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Sucker Punch: robe di trama, fantasia e gente visionaria.

Non mi ricordo quando c’è diventato, ma Zack Snyder è “il regista visionario”. Penso sia accaduto ai tempi del suo 300. La stampa tutta ovviamente non sapeva che pesci pigliare: nessuno che avesse mai letto la graphic novel di Miller, nessuno che sapesse chi fosse Zack Snyder e c’era un pezzo da chiudere entro poco su un film con dei muscolosoni che se menano. Difficile, oh! Per cui mentre erano tutti intenti a scrivere delle gran fregnacce, qualcuno deve essere rimasto affascinato dalle immagini del film del giovin Snyder e accostò poi a quello strano nome l’aggettivo “visionario”. Poi sapete come vanno queste cose, no? I cialtroni della stampa si copiano uno con l’altro. “Scrivi che è visionario! Me l’ha detto un mio amico che vive in Australia e che giura che quest’anno uscirà che sto qui è visionario!”. Da allora, quando esce in sala un suo film, abbiamo un punto a cui aggrapparci. L’affiche di Watchmen diceva: dal visionario regista di 300. Quella di Sucker Punch recita: dal visionario regista di Watchmen e 300. Fantasia al potere. Ora, è sbagliata questa definizione? Perché mi son messo subito a far della polemica?

Ma grandissimo che mi hai dato del visionario!

Ma grandissimo che mi hai dato del visionario!

In primo luogo perché mi da fastidio quando le cartelle stampa si fanno verbo e la gente lavora copiando accazzo. E poi perché che Snyder sia un regista visionario è vero fino a un certo punto. Cosa intendiamo per visionario? Mettendola nel modo più semplice possibile, uno è visionario se crea un mondo inedito, se riesce a dare forma alla sua propria e personale e unica immaginazione. Vogliamo dire che Terry Gilliam è un visionario? David Lynch? Zack Snyder, per ora, non ha mai fatto una cosa del genere. Teniamo fuori per comodità il suo esordio, il remake di Dawn of the Dead. 300 faceva impressione per la cura con cui si ricreavano su grande schermo le tavole di Miller. Watchmen faceva impressione per la cura con cui si ricreavano su grande schermo le tavole di Dave Gibbons. C’è da dire che non ho visto Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani, ma sono sicuro che il film facesse impressione per la cura con cui su grande schermo prendesse vita l’universo creato da Richard Cowdry. Questo, attenzione, non è una critica al povero Zack. Lui fa quello che gli viene chiesto e lo fa alla stragrande. Personalmente a Zack io gli schiaccerei un bel po’ di cinque alti che ogni volta che sono andato in sala a vedere un suo film sono uscito gasato come se avessi ancora 15 anni, ma non lo chiamerei un regista visionario. Zack è un regista capace di capire e ricreare dei mondi. I titoli di testa di Watchmen, che adesso ci riguardiamo, in questo senso sono particolarmente esplicativi del suo talento.

Cazzo, che bombetta! Mi emoziono sempre. Avete visto comunque cosa intendevo prima, no? Questi titoli di testa sono perfetti nel rendere tangibili una serie di mondi, di universi (diversi, tangenti, sovrapposti, distopici) che sono proprio quelli messi su carta da Alan Moore. Non sono tanti i registi che possono stare dietro alla scrittura di Moore. Snyder ce l’ha fatta. S’è inventato qualcosa? Secondo me no. Ha svolto il suoi lavoro egregiamente convincendo grandi e piccini, senza inventarsi nulla. La cosa però gli ha permesso di guadagnare un certo credito presso produttori e gente che conta della Hollywood che conta (ricordiamo che, dati alla mano, Watchmen ha incassato in tutto qualcosa come 185 milioni di dollari). Per cui ovviamente qualcuno gli ha dato la possibilità di portare al cinema il suo primo progetto personale. Un film da lui pensato, scritto e immaginato. Le cronache vogliono che Sucker Punch fosse pronto da anni, che dovesse finire al cinema prima di Watchmen ma che per problemi e cazzi e mazzi vede il buio della sala solo oggi. La cosa però importante è che Sucker Punch è la prima vera prova solista di Snyder. Il film è uscito questa settimana e nell’arco di poche ora ha guadagnato un bel po’ di stroncature e di recensioni feroci. Un po’, onestamente se le merita, ma spesso non si centra il bersaglio.

