube!

    almeno cosi m’han detto… che poi quella scena proprio l’avrei zappata via perché è totalmente inutile e svia soltato lo spettatore senza la storia di backgroud.

  20. rae

    la storia dell evirazione mi ha fatto incazzare perchè nel film è assolutamente incomprensibile se non hai letto il libro. @Nanni: potresti avere ragione te, ma rimango dell’idea che il tutto è un po’ maldestro e poco chiaro. Forse che gli autori dell’originale non avevano bene le idee chiare eh (vedi anche la storia del pene mozzato, buttata li e manco sviluppata)

  21. Past & Fasul

    allora…premetto che non è uno di quei remake per cui augureresti una sciagura nucleare agli yankee…questa ha la fotografia più cool e le scene clou più spettacolarizzate ma è totalmente freddo…un pò per le musiche semplicemente anonime e un pò perchè hit girl sarà brava ma la ragazzina del film originale non si frega…poi non ho apprezzato che il fatto che la sottotrama pedofila sia stata castrata con la scena della foto d’epoca e che anche la sequenze dei genitali mancanti abbia seguito la stessa sorta,così da banalizzare il tutto…però il personaggio dell’aiutante è meglio tratteggiato.

  22. La scena clou della piscina del remake fa pena,girata al buio ma non si può!Che merda!E poi x tutto il film ho visto Hit Girl…remake INUTILE

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