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Speciale Far East Film Festival 2011: Part Two.

Continuiamo, dopo la prima puntata di lunedì, con il report annuale dal Far East Film Festival di Udine. Dati importanti: quest’anno era la tredicesima edizione. C’erano più di 60 pellicole provenienti da: Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Indonesia, Malesia,Filippine, Singapore, Vietnam, Taiwan e, per la prima volta, pure dalla Mongolia. Avete mai visto un film mongolo? Io no. Ma manco quest’anno per altro, che non sono riuscito a inserirlo nelle mie visioni. Però va detto che quelli del Far East Film Fest sono degli insaziabili curiosi, dei ghiottoni della celluloide, a cui evidentemente il cinema sta molto a cuore. Senza se e senza ma. Se non siete mai stati al FEFF vi siete persi qualcosa. Ma potete ovviamente recuperare. Ci tengo a dirvi che avrei potuto vedere Under The Hawthorn Tree, il film di Zhang Yimou, ma non ci sono andato. Sapete perché? Perché io a Zhang Yimou lo disprezzo. Ci tenevo a dirvelo.

Seaside Motel, Kentarô Moriya, Japan, 2010

Oggi stavo per guardarmi questo film lituano dal titolo Zero II. Se ne parlava bene nell’internet per cui ho pensato che valesse la pena spenderci un’ora e ventidue minuti del proprio tempo. Erroraccio. Che erroraccio, amici. Ho fatto fatica ad arrivare in fondo. Un disperato tentativo totalmente fuori tempo massimo di fare la tarantinata. Inutile dire che lo sceneggiatore e regista Emilis Velyvis non è Quentin Tarantino. Gran chiacchiere, parolacce, qualche scenetta di sesso, gangsterini che pippano, si sparano, si inseguono, urlano e bla bla bla. Giuro: non un’idea, niente. Una noia e un piattume tale che ti escono subito delle frasi di mal celato razzismo del tipo: “cazzo, veramente solo in Lituania”. Vi dico questo perché Seaside Motel è stato presentato in sala, alla presenza del regista, come “il film più tarantiniano della selezione”. Ora, io non so cosa si intenda per tarantiniano nel 2011. Voi lo sapete? Storie a episodi che si incrociano velate di (ma magara!!!!!) black humor, vuol dire tarantiniano? Seaside Motel è un film molto fastidioso che tenta con estremo ritardo rispetto alla Storia del Cinema e dell’umanità tutta di dire la sua nel simpatico mondo della narrazione pulp. Come lo fa? Molto male. Un albergo, quattro stanze, quattro storie che si incrociano. Non una di queste storie è neanche lontanamente interessante o fa ridere o spaventa o emoziona o sa la madonna cosa. Il tutto ovviamente girato con quello stile – che va detto, Tarantino non ha MAI avuto – tutto esagitato, modello Guy Ritchie del discount. Forse si è scomodato il nome di Tarantino perché quattro stanze d’albergo = Four Rooms, ma qui siamo distanti megaparsec anche solo dal cugino scemo di terzo grado di Robert Rodriguez.

DVD-quote suggerita:

“Che fastidio. Che noia.”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

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Cyrano Agency, Kim Hyun-seok, South Corea, 2010