Una povera incompresa (colla fazza sofferta)

Una povera incompresa (colla fazza sofferta)

Mi rende nervosetto leggere che Sucker Punch è deludente dal punto di vista narrativo. Per lo stesso motivo per cui c’eravamo incazzati con Curzio Maltese all’epoca della sua recensione de I Mercenari. Stupirsi che un film del genere ha una trama esile è una roba, minghia, che ti dovrebbero spezzare la penna. Ci arriva fortissimo per esempio Maurizio Porro, che apre la sua recensione sul Corriere della Sera con un “La trama? Si fa per dire!”. E qui secondo me il Corriere dovrebbe offrire ai propri affezionati lettori un servizio. Dopo frasi del genere dovrebbero mettere un tasto rosso che lo schiacci e parte a volume Ibiza, Gopher di Yma Sumac tratta dal suo album Mambo! Pa pa pa pà! Io non voglio per forza di cose essere polemicone, ma per dio, ma perché? Ora, sedetevi. Siete seduti? Vi devo dare un’importante notizia. Non so se i vostri giovani cuori reggeranno a una botta così forte. Pronti? Sucker Punch non punta tutto sulla trama. Lo so, è incredibile a dirsi, ma un film dove dal trailer si intuiva che c’erano delle ragazzine fighe mezze biotte con delle spade e dei fucili che prendevano a botte dei megasamurai giganti, non vincerà l’Oscar come miglior sceneggiatura originale. Lo so, è pazzesco. Ma bisogna farsene una ragione. La trama di Sucker Punch è poca cosa.

Un'importante svolta narrativa

Un'importante svolta narrativa

Baby Doll, una ragazzina bionda con la fazza di plastica, l’aria da Lolitona e le labbrone carnose, viene internata da un patrigno cattivo in un ospedale psichiatrico. La si vuole lobotomizzare per mettere le mani su una ricca eredità e per insabbiare un paio di torbidi segreti. Nell’ospedale la ragazzina conosce altre fanciulle più o meno nella sua stessa condizione. Per non perdere ogni speranza, Baby Doll crea dei mondi fantastici, delle bugie a scatole cinesi, nelle quali vive delle incredibili avventure insieme alle sue nuove amiche. Punto. Due righe e mezzo di trama. Per cui come ci si può stupire poi se la trama è poca cosa? Ci ho messo anni e anni e anni a capirlo, ma io che sono illuminato da intelligenza divina vi posso dire questa grossa verità: evidentemente Snyder non punta su quello. Sucker Punch è un film che gioca per vincere facile con tutto quello che ha funzionato nel cinema (o nell’immaginario collettivo) negli ultimi anni. Facile, facile: burlesque, ragazzine carine e sexy, mazzate forti, videoclip, mech, zombie nazisti, anime, videogiochi, fantasy, robot, eccetera eccetera. Ancora una volta Snyder non si inventa nulla. Qui semplicemente somma. Ognuno di noi, dopo aver visto il trailer ha pensato: “Cazzo, c’è TUTTO! Non può essere sbagliato!”. E in parte è così, ma ci sono anche una lunga serie di difetti con cui fare i conti.

