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I migliori amblin della nostra vita: La recensione di Super 8

Mentre andavo a vedere Super 8 mi hanno rubato il cellulare. Tipo un’ora e mezza prima che iniziasse il film. Vi fa ridere, questa cosa? Non dovrebbe. Quel cellulare aveva esattamente sei giorni di vita, quindi era nuovo, e me l’hanno soffiato senza che mi accorgessi di niente, probabilmente mentre ero distratto in edicola a leggere di straforo una recensione di Drive. Bella l’ironia, eh? Storia vera. Ve la racconto perché vi comportiate di conseguenza: ora, non dico di fare una colletta e ricomprarmene uno uguale, cosa che tutto sommato sarebbe anche carina visto che stavo andando al cinema SOLO PER VOIALTRI, amatissimi lettori ch’io considero come figli miei diletti. Però potreste almeno fare in modo di evitare lamentele nei commenti. Anche se non siete d’accordo con quel che sto per scrivere, mi aspetto il tatto che si riserva alle persone che soffrono. Una cosa tipo «Innanzitutto mi dispiace molto per il tuo cellulare nuovo e sappi che hai tutto il mio sostegno…» ecc. ecc. Oppure ditemi solo «Bravo, bravissimo, cristo». Al vostro buon cuore. E ora vi dico un po’ di Super 8, il film che ho visto senza cellulare.

Ti ho voluto tanto bene

Super 8 è proprio quello che i vostri amici vi hanno detto che è: un omaggione ai film della Amblin degli anni Ottanta. È – soprattutto nella prima parte – una macchina attizzatrentenni, è ritrovare in soffitta un castello di Skeletor come nuovo, perfetto e ancora giocabilissimo. Solo che al posto del drago-guanto che si muove con la mano, c’è un drago in CG. Mondiale! Non conosco nessuno, dei nati tra la fine dei ’70 e i primissimi ’80, che non si rimetterebbe a giocare con un castello di Skeletor come nuovo, se lo trovasse. Super 8 ha tutta la vostra giovinezza al cinema: le BMX, i walkie talkie, i walkman, i padri assenti, le mamme morte, le camicette western annodate in vita come progenitrici dei vestiti da zoccola, i bambini che prima gettano gli zaini di là da una rete e poi la scavalcano loro. I grandi movimenti di macchina avvolgenti, il mostro che non si vede per tra quarti di film (The Host è ancora di là da venire) e quell’atmosfera, quella grana di pellicola, quei bambini grassi e ciarlieri. È un colpo bassissimo, J.J. Abrams, ma bravo lo stesso. Super 8 non è una trappola. È sincero, spettacolare e girato da uno bravo (non so voi, ma io sulla bravura di Abrams regista ho smesso di dubitare ai tempi di Star Trek. ZITTI, RICORDATEVI DEL CELLULARE). Prima del film c’è pure il vecchio logo della Amblin con la bicicletta, una cosa che forse ero distratto io, ma non mi pareva di vedere dal novantuno. E non venitemi a dire, come ho sentito in giro, che il finale è troppo strappacuore e/o convenzionale e/o sbracato. Se un film così non finisce con la gente sudata e lacrimosa che guarda in alto verso una luce abbagliante strizzando gli occhi, i padri per mano ai figli, la macchina da presa che arretra e sale, non è un film così, punto e basta.
Il commento più appropriato, a fine film, è stato quello di mia moglie, Carey Natalie von Dinklage-Preminger Club Band, che a fine film si è girata, mi ha visto contento e ha detto «A Natale ti compro la cassetta». E non ho altro da aggiungere.
Non lasciatevi ingannare dai teaser poster fighi e dalla solita campagna virale alla JJ. Il vero poster per Super 8 non può essere che questo:
Tutto qui, allora?

No. Vi lascio con tre o quattro spunti di conversazione e/o dibattito, ovvero, «Motivi per cui il film non mi ha fatto particolarmente impazzire e che non ho granché voglia di approfondire anche perché non so se ve l’ho già detto ma quel giorno mi hanno ciulato il cellulare per cui figuratevi quanta voglia avevo di approfondire Super 8».

