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ricercati ufficialmente morti: SCOMMESSA CON LA MORTE (Buddy Van Horn, 1988)

titoli di testa:

1992

Ho scoperto i Guns’n’Roses da poco e ci sto dentro un casino. La mia intera ESISTENZA, dal tardo ’92 al ’93, si svolge intorno ai Guns’n’Roses. Ascolto molti altri gruppi rock, almeno tre (Nirvana, Queen, Metallica) ma il mio gruppo al momento sono i Guns’n’Roses. La cosa che più voglio al mondo è un Mito Cagiva rosso fiammante, al secondo posto viene la maglietta con Cristo in croce e la scritta Kill Your Idols, al terzo limonare con la Martina, che sta nel banco dietro al mio. La prima e la terza sono irraggiungibili per motivi strutturali, vale a dire che la seconda è la cosa a cui più tengo al mondo. Morris, un mio compagno di liceo flippato per i GnR peggio di me, mi passa un libro con i testi delle canzoni tradotti in italiano. Leggo la biografia allegata ai testi, trecento volte nei primi tre giorni. Scopro che nel tentativo di lanciare il gruppo (Appetite for Destruction è da poco in commercio) la casa discografica spunta un’apparizione nel film The Dead Pool di Buddy Van Horn. Anno domini 1988, quando esce: una grossa cazzata, nelle morigerate parole dei membri del gruppo –il quale nel frattempo sta diventando la cosa più grossa degli anni ottanta americani, grossomodo. Gli amici tossici di una rockstar che viene uccisa all’inizio del film, mentre sta girando il video di Welcome to the Jungle. Ci vuole almeno un anno, e un articolone su qualche rivista, per scoprire che il film in italiano si chiama Scommessa con la morte ed è un film dell’ispettore Callaghan. A quei tempi dei Guns’n’Roses mi frega già poco e niente, perché gli amori più violenti e passionali bruciano in fretta –o anche perché i dischi dei Guns’n’Roses, Appetite a parte, sono noiosissimi. E questo lo dico con l’unico scopo di farmi licenziare.

Valà che quando c'era LUI al potere

Scommessa con la morte, comunque, non è tra le mie priorità. Riesco a vederlo in televisione in prima serata da qualche parte a metà degli anni novanta, ed è il tipico film che ce la fa ad arrivare nel palinsesto delle prime serate delle reti Mediaset quando ancora alla TV passavano i film in prima serata. Il video di Welcome to the Jungle è bruttissimo e richiama l’Esorcista. Il resto è il classico impianto dei film dell’ispettore Callaghan: lui è un poliziotto, uccide molto e senza pensarci questo granchè. È un film scalcinato senza trama con molta noia che serpeggia qua e là, molto morale nel suo non esserlo, ha qualcosa di orribilmente meta nel parlare di rock e film horror. I Guns’n’Roses compaiono un paio di volte e han veramente la faccia di quelli che stan facendo una marchetta, Welcome to the Jungle si sente anche quella un paio di volte e sembra sempre agghiacciante. La trama ha a che fare con della gente che scommette sulla morte delle persone famose: ognuno fa una lista e vince chi ne becca di più. La donzella da salvare non è arrapante. Il cattivo è uno psicopatico furioso alla Scorpio ma senza fascino. Suppongo che i Guns’n’Roses abbiano basato la loro fortuna su altre cose. Il mio nuovo gruppo preferito sono i Black Flag. Henry Rollins al cinema funziona MOLTO meglio di Axl Rose.

caratteristi

2011

Finisco su Scommessa con la morte mentre mi trovo a rileggere qualcosina sui Guns’n’Roses in giro per internet. È un sabato pomeriggio e mi sto abbronzando i denti con un kinder pinguì, chiuso in casa e per nulla  intenzionato ad uscire. Conosco per sommi capi le biografie di centinaia di gruppi, alcuni più alcuni meno, e non ho il coraggio di approfondire ulteriormente. Mi viene in mente The Dead Pool e mi chiedo se è possibile trovarlo in s****ming. L’unica altra volta che ho pensato intensamente a rivedere Scommessa con la morte è stato quando nel 2005 ho scoperto l’esistenza del Fantamorto, di cui un tizio con cui avevo aperto un blog era avido giocatore e raccontava d’essersi piazzato agevolmente tra i primi (stìmati, gli rispondo). Trovo il film e lo rimetto su. La mente inizia a viaggiare tra un nome e l’altro del cast.