Puntare tutto sulla trama

Puntare tutto sulla trama

Andando al sodo, che cos’è Sucker Punch? Un musical con dei grandi numeri e una sceneggiatura (decisamente) imbarazzante. Snyder e tale Steve Shibuya (uno che ha lavorato a Killer Klowns, non a Quarto Potere) non hanno la mano leggera in fase di scrittura. Il loro è un mondo che funziona con una struttura simile a Inception (vari livelli di sogno) dove – con una buona scusa che non vi svelo, giusto per lasciarvi quel mezzo secondo di stupore in sala – ci si permette di bloccare la linea narrativa principale, per farla procedere con “il numero”, ambientato nel mondo dei mostroni. Quali sono i problemi, dunque? Sono di due tipi. La prima pecca è la fantasia: il meccanismo narrativo di Sucker Punch si ripete in continuazione. Ripeto, la trovata iniziale è tutt’altro che banale, ma alla quinta volta ha ampiamente esaurito la sua potenzialità. Il secondo problema è più complesso. L’altro giorno leggevo un po’ di commenti preventivi sul film. Uno mi ha colpito particolarmente. Un semplicissimo: “Non vedo l’ora! Sarà LA tamarrata!”. Ora, è tamarro Sucker Punck? Sì, certo. Ma la scopo di Snyder, quello che lui pensa, è un altro. Snyder non gioca in squadra con il nostro superamico Paul W. S. Anderson. Zack Snyder vuole condividere lo spogliatoio con Zhāng Yìmóu. Le sue acrobazie tecniche, i suoi rallentì, le sue furiose accelerate, il suo saturare il quadro, esasperare ogni elemento, mira fastidiosamente ad essere Arte. Durante la proiezione ho provato la stessa identica sensazione provata durante la visione de La Foresta dei Pugnali Volanti. C’è una fastidiosa vocine che attraversa questi due film e che dice: “Hai visto? hai capito cosa c’è dietro? Non si tratta di mazzate: qui, caro mio, si parla di mise-en-scène, di un grande regista capace di scendere a patti col genere per dire la sua”. E a me quella vocina lì da molto fastidio, perché mi sa di falsa. I tamarri possono stare sulla pelle, possono risultare fastidiosi, ma stupiscono sempre per spontaneità. Sucker Punch pur mettendo insieme tutti quegli elementi che abbiamo già citato (e che a noi emozionano) non è per nulla spontaneo. Anzi, Sucker Punch risulta freddo.

La fazza preoccupata dell'artista zhang yimou

La fazza preoccupata dell'artista zhang yimou

Detto questo bisogna veramente essere RIMBAMBITI per non vedere che Snyder ha del talento vero, che la prima sequenza è un prodigio clamoroso di sintesi, che alcune trovate sono estremamente divertenti, che è bravo a girare, che è in grado di gestire con intelligenza un quantitativo di elementi talmente differenti ed esagerati che in mano ad altri sarebbero semplicemente esplosi e risultati ancora più estranei l’uno con l’altro. Difficile non esaltarsi quando Zack decide di mettere la freccia, accelerare forte e superare tutti. Se ti capita di vedere dal vivo gli Slayer, magari non è il tuo, non apprezzi il genere e le canzoni finiscono per assomigliarsi tutte. Comprensibile. Ma se non ti accorgi che una pacca così ce l’hanno in pochi, vuol dire che hai un problema. Visto che m’è sfuggito il paragone musicvale, due parole sull’orribile colonna sonora che mette insieme una serie di cover di pezzi a tema (Sweet Dreams degli Eurythmics, Where’s My Mind? dei Pixies, Asleep degli Smiths, White Rabbit dei Jefferson Arirplane) rifatte da gente senza Cristo come Emiliana Torrini e Skunk Anansie. Dal punto di vista attoriale, senza voler scomodare le piccolissime parti per Jon Hamm e Scott Glenn, non si salva nessuno se non la simpatica Jena Malone. Che forse, a voler essere onesti, la salvo solo perché la limonerei durissimo.

Ma poi ti chiami Jena! Ti rendi conto?

Ma poi ti chiami Jena! Ti rendi conto?

DVD-quote suggerita:

” Che pepperino quel visionario del Zack! ”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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65 Commenti

  1. Magdalena

    Allora, l’ho visto.
    *attimo di suspance*

    E per voi il problema sarebbe la TRAMA?
    Mi rendo conto che il target abituale dei 400 calci non siano spettatori amanti del cinema fantastico in generale; sfortunatamente, io lo sono.
    Il grosso, enorme problema di Sucker Punch non è affatto la trama.

