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Vanishing on 7th Street: il misterone del Buio!

Che mistero misterioso!

Che mistero misterioso!

Brad Anderson. Brad Anderson, hai detto? Ah, ma quello che ha fatto L’Uomo Senza Sonno? Pazzesco. Ma pure Session 9! Pazzesco. Certo Transiberian anche no, che c’aveva proprio quell’aria di un film che ti aspetti in continuazione che accada qualcosa di figo, e invece poi non succede nulla e ti ritrovi anni dopo a guardare la filmografia di Brad Anderson e chiederti: “Ma l’ho visto Transiberian?”. Poi ti cade l’occhio e vedi che ha fatto anche un episodio di Fear Itself. Tra l’altro uno dei più merda in assoluto, Spooked, quello con Eric Roberts e i graffiti sui muri con su scritto Dead People! E poi compare questo Vanishing on 7th Street. Tra l’altro mi ricordo benissimo che se ne parlava nell’internet un po’ di tempo fa, durante la lavorazione, ma non mi ricordo per quale motivo. Forse la notizia era che il film era in lavorazione e lo faceva proprio Brad Anderson. Chi? Brad Anderson, quello de L’Uomo Senza Sonno. Pazzesco.

Brad Anderson mi comunica carisma e sintomatico mistero.

Brad Anderson mi comunica carisma e sintomatico mistero.

Tagliamo la testa al toro. Com’è Vanishing on 7th Street? Ve lo dico io com’è. Fa Cagare. Ma proprio tanto. Non vi fate ingannare da quelli che poi vi diranno: “No, ma c’è questa tensione palpabile. No, ma poi nasconde moltissime chiavi di lettura”. Il cazzo. Vanishing on 7th Street è un brutto film. Che racconta questa avvincente storia: a un certo punto succede che tutto si spegne, una specie di blackout mondiale. Le tenebre prendono il sopravvento e si mangiano la gente. Eggià. Tu sei lì che ti fai i fatti tuoi e – pim – va via la luce e le tenebre ti inghiottono. A terra rimangono solo i tuoi vestiti e tu chissà dove sei finito. Nelle tenebre, presumo. Ma lo presumo io, perché in realtà non si sa. Magari sei finito nello spazio profondo. Magari a Vergate sul Membro. Tutto questo accade nella bellissima città di Detroit. Aspettate, allungo un po’ inutilmente la recensione: una volta ho conosciuto un ragazzo di Detroit e gli ho detto: “Madonna mia, ma te sei fortunatissimo che abiti a Detroit! Blow Up mi dice da ANNI che c’è la scena house techno più forte del pianeta! Chissà come balli tu a Detroit!”. E lui invece mi ha detto che Detroit fa schifissimo, che non c’è un cazzo, che lui manco era a conoscenza della scena house techno di Detroit di cui parla Blow Up da anni, che non ci sono locali, ci sono solo le fabbriche e per quello lui era andato a vivere in Russia. Adesso fa l’interprete a Mosca ed è moderatamente felice e decisamente grasso. Ma questo non è importante..

La periferia di Detroit, misteriosamente priva di ballerini!

La periferia di Detroit, misteriosamente priva di ballerini!