Harry Callaghan non è più tornato. The Dead Pool è il suo ultimo film. Scopro che in originale si è sempre chiamato Callahan e questa cosa uccide i miei sogni per i tre giorni successivi. Il suo addio (SPOILER) è assolutamente decoroso: uccide l’assassino infilandogli un arpione da balene nel torace e se ne va abbracciato alla bionda. La bionda è Patricia Clarkson ed è invecchiata come il vino. Ha smesso i panni della femme fatale, qualsiasi cosa significhi, ed è risorta come sogno erotico/materno per eccellenza del cinema americano contemporaneo, in una specie di selvaggissimo testa a testa con Helen Mirren. Non c’è paragone tra quanto mi farei Patricia Clarkson oggi e quanto me la sarei fatta nel 1988. Dieci a zero. Un altro che è abbastanza migliorato con l’età è Liam Neeson, qui un regista horror sbroccato e più anni ottanta qui che in Miami Vice. Il merito è soprattutto del fatto che le locandine dei suoi film sono la massima espressione del contributo di Photoshop alla cultura contemporanea (con che leggerezza è possibile mettere in commercio due locandine dello STESSO FILM in cui Liam è identico una volta a Tom Cruise e l’altra a Eric Bana? Mistero). Clint Eastwood è diventato Clint Eastwood. Non ho niente di originale da dire su di lui: per fare i film usa sempre gli stessi collaboratori, da una vita, come la squadra che vince e non si cambia e cose di quel tenore lì. Uno di loro è Buddy Van Horn, stunt-coordinator dalla notte dei tempi e ancora sulla breccia ad ogni nuovo episodio ed è rimasto accanto all’Uomo per tutta la cinematografia parallela da non-regista, quelle cose tipo Nel centro del mirino che a pensarci bene potrebbero entrare in pieno in uno dei prossimi RUM. Il cinese che fa da spalla a Clint in questo film, due calci volanti brutti e senz’anima, ha fatto perdere le tracce di sé. La metamorfosi più stupefacente è quella del rockettaro tossico alla Billy Idol che gira il video di Welcome to the Jungle: si chiama James Carrey e farà parlare abbastanza di sé dopo avere accorciato il nome in Jim. I Guns’n’Roses, oggi, sono la backing band del cantante dei Guns’n’Roses di allora, sono riusciti a partorire il fantomatico Chinese Democracy, del quale s’è scoperto che sì, vale esattamente quanto ci si aspettava. La formazione cambia radicalmente ogni due settimane. Slash ha fatto un concerto a Roma l’altro giorno, mi dicono sia stato orribile. Ogni tanto smarchetta sul palco assieme a Fergie, altro che Scommessa con la morte.

Rivedendo la scena ho telefonato a Francesco Alberoni.

The Dead Pool, non so. Non lo definirei UNA BOMBA, ma a rivederlo c’è da godere fino alla morte di croce. Il motivo fondamentale è che a rivederlo sembra un film messo insieme per girare la scena della macchinina. La macchinina sarebbe un’autobomba giocattolo radiocomandata che l’assassino fa arrivare sotto all’auto di un tizio. Poi l’automobilina esplode e sventra la macchina, che è quasi sempre una Chevy o una Olds o una Cadillac o qualsiasi altra macchina SERIA da film poliziesco americano. Ok, la macchinina è così figa che dopo averla usata su un morto qualunque l’assassino decide di usarla per uccidere Harry Callaghan. Però Harry se ne accorge in tempo e inizia a scappare con la sua Olds o Chevy o Cadillac e inizia un inseguimento pauroso alla Friedkin, però una delle due macchine è una macchinina telecomandata e viaggia ai centoventi all’ora tranquillamente e senza perdere il controllo nonostante sia imbottita di esplosivo. La scena della macchinina è talmente esaltante che sembra giustificare tutto quel che succede prima e dopo la scena. Ti viene proprio da immaginare la scena di Van Horn che riesce a convincere Clint a girare un film di Callaghan per infilarci dentro a sbafo la scena della macchinina e condire il resto con tutto quel che passa per la testa degli sceneggiatori, compreso il finale con l’arpione nel torace del cattivo e un sidekick cinese che molla calci rotanti nella scena più inutile e insensata del film. Il fatto è che anni e anni di trame svizzere e sequel chirurgici mi hanno dato una certa qual predisposizione per i film senza capo nè coda; dal giorno che l’ho ripescato me lo sono rivisto quattro volte. Non è che ve lo consiglio, ma letteralmente non riesco a smettere. Peccato per le scene dei Guns’n’Roses, ma Jim Carrey vestito da Billy Idol c’ha ancora tutto il suo che.

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13 Commenti

  1. Jane Plissken

    Come si fa ad abbronzarsi i denti col kinder pinguì?

    “Scommessa con la morte” è l’unico Callahan che mi manca, ma vedo che non servono rimpianti.

    Henry Rollins ha dovuto farsi perdonare “Suck” con un’intera stagione di “Sons of Anarchy”.

