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Primal: quel virus chiamato Australia

Ah, che posto l’Australia. Così arido ma pieno di cose fighe. I canguri, i koala, gli insetti giganti. I barbecue. Gli Australiani. Quelli son matti per davvero, sarà che son cresciuti in mezzo al niente isolati dal normale, ma quando c’è da fare un film horror state sicuri che sono i primi a tirar fuori idee folli e la voglia di realizzarle, e non oso immaginare cosa potrebbero fare se solo avessero qualche soldo in più. Quando hai davanti un film australiano lo noti subito perchè nel momento in cui tutto sembra il solito horror arriva l’accelerata e capisci che siamo lì. Tipo una volta ne ho visto uno che sembrava Duel ma con la differenza che l’autotreno assassino oltre a poteri psichici aveva una macelleria d’umani nel rimorchio ed usava il tritato come combustibile. WUUUT!? VI AMO. Sta di fatto che Primal è più o meno così, non con l’autotreno, ma viaggia simile.

AUSTRAAAAALIAAAAAAAAAAA

Josh Reed, il regista, è uno bravo, ci piazza lì un incipit criptico e parte con una stramadonna di clichè filmici. Un breve elenco che summa i primi 20 minuti di film:

  1. Un gruppo eterogeneo di ragazzotti viaggiano felici nella loro jeep verso mete archeologiche. Ella mostra gaudio ponendo i piedi sul cruscotto.
  2. Montato il campo base la strana coppia si appresta nell’arte del rumoroso sesso mentre gli altri stan fuori a sgobbare. Essi rosicano.
  3. Ella, un’altra, durante la notte nuota nuda in un laghetto. Egli, geloso dell’H2O, s’aggiusta il ciuffo emo.

Dovessi fare un nome direi subito Rovine. Ve lo ricordate Rovine? Certo che ve lo ricordate, è una figata (a proposito che fine ha fatto Carter Smith? Torna da noi!), e non a caso è stato prodotto anche da degli Australiani. Gira che ti rigira si finisce sempre lì, nel magico mondo. Beh sta di fatto che arrivati all’apice del già visto Josh Reed sa benissimo che le nostre aspettative sono lì lì per crollare in un pozzo pieno di merda e allora, come da manuale, inizia la dose d’australianità: senza anticiparvi troppo, la tipa si prende un strana infezione, le crescono i dentoni e inizia a volersi mangiare tutti. Il virus Australia è pronto e inarrestabile.

Minuto 16: si manifestano i primi sintomi.

Da qui in avanti è tutta discesa, un inarrestabile susseguirsi di idee registiche, soluzioni visive e di  immancabili twist. Soprattutto: niente cazzo di spiegoni del cazzo. Mostra cose che alla fine ne fanno capire altre e che non sono poi così immediate, è un film che richiede la vostra attenzione, non si va avanti veloci, bulicci! Non penso di aver mai visto un film australiano con un spiegone alla fine (nel senso esagerato del termine) e paradossalmente in questo caso uno spieghino non avrebbe dato fastidio, una cosa tipo “cazzo etc etc ma allora è così perdindirindina!” e invece se ne sono fregati alla grande perchè gli Australiani hanno fiducia nel genere umano. Non pensano che siano tutti deficienti, rispettano il loro pubblico e lo considerano abbastanza intelligente da capire le cose da solo. Tutto ciò tra l’altro dovrebbe essere un prerogativa del fare cinema: se un film non fa girare un po’ le rotelle allora un pubblico ebete se lo merita. Hai capito Shutter Island? La lavagna infilatela nel – comunque è così, un horror senza il finale da ti spiego le cose che tanto non capisci è un horror con tanti punti in più. Dietro la voglia di esagerare c’è volontà di fare le cose con intelligenza e un po’ dispiace vederla mancare nella maggior parte dei casi, come se averla fosse un cazzo di lusso (forse è così). Altro punto a favore: le scelte registiche. Quando la situazione è calma tutto è girato molto sobriamente, senza troppi tecnicismi e un buon occhio per le inquadrate, ma quando c’è da menar le mani il registro cambia. Non ho contanto quante volte si menano ma state certi che ad ogni attacco troverete uno stile diverso, diversi tipi di montaggio, sequenze veloci o addirittura rallenty (poca roba ma efficace) e una diversa colonna sonora. L’attenzione per i dettagli in questi casi è favolosa, invece che limitarsi a citare un paio di generi si è optato per l’averne il più possibile nel minor tempo, tipo che due secondi di sequenza ben progettati bastano per farci ricordare il Kung Fu moderno. Sul serio, vedere per credere. Non so quanti soldi avessero ma sicuramente erano pochi e molti sono finiti nella post-produzione digitale, e quando mi ritrovo davanti a pochi soldi ma tante idee realizzate così bene mi vien da pensare che quelli che si lamentano della mancanza di mezzi siano solo dei mentecatti incapaci in cerca di una scusa. In realtà l’ho sempre pensato, ma presuntuoso lo son sempre stato. L’unica cosa della quale non ho mai incolpato i registi sono gli attori: se ti capitano dei cani, ti capitano dei cani, e anche se sarebbe tuo compito sostituirli posso comprendere perchè non lo stai facendo. Per fortuna in questo caso troviamo tutte prove d’attore convincenti, con una eccezione per la donna alfa, Zoe Tuckwell-Smith, che personalmente ha vinto il premio Sylvester come donna in difficoltà dell’anno in quanto troppo superiore rispetto al resto. C’è da dire che l’accento asutraliano è LA MERDA e quindi giudicare non è poi così semplice: mi sembra tutto fighissimo! GINGBRE! SO FOCKI CUL!