UNO. IL SUPEROTTO.
Per un film che si chiama Super 8, il ruolo del superotto è molto superficiale. I ragazzini girano il film in superotto e inquadrano per caso il disastro ferroviario. Punto. Il nastro incriminato non avrà nessun ruolo fondamentale, i ragazzini lo guardano quando ormai è chiaro che c’è un mostro orribile in giro, la grana del filmato è resa male, la scena abbastanza superflua. Poi ci sono i vecchi filmati del dottore che sapeva tutto: altri superotto in bianco e nero con della CG brutta e mal integrata. E didascaliche audiocassette di corredo. È un problema? Magari no, ma mi aspettavo che Abrams usasse l’espediente della “pellicola nella pellicola” per richiamare il presente – il cinema del presente – in modo un po’ più complesso e moderno, non so, compenetrando il vecchio e il nuovo con un mostro moderno che fa irruzione negli anni Ottanta utilizzando un formato video traballante e obsoleto, un gioco di scatole cinesi di epoche e formati video, un Cloverfield di fine anni settanta. Invece no, sono tutti passaggi curiosamente affrettati. L’unico motivo per cui il film si intitola Super 8 è la nostalgia per il cinema come lo si vedeva e lo si faceva allora, da piccoli: Abrams piccolo regista, noi piccoli spettatori. A Super 8 interessa esclusivamente guardare indietro, all’infanzia e ai filmini del passato come quello sui titoli di coda. Quando guarda al presente è solo per normali esigenze di spettacolarità (gli effetti in CG, la ventina di minuti del prefinale, di taglio action/sci-fi più moderno), che oltretutto (1) stonano e (2) non dicono nulla di nuovo.
È un oggetto che vive per scatenare un effetto nostalgia tanto carino quanto effimero, un film che vive talmente nel e per il passato che, paradossalmente, il suo senso di esistere nel 2011 durerà solo qualche mese.

Effetto nostalgia

DUE. NON MI CI FAR PENSARE.
Elle Fanning è nata l’anno che io ho dato la maturità.

TRE. I TRENTENNI E LA SINDROME NATALIA ASPESI.
Secondo me, nel preciso momento in cui noi ci esaltiamo a bomba perché Super 8 ci ricorda la nostra infanzia, ecco, in quel preciso momento abbiamo un pochino meno diritto a incazzarci quando leggiamo le recensioni dei vecchi balenghi critici dei quotidiani italiani che sfottono il cinema del sangue, il cinema orientale e il cinema dei blogger anelando le belle pellicole classiche e solide d’una volta, i film delle emozioni, i film dei contenuti. Più s’invecchia, più si diventa nostalgici, più «le generazioni di adesso non si meritano i nostri bei film»: è un dato di fatto. Ecco perché, sempre per restare nell’ambito Abrams, a un Super 8 preferirò sempre un Cloverfield o uno Star Trek, entrambi reboot nel vero senso della parola, modernizzazioni efficaci che guardano al passato sapendo però quando è il momento di lasciarselo alle spalle.

QUATTRO. IL MIO CELLULARE.
E se fosse che i ladri sapevano che stavo andando a vedere Super 8 e volevano aumentare l’effetto nostalgia privandomi di un oggetto del nuovo millennio, un oggetto che certo non avevo quando andavo al cinema a vedere i film degli anni Ottanta? Dicevo a mio babbo di venirmi a prendere in macchina davanti al cinema alle sei e quaranta, e se tardavo un po’ lo trovavo parcheggiato in doppia fila ad aspettarmi vagamente incupito. Mi tenevo duecento lire in tasca per chiamare da una cabina, «per qualsiasi cosa». Non avevo il cellulare, nessuno in sala lo aveva, e nessuno si dimenticava di spegnerlo. Niente suonerie sul più bello, nessun ragazzino che controlla gli SMS emanando una luce micidiale dalla fila davanti. Duecento lire in tasca e mio babbo che mi aspetta di fronte al cinema, in doppia fila: forse era questa l’immagine che voleva evocare il ladro sottraendomi dal borsello la tecnologia del 2011. Ahimè, non c’è riuscito: l’unica immagine che è riuscito a evocare è quella della ***********, madre di ******, che ******** nel ****** con un ***** di ****** di quella gran ******* di ***** e ****** su per la *********** di Ryan Gosling che ********* tutta la *******. Peccato.