    Ma è la sospensione di incredulità. Che NON esiste.
    Alias: si capisce da subito benissimo che le loro missioni NON possono fallire, semplicemente perché il mondo al di là, a differenza di quello di Inception, non ha alcuna legge della fisica.

    Iniziano gli SPOILER e le mie rimostranze.

    1. Fisica
    A me piacciono le tamarrate. Ma sul serio eh, di qualsiasi tipo, ma che si creda che una katana sia un oggetto aerodinamico, per Dio, proprio no. Lanciare una katana in quella maniera (e rotea O_O) che non devi quando incontra il bersaglio e che si conficca fuori, beh, non ha alcun senso.
    Ora mi si verrà a dire: era un sogno (o per meglio dire metaforone).
    Bene, e in un mondo del genere, con le leggi basilari piegate ai capricci della mente umana a uso e consumo di un svolgimento penoso, quando mai una missione può fallire? Qualcuno di voi ha MAI dubitato che sarebbe riuscito in qualche modo?
    Io no. Epic fail.

    2. Risibilità
    Allora, partiamo da un bel presupposto: è evidente che non avranno mai lavorato in cucina le signorine, visto che non metterebbero mai in mano un pelapatate (o una cannuccia, se è per questo) a qualcuno giudicato debole di mente. Non in quegli anni poi (che, se parlano di lobotomia come pratica comune e non osteggiata siamo massimo negli anni settanta).
    L’arma che la signorina usa all’inizio, non vorrei sbagliare, è una pistola automatica (presumibilmente Glock?) che è entrata nel mercato americano nel 1985. Negli anni ’80 la pratica di lobotomie era osteggiata e considerata non può una buona cura.
    Ciliegina sulla torta, come diavolo possa colpire la sorella dopo aver infranto una lampadina, mi lascia interdetta. Ho provato a pensare inizialmente che la sorella fosse GIA’ morta per mano dello zio, ma non ha alcun senso visto che una rilevazione della polizia avrebbe mostrato chiaramente dove sia finito il proiettile sparato dalla ragazza.
    Comunque non esista che venga praticata una cosa del genere senza chiedere personalmente al medico che cura la ragazzina, rendendo la falsificazione di firma così facile. Personalmente non entrerò mai in un ospedale americano.

    3. Gli Oggetti
    Nota dolentissima.
    Probabilmente nella realtà mappa, accendino etc o sono simbolici, o sono stati sgraffignati per sbaglio, ma il fatto che debbano prendere proprio QUELL’accendino, invece che reperirne uno in cucina?
    avranno un fiammifero, o qualsiasi altro piano B. Del resto, avranno anche altri coltelli rispetto a quelli che porta il cuoco addosso no?
    Le patate buttate per terra quando potevano benissimo spostarlo e l’avevano fatto con TUTTO il resto?
    Gli oggetti segnati dietro la lavagnetta?
    Ma un bel MACCOSA?

    4. Ripetitività
    Sì.
    Le mosse di Baby Doll sono sempre uguali, quel salto inutile (che funziona contro tutto), il fatto di colpire palesemente a casaccio, atterrare a gambe larghe e alzare la testolina (…) avere una katana indistruttibile usata in modo più che improprio (una katana è adatta usata di taglio. Taglia anche i proiettili agilmente, ma se viene usata di piatto, beh, fa una fine grama), comunque sia non giova al film e non giova il fatto he i cattivi siano orde e orde di cretini senza senso.
    Perché non le sparano e via? Perché attendere che lei sfoderi?
    Perché non tagliare la testa al drago anziché aprirgli la gola? (che poi non drago, pardon, viverna)
    Va detto che la suddetta katana è un Miracle Blade serie perfetta perché perfora scaglie, ossa e teschio come fossero burro.
    I tecnopistoleri che NON sparano appena loro entrano (non affiderò mai i miei soldi a una banca americana), ma sparano UNO alla volta per permettere loro di fare una degna strage, una pistola che li fa praticamente esplodere in mille pezzi e un colpo di FUCILE a POMPA che invece non ha effetto, tanto che viene disintegrato con un pugno…

    No è troppo.
    E’ decisamente troppo.
    La colonna sonora mi ha fatto piangere sangue, e se per voi bastano le cinque signorine buon per voi, sono nata dalla parte sbagliata della barricata e personalmente a me non basta.
    E questo film fa schifo.

