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Mocciosette di menare: Lure – Teen Fight Club

teen fight clubUn gentile commentatore qualche giorno fa, in risposta al trailer di Hanna, si chiedeva con educazione se la “pedoviolenza” fosse il nuovo trend di Hollywood. E allora mi sono di colpo ricordato di questa cosetta di cui avevo letto una news qualche blog-decennio fa (febbraio scorso, tipo). A suo tempo l’avevo bocciata con un “ma figurati”, poi mi son detto “va là, indaghiamo”.
Vista la premessa, viene da chiedersi com’è che non ci hanno pensato prima i giapponesi. Immaginate una specie di Hostel, dove invece che rapire turisti per torturarli rapiscono cheerleader viziate per costringerle a fare a pizze in faccia tra di loro su un ring. Non ha molto senso, ma se non i giappo, almeno il Jack Hill degli anni d’oro avrebbe potuto ricavarne una potenziale chicca. Il problema è che, di tutte le strade che si potevano scegliere, si prende la più imprevedibilmente moscia e vigliacca: quella del tv-movie che getta il sasso e ritira la mano. Niente pulp, niente exploitation, niente softcore, niente filosofie nichiliste: in una contromossa talmente radicale da far pensare che soggetto e sceneggiatura provengano da due persone che la pensano all’opposto, Lure parte con calma esagerata e si configura in un thriller che spende 40 minuti in compagnia di quattro oche stereotipate, altri 20 a mettere in scena un rapimento standard inframezzato da scene in cui un poliziotto cerca le ragazze scomparse alla festa sbagliata, 5 minuti 5 di pseudo-combattimenti e i restanti 15 alla fuga finale. Per far capire quanto offra il thriller in sè, già dalla prima scena impariamo che i rapitori sono talmente scaltri e ingegnosi da rapire le ragazze più popolari dalla stessa scuola: questo permette di introdurre la nostra protagonista, una superpoliziotta in incognito che si fa amiche le quattro oche di cui sopra e – avete già indovinato? – i 5 minuti 5 di pseudo-combattimenti sono lei contro la lobotomizzata campionessa in carica, ed entrambe sono teen quanto me. No, ok: sono tre minuti di kung fu tra teenager di 32 anni, più due minuti di farsa in cui le mandano contro una delle quattro oche e lei per non farle male finge di tagliarle la gola e invece le fa la presa vulcaniana per addormentarla.
E volete sapere l’incredibile realtà? Il soggetto è opera del regista (Bill McAdams Jr.) e la sceneggiatura è opera dell’attrice protagonista (Jessica Sonneborn). Che immagino a questo punto essere morosi/sposati. Quindi lo scenario sarà stato più o meno questo:

Bill: «Cara, mi è venuta un’idea che mi fa arrapare tantissimo! Senti qua: è una cosa perversissima tipo Hostel, però i cattivi invece che torturare turisti (in Trentino trotterellando) rapiscono cheerleaders minorenni e le costringono a prendersi a sculacciate su un ring.»
Jessica: «Ma sei un maiale! Mi fai schifo. Dammi qua che ti dico io come va la storia. La premessa va bene. Ma la protagonista sono IO, una superpoliziotta che si infiltra per salvare le povere ragazzine inconsapevoli. Per metà film mi faccio i codini ai lati per dimostrare la metà dei miei anni. Poi insceniamo il dramma del rapimento. Poi entro nel ring e faccio il culo a una tipa cazzutissima, tipo uno yeti con le tette.»
B: «Ma…»
J: «Sta zitto! La stendo con una sforbiciata volante che l’ho imparata ieri sera guardando 007 con Pierce Brosnan. Sta a vedere: HAAA!!!» [le parte una ciabatta che frantuma il quadretto con la foto delle vacanze in Bolivia]
B: «Eh…»
J: «O così o nulla. Porco schifoso.»
B: «…ok, come vuoi tu.»
J: «Bene. Dai… dai non fare quella faccia lì. Dai… facciamo che mostro le tette due volte senza motivo. Dai, fammi un sorriso. Stanotte mi vesto da centravanti del Los Angeles Galaxy.»
B: «Ok…»
J: «Bravo. E ora va a lavare i piatti, patetico pervertito senza cazzo.»
B: «Eh?»
J: «Ti amo. Vai.»