Dai che ve lo ricordate come si chiama questo

CINQUE. O DEL PERCHÉ CAZZO IL MOSTRO NON È PARTITO PRIMA, VISTO CHE A QUANTO PARE AVEVA L’ASTRONAVE PRONTA.
Gli serviva il motivational del ragazzino per imparare a gestire la rabbia, o cosa? Se qualcuno me lo spiega, grazie.

DVD-quote suggerita:
«Il film che se lo vedi ti rubano il cellulare» (Luotto Preminger, i400calci.com)

IMDb/Trailer

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63 Commenti

  1. Pau

    Al di là del fatto che un “film col mostro” lo vedrò di sicuro, c’è qualcosa che non mi convince. Sarà che non sbavavo per i vari “E.T.”, “Indiana Jones” e compagnia amblineggiante, quindi per me niente effetto nostalgia; sarà che temo la presenza di troppa melassa, ma non ho particolari aspettative. In ogni caso, se dovesse piacermi la metà di quanto ho apprezzato il film di Bong, sarei più che soddisfatto. Filmone, quello.

  2. Il_Presidente

    Meh, Luotto, meh.
    Premesso che sono dell’82, che mi capita ancora di guardare le diapositive di famiglia e che mi sono comprato un arcade stick in legno massello per giocare ai giochi da sala emulati…tutto questo effetto nostalgia non mi ha preso particolarmente.

    Certo, JJ fa bene il suo lavoro, il ‘production value’ nel film è elevato, c’è una scena alla Michal Bay ma va bene pure quella…peccato che si parta con una bella atmosfera…poi…beh…ehm, in pratica NON SUCCEDA UN CAZZO per la maggior parte del film. E poi va tutto in vacca nella parte finale tra cazzate atomiche e metaforoni fastidiosissimi.

    Una bel tributo al cinema di Spielberg, ok, ma più fumo che sostanza.

    P.S. Perché nella versione originale il protagonista ha una voce da teenager, mentre nella versione italiana parla come un babino ritardato di 8 anni?

    P.P.S. In cantina ho ancora Eternia dei Masters in confezione originale. su eBay c’è chi la vende a 2000 dolla. Qualcuno vuole fare un’offerta?

  3. Visto qualche settimana fa.

    Non l’ho ancora cancellato dal desktop, quindi forse in qualche modo ne ho un ricordo piacevole.

    Ma non saprei.

    (Elle Fanning è un ulteriore passo verso l’accettazione delle attese fuori dalle scuole medie per conoscere sbarbe.)

  4. Michael Jail Black

    Visto l’ altro ieri e concordo in pieno, un buon film nostalgico che ti fa tornare indietro al tempo di incontri ravicinati e E.T.

    Concordo con il punto due!

    Ma le videocamere di Abrams resistono proprio a tutto e, carpet bomb(cloverfield), incidenti ferroviari…

  5. “Non conosco nessuno, dei nati tra la fine dei ’70 e i primissimi ’80, che non si rimetterebbe a giocare con un castello di Skeletor come nuovo, se lo trovasse”

    Assolutamente. Sono molto curiosa di questo Super 8, più ne leggo e più credo mi piacerà.

    condoglianze per il cellulare.

  6. Beh, bella recensione Luotto, devo dire che mi trovo d’accordo su più punti.

    Il film mi è piaciucchiato, ma allo stesso tempo mi fa incacchiare da morire il fatto che Abrams non si sia spinto oltre al simpatico omaggio, perdendo un’occasione d’oro per realizzare un bel film a tutto tondo, senza bisogno di troppe contestualizzazioni.

