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La linea comica: Tucker & Dale Vs. Evil

Il problema con gli horror comici è uno e uno solo: non fanno ridere. Che, se ci pensate, è un problema non da poco. Shaun of The Dead ha fatto più danni della grandine. Il danno più grosso è quello di aver convinto moltissimi squallidi mestieranti che fare una commedia con ettolitri di sangue sia un gioco da ragazzi. Ovviamente non è così e, dal 2004 ad oggi, abbiamo visto uscire titoli piuttosto imbarazzanti, vere e proprie istigazioni al double facepalm. La pecca principale di titoli come Dance of the Dead, Dead Snow, Lesbian Vampire Killers, Doghouse sta tutta nello sbrocco della dannata linea comica. La tentazione sembra essere quella lasciarsi conquistare più dal modello neozelandese che da quello british. La fisicità intrinseca dell’horror fa scattare uno strano meccanismo nelle teste bacate dei cinematografari che, non sapendo che pesci pigliare, la buttano sullo slapstick, con risultati spesso deprimenti. Fortunatamente ogni tanto qualcuno c’azzecca.

Quella comicità talmente sottile e raffinata che poi, tipo, non ridi.

Quella comicità talmente sottile e raffinata che poi, tipo, non ridi.

Tucker & Dale Vs Evil personalmente mi ispirava come un panino col cotechino e le lenticchie ad agosto in spiaggia. Mi sembrava uno di quei film già già visti, banali. Di quelli che, solo a vedere la locandina, ti sei già immaginato tre quarti delle sequenze. E non ne hai sbagliata una. In realtà, nel suo genere, è un piccolo gioiellino. Anzi, dispiace constatare la sua arietta dimessa e una distribuzione non propriamente azzeccata, perché si poteva rischiare pure il botto. Apro una brevissima parentesi. Stavo controllando dove il film è uscito: Kazakistan, signori. Croazia, Estonia e Lituania. Lasciamo perdere? Lasciamo perdere.

In Croazia, per scene così, viene giù il cinema

In Croazia, per scene così, viene giù il cinema

Il merito principale dell’esordio del regista Eli Craig, che ha scritto il film insieme a Morgan Jurgenson, è quello di essere stato in grado di far convivere i due toni della commedia all’interno dell’horror. Mi spiego meglio: Tucker & Dale Vs. Evil ha un primo piano comico che è il ribaltamento sistematico dei meccanismi classici dell’horror. Per farla breve: Il cattivo sembra cattivo, ma in realtà è buono. Il buono sembra buono, ma in realtà è cattivo. Questo è il pretesto iniziale per scrivere una storia che poi si rivela essere una tenera love story. E che non disdegna assolutamente momenti slapstick con effettacci gore. Non dico che qui siano giustificati, ma almeno non sono fini a loro stessi. Sono dei piccoli momenti, in un film che racconta altro. Per cui ci stanno e, novità, fanno ridere.

Para papà pa para, Para papà pa para, parappappa parà pà!

Para papà pa para, Para papà pa para, parappappa parà pà!

Altro merito del film risiede nel cast. Perfetti i due protagonisti. Tyler Labine e Alan Tudyk funzionano come coppia comica e hanno una perfetta fisicità hillibilly. Gli odiosi studentelli che si perdono tra i boschi sono odiosi al punto giusto. Ma soprattutto c’è Katrina Bowden. L’attrice, classe 1988, che vuol dire che ha 22 anni, oltre a interpretare Cerie in 30 Rock, oltre ad essere stata eletta da Esquire come donna più sexy del pianeta (cosa dimostrata in questo servizio fotografico, dove per altro mi sembra che Katrina abbia compreso le enormi potenzialità di una sua precisa parte del corpo), oltre ad essere appena stata scritturata per Pirahna 3DD, non fa molto altro. Per la verità si limita ad ingombrare il quadro. E, se devo essere sincero, lo fa benissimo. E non le si chiede di più.

E recita anche! Bravissima...

E recita anche! Bravissima...

DVD-quote suggerita:

“Un film comico che fa ridere!”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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23 Commenti

  1. Chiasmo da Rotterdam

    “personalmente mi ispirava come un panino col cotechino”= big fail bravuomo!! Vai immediatamente da Pepi Sciavo a Trieste, mangiati un panino cotechino e cren, godi come un riccio e poi fa’ pubblica ammenda. Te lo consiglio perchè ti amo

  2. @ Chiasmo: era l’unione cotechino und agosto a spaventare. il cren però non l’ho mai provato. lo servono sempre colla polenta e a me la polenta non mi garba.

  3. Il_Presidente

    Doed Snoe è carino, dai. E non lo vedo proprio come un horror/commedia o___O

  4. Past & Fasul:Mandrione Drift

    posso consigliare a lor signori I SELL THE DEAD oppure BURKE and HARE, commedie horror vecchio stampo.

