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La memoria del pesce rosso: “Freeway” (Matthew Bright, 1996)

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.
In questa rubrica un redattore dei 400 Calci la madre di famiglia Dolores Point Five prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Questo poster contiene almeno un errore.

Le premesse: Correva l’anno 1996, i Blackstreet cantavano No Diggity e venivano girati molti brutti film. Questo venne lanciato come “Cappuccetto Rosso, però iperviolento e ambientato su un’autostrada!”, e anche come BEH STICAZZI CHE NEGLI U.S.A. NON ESCE IN SALA, QUESTA ROBA E’ TROPPO OLTRE. Io lo vidi quando iniziò a passare sulla TV via cavo italiana, quindi to’, diciamo 1999 per stare larghi. Appurai così che una frase di lancio più veritiera sarebbe stata “Cappuccetto Rosso su un’autostrada (fino a metà, poi non succede più niente)”. Resta quindi infinitamente superiore ai film successivi del regista, come Tiptoes, ma è lo stesso un brutto film.

Diglielo, Reese Witherspoon.

Plot: figlia di madre drogata e zoccola con un patrigno molestatore, Reese Witherspoon scappa di casa; accetta un passaggio da un tipetto azzimato che poi si rivela un matto assassino; lei riesce a fuggire, sfigurandolo, venendo però – SURPRISE – accusata lei di aggressione; finisce in un carcere minorile, scappa pure da lì e incontra di nuovo il matto in uno showdown a casa della nonnina.

Il parere di Dolly aka Dolly lo dice subito: Freeway è il classico cult a tavolino che non mantiene le promesse, nel senso che se siete giovani vi lasciate far su dal FUCK YEAH! (DICONO CHE) QUESTO FILM VA OLTRE!, per un perdonabile eccesso di fiducia nei confronti dei registi che (dicono che) Lo Fanno Per Voi. Un paio di figli più tardi, sarete più abili a distinguere il vero dal falso. Questa almeno è la speranza generale. Dolly deve pensare a Dolly.

Diglielo, Reese Witherspoon.

Dettagli cruciali:

– la madre della protagonista viene arrestata all’inizio del film; lei è interpretata da Amanda Plummer, e questo setta il tono per il film in generale, tutto pieno di famosini o ex famosi acchittati da troie e pappa che fanno ciao ciao alla macchina da presa; pensate al film medio di Gregg Araki, poi abbassatelo di qualche livello;

– per far capire bene che THIS! IS! CAPPUCCETTO ROSSO!, Reese Witherspoon indossa qualcosa di rosso, il lupo cattivo fatto uomo si chiama “Bob Wolverton” e la pallottola che poi lo sfigura fa somigliare la bocca del lupo cattivo a un ghignaccio ferino;

– per conquistarsi la fiducia di Reese Witherspoon, Kiefer Sutherland si finge un uomo mite, le dice di fare lo psicologo e inserisce tutta una serie di giochetti mentali nella loro conversazione, facendole – ad esempio – raccontare le molestie subite dal patrigno (la ricordo come una scena abbastanza disturbante; se fosse stato tutto così, puntini puntini);

– a un certo punto lui le offre il pranzo in una caffetteria e lei rutta;

– quando Kiefer Sutherland rivela se stesso come un matto assassino, mantiene la classica calma da serial killer e dice un po’ di cose a Reese Witherspoon da cui lei evince che lui progetta di farsi il suo cadavere;

– vedendolo poi entrare in tribunale tutto sfigurato, lei dice a voce altissima una cosa tipo “woo-hoo, quanto sei BRUTTO”;

– Brooke Shields (che si vede 5′) interpreta la moglie di Kiefer Sutherland; ella prima crede all’innocenza del marito, poi quando capisce che in realtà lui è davvero un maniaco (non mi ricordo come, ma trova delle prove oppure dei trofei nascosti in casa) si spara un colpo in testa mentre è seduta sul cesso;

– la parte ambientata nel carcere minorile è noiosissima; si segnala però la presenza di una chola interpretata dall’allora ventiduenne Alanna Ubach, quella di Hallo Denise, che sarà stato il trucco ma di anni ne dimostrava quarantacinque spaccati (sorry puta, Dolly called it like she saw it);

– per mezz’ora non succede niente;

– Kiefer Sutherland fa una battuta da cui si può evincere che s’è trombato la nonnina prima o dopo averla uccisa.

Diglielo, Brooke Shields.

Film con cui viene confuso più spesso: Freeway 2 (fiaba + revisionismo + minorenni zozze – sulla fiducia, che non l’ho visto), Octane (ambientazione autostradale, child star in peril), Spun (famosi o ex famosi acchittati da troie e pappa), Delitto + castigo a Suburbia (l’ho visto e non ci trovo tutta questa somiglianza a parte i patrigni molestatori, ma sta scritto nelle recommendations di IMdB).

Segno che è stato visto nel 1999: il futuro premio Oscar Reese Witherspoon era già stata la protagonista di alcuni film per ragazzi, incluso quello dove lei e un fighetta inconcludente che poi grazie a questa avventura diventa uomo attraversano il deserto africano A PIEDI (giuro, esiste, su Telepiù lo davano ogni giorno), ma era anche già stata la protagonista del cult a tavolino e futuro Pesce Rosso S.F.W., e la sua abnegazione nel voler interpretare minorenni zozze si poteva prendere come “il desiderio di uscire dal cliché”, o come un precoce sintomo della sua futura nicolascageizzazione (che non c’è stata). Più di questo, chi lo sa, tesoro. Il brutto è senza tempo. Ah, c’era il classico doppiaggio da direct-to-VHS tutto frontale senza rumori di fondo.