    Sarebbe bastato limitare tutta la parte del mostro, lasciare il mistero sullo sfondo, e non staccare mai gli occhi dai giovani protagonisti, dalla loro perfetta alchimia e dai loro casini adolescenziali/famigliari. Anche perchè la parte action nel pre-finale sembra una roba di cui non importa una cippa neppure ad Abrams, pare quasi improvvisata…

    PS: mi dispiace per il tuo castello di Skeletor. La prossima volta non portartelo in edicola, ok? ;-)

  7. Data79

    Grande, grandissimo, bravo!!!

    Concordo sulla recensione e riguardo il punto 5 credo che il mostro avesse bisogno di sapere che non tutti gli esseri umani sono come il collonello. E il finale strappalacrime è tipicissimo di quel genere di film, quindi me lo aspettavo.

    Concordo con Luotto, dopo Star Trek ho smesso di avere dubbi su Abrams regista!!!

  8. @Lu8
    eccomi.
    Troppo cose vorrei dire, ne dirò solo la metà e mezzo.
    Intanto quello della prima foto ce l’avevo anche io :)
    Sul film, ti dirò che sentire un paragone, oppositivo e di preferenza, rispetto a Cloverfield, mi lascia perplesso. Però hai fatto bene a farlo almeno è chiaro in quale squadra stai giocando. Se questa è una operazione nostalgia, ma ti chiedo quale film ambientato nel passato recente non lo sia per chi ha l’età giusta, allora chissà quella del Joe Dante di Matinee, film che ti avrà fatto cagare. Trovo che Matinee e Super8 siano affini nel rievocare un pò di horror che fu ma al contempo li trovo 2 straodinari film sull’infanzia, due capolavori, anche se Joe Dante arriva più in alto. Il mondo dei bambini viene descritto in entrambi i casi con un fascino assoluto, a partire dagli interpreti. La bimba di cui non vuoi sentir parlare mi ha devitalizzato un ventricolo :)
    Ecco, io sarei andato avanti 2 ore a vedere loro che girano filmini horror. Ma davvero, eh. Del mostro mi importa una sega. Comunque l’idea dell’astronave non era malaccio… Abrams non l’ho mai considerato altro che un fattorino di Hollywood, compreso il suo orrendo StarTrek. Qua secondo me ha fatto il salto ma è evidente che le nostre nappe fiutano diversamente :)
    La differenza tra questo e Cloverfield è tale che viene da pensare: non era meglio occuparsi delle tette di Pollyhanna MacIntosh ? ;)

  9. Aldo

    Il fottuto exogino si chiamava MEDUSA ed era il più ambito tra noi pischelli in terza/quarta elementare. Ce l’avevo VERDE.

  10. Ova Soderbergh

    Quello è Medusa, ma noi si tifa per Teiera

  11. Yo

    J.J. Abrams è il M A L E.

  12. Crononauta

    Punto 1- Aggiungerei che è molto carina l’idea che durante i crediti del film si può vedere il risultato del corto dei ragazzi..

    Strano che non hai citato la questione “lens flare”.. sono serviti molto a far sembrare tutto molto anni 70.

  13. Phoenix

    Spielberg no. Non più.

  14. Bello… i ricordi, gli exogini, il castello di Grayskull e le motopop (che non si ricorda quasi mai nessuno, ma io ne andavo matto). Però ‘sto SuperAnalOtto è noioso forte. Poi non so, sarò cambiato io, ma quello che non ho trovato in Super 8 l’ho trovato invece in Attack The Block, che in effetti, ragazzini e alieni a parte, non c’entra una sega con Super 8. Va anche detto il mio lato nostalgico verte più su Gremlins, Critters e compagnia bella, che sui film di spielbergiana memoria.
    Terminato Super 8 sono corso su Google a cercare foto di Elle Fanning, nella speranza che tra la fine delle riprese e l’uscita del film fosse cresciuta un po’, ma non è successo e ci sono rimasto male. Probabilmente farò lo stesso con Puffetta dopo che avrò visto il film dei puffi.

  15. John Who?

    La cosa che mi ha più colpito è stata l’interpretazione di Carletto Ancelotti nei panni di un burbero sceriffo di provincia. Una rivelazione, considerando che fino a due anni fa non sapeva andare oltre il “naistumitiu”.