Siamo a Detroit, va via la luce e spariscono praticamente tutti. Si salvano solo quelli che nel momento del blackout totale erano vicini a una fonte di luce. Per esempio si salva John Leguizamo, che fa il proiezionista al cinema e indossa una di quelle pile da scalatori, quelle con fascette da tennista munita di lampadina in fronte. Lui fa il proiezionista al cinema, perché Brad Anderson ci tiene a sottolineare che il cinema nasce dalla luce. Lo vedi al buio, ma nasce dalla luce. E questo è un film che ti va vedere il buio. Il Buio attraverso la Luce. E poi il film prima di Brad Anderson, Transiberian, era tutto bianco perché era ambientato sulla neve. Questo è tutto nero perché è ambientato nel buio! Vi rendete conto? Che belle queste letture che Brad Anderson inserisce nel suo ultimo film. Va anche detto che prima che le luci si spengano, John Leguizamo sta proiettando un film di Adam Sandler. Tra l’altro non si capisce per quale motivo, quando è inquadrato il pubblico della sala, non si sentono dei dialoghi di un film con Adam Sandler, ma una musichina tipo comiche del muto. Ma questo non è importante. Poi John Leguizamo va a prendere un bicchiere da 5 litri di Coca Cola dalla barista del cinema, da cui ne vuole a tronchi, e le dice che il film di Adam Sandler è scontato e che non fa ridere. Mentre va detto che Vanishing on 7th Street è scontatissimo, ma in compenso ogni tanto fa molto ridere. Comunque, va via la luce e lui ha la fascetta con la pila incorporata. Quella non si spegne se va via la luce, per cui lui si salva. Ah, mi sono dimenticato questa cosa importantissima! Prima che si spenga tutto, John Leguizamo – che è un umile lavoratore che non ce l’ha fatta nella gara della vita ad emergere farsi un nome, ma che poverino lui è tanto intelligente e colto e appassionato – sta leggendo un libro con delle figure molto grosse. Il libro parla della terribilissima storia VERA della colonia di Roanoke! Vorreste sapere cosa racconta la storia VERA della colonia di Roanoke? Poi ve lo racconto. Un giorno, un giorno lontano ci incontreremo a Vergate sul Membro, ci abbracceremo, ordineremo un pinta al pub finto irish di Vergate sul Membro e io vi racconterò la VERA storia della Colonia di Roanoke. L’immagine grande del libro invece mostra una scritta: Croatoan. Cosa mai ci vorrà dire il saggio?

Le figure grosse con le scritte misteriose! Che mistero!

Le figure grosse con le scritte misteriose! Che mistero!

Si salva anche Thandie Newton. Voi vi ricordate di questa cosa che Thandie Newton è stata sbiancata al digitale perché ritenuta troppo scura per recitare in Mission: Impossibile II? Mi sembra di ricordare che me ne parlò all’epoca il mio amico Lon Chaney. Ma era tutta una sua invenzione, o c’è del vero? Che mistero. Ma questo non è importante. Thandie Newton si salva perché, al momento del blackout, si stava accendendo una paglia. Per cui lei era vicino alla luce dell’accendino e si salva. Che a me – personalmente, eh? poi magari sono io che son tutto matto e precisetti – mi sembra veramente una cazzata. Perché va bene, ok, nell’ESATTO momento tu hai acceso l’accendino è arrivato il Buio, ma siccome un secondo dopo l’accendino s’è spento, dovevi scomparire come tutti gli altri, che di te rimangono misteriosamente solo i vestiti in terra. E invece no.

Giuro che lei ha perso il figlio e lui la madre. Giuro! Misterioso!

Giuro che lei ha perso il figlio e lui la madre. Giuro! Misterioso!

Si salva anche un bambino nero, interpretato da Jacob Latimore. Lui si salva perché è un bambino poverino. Lui stava di notte al bar dove lavora la sua mamma. Perché sua mamma fa la cameriera in una bettola orribile perché è povera. E il figlio sta con la mamma perché non c’è nessun’altro che lo può tenere. Tipo che il padre probabilmente è morto, è alcolizzato, è in prigione. Il padre si sta uccidendo in prigione bevendo della grappa di patate. Una roba del genere. Ma questo non è importante. Questo povero bambino con la faccia grande grande, di quelle che è talmente ovalona perfettona che non riesce a muovere un muscolo e ti fa venire tenerezza solo a guardarlo, era lì al bar della mamma. E il bar della mamma ha un generatore che quando la luce va via, lui entra in funzione e quindi in realtà non va via la luce in . Lui e la sua mamma si sono salvati. Gli altri no, e io che sono veramente un signor rompetti, sempre lì con la matita rossa in mano, mi chiedo: “Ma scusa, ma perché la mammina poverina che lavora al bar e il bambino poverone che vive al bar si sono salvati e la gli altri invece sono – puf! – scomparsi e ci sono solo i vestiti sulle sedie? Mi son perso un pezzo? Ero distratto?” Può anche essere, eh? Durante la visione di Vanishing on 7th Street mi son fatto moltissimo i cazzi miei, quindi magari può anche essere che a un dato punto ci sia stata una spiegazione più complessa, in cui spiegavano meglio come loro due si sono salvati e i clienti de bar, no. C’è anche il rischio concreto che invece sia semplicemente  una cazzata, eh? E che magari han detto: “Oh, ci serve un bambinone colla faccia tenerona! Facciamo che si salva”. La madre invece, che è anche timorata di Dio, appena ha capito che se esci c’è il Buio che ti mangia, ha abbandonato il figlio per andare a vedere se in Chiesa c’è la Luce. E ovviamente il bambino è lì che aspetta la sua mamma e appena arriva qualcuno dice: “Ma la mia mamma dov’è? MAMMA!”. Questa non voglio neanche commentarla perché tanto poi ci dobbiamo tornare. Però, insomma, dai. Veramente?