Che tecniche usate voi per beccare? Esempi concreti, amici. C’è una/o che vi piace che voi non conoscete ma con cui volete tantissimo uscirci, fidanzarvici, figliare. Come fate? Avete dei trucchetti che funzionano sempre? Siete più tipi da “ma non ci siamo già visti alla festa X?” o da “quando sei nata il cielo ha pianto perché ha perso la sua stella più bella?”. Io sono riuscito una volta in vita mia a fare un numero del genere. C’era questa ragazza che mi piaceva moltissimo, sempre serissima, e che vedevo sempre in biblioteca. Ma tipo che la vedevo e diventavo rosso e ascoltavo Red Letter Day in loop forte e pensavo a lei sempre anche se non la conoscevo. Poi una volta l’ho beccata in un locale e le ho detto: “Ma perché non ridi mai?”, che è una cazzatissima tale che adesso mentre l’ho scritta ho pensato che sono proprio un gran sfighé, però – che vi devo dire – lei mi ha dato corda e poi l’ho limonata. Poi lei mi ha spezzato il cuore e s’è messa sicuro con uno coi dread a cui piace Danny Boyle, lo so, me lo sento. Ma questo non è importante. Per evitare di fare queste figure di merda, vi potete rivolgere alla Cyrano Agency, dei teatranti squattrinati che guadagnano organizzandovi delle perfette scenette per far innamorare di voi il vostro amato o amata. Sono una vera e propria squadra organizattisima: il loro scopo è quello di rendervi, grazie a degli elaboratissimi trucchi da agenti segreti, più fighi di quelli fighi del mondo del cinema. Se vi affidate a loro, sicuramente tempo un due o tre settimane direte la frase giusta al momento giusto e abbraccerete il vostro amore sotto un selvaggio e sensualissimo temporale. Ma cosa succede quando il vostro lavoro è far innamorare di uno l’amore della vostra vita? Simpaticissima rilettura del Cyrano de Bergerac di Rostand che inserisco a forza in questo report inventandomi che le sequenze in cui la squadra è all’opera ricordano un po’ quelle sequenze megaorganizzate al secondo di film come Mission: Impossible o Ocean’s Eleven. Ovviamente c’è una sbrodolata inutile finale, ma siamo di fronte a un’ottima commedia.

DVD-quote suggerita:

“Una commedia dell’amore, con un po’ di roba tipo agenti segreti! Bello! ”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

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Seru, Ming Jin Woo & Pierre André, Malaysa, 2010

Oooooooooooooooooh, finalmente posso dire di aver visto un horror malese. Anni fa al Festival di Venezia vidi un kolossal malese, la prima pellicola ad arrivare a un Festival di Cinema europeo. Si intitolava Puteri Gunung Ledang (La Principessa del Monte Ledang) ed era una sorta di vecchio wu-xia noiosetto. Ma sono passati quasi sei anni da quella proiezione e io ancora me la ricordo, visto che Puteri Gunung Ledang era girato con una tale passione e genuino amore che non si poteva non trovarlo splendido. A questo proposito vi metto qui una sequenza del film su cui qualcuno, evidentemente di raro gusto, ha montato una canzone di Marc Anthony e Tina Arena. Non so se vi rendete conto: Tina Arena.

Bellissimo. Adesso mi posso bullare di aver visto la risposta a [REC] malese. Qualcuno aveva fatto questa domanda? Non è importante, qui abbiamo la risposta. Seru è un film girato tutto in soggettiva e in presa diretta ambientato sul set di un film horror. Si parte piuttosto bene con una bella mossettina metacinematografica, ma dopo poco le idee finiscono e si comincia a non sapere più che pesci pigliare. Due ragazze della troupe sembrano essere vittime di una strana influenza. In realtà c’hanno tipo il dimonio dentro e si aggirano per la foresta malese uccidendo chi gli capita sotto tiro. C’è anche una specie di motivazione che non vi svelo perché 1) è una cacata 2) vi lascio questa sorpresona. Seru gioca molto più sporco di quello che dovrebbe (Leggi: l’operatore, colui grazie al quale noi vediamo quello che accade, preferisce di gran lunga inquadrare i suoi amici piuttosto che guardare in direzione del probabile pericolo. Il tutto in favore del momento “bu bu settete”) e fa impressione per quante volte viene utilizzata la sequenza “Hey, c’è una macchina! Scappiamo! Dannazione, non funziona il (inserisci qui un pezzo a caso)”. La si usa talmente tanto – almeno sei volte – che a un certo punto, dopo aver detto “il motore”, “lo spinterogeno”, “le candele”, viene pronunciata la seguente frase:”The post radiator is leaking!”. The post radiator maccosa. L’idea che l’horror a busso budget in soggettiva sia arrivato in Malesia (stato dove l’horror è sinonimo di successo al botteghino) ci porta però a fare due profondissime riflessioni. La prima è che l’horror è veramente il genere più universale ed esportabile tra tutti e che basta veramente poco per girare qualcosa che funziona in qualsiasi parte del mondo. La seconda è che questo tipo di pellicola ha veramente rotto i coglioni.