Titolo più fico dato al film sui mercati ispanofoni: Encuentro con el Lobo (Messico), anche se pure Auto-Estrada do Inferno (Portogallo) non era malissimo. Autopista (Colombia) invece significa semplicemente “autostrada”.

Opinione esemplare trovata sul message board di IMDB: “I’m tired of seeing it in the recommendations at the bottom. What’s worse, I got that film and it sucks and it’s a constant reminder of my stupidity.

Vorresti rivederlo? Non se ho voce in capitolo, ma la premessa ci stava tutta, quindi se qualcuno che non è lo stesso regista ne fa un remake sarò in prima fila.

Diglielo, Mark Wahlberg.

DVD-quote suggerita:

“A voi non mancano le TLC? A me credevo di no, invece sì.”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

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19 Commenti

  1. Dolores, se vuoi ti presto la cassetta CrazyVideoCool con alcuni video delle TLC, fra cui l’avanguardistico Waterfalls (con il backstage, mica cazzi).

  2. MA MAGARI.

    Volesse lei anche suggerire un tema per le prossime puntate di questa rubrica, la si ascolta, con giudizio.

  3. Jane Plissken

    Potrei sbagliarmi, ma la foto con Reese e Mark non viene da quell’insulso filmetto che era “Fear”?

    Pensavo di recuperare “Octane” prossimamente, ora mi sto chiedendo se ne vale la pena.

    (le TLC ancora non mi mancano)

  4. ma che posso saperne io, che non ho mai completato la cinematografia di Steven Seagal?

    comunque, visto che il titolo di questa rubrica mi calza abbestia, io direi Swingers, che secondo me la trama precisa-precisa non è mica facile da ricordare, però un Jon Favreau magro (oddio, magro) fa sempre molto amarcord novantino. poi consulto mio fratello, compare di visioni su Telepiù, e magari ritorno con un titolo più cicciuto.

  5. Esatto, “Fear”.

    L’unica persona che conosco ad aver visto “Octane” è l’amico dei 400 Calci Uwe Pòl, ma forse mi sbaglio.

  6. J@ne: FEAR “insulso” è davvero un’affermazione forte. è uno dei più importanti Mommy Thriller del mondo!!!

  7. Past & Fasul

    quanto odio tutti sti filmetti insulsi anni’90 pieni di attori scaduti…

  8. Ma io che all’epoca me l’ero perso e quindi l’ho visto solo il mese scorso fuori contesto: fece in tempo a proporsi come uno dei 180 “nuovi Tarantino” usciti dopo Pulp Fiction o riusci’ in qualche modo a distinguersi?

  9. (Fear fa parte della categoria “quando l’ho visto mi e’ piaciuto poi non ho piu’ avuto il coraggio di riguardarlo”)

  10. Uwe Pòl

    @Dolores: presente, rivoglio il mio tempo.

  11. N@nni: per rinfrescare memorie di PAURA sopite: http://chickenbroccoli.blogspot.com/2011/02/mommy-thriller-week-fear.html

  12. Io “Fear / Paura” non l’ho mai visto, ma oggi ho appreso dell’esistenza di una GIF animata con la testa mozza di un cane. Si va in pari, credo.

  13. mia mamma non si è più ripresa da quella gif… ma chissà se hanno usato un Uolberg vero per il film…

  14. Jane Plissken

    @ C&B

    Comprendo le tue opinioni, però come cattivone travestito da moroso ideale Marky Mark non mi regge il confronto il Christian Slater di “Heathers”.

    Ma il povero William Petersen (per gli amici Grissom) che raccoglie le prove della deflorazione della figliola con sguardo allibito/orripilato, lo ricordo con affetto.

  15. Io ricordo che all’epoca guardando Fear pensai “oi, per essere un rapper bianco recita bene!” (e in piu’ mi innamorai di Reese Witherspoon di un amore eterno durato circa 85 minuti)

  16. oneshot

    la Witherspoon c’ha una scucchia che non si regola.
    ricordo (e agevolo) una gag di family guy a proposito:
    http://www.youtube.com/watch?v=AJo9pUxnKFw
    …solo Jessy Schram (veronica mars) e belpietro le fanno concorrenza.

  17. J@ne. vero, però Patrick Bergin è sempre Patrick Bergin (da me infatti c’è anche un gif dove lui prende a calci Julia Roberts, che sono sempre bei momenti)
    @ 1shot: non a caso con la sua scucchia reese era l’unica che poteva tenere testa (!) a Dirk Diggler

  18. Pau

    Ho dato una scorsa alla filmografia di Matthew Bright su IMDB, si tratta sostanzialmente di un serial killer di fiabe classiche.

  19. Pau, non dimenticare “Tiptoes”, sviscerato con maestria da Luotto Preminger alcuni giorni fa.

    (ci sarebbe anche il TV-movie sui drammatici retroscena di “Arnold”, ma quello per me è come aprire cassetti a caso in un obitorio e poi lamentarsi di non trovarci un temperamatite.)

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