  2. Past & Fasul

    il miglior snyder.

  3. Data79

    Non posso che concordare con Magdalena, nessuno ha mai dubitato che le ragazzine vincessero, nemmeno per un secondo. E tra l’altro, per quanto possano essere bone, non bastano.
    Purtroppo questo Snyder mi ha lasciato perplessa, mentre ho tanto amato Watchmen.

  4. lexton

    ‘ VI RIPORTO UNA FRASE DEL FILM FANTOZZI CHE SICURAMENTE ,INDICATO,ADATTO,APRROPRIATO PER QUESTO FILM

    ” SUCKER PUNCH è UNA CAGATA PAZZESCA ” !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Spidergiakimo

    Secondo me più che un problema di trama c’è un problema di ritmo. Tutto il secondo livello di sogno (quello del bordello) è pallosissimo! Io mi aspettavo che il buon Zack pigiasse abbondantemente sull’accelleratore e sull’adrenalina (come fa per esempio Wright in Scott Pilgrim), invece non si sale mai. Alla terza missione è svanita la sorpresa e francamente ho fatto fatica ad appassionarmi.
    Le ragazze son gnocche, alcune inquadrature sono molto belle, Snyder è abbastanza bravo peccato che io odi quella fotografia fintissima che si tira dietro in ogni suo film (ci sarà anche in Superman? Spero proprio di no) e l’abuso di rallenty manco fossimo ancora nel 2002.

  6. Cagatone

    Mah… una cagata inenarrabile con un budget stellare.

    Framerate basso nella CGI, segno che sono andati lunghi con tempi e costi ed hanno tirato parecchio tentando di correggere con un fastidioso antialias alla fine che mascherasse risoluzione e pochi fps.

    Animazioni mal fatte, ormai la CGI dei videogiochi è migliore delle animazioni di Sucker Punch.

    Scene d’azione che vanno dal noioso al troppo incasinato.

    Il resto del film non lo commento perchè non è un film, sono una serie di short in CGI con qualche scena girata in digitale per tenerli assieme.

  7. Anka

    Ripetitivo dici? non sono d’accordo. Non c’è niente di male nel creare una cornice prevedibile all’interno della quale collocare qualcosa da aspettare, è quel qualcosa che svolge il ruolo di stupire. Sapevamo tutti che ci sarebbe stato un altro ballo, dopo il primo. Il terzo lo progettano addirittura, fa parte del piano. Non è quello che deve sorprenderci, quello è ciò che stiamo lì ad aspettare, è bello avere qualcosa da aspettare, ci chiediamo: “cosa combatterà durante il prossimo balletto? dove sarà ambientato? come saranno vestite? quale sarà il velivolo stavolta? e i combattimenti?”. E poi quando comincia è sempre qualcosa che non avevamo previsto. Anche se i robot-pistoleri dell’assalto al treno potevano essere un po’ meno come erano e un po’ più così-> http://slurmed.com/3d/bofr/038_cowboy-bender.jpg

    Freddo, dici? ci devo pensare. La foresta dei pugnali volanti mi diede fastidio, Sucker Punch no. Tirarsela con le tamarrate è una furbata, se ci pensi: sotto sotto sotto, alla fine, è un po’ come la puntata dei Simpson in cui Homer passa per artista rompendo la roba con la differenza che Homer non capisce un cazzo, e invece loro sanno benissimo cosa stanno facendo. Però in Sucker Punch non ce l’ho vista, ma magari ero presa da altro, la vocina che diceva ‘Arte’.