DVD-quote suggerita:

“Tipo [REC] ma malese. E più brutto. ”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

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Haunters, Kim Min-suk, South Corea, 2011

Altro megafilmone del Festival, ancora una volta Sud Coreano. Ma non erano in crisi? La storia è questa: Cho-in ha un superpotere. Riesce con il suo sguardo a manipolare le volontà altrui. Tipo il potere del lemmings, se volete. Una volta scoperta questa sua particolarità, la madre lo tiene nascosto – soprattutto da un padre violento e alcolizzato – e il ragazzo cresce come un freak tormentato e maledetto. Una volta cresciuto, vive rubando i soldi a dei banchi dei pegni. In uno di questi incontrerà il simpatico Byuk-nam, l’unico capace di resistergli. Non solo, a quanto pare il ragazzo ha anche, modello Wolverine, il fattore rigenerante, ovvero guarisce quasi immediatamente da ogni tipo di ferita. Tra i due scatterà una violentissima guerra. Film d’esordio per Kim Min-suk, già assistente per The Host, ed enorme successo commerciale in patria. Haunters ha moltissimi meriti: il primo, il più semplice, è che è un buon film coi supereroi. Il genere di film che ci gasa sempre. Il secondo è che ha un ritmo invidiabile. Il terzo è la sua capacità di appoggiarsi e toccare molto registri, passando con grazia e disinvoltura dalla tragedia all’horror, non disdegnando momenti apertamente comici. Il quarto è che ha almeno due o tre sequenze VERAMENTE fighe. Il quinto e forse più importante motivo d’interesse di questo titolo risiede nella miriade di elementi narrativi che vengono buttati lì, senza alcun motivo apparente e senza nessuna spiegazione, che rendono il tutto più affascinante e curioso. Non ve li dico che altrimenti spoilero, ma ce ne sono veramente un bel po’. Recuperatelo! Curiosa la presenza della coppia comica degli amici del protagonista, uno di origini congolesi, l’altro turco.

DVD-quote suggerita:

Heroes meets Misfits in Corea. Bombetta. ”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

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Bedevilled, Jang Cheol-soo, South Korea, 2010

A una stronza viene un esaurimento nervoso. Per tentare di rinsavire, lei tutta fighettina, lascia Seoul alla volta della piccolissima isola dove è nata e cresciuta. Qui son tutti invece dei poveri contadinoni ignoranti e brutti. L’isola è un posto dimenticato da cristo, dove non c’è altro da fare se non il miele, mangiare delle gran foglie di “l’erba che fa diventare sciocchi” e maltrattare una sua vecchia amica. La ragazza in questione ha subito le peggio angherie per tutta la sua esistenza fin da bambina, e ora che è cresciuta le cose non vanno meglio. Il marito la tratta peggio di una pezza da piedi e la picchia appena può. In compenso non le pratica mai l’amore, visto che la disprezza e che sfoga la sua libido con una prostituta. La suocera e le sue vecchie amiche comari non fanno altro che insultarla tutto il giorno. Nottetempo il cognato, reso pazzo dalla dipendenza dalla droga, le pratica l’amore da tergo un po’ controvoglia. In questo simpatico clima vagamente incestuoso, bisogna fare i conti con la figlia della maltrattata (verso cui il padre riserva un po’ troppa attenzione) e all’arrivo sull’isola della stronza che forse potrebbe cambiare gli equilibri. Morbosissima e fastidiosa storia famigliare, capace di accumulare disgrazie fino a un vero e proprio bagno di sangue finale di rara violenza. Bedevilled è un film strano, malato, in cui ci si ritrova a non fare il tifo per nessuno, per essere schifati la maggior parte del tempo per quest’aria decadentissima e malata che pesa come un macigno. Il più cattivo dei film visti. E quanto sangue! Ma tanto lo sapevate già visto che il Boss in persona ebbe a parlarne durante il Fright Fest.

DVD-quote suggerita:

“Mamma mia, che fastidio! Però non riesci a non guardare… ”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

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E con questo per la 13° edizione del Far East Film festival è tutto. Ovviamente, come tutti gli anni, ci siamo persi il vincitore, Aftershock di Feng Xiaogang, disaster drammone incentrato sul grande terremoto di Tangshan del 1976. Recuperiamo appena possibile. Un grazie a voi che avete letto fino a qui e un grazie abnorme al Far East Film Festival tutto.