  2. @Jane Plissken – è importante non lavare i denti dopo il pasto.

  3. Gigos

    1) Abbiamo un RUM che prima non ti piaceva e ora ti piace? Interessante.

    2) La parte sul ’92 mi sembra un po’ sgrammaticata. E non contiene riferimenti a tangentopoli; cioè preferivi la T-shirt blasffema a quella “Vai Tonino, fai piazza pulita” che (mi dicono) andava tanto all’epoca?

    3) A quando un RUM sul film di gran lunga più spaventoso della mi infanzia (e oltre): Edward mani di forbice? Vi ricordo che contiene Winona Ryder bionda, cosa volete di più?

    4) Mi sembra di capire che all’epoca nessuno di voi ascoltasse i Cranberries…

  4. Gigos

    5) Patricia Clarkson? Ti sarà piaciuto Basta che funzioni, di Woody Allen, in cui fa la madre di famiglia repressa e in crisi da menopausa che per compensare diventa ninfomane (detto così sembra molto morboso, ma è tutto mediato dalla sensibilità del buon Woody).

  5. @Gigos:

    1) sì, suppongo non sarà l’ultimo tra l’altro.

    2) mi dispiace un casino per la grammatica. di sicuro non avevo il minimo desiderio di avere una maglietta con sopra Di Pietro.

    3) non ho ricordi legati a Edward, l’ho visto un giorno qualunque e non ho grossissime opinioni sul film, quindi niente RUM finchè non se ne occuperà Miike.

    4) personalmente no, ho sentito Zombi e gli altri singoli ma mai il disco intero. comunque secondo la mia testa i Cranberries sono una roba più 1994. no? forse mi sbaglio.

    5) adoro basta che funzioni, ma sotto pseudonimo. ma anche vicky cristina barcelona e goodnight and goodluck etcetera. sempre e solo sotto pseudonimo.

  6. @wim: guardati The Station Agent. Patricia Clarkson si ubriaca e ci prova con Peter Dinklage. Peter Dinklage tentenna ma alla fine si tromba Michelle Williams. Non mi sto inventando nulla. Inoltre: se volevi davvero farti licenziare non aggiungevi “a parte Appetite”, ma a quel punto piu’ che altro avrei chiamato la neuro. <3

  7. @Nanni – sì.

  8. Cicciolina Wertmuller

    Patricia Clarkson era grandiosa (cioe’ una troia di proporzioni grandiose) in Dogville, e ben le sta quando la Kidman la accoppa. IMDb mi dice anche che ha fatto Shutter Island ma io non me la ricordo, era quella col ginocchio peloso in testa? No dai…

  9. Fradettii

    Ci racconti come sono evoluti tutti i protagonisti della storia tranne una…. Martina del banco dietro.

    Alla fine l’hai limonata?
    Hai stalkerato nel 2011 su facebook per vedere che fine ha fatto?

  10. Sapo

    Per il prossimo RUM dico solo due parole:”Furia Cieca” e se non basta aggiungo Rutger Hauer…

  11. @Fradettii – grazie per la domanda. Niente Martina, niente Mito, niente maglietta Kill Your Idols. Lei era un genio, ora fa l’avvocato o il promotore finanziario. Io ero una testa dura e non faccio nemmeno quello. Non siamo amici su Facebook. Non ripenso mai alle ragazze di cui ero innamorato prima una volta che mi innamoro di un’altra ragazza: con Martina finì quando m’innamorai di un’altra più abbordabile (da cui venni ugualmente rifiutato, un tristissimo topos narrativo che si ripete MOLTO frequentemente fino ai miei diciannove anni). Qualche mese dopo mi propose un cinema in quattro il venerdì sera ed io, prudentemente entusiasta, mi ritrovai a vedere Vento di Passioni.

  12. Iniziamo col dire 1988 10-1. Che, vabbè, non ero ancora nato. Ricordo perfettamente il momento in cui ho realizzato che stavo vedendo Patricia Clarkson e mi sono svegliato dal torpore della seconda serata di rete quattro. Non per niente viene chiamato “dono della giovinezza”.

  13. BruceCampbell

    Ottimo film Dead Pool. Sicuramente non il peggiore Callahan che è il secondo del quale non rammento il nome… poi se Clint fa il Clint qualsiasi film si fa guardare volentieri…
    Per quanto riguarda i Guns and Roses andavano bene a inizio anni ’90, e sì, solo Appetite è un buon disco, Slash è un buffone e, nonostante abbiano provato a ricostruirsi con Brain Mantia alla batteria e Buckethead alla chittara (poi eliminato per manifesta superiorità suppongo) non valgono più una cippetta….

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