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Speciale S.Valentino: Come tu mi vuoi

In cui si avvicina S.Valentino, e la redazione dei 400 CALCI si chiede: è più forte l’amore o l’orrore? E di conseguenza, invece di parlarvi di film d’orrore che ci fanno innamorare, abbiamo affrontato film d’amore che ci terrorizzano a morte. Leggete a vostro rischio e pericolo.


Da che parte vuoi stare? Non è mica facile, e non è per niente gratis. Il nostro mondo è fatto a strati, forse perfino a caste. Da una parte ci sono gli attori: la loro personalità è definita dall’abito di scena, agiscono secondo un copione, il loro personaggio è già scritto e non prevede reinterpretazioni. Ottengono in cambio riconoscimento sociale e un sacco di figa. Lavorano sugli accenti e aspettano parti migliori. Dall’altra parte ci sono i critici: passano anni a crearsi una visione d’insieme, valutano una cosa per quello che è, sputano veleno dalla penna e non se li fila nessuno. Tendono ad ingrassare ai bordi, godono del loro malessere e rinascono dalle ceneri delle loro eterne rosicate. Naturalmente gli attori sono al centro di tutto, ma la loro esistenza non avrebbe senso privata dell’invidia e/o dell’odio di chi li osserva e li critica.

Io boh, ci ho passato tutti gli anni del liceo a decidere se diventare figo o intelligente. In realtà ho passato gli anni del liceo a decidere se era il caso di diventare intelligente o continuare a provare a diventare un figo. In realtà non ho ancora deciso. La mia mente si espande in modi che mi meraviglio, ma è quasi sempre e solo ascoltando gruppi noise metal e cose simili -epifanie sottovuoto pronte all’uso, teorie preconfezionate a cui ci piace apportare un briciolo di cambiamento per fare piedino al mondo accademico e tenersi alla larga dal mondo mondo. L’horror ci piace perchè si rapporta alla realtà fornendone un ritratto che sarebbe plausibile se il pubblico decoro permettesse alla nostra mente di svagarsi. Va benissimo, ma L’ORRORE è un’altra cosa. Tra le altre cose, probabilmente è lo sguardo di Cristiana Capotondi all’inizio del film. Sta guardando video di ragazze discinte che succhiano budini piegate a novanta gradi su un tavolo. Sembra uno spettacolo da prima serata di Rai Qualcosa. Lei sta cercando di capire cosa succede, perchè ci tengono in scacco, come fanno a farci desiderare di essere così. Chi avrebbe mai detto che nel giro di quattro anni poppe e culo sarebbero diventati un problema politico?

Come molti tra gli horror più fulminanti della storia, Come tu mi vuoi è un’opera prima. Il regista Volfango de Biasi ha il gusto dell’effettaccio e pochissimi scrupoli a mostrarci i dettagli macabri. La sua poetica è una poetica di stomaco, puro e semplice: in fondo non c’è alcuna differenza tra mozzare teste ed elencare nomi di stilisti come Missoni o Richmond. Come tu mi vuoi è un film sulla metamorfosi: una vera e propria tassonomia della mostrificazione, sia fisica che sociale. Per certi versi fornisce un contesto a molti clichè del cinema dell’orrore: qual è il percorso sociale che ha portato una ragazza ad essere la più figa del campus? Qual è il suo retroterra? Dal punto di vista di Volfango de Biasi sembra che i bulli e le strappone uccisi da qualche serial killer mascherato nell’horror craveniano di turno abbiano alle spalle un percorso di inaridimento emotivo così pieno di crudeltà e compromessi da meritare ampiamente di finire trucidati a colpi di motosega. Ironica da questo punto di vista la scelta dei volti nel cast, una galleria di postumani possibili che noi stessi, in prima persona, vorremmo avere il piacere di riempire di ceffoni. Ed è su questa filosofia che si regge Come tu mi vuoi, su un continuo senso di negazione che in qualche modo continua a ribaltare le prospettive all’interno del film. Dentro CTMV ci siamo noi e ci sono loro. Questo è chiaro. Critici e attori. I primi odiano i secondi, i secondi non cagano i primi. Poi però i due protagonisti della storia vengono in contatto e iniziano a ridiscutere la propria appartenenza. Il processo è drammatico. Cristiana Capotondi intraprende un percorso di upgrade delirante, che tocca il suo apice nella scena della vestizione -in una specie di atelier de borgata tenuto da uno psicopatico ossessionato dal vampirismo teen-barocco alla Twilight. Nicolas Vaporidis, spinto dalla frequentazione della Capotondi, inizia a guardare il proprio giro di amici alla moda con gli occhi del critico ed inizia a realizzare di essere il protagonista di Society (e anche qui l’unica scelta possibile è la fuga). A un certo punto non si capisce più chi faccia parte dell’una e dell’altra categoria.