  5. Jane Plissken

    Burke & Hare rulez!

    Casanova, se mi racconti qualcosina in più sulla trama ti mando in redazione un piattino di cren piccante.
    Senza polenta.

  6. @Il Prez: dai, ufficialmente dead snow tenta la linea comica. io l’ho trovato piuttosto insopportabile.

    @ Past & Fasul: sai che a me Burhe & Hare… (non riesco neanche a scriverlo… scusa john…)

    @ Plissken: ero tutto contento che sono riuscito a scrivere il post senza dire nulla della trama… la vuoi?

  7. puffo superpiù

    shawn per me è una cosidetta commedia agrodolce, nn fa totalmente ridere ma mantiene momenti di un certo pathos oltre che drammatici. film “horror” che fanno unicamente ridere mi viene in mente zombieland, a me è piaciuto un sacco, oppure quello delle lapdancer zombi, ora nn ricordo il titolo, oppure botched, oppure vampire party – les dents de la nuit. nsomma, nn ho visionato il film in esame, ma film “horror” che fanno ridere ce ne sono eccome.

  8. Bello, Tucker & Dale, a Deep è piaciuto. Ma anche Dead Snow. E anche Dance of The Dead. Lesbian Vampire Killers in compenso è una ciofeca.

  9. Jane Plissken

    @ Casanova

    Certo che sì. Grazie in anticipo!

  10. Il_Presidente

    Mah Casa, forse ricordo male, ma tutta questa linea comica in Dead Snow non la ricordo. Forse non traspariva dai sottotitoli :D ma l’unica scena ‘comica’ che ricordo è il morso all’uccello. Che poi sia puù action/splatter/horror che horror/horror ok, però….

  11. Ero in “quasi-disco” con gli amici sabato sera e per una forma di autolesionismo che non mi so spiegare, avrei voluto mettessero POMPONELLECASSE.
    Bella la recensione almeno fino a “questo servizio fotografico”…

  12. @ Jane Plissè: ci sono dei giovani
    che vogliono fare una vacanza nei boschi.
    in questi boschi hanno la casa Tucker & Dale
    che sono dei marci e rozzi redneck.
    i giovani, che hanno visto tanti horror,
    appena li vedono pensano che i due
    siano dei marci e rozzi redneck assassini.
    questo porta delle simpatiche e sanguinose conseguenze.

  13. abraxas capitan Perù

    Tyler Labine era un idolo già in reaper, sono felice che abbia fatto un buon lavoro
    (POMPONELLECASSE)

  14. Phoenix

    Hillibillies!!! Approvo questo film e la gnocca in sovraimpressione. POMPONELLABODWEN, POPOPOPOMPONELLABODWEN… ahem… (pomponellakatrina suona male, sembra quasi pomponellalatrina ^^)

  15. lo so lo so
    è il culo, quando parli delle “enormi potenzialità di una sua precisa parte del corpo”!
    è il culo vero?
    no, lo dico perchè a mio parere ha un enorme potenziale!

  16. sì.
    16.
    il culo.

  17. giubari

    Ero quasi riuscito a rimuovere quello stracazzo di Video di pomponellecasse dal cervello. Maledetti inutili commenti

  18. Angela

    Molto divertente. Non ho ancora capito che dei 2 protagonisti fosse più coglione però

  19. P.styl

    ahaha bravo Chiasmo, non so chi tu sia ma ci si vede da Pepi (o in un qualsiasi altro ottimo buffet triestino)

  20. Donnie Harlin

    All’epoca acquistai il Blu-Ray (UK) di Tucker & Dale vs Evil a scatola chiusa, poco dopo l’uscita, complici alcune recensioni davvero buone (non conoscevo ancora il vostro sito) e un prezzo ridicolo. Lo guardai subito e mi piacque assai.
    Giorni fa ero piuttosto giù di morale e decisi di rivederlo.
    Bello, ma bello forte. I due redneck sono grandissimi (bravi davvero gli attori), Katrina è sempre un bel vedere ed è perfetta per la parte che interpreta, le scene splatter ci sono (con grande abbondanza di sangue) e coincidono con alcune delle parti più divertenti del film.
    Film che è un connubio tra horror e commedia (in questo caso degli equivoci), e ci sta dentro pure una love story, che non risulta affatto fuori posto, soprattutto perché si sviluppa anch’essa sui binari dell’umorismo e non diventa mai mielosa; un alchimia difficile, ma che il regista, complice una valida sceneggiatura e un solido cast, riesce a portare a casa con grande sicurezza per arrivare a uno splendido risultato finale.
    Mi sono divertito parecchio e in certi frangenti ho riso davvero di gusto (certe scene sono da antologia, soprattutto perché regia e interpretazioni ne massimizzano la resa), grazie a un umorismo che spesso si fa anche sottile e citazionale.
    Consiglio vivamente la visione del film agli appassionati di horror che non ne disdegnano la commistione con altri generi.

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