Raz Degan conduce... Mistero!

Raz Degan conduce... Mistero!

Si salva anche Hayden Christensen. Che bravissimo che è Hayden Christensen! Lui è bello e fa l’anchorman. Ma a proposito: quanto cazzo fa ridere Anchorman – The Legend Of Ron Burgundy con Will Ferrell? Se dovessi fare una breve classifica delle cose che mi hanno fatto più ridere di Anchorman: 3°) Steve Carrell che ama le lampade. 2) Steve Carrelle e la gag del “There’s a party in my pants!” 1) Will Ferrell che spiega il significato di San Diego. Mamma mia, che bel film che è Anchorman. Hayden Christensen invece è un anchorman di Canale 7 di Detroit. Tra l’altro il logo di Canale 7 è similissimo al logo de I Fantastici 4. Ma questo non è importante. Lui è andato a letto dopo aver fatto una festa (si capisce perché si vedono delle bottiglie di champagne in terra) e siccome probabilmente era tutto un po’ fattariello, si è addormentato con delle candele accese di fianco al letto. E non è andato a fuoco! Le candele lo hanno salvato dal Buio che è arrivato e s’è mangiato tutti. Tra cui anche tale Paige, probabilmente la fidanzatina di Hayden Christensen che è una biondona con una paresi facciale e che fa le previsioni del tempo e che lui cerca, cerca, ma non trova e chissà dove è finita Paige?

httpv://www.youtube.com/watch?v=eplbDbp6XJQ

Comunque, va anche detto che molte delle cose che vi ho appena detto le scopriamo col tempo. All’inizio vediamo solo le avventurose avventure di John Leguizamo e Hayden Christensen. Hayden Christensen si sveglia, in casa non trova nessuno. L’ascensore non funziona per cui lui deve scendere a piedi le scale. E c’è questa roba che si vede l’ingresso del palazzone, si apre una piccola porticina, esce Hayden Christensen e dice, a NESSUNO visto che c’è solo lui: “Cavolo, ho fatto 23 piani a piedi!”. Che, boh, ma come cazzo ti viene in mente di scrivere una roba del genere? Poi va verso la portineria e non trova il portinaio, ma i vestiti del portinaio sulla sedia del portinaio e si vede proprio dalla sua faccia che Hayden Christensen pensa: “Uhmmmmmmmmmmm, problemoni!”. Poi esce con in mano un giornale e per almeno un minuto non s’accorge che sono scomparsi tutti. Lo spettatore, che ha già visto succedere la stessa cosa nella lunga sequenza introduttiva di Leguizamo, è lì che dice: “dai Hayden! Dai cazzo, accorgiti che non c’è nessuno”. E invece una gran tensione sulla rivelazione che, WOW!, ci sono solo i vestiti di quelli che il Buio s’è mangiato. E poi, una bella sequenza di quelle ad effetto, che qui bisogna ingraziarsi il pubblico che vuole vedere delle cose forti. C’è un carrellone circolare su Hayden Christensen che manco Muccino. Lui fa la faccia stupefatta, che ci sono i vestiti di tutti in terra e c’è questo silenzio irreale. Dietro di lui in lontananza, nel silenzio, si vede un aereo che sta precipitando e che si schianta. E io, che a questo punto sono veramente un precisetti conclamato, ho pensato: “Ma scusa, nottetempo è arrivato il Buio. Sono scomparsi tutti ( tra cui presumibilmente anche il pilota dell’aereo) Passano tante ore. Torna il sole. Hayden s’è svegliato, s’è lavato, vestito, ha fatto colazione e come sappiamo è sceso per 23 piani a piedi. Non ha assolutamente nessun senso che l’aereo si schianti adesso. Ma che cazzata sto guardando?”.

Te è veramente un mistero come mai ancora lavori...

Te è veramente un mistero come mai ancora lavori...