Come tu mi vuoi appartiene alla gloriosa tradizione della teen-comedy con protagonista una ragazza brutta che diventa carina. Il ragazzo figo si caga la ragazza brutta perchè ha fatto una scommessa con certi amici subnormali. La ragazza brutta diventa carina per amore o per dimostrare un punto di vista. Il mio film preferito di questo filone si chiama Kiss Me: non è il mio preferito per ragioni strettamente cinematografiche, a dir la verità non l’ho nemmeno visto per intero. Il punto è che in originale si chiama She’s All That, ed è l’unico film che in italiano è stato chiamato con il nome di una canzone della colonna sonora -pure brutta. Anche Come tu mi vuoi si chiama così per via di una canzone: è un pezzo dei CCCP e viene sparato in una scena interlocutoria a metà film. La selezione musicale, tra l’altro, contribuisce alla spietata ironia dell’insieme: il rip-off di Personal Jesus (Jamelia) come idea di riciclare in versione cheap un’epoca di edonismo ormai perduto; una scena di sesso sulle note di Odiata per le sue virtù (Blonde Redhead); lo stesso declamare eccitato e petulante di Giovanni Lindo Ferretti.

Non prendetelo sotto gamba. La visione del film è dura, ovviamente; non è per difetti oggettivi del film, più che altro perchè non esiste un personaggio del quale sia possibile adottare la prospettiva. Ed è un film estremamente pessimista, nel quale i sani si mischiano con i freak ribaltando le prospettive fino a generare un postumano ibrido che riesca a trionfare su entrambe le categorie sociali in campo. Non c’è compiacimento, se non quello che serve a rincarare la dose. è tutto così incredibilmente gonfiato che a volte viene voglia di urlare, mettere il film in pausa e andare a fare qualcosa di VERO per dieci minuti (che so, metter su una moka di caffè). Una grande lezione di orrore contemporaneo.

DVD-quote:

L’Essi Vivono della nostra epoca.
Wim Diesel, i400calci.com

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21 Commenti

  1. la foto della capotondi con la scritta “stay asleep” è da poster in cameretta

  2. Clark Kentucky Fried Chicken

    Capotondi + Vaporidis…
    la sola lettura dei nomi mi fa riaffacciare il lattino col nesquik bevuto stamani…argh.

  3. a me la capotondi piace, sicuramente molto più della crescentini.

    Team Cristiana.

  4. Il_Presidente

    Wim, vorrei mandare un clone a passare San Valentino con la mia ragazza, così io e te possiamo trascorrelo insime.

    <3 <3 <3

  5. magari chiedo a thornetta diesel se le va di fare san valentino con la tua fidanzata.

  6. in order to save his reputation

    ma che la crescentini mò è finito che faceva la parodia di se stessa?

    se non ricordo male a una certa nel film si fa la conoscenza di un personaggio che lavora per qualche rivista, o cose, e lui stesso dice di occuparsi di una rubrica prima&dopo che regala look vincenti e nuove personalità, così, per divertimento.
    mò, perché la storia non si sviluppa da lì?
    e perché è stata lasciata quella scena allora?

    io la capotondi me la ricordo che faceva la pubblicità del maxibon.
    e ripetutamente la figlia di de sica, mi pare.

  7. Il_Presidente

    No, penso che ricorrere a cloni/animatronics sia l’unica soluzione possibile.

  8. Per ora ho letto solo la DVD-quote e già m’ha ribaltato a terra. Appena arrivo al lavoro leggo tutto, ma per me hai già vinto :)

    Team Cristina (dai tempi del maxi-bon)

  9. Il_Presidente

    Forse sono un po’ ottenebrato ma alla Capotondi associo:
    -parlata romanesca
    -ragazzina che ci crede tantissimo, troppo
    -ragazzina principessina altezzosa di sta minchia
    -ragazzina prima della classe

    decisamente non il mio tipo

  10. Non so chi sia più brava fra la Crescentini e la Capotondi.
    Sicuramente la crescentini lavora di più.
    Perchè ha le tette più grosse, è bionda, e le fa vedere in tutti i film.

  11. Alez

    @il presidente, ci puoi aggiungere anche ragazzina che più cresce più diventa zocc…emh…al passo coi tempi…

  12. Alez

    Dal Maxibon al Maxistecco è un attimo

  13. che palle però.

  14. joe r. lonsdale

    ma è una presa per il culo o davvero hanno girato un film horror con gli attori di Notte prima degli esami?

  15. Il_Presidente

    Beh ma Notte Prima degli Esami non era un horror?

  16. Clark Kentucky Fried Chicken

    Nei 10 minuti visti dal sottoscritto era PALESEMENTE horror notte prima degli esami, dialoghi/espressività da trabocco di bile.

  17. ratto felino

    vabbe’ non c’è storia… la Crescentini è la CAGNA MALEDETTA

  18. Giulio

    Sarò profano, ma Notte prima degli esami mi aveva divertito un sacco.
    Il sequel si faceva invece apprezzare per la grande disponibilità della Crescentini a levarsi la maglietta e restare con le puppe in mostra, il resto l’ho rimosso.
    Tra Capotondi e Crescentini per me non c’è match: Carolina è molto più intrigante.
    Ora vado a rivedermi Martyrs per espiare questo post.
    Scusate.

  19. Giuseppe

    Ma chi sono queste persone che state Nominando?

  20. Jean Pieri

    Carolina Crescentini, Cristiana Capotondi.
    CC, CC.
    Non c’è dubbio, sono la stessa persona.

  21. Jane Plissken

    Stimo molto l’articolo di Wim e lo sforzo grafico, ma l’immagine di “obey” forse non l’ho capita bene…

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