Se vi aspettavate un Panda avete sbagliato posto.

Quindi scegliete di vivere. Scegliete un cinema diverso senza peli sulla lingua e tanti sotto le ascelle, scegliete i canguri, scegliete la birra nel deserto, scegliete idee nuove, idee vecchie, scegliete le idee. Scegliete adrenalina e sangue a profusione mischiati nel vostro frullato di koala, scegliete i marsupiali, scegliete i marsupi. Fregatevene di quelli che vi dicono che non c’è niente e che la Francia produce i migliori horror moderni, scegliete di avere i vostri sogni più assurdi portati sullo schermo ancor prima di averli fatti. Scegliete l’annullamento del luogo comune, l’autotreno, la jeep e i laghetti. Se qualcuno vi dice che ha visto un film bellissimo, ditegli vaffanculo! Ditegli che voi guardate cose meglio, ditegli che voi avete scelto una vita migliore. Scegliete di poter scegliere.
Scegliete l’Australia.

DVD-quote suggerita:

Meglio di un frullato di Koala.
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDbTrailer

Bonus: il parere di Pablo Pick-Ass, mio cugino.

“Ispira cose che coi cubi niente ci fai.”

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14 Commenti

  1. userei questa recensione su tutti gli opuscoli turistici australiani..cazzo ci sono stato e adesso ho voglia di tornarci e andare nel deserto per mangiami i miei amici !

  2. joe r. lonsdale

    oddio a me il tanto decantato Lost Things e l’altra menata con Jim Caviziel di cui non ricordo il titolo mica mi hanno esaltato… continuo a sognare un cinema aussie con i cloni di Mad Max! Quella sì che è tanta robba!

  3. ratto felino

    Una bella lista di film australiani da recuperare?

  4. Una lista io non ce l’ho, ma qualche tempo fa vidi un documentario sulla Ozsploitation che valeva soprattutto come foto di classe dove “c’erano tutti” (classico collage di interviste + i clip più sozzi di trenta/quaranta pellicole):

    http://www.imdb.com/title/tt0996966/

  5. A me ha fatto moderatamente cagare, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi (l’emo su tutti) e la tizia che da megaclaustrofobica che sviene se entra in una grotta con gli amici (sviene!) diventa Lara Croft tutto d’un tratto alla Descent. Però scene d’azione fighe, vero. Diciamo che è un gradevole passatempo ma niente di incredibbole

  6. La cosa che mi e’ piaciuta di piu’ di questo film, aldila’ della pazzia in crescendo, sono le scene in cui c’e’ il mostro in giro, pienamente visibile, e nessuno strippa. La’ dove la maggior parte dei film avrebbero una fifa fottuta di perderci in suspance, questo lascia che i protagonisti lo trattino come un animale rabbioso che finche’ e’ a distanza di sicurezza – meglio se sott’occhio – va tutto relativamente bene, e non quelle solite stronzate dove la bestia e’ invisibile tutto il tempo e poi BAM! salta fuori all’improvviso e divora qualcuno.