Salto in avanti di 72 ore. Hayden ha delle occhiaie bruttissime. Gira da solo per le strade di Detroit. La situazione ormai è disperata: il sole si fa vedere sempre meno e le tenebre la fanno ormai da padrona. Per rimanere in vita bisogna essere dei mega scaltri che stanno sempre con una pila in mano. Hayden gira come uno sciacallo a vedere se ci sono delle autovetture ancora funzionanti e a zanzare delle pile per le sue torce. Una vita d’inferno. Sui muri c’è questa roba brutta di buio in digitale che avanza sempre di più e rapisce le persone. C’è tipo un barbone che chiede aiuto a Hayden, che ovviamente non se lo fila manco di pezza. Il Buio lo sta raggiungendo e l’unica fonte di luce che resta al barbone è un accendino. L’accendino però non si accende. E infatti il barbone scompare, ma a Hayden non gliene frega un cazzo. Il mistero è: ma Hayden è il protagonista del film? È un antieroe di quelli cattivi e spietati? È solo un uomo debole sopraffatto dall’orrore? Il mistero però è destinato a rimanere mistero, perché Hayden tanto non riesce ad avere un’espressione una, per cui non si capisce mai cosa stia pensando o quali siano le sue vere intenzioni. Ma questo non è importante. A un certo punto Hayden sente una vecchia musica. Tipo un singolone modello prima roba Motown. “Che strana musica! Che effetto straniante! Incredibile! Che tocco di genio! Il Buio, Detroit, una roba della prima Motown… che esperienza!” Hayden segue la musica e arriva on 7th Street, al bar dove c’è il bambinone tenerone. Ve la faccio breve. Arrivano sia John Leguizamo che Thandie Newton. E poi partono questi flashback ORRIBILI, tipo a dissolvenza incrociata, con anche un po’ di smarmellamento, che ci svelano di più di questi poveretti assediati nel bar col generatore. Assediati, mi sembra giusto ricordarlo, dal Buio. Poi ogni tanto si inventano che devono uscire per fare delle cose prive di senso: “Andiamo a vedere che magari c’è una macchina che si accende o, che ne so, troviamo delle alogene sempre accese! Lo so che è pericoloso, ma se stiamo qui poi moriamo! Ma invece se usciamo adesso a vedere se c’è una macchina che magari si accende o delle alogene, il film si allunga un po’! Hai capito? C’è il BUIO lì fuori!!!!!”. E tutti urlano sconvolti.

Sequenze che misteriosamente risultano involontariamente ridicole

Sequenze che misteriosamente risultano involontariamente ridicole

Bisogna anche tenere conto del fatto che questo film è bruttissimo pure da vedere. Come già vi ho detto, l’effetto del Buio che avanza è il classico effetto digitalone fatto veramente male, con queste macchie nere che si espandono ovunque. Sembra una di quelle robe fatte al computer tipo in Xena. Una merda. Moltissimo brutti anche i raccordi, i flashback, le dissolvenze, che veramente sembra di guardare una serie tv brutta fatta con 40 mila lire, quando è da anni che c’è l’euro, e te con le tue 40 mila lire non ci puoi fare niente, se non sperare che magari un tuo amico forte col computer ti dia una mano. Ma poi scopri che il tuo amico è morto. E poi c’è da tenere conto del fatto che i Hayden e John Luguizamo si chiamano Luke e Paul. Luca e Paolo, come i due comici liguri, ma anche come i Vangeli. E la donna si chiama Rosemary, che fa un po’ Mary, ed è una ex tossica che ha perso un bambino, ma che adesso forse diventerà la mamma finta di questo bambino poverone che si chiama James che, lo ricordiamo, è disperato perché la sua vera madre è scomparsa per seguire la luce della Chiesa, cazzo. Cosa ci vuoi dire Brad Anderson? Cosa vuoi da me?