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11 Commenti

  1. Phoenix

    Argh non riesco a leggere Misfits e Heroes nella stessa frase @_@

    “Bedevilled è un film strano, malato, in cui ci si ritrova a non fare il tifo per nessuno, per essere schifati la maggior parte del tempo per quest’aria decadentissima e malata che pesa come un macigno.”

    Lol! Deprimente! :D

  2. Jean Pieri

    certe volte le dinamiche dei film mi sembrano oscure: in Haunters se il tipo è in grado di manipolare le volontà altrui, perchè dovrebbe nascondersi al padre violento anzichè plagiarlo con la mente?
    in ogni caso lo recupererò ugualmente

  3. tanti anni fa (in zona Monkey Island I per intenderci) ero davanti al tramonto del secolo con una tipa che mi piaceva fortissimo. Non mi ero preparato alcuna frase dato che arrivo a queste scene madri sempre assolutamente impreparato. Al culmine del crepuscolo, quando i colori avrebbero fatto piangere di inadeguatezza anche Zack Snyder, esclamai d’impulso:

    “Va che bella grafica!!”

    Non me la diede mai, storia vera.

  4. Jane Plissken

    L’immagine di Bedevilled fa tanto “Grano rosso sangue (aggiungi numero a caso)”.

    Forse è una mia impressione, ma mi sembra che il FE stia diventando sempre più una cosa per pochi eletti…

  5. Pau

    Mi ha incuriosito l’endorsement a contrario nei confronti di Zhang Yimou….ragioni “politiche” o squisitamente cinematografiche?

  6. @ Phoenix: effettivamente è all’insegna del pessimismo e del fastidio.

    @ Jean Pieri: ma lo sai come sono questi esseri dotati di superpoteri quando sono piccoli! non hanno il coraggio di usare il loro dono e non riescono a controllarlo. Fino a quando…

    @ vinx: non capisco come mai non te l’abbia data. uno scandalo. comunque ti sono vicino.

    @ Jane Plissken: ma no, anzi. secondo me è proprio l’opposto!

    @ Pau: cinematografiche in primis. Ma visto che per altro è anche uno squallido servo del potere, che fa i film su quanto sono belle le prigioni cinesi, anche politiche.

  7. Pau

    Immaginavo. Ricordo una conversazione avuta con amici all’epoca di “Hero”; io ero rimasto ammirato dai profluvio di colori e preferivo concentrarmi su quello, qualcun altro si focalizzava sul contenuto più che sul contenitore, e non riusciva proprio a digerire quel “sotto un unico cielo” messo lì come solenne giustificazione ad ogni futura porcata.
    Qualche anno fa lessi un libro estremamente interessante sull’argomento dell’imperialismo cinese, affrontato prendendo spunto dalla costruzione della ferrovia Qinghai-Tibet (“Il grande treno” di Abraham Lustgarten). Non dico di aver cambiato opinione sul regime di Pechino, ma quella lettura mi ha aiutato a comprendere un punto di vista diverso.

  8. Cicciolina Wertmuller

    Vedete perchè I 400 CALCI vince sempre? Perchè ci scrive gente come Casanova che prima va a Udine a vedersi un mucchio di film che gli fanno schifo, tipo gliene sarà piaciuto uno e mezzo, e poi ha ancora l’onore e la generosità per dire “grazie abnorme”. Io il FEFF a ‘sto punto lo avrei mandato a cagare, lui no. Tanto di cappello, Casanova.

  9. Cicciolina: lo prendo come un bellissimo complimento. Grazie mille!
    (ci piace vincere facile e darci le pacche sulle spalle tra di noi)

  10. vespertime

    ho appena finito di vedere Bedeville e non faccio fatica a dire che è un pò una gran bella cagatona. per svariati motivi che, se non interessa a nessuno, evito pure di mettermi a scrivere. da evitare.

  11. Concordo con le opinioni sui tre film che ho visto. seaside motel è un guy ritchie venuto male, cyrano agency penso sia la prima “commedia romantica” che non mi abbia fatto accapponare la pelle solo a sentirne parlare, anzi mi sono divertito discretamente. haunters invece è stato il mio film preferito al feff di quest’anno, tutti gli elementi a cottura giusta, fantastici personaggi, alcune scene da mascella a terra, peccato per il finale-finale che era evitabile. comunque da tenere d’occhio il regista

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