  7. ratto felino

    dolores: fico! e degli ultimi anni (diciamo da wolf creek in poi) che si consiglia?

  8. Cicciolina Wertmuller

    Oh insomma, io un film australiano con lo spiegone piu’ scemo della storia l’ho recensito tipo una settimana fa. Poi se non leggete…

  9. A me sinceramente la regia durante le mazzate non è che abbia fatto proprio impazzire, ma è un problema mio con le videoclipperie, per il resto AUSTRALIA TUTTA LA VITA! Ma non solo nell’horror, è proprio la cinematografia che mi gasa di più da un po’ a questa parte. Comunque, sarà che ho una sorta di feticismo per le dentature scomposte e affilate ma qui i mostri quanto vincono? E pure Ruins era una vittoria, horror sparato in pieno giorno is the new black!

  10. cico

    questo film è una vera perdita di tempo , visto tempo addietro….
    purtroppo….

  11. Jo (recently promoted to Rocky Jo)

    La parte finale della recensione mi ha ricordato il mitico monologo finale di Trainspotting. Se era voluto, tanto di cappello a Jean-Claude Van Gogh!
    In settimana me lo guarderò, mi ispira un botto.

  12. Mi scuso. Per il ritardo. Ma in ossequio alla maledizione per cui mi vedo tutte le cagate recensite del sito, mi sono visto anche Primal.
    C’è molta demenza. Ma quasi al punto da dire che è un filmEMO. Anticipa troppo con dei flashback a forma di cactus. E soprattutto, COPIA troppo da vicino Evil Head del grande Sam (e questo nessuno, rettile o pittore che sia, l’ha detto!!!). Primal riesce a copiare l’incopiabile. Eh, sì. Ricavandone una goliardata di piccoli giovani dementi che recitano come cagnolini pelati. Gli attori mi hanno fatto tornare in mente La Terza Madre: mica male, eh. Per voi.

    La cosa peggiore: essere una tamarrata. Con suoni grezzi, da grande rozzata: plotch, squash, glitch eccetera. All’inizio una tizia tocca con un braccio un sasso e… Splatch ! le esce un fiume si sangue! Sti cazzi. Meno male non è esplosa. E il sangue ? Risveglia prontamente la bestia… Ma si può ?
    Chi si lamentava della mdp mossa a cazzo ? mossa male con effetto mosso gratuito senza senso ? Beh, qua appena succede qualcosa (perché non succede mai niente) la mdp inizia a sussultare peggio che in Battle for LA.
    E poi: tentacoli. Nel 2011 non se ne può più. E la tipa scopata dal mostro è vecchia come il cucco.
    Insomma: chemme state a ddì. E il mostro che salta fuori all’improvviso è troppo da LOOOLLLL !

  13. Mick Taylor

    Il film parte bene (bella la gestione dei contrasti cromatici caldi/freddi, efficace la violenza) ma si rivela una cagata pazzesca nella seconda metà. In particolare la scena finale nella caverna è un mashup indecente tra Descent e Evil Dead, girato alla cazzo di canguro e con effetti speciali orripilanti.

    Un finale del genere sarebbe imbarazzante per un film Asylum, e rovina senza appello tutto il film. Peccato, ma l’Australia sforna sempre pargoli horror, quindi avanti il prossimo.

One Trackback

  • Scritto da Violenza Domestica: Gennaio 2012 « I 400 calci il 04/06/2012 alle 00:51

    […] ma non credo ci riuscirò. Che poi sull’Australia già vi feci un pippone grosso così nella rece di Primal e non ho cambiato idea: i migliori horror attuali vengono tutti da lì, fosse soltanto perché […]

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