  8. Anka

    Ripetitivo dici? non sono d’accordo. Non c’è niente di male nel creare una cornice prevedibile all’interno della quale collocare qualcosa da aspettare, è quel qualcosa che svolge il ruolo di stupire. Sapevamo tutti che ci sarebbe stato un altro ballo, dopo il primo. Il terzo lo progettano addirittura, fa parte del piano. Non è quello che deve sorprenderci, quello è ciò che stiamo lì ad aspettare, è bello avere qualcosa da aspettare, ci chiediamo: “cosa combatterà durante il prossimo balletto? dove sarà ambientato? come saranno vestite? quale sarà il velivolo stavolta? e i combattimenti?”. E poi quando comincia è sempre qualcosa che non avevamo previsto. Anche se i robot-pistoleri dell’assalto al treno potevano essere un po’ meno come erano e un po’ più così-> http://slurmed.com/3d/bofr/038_cowboy-bender.jpg

    Freddo, dici? ci devo pensare. La foresta dei pugnali volanti mi diede fastidio, Sucker Punch no. Tirarsela con le tamarrate è una furbata, se ci pensi: sotto sotto sotto, alla fine, è un po’ come la puntata dei Simpson in cui Homer passa per artista rompendo la roba con la differenza che Homer non capisce un cazzo, e invece loro sanno benissimo cosa stanno facendo. Però in Sucker Punch non ce l’ho vista, ma magari ero presa da altro, la vocina che diceva ‘Arte’.

    P.S. Tim Burton è un parrucchiere visionario, magari uno scenografo di maniera ma capace, ma non ha mai avuto una visione in vita sua.

  9. Davide

    …ma quale trama e quale grande regista………. stò film è semplicemente una str…ata!!! magdalena è stata più che esaustiva, si ok le protagoniste sono pisellabili, ma il film ha meno trama di un porno…… orrendo e stupido fino all’inverosimile!!!!! meglio “FRACCHIA CONTRO DRACULA”

  10. ratto negletto

    E grazie al cazzo
    pochi film sono meglio di fracchia contro.dracula

  11. Io dopo 25 anni sono ancora qua a chiamare la cantina “atpirc”.

  12. BruceCampbell

    Visto inevitabilmente con l’avani veloce. Pure le mazzate sono una rottura di palle incredibile: non una frase figa, non un azione un minimo non scontata (Die Hard 4 fa pena, ma la macchina cha abbatte l’elicottero ti esalta, nulla da dire), poi vabbè la trama… perchè c’è una trama?
    Visionario è giustamente Gilliam, Burton, lo è un pochino ma, come fatto notare nel censuratissimo episodio 300 di South Park, non fa un film da soggetto originale da Beetlejuice…
    A me Dawn of The Dead di Snyder, con i mitici TurboZombie, era piaciuto.

  13. Robert Paulsen

    Sará tutto quello che dite ma a me SP è piaciuto parecchio! Forse un po ripetitivo nello stile, ma lomho visto e rivisto volentieri, mentre per quanto riguarda watchman , come 300 per me sono stati orgasmici, quindi devo dissociarmi da molti di voi!mmentre per quanto riguarda l’aggettivo “visionario” credo che sia azzeccato alla grande, ovviamente è una mia idea..respect…

    P.s.
    Pure la colonna sonora è stata di mio gradimento, anche per il brano rifatto dei Pixies, presente anche in un alttro film di mio alto gradimento, ma,lo avrete gia capito dal mio nick!

  14. Enrico

    Sinceramente ancora qualcuno si lamenta dei critici italiani dei nostri pseudo-giornali, il più giovane ha sessantanni e il posto lo ha trovato grazie al nonno, chiaro che davanti a un cinema del genere restano scandalizzati e non lo capiscono.
    In ongi caso questo Sucker Punch si lascia guardare primo per la serie infinita di belle ragazze in abiti susciti che praticano arti-marziali, cosi ti porti a casa almeno l’attenzione del pubblico maschile sotto i trentanni e forse anche sopra, poi l’idea di fondo è stupenda, una ragazza rimasta imprigionata in una situazione orribile si crea un suo mondo immaginario per evadere, se non fosse cosi oggi non esisterebbe nessuno romanzo, film o videogioco.

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