Misteriosi corsi e ricorsi storici

Misteriosi corsi e ricorsi storici

Ma non vi ho ancora detto dello spiegone. Ci pensa il povero Leguizamo a dire la cosa forse più bella di tutto il film. Lui nel prologo del film è stato mezzo rapito dal Buio, ma poi s’è salvato. Oibò, John Leguizamo, ma com’è possibile che tu ti sia salvato? “Mentre ero lì che sentivo il Buio entrare dentro di me, ho capito che stavo per scomparire, stavo per non esistere più. E allora ho reagito. Ho reagito pensando che invece io esisto! Io sono!”. E allora cos’è questo Buio che striscia subdolo verso di noi, arriva inaspettato e poi ci cancella, ci fa smettere di esistere? Cos’è questo Buio che ci priva della nostra personalità più intima, lasciando per terra solo i nostri vestiti, oggetti che ci appartengono, certo, ma non ci definiscono come persone? Ma se tu, al Buio cattivone (che ogni tanto appare sotto forma di ombre antropomorfe sui muri di Detroit), gli dici: “No! Io esisto! Io sono io! Non sono i miei vestiti e il mio iPhone a definirmi! Io sono un uomo!”, allora non scompari. Per cui ci sono queste sequenze in cui i nostri protagonisti si trovano in pericolo: il Buio li ha quasi raggiunti, li sta per inghiottire e loro fanno una faccia costipata e dicono “io esisto… io esisto”. Ecco. Detto questo, vi informo che il film ha un finale con metaforone religiosone che grida vendetta talmente forte che non voglio neanche sprecarci una parola, sembra sempre di essere di fonte a un film mancato di M. Night Shambalabayam, ogni tanto sembra rubare idee a destra e manca (Pitch Black e The Walking Dead) e che non c’è mai stato un momento in cui la minaccia del Buio sia stata credibile o angosciante.

Misteriosamente sin verguenza!

Misteriosamente sin verguenza!

DVD-quote suggerita:

E c’ha pure delle pretese ‘sto pirla!”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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28 Commenti

  1. edgardo falzone

    insomma pare che pure sto brad anderson abbia preso la “sindrome di shyamalan”.
    Pare sia una piaga nuova che colpisce registi ancora agli inizi o quasi che hanno fatto qualche film buono… e poi TAC! si spegne la luce!! …e si fa avanti la SINDROMEEEEE

    ma cmq chissà quando lo vedrò sto film che effetto mi farà… mi shyamalaianerizzerò…? può colpire anche il pubblico??

  2. Uwe Pòl

    il film sembra superbrutto, ma un video di Casanova mentre lo guarda full of rage lo pago volentieri.

  3. Jane Plissken

    Questo è il peggiore degli Anderson!

    (Casanova, invece, sempre in gran forma)

  4. Jo

    Concordo con Uwe.
    Bella recensione Casanova.

    • Pro

      Sono contento di aver visto questo film solo per aver trovato questa recensione, speravo non finisse mai…
      Comunque il bambino non è scomparso perché aveva la macchina giocattolo accesa, poi rimane il mistero del generatore.
      Ps. Non hai commentato la luce solare infinita della bambina

  5. Jane Plissken

    Certo che se al posto di Hayden-chemminchiacifaccioqui- Christensen ci mettevano Clifton Collins Jr….

  6. Pensa come si saranno divertiti a mettere giù i vestiti. E che zuffe. E che risate. lo voglio!

    e QUOTO.

    ah, credo che Vergate sul Membro sia quel posto col Mercatone vicino a Castelletto Ticino. Se è così dobbiamo essere stati compagni di bevuto in qualche finto irish pub, ne sono certo.

    • Davide

      Interessante il pickup che, essendo l’unica auto con la batteria funzionante, va portato a spinta fino al bar per farlo partire con i cavi. Niente in questo film idiota ha senso.

  7. Transsiberian lo ricordo esattamente come lo racconta Casanova. In più ci metto del mio, perché Session 9 è uno dei miei film preferiti di SEMPRE. DI SEMPRE.

    L’imbarazzo.

    Brad, che ti succede? Dillo a mammà.

  8. Nicola

    Quoto Dolores.
    Session 9 l’ho visto recentemente e m’è piaciuto parecchio…

    L’uomo senza sonno invece mi lasciò un po’…. meh :V…….

  9. mr_miracle

    io vedendolo me so addormentato, giuro…tutto nero tutto nero tutto nerzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz………………………

  10. Bredd, eppure hai conservato un aspetto in salute. Stai forse cavalcando il pony bianco?

  11. Clint Morningwood

    You had me a “Il cazzo”. Prima, lo ammetto, ero ancora indeciso se guardalo o meno. Del resto, come incipitte, fa la sua porca figura. Nel senso: quando cala la notte mo’ son cazzi perché… arrivano i vampiri con la brillantina nel cervello? No. E qui, un film “arriva la notte mo’ son cazzi”, guadagna forte forte. Io già mi immagino una scena con il protagonista che tiene in mano l’ultimo fiammifero rimasto per crearsi una zona di luce, ma ha il raffreddore dalla settimana prima del blackout perché l’electric heating la E-on glel’aveva già tolto. Tensione. TEN-SI-O-NE!