Finché ci siamo vado di spoiler? Ok.
Il cattivissimo capo dell’organizzazione? È un professore della scuola. La sua motivazione? Guadagna più così che a fare il prof. La filosofia dietro la scelta specifica dei combattimenti clandestini fra cheerleader piuttosto che, non so, normali tornei fra volontari disperati alla Lionheart, o una meno settoriale tratta delle bianche, o il girare una serie di porno casalinghi? L’argomento non viene toccato. Insomma: a conti fatti, se tagliate i 5 minuti sul ring e li sostituite con una session di lap dance, una gang bang, o un torneo underground di La prova del cuoco, per salvaguardare il senso del film non dovrete cambiare neanche mezza riga di dialogo. Giuro. Non mi sentivo così truffato dagli anni ’50, dove almeno i monster movie senza mostro avevano la scusa del budget, e avevano la decenza di essere davvero incentrati sul mostro.
Per cui qualcuno si starà chiedendo: perché ve ne parlo lo stesso? Aldilà dell’ovvio fattore del “bisogna far fruttare questa ora e venti malamente spesa che se potessi tornare indietro non cederei neanche al più umile degli stagisti”, e aldilà del fatto che dal punto di vista strettamente tecnico si tratta nonostante tutto di un prodotto più professionale di quanto sembra, trovo che sia importante ricordarvi come ogni tanto i progetti che trovano compimento e una (seppur misera) distribuzione in dvd possano avere molto meno senso di esistere di quanto credevate fosse possibile.
In ogni caso, qualcuno avverta i giapponesi.
E qualcun altro telefoni a Bill per consolarlo.

teen fight club

Ok, questa idea gliela concedo

DVD-quote:

“NON È VERO”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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13 Commenti

  1. Il_Presidente

    Ma a che serve?

  2. Past and Fasul

    ma non perdete tempo a recensì sta roba…

  3. Ma avete ragionissima. Potessi vedere certi film prima di vederli non li vedrei.

  4. Il_Presidente

    No dico, sono fondamentalmente figlio di un ingegnere…quindi mi è rimasta la curiosità di capire il meccanismo delle cose…

    Penso ci sia sempre una ragione, anche per la merda sciolta…mi piace pensare che certe cose le producano per sgravi fiscali, che so…per prendersi degli incentivi governativi…per noia…dai che cazzo ne so ditemi qualcosa!!! :( :( :(

  5. Quando soggetto e sceneggiatura sono scritti a quattro mani da regista e attrice protagonista credo sia tutto quello che c’e’ da sapere… piu’ ci penso piu’ lo scenario che ho descritto sopra mi sembra l’opzione piu’ realistica.

  6. Past and Fasul

    io sono più romantico…penso che il regista abbia messo in piedi il film solo per farsi l’attrice protagonista quando l’invitava a casa per ri-scrivere la sceneggiautura…

  7. Simo

    “Quando soggetto e sceneggiatura sono scritti a quattro mani da regista e attrice protagonista credo sia tutto quello che c’e’ da sapere… ”

    coffcoffkillbillcoffcoff

  8. In Kill Bill quello che c’era da sapere era “Quentin Tarantino”…

  9. (e mi sono fermato in tempo prima che mi scappasse scritto “e Quentin Tarantino non si fa mettere i piedi in faccia da nessuno”… uff)

  10. jackson lo squartatore

    ehi ma inizio a leggere e vedo subito che si parla di me… Nanni mi spiace riportarti alla memoria ricordi tanto bbbrutti

    @ Past and Fasul: mi associo alla tua ipotesi

  11. Io non trovo affatto una perdita di tempo questa rece. Anzi, trovo sia coerente con tutto il resto del sito. E del resto leggo il sito perché qui si sceglie di parlare esclusivamente di film di questo livello. Forse l’unica pecca, in questo caso, è che la rece è un pò svogliata, insomma avrei preferito qualcosa di più dettagliato, come nel caso delle altre rece in grado sostituire pienamente la visone del film, sopravanzando il film stesso.
    In particolare, grazie per aver scritto : “torturare turisti (in Trentino trotterellando)”.

    :)

  12. Slum King

    cmq i jappi c’erano arrivati prima, più onestamente e interattivi

    http://www.classic-pc-games.com/pc/adult/ring_out.html

  13. Daniele

    Ho pensato al dialogo regista / compagna di regista di questo post quando ho visto i titoli di coda di SuckerPunch.

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