Source Code: intervista a Jake Gyllenhaal e Duncan Jones!

Amici lettori, è con immenso piacere che la redazione del vostro sito di cinema preferito, o come minimo quella del sito che state leggendo ora (e se le due cose non coincidono ci rimango male), ha partecipato alla tavola rotonda di presentazione del film Source Code. Ah, l’occasione per incontrare Prince of Persia e chiedergli se è vero che quei muscoli li aveva fatti solo per reggere Gemma Arterton in un bacio col casché… o per chiedere a Duncan Jones quando si degnerà di girare un film ambientato in più di una location… le abbiamo perse entrambe. Ma in attesa della rece, per la quale dovrete ahimé aspettare fino all’ora di pranzo, sono venute fuori lo stesso cose simpatiche:

Duncan Jones e Jake Gyllenhaal con lo sguardo proiettato verso un luminoso futuro

Fino a che punto la scienza per nobili fini, come avviene in Source Code per salvare vite umane, può manipolare la vita e la morte di uomo strumentalizzandone la libertà e il pensiero?

Duncan: Dopo aver finito il montaggio di Moon, la prima proiezione fu organizzata alla NASA in Texas. Il pubblico era dunque composto per la maggior parte da scienziati. Lì ho avuto modo di porre io qualche domanda. Ho chiesto se prenderebbero in considerazione l’ipotesi di mandare malati terminali a colonizzare Marte. Metà del lavoro consisterebbe nel riuscire a farceli arrivare, perché l’altra metà sarebbe trovare il modo di farli tornare indietro. Credo che laddove ci sia un essere umano pronto a fare un sacrificio che consenta di aiutare altre persone, perché non dovremmo permetterglielo? Ovviamente solo se fossero loro a chiederlo, se fossero volontari e non costretti a servire la scienza.

Jake, hai detto che dopo aver visto i primi venti minuti di Moon hai capito che dovevi lavorare con Duncan. Cosa ti ha convinto in soli venti minuti?

Jake: Mi sono reso conto che non era un film derivato da qualche altra cosa. Conteneva elementi rubati, ma essenzialmente era originale. Si dice che i grandi artisti, i grandi registi rubino altrove, ma in Moon c’era una voce originale che emergeva con prepotenza attraverso il ritmo del film. Lo guardavo e mentre ero bombardato da tutte quelle idee vedevo un solo attore capace di una performance eccezionale. La maggior parte dei registi sa fare bene una sola di queste cose: idee, direzione attori, ritmo. Lo capisci dai primi quindici minuti se un film avrà tutto questo oppure no. Moon è un film validissimo e tutti coloro che l’hanno visto hanno potuto percepire le stesse cose.

Quanto ti ha spaventato il paragone visivo con Ricomincio da capo?

Duncan: Per niente. Quando ho letto la sceneggiatura di Ben Ripley, ho apprezzato la sua capacità di arrangiare le idee prese un po’ ovunque, da Ricomincio da capo, Quantum Leap, L’esercito delle dodici scimmie, Déjà Vu, e comporle in una struttura originale di stampo classico che mi ha ricordato molto le atmosfere di Alfred Hitchcock che ho omaggiato quando ho potuto. Per quanto riguarda l’impatto visivo, rispetto a Ricomincio da capo ho voluto fare un diagramma perché gli otto minuti sul treno non fossero mai uguali tra loro, elencando tutte le varianti possibili. Il treno naturalmente non è vero, ma l’abbiamo ricostruito in studio per facilitarci il lavoro con tutte queste modifiche.

La struttura di questo film ricorda molto i videogame nei quali l’eroe muore e poi ricomincia. Ne hai tenuto conto di questo aspetto lavorandoci?

Duncan: Sono un giocatore accanito di videogame da quando ero un ragazzino. Credo di appartenere alla nuova generazione, giovane abbastanza per essere cresciuto con i videogame al computer che considero un riferimento culturale. Avevo una chance con Source Code di rendere omaggio anche a questa cultura. C’è una scena in cui Jake salta dal treno che ho voluto girare con un riferimento a Grand Theft Auto. L’idea che un personaggio abbia molte opportunità di avere successo nella sua missione è già di per sé un diretto riferimento al mondo dei videogiochi.

Come cambia il tuo approccio al lavoro quando reciti in un progetto hollywoodiano o in un film indipendente?

Jake: Uno dei miei film di maggiore successo aveva un budget ridottissimo. Ciò che conta per me è la storia, così come la collaborazione con il regista. L’importante è capirsi su quello che vogliamo fare. Per quanto riguarda Duncan, lui ha avuto così tanta fede in me che, unita al rispetto che io avevo per lui, mi ha spinto a fare cose che normalmente non avrei fatto, a correre dei rischi che non avrei corso. Mi sono sentito sostenuto e supportato, farei molte altre cose con lui. Non faccio altro che ripetere quanto sia importante il nostro rapporto e quanto io abbia stima di lui.