  12. A occhio questo film non lo salva neanche Snake Plissken che spegne l’ultima candela del mondo dicendo “Benvenuti nel regno della razza umana” (altro che “io esisto” di sticazzi)

  13. Povero Brad, avevo sentito che questa nuova fatica faceva cagare. Peccato, aveva fatto bene in precedenza. L’uomo senza sonno era decisamente un buon film, e Session 9 mi ha impressionato.

    ma ora anche lui. Buio = Aaargh paura…
    trucchi degni del cinema classico americano targato anni 30.

    Brad ce la farai a risollevarti. Fai anche tu un film su un supereroe e potrai comprarti tutte le ville che vuoi.

  14. Non c’e’ niente di piu’ triste che entrare in fase presuntuoshamalarincoglionita PRIMA di diventare famosi

  15. abraxas the peruvian cockpuncher

    @ robertz

    …perchè io valgo nettamente più di te

    http://www.youtube.com/watch?v=hVwaP0glWgk

  16. Ignufi

    Uff, magari un giorno faranno un film dove tutti quelli che ascoltano house techno spariranno un rosa sbuffo di puzza.

  17. Pure io vedendo il trailer avevo avuto l’impressione da poverata televisiva (che lui ha fatto praticamente più telly che cinema). Tra l’altro nel primo trailer c’era la scena dell’aereo in una CGI davvero sgarbatissima, mentre nel secondo l’avevan tolta, speravo l’avessero seccata dal film perchè proprio non si poteva vedere, e invece…
    Si vede che Brad sta disegnando uno schemino con l’alternanza di film bellissimi e film merdosissimi della sua carriera cercando di dirci qualcosa di misterioso!

  18. userisdead

    il famoso Vangelo di Paolo.

  19. userisdead: non ce l’hai? spacca. io ce l’ho con la cover limited editione le bonus tracks

  20. userisdead

    Casanova WK-W: è perché mi ostino al blockbuster della parrocchia. l’apocrifo spacca lo so.

  21. Matteo Pascal

    Vi sono debitore di due ore della mia vita, che stasera avrei inutilmente sprecato per vedere gente che urla “io esisto!” contro il buio.
    Grazie.

  22. Brian Olio de Palma

    Si, una cacata di film. Terribile in tutto e per tutto.
    E pensare che l’idea di base poteva pure essere interessante.
    E se vogliamo proprio fare la punta al cazzo, con un bel falò in mezzo alla strada sarebbero pure sopravvissuti tutti! Invece no, moriamo come degli idioti!

  23. Pippo Baudo

    A me il film è piaciuto, non so sinceramente cosa ci si aspettasse, forse ci è piaciuto poco perchè sembra avere una vena buonista di fondo? forse ci sta sul cazzo Christensen? boh… . diciamo che non è un filmone, ma se paragonato a tutto il non plus ultra del prendersi sul serio dei nostri tempi che poi si rivela lammerda.. tanto brutto non è.. sicuramente mi sarei aspettato uno spiegone criptico ma con piu senso stretto interpretabile… qua si va sul filosofico spicciolo… ci sono tanti semi e poco raccolto,ma in ogni caso il film riesce secondo me a tenere la sua durata abbastanza facilmente, ha un buon ritmo, è angosciante, cioè.. stiamo parlando di un film fatto con neanche i soldoni… cosa che tutti i tripla A di oggi non sanno minimamente fare… film di 3 ore con effetti svolazzanti, horror comici pieni di jumpscare inutili… e il bello è che quando parli alla gente quella ti commenta endgame con “magnifico”, IT 2 con “capolavoro” e poi magari di film del genere non se ne parla mai… Ora.. il gusto è legittimo e non in discussione, ma a volte per capire i “non mi piace” di certa gente basta guardare i “mi piace”.

One Trackback

  • Scritto da Probabili pietre miliari: Thor « I 400 calci il 27/04/2011 alle 07:01

    […] cioè il motivo per cui per dirigere questo film era stato chiamato Branagh e non tipo un simil Brad Anderson. Buona la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto di quel patatone di Chris Hemsworth che, […]

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