Duncan: [impugna una penna e finge di conficcarla nel braccio di Jake] And right here, right now, we’re gonna become blood brothers… [risate]

Duncan e Jake si sono seduti qui <3 *_* <3

Il padre del Capitano Colter Stevens nel film è solo una voce al telefono, ma l’attore non mi sembra sia stato scelto a caso…

Duncan: Esatto, è Scott Bakula. Quando ho letto lo script ho immediatamente pensato a Quantum Leap [= In viaggio nel tempo]. Volevo rendere omaggio a quello show e per fortuna Scott era disponibile per fare quella comparsata. Lo conoscete Quantum Leap in Italia?

Sì, era abbastanza popolare.

Duncan: Bene. Ma il film è doppiato, per cui la gente non se ne accorgerà… a meno che non leggano i titoli di coda. Quello che dovreste fare sarebbe trovare un attore TV italiano molto famoso e usare la sua voce…
Jake: …o usare il tizio che doppiava Scott Bakula nel telefilm.
Duncan: Esatto, quello funzionerebbe.

[ndr: il doppiatore di Scott Bakula era Massimo Giuliani, ma per il film è stato ingaggiato Luca Biagini]

Fingiamo di essere in coda al cinema. Cosa diresti alla gente intorno a te per convincerla ad andare a vedere Source Code?

Duncan: Avete due scelte. Potete andare a vedere un grosso coniglio che caga caramelle di gelatina – e chi lo vorrebbe? – o potete andare a vedere quel bell’uomo ed eroe nato di Jake Gyllenhaal in un divertente, romantico, misterioso action/sci-fi/thriller.
Jake: Io non cago caramelle di gelatina, ma passo parecchio tempo in bagno.
Duncan: Ma se può aiutare gireremo un’altra scena in cui caga gelatina.

Aderite nei commenti qui sotto alla petizione per inserire una scena in Source Code in cui Jake Gyllenhaal caga gelatina. Se raggiungiamo un milione di firme la metteranno nella versione Unrated del dvd. Oppure scrivete “MI PIACE” su Facebook (funziona così?).

[intervista raccolta dal nostro inviato a Roma, Marlon Bracco, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti]

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15 Commenti

  1. Past & Fasul

    dai pareri in giro sembra jones abbia fatto di nuovo centro dopo moon…e ne sono contento visto che temevo che facesse la fine di kelly dopo donnie darko…da noi esce a fine mese non vedo l’ora!

  2. Gonzo Kent

    Aderisco alla petizione mondiale per far cagare gelatina a Jake Gyllehaal.

  3. Il_francese

    Io farei una petizione per far cagare gelatine a Michelle Monaghan, potrebbe ottenere più “mi piace” di Jake Gyllehaal …

    In simpatia …

  4. Il_Presidente

    Leggerlo qua tutto bello, ma ho visto il trailer al cinema e il rischio “cagata clamorosa” è tangibile :-(
    Spero che i fatti non mi cosino…

  5. Ingmar Van Peebles

    @Il Francese: No per piacere, non potrei più guardare michele monaghan in … fazza, dopo una tale scena. Meglio Jake, per cui aderisco.

  6. John Who?

    “Mi sono reso conto che non era un film derivato da qualche altra cosa”

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

    A Jake, ma ce stai a cojonà?
    E’ come un’attrice che dichiara di voler lavorare con Michael Bay per la delicatezza con cui tratteggia i ruoli femminili.

  7. il_francese

    @Ingmar: un easter egg con tutta la troupe non sarebbe male…

    Appro a quando una rubrica dedicata alle OVA di pasqua?

  8. Naccio Jai White

    OR-SET-TI! OR-SET-TI!

    Più gelatina per tutti

  9. Hop CacCaramelle

    Regista e marionetta devono solo vergognarsi fortissimo. Con o senza gelatina.

  10. Jake non piace neanche a me però sto film lo vedrò al 100% :) Solito genere, solite cazzate…ma sono il genere di cazzate che piacciono sempre <3

  11. alessandro

    Facciamogli cagare buchi neri invece di gelatina, sarebbe di ispirazione per un sequel.

  12. “farei molte altre cose con lui”, outing? Io comunque un coniglio che caga Jelly Belly lo vorrei tutta la vita!

  13. Ingmar Van Peebles

    Io ho fatto la tesi sul reboot; il film lo devo vedere.

    Ora Voto x 2 per Donnie che caga gelatine.

  14. Ingmar Van Peebles

    Io ho fatto la tesi sul reboot; il film lo devo vedere.

    Ora Voto x 2 per Donnie che caga gelatine.

One Trackback

  • Scritto da Violenza Domestica: Ottobre 2011 « I 400 calci il 01/10/2011 alle 07:02

    […] di avere treni che esplodo, Duncan Jones e Jake Gyllenhaal nello stesso film. Cioè, abbiamo pure l’intervista noi, a sti due, mica stiamo qua a pettinare le bambole di rambo, ziocane. Il treno non s’è […]

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