  16. Jane Plissken

    D’ora in poi, rubo a Harry Piotta l’idea di chiamarti L8.

    Siccome vado a vedere il film oggi, aggiungo solo tre cose:
    – coraggio, supererai anche il furto del cellulare. Oppure manda Ryan Gosling a cercare i ladri. Armato di martello.
    – complimenti alla tua signora per il nome
    – il poster anni 80 è bellissimo!

  17. Schiaffi

    Con attack the block, tutti i film di BBambini hanno perso completamente senso.
    L’atmosfera anni 80 non penso si possa ricreare con semplici mezzucci, è come una giacca vintage uscita di sartoria ieri con l’effetto vecchio volutamente dato in post produzione. Non ha senso e è ruffiana.
    Dopo l’hype a livelli assurdi di Cloverfield e la successiva delusione, Abrams ha perso al mia fiducia, lo trovo un ottimo stagista di marketing a 400euro al mese ma niente di piu’.

    Bei tempi quando i giocattoli erano cattivissimi, le fazioni si volevano male l’un l’altro e non c’era rispetto buonista reciproco. Peccato che gli exogini poi li hanno sostituiti con i kombattini che sembravano poveracci usciti dal sert

  18. Zero

    Innanzitutto vorrei trovare delle parole che possano sollevarti dal dolore della tua perdita, non è facile trovarne ma almeno sappi che hai tutta la mia comprensione e anche una certa misura di pietà.

    La mia ipotesi riguardo al finale forse è un pò artefatta ma potrebbe funzionare.

    L’alieno non riesce a costruire l’astronave perchè non ha abbastanza pezzi, così quando tocca il ragazzino si rende conto che può costruirla più piccola (se ci pensi l’astronave su cui sale non è così grande rispetto l’alieno, sembra più un escape pod).
    Per via della connessione psichica, quindi, anche il ragazzino si accorge della cosa e dice che sta costruendo “un modellino” (spiegherebbe anche questa frase buttata lì).
    Peccato che in tutto il film non fanno vedere l’astronave originale.

    In finale, ti esprimo ancora il mio cordoglio per la prematura scomparsa del cellulare.

  19. L

    pensieri sparsi:
    Teiera ce l’avevo arancione.
    Il poster è bellissimo.
    Il finale strappalacrime ci sta tutto.
    Il film mi è comunque gradevole, ma è innegabile che non succeda un cazzo per un ora buona.
    Attack The Block è meglio, ma sono due film lontanissimi.

  20. umbem

    “Innanzitutto mi dispiace molto per il tuo cellulare nuovo e sappi che hai tutto il mio sostegno…”.

    alla pari, se quello che sto per scrivere non piace, ricordati che ho gli occhiali, e non si picchia uno con gli occhiali, nè materialmente, nè nell’animo…

    dunque, sono un ’82 e quelli dell’82 possono piangere solo per tre cose:
    – citazioni dei Masters (per la cronaca, avevo anche Hordak, che però ritenevo insignificante e usavo come stuntman di skeletor per le azioni pericolose delle scenette che mettevo su, così da non rovinare il pupazzo del primo. lo so, si assomigliano una sega…);
    – immagini degli exogini (500 lire cadauno all’epeca e uno dei traumi più gravi della mia adolescenza – la signora davanti a me in giocattoleria compra tutti e 28 quelli rimasti e quando esce nel negozio rimaniamo io, mio padre, e un clown che ride in slow motion)
    – tornare indietro nel tempo e rivedere finale di USA ’94, con vittoria 1-0, gol di Baggio al ’89, e pagliuca e sacchi che contestualmente muoiono malissimo.

    non ho ancora visto super 8, ma è assolutamente in lista, per il banalissimo motivo “questo è un film che potrà pure far cagare, ma va visto assolutamente al cinema, e comunque ho poco da fare il radical chic del cazzo perchè al cinema ho già visto 2012”.

    certo la carriera di jj come regista lascia un po’ a desiderare…come produttore almeno qualcosa di valido l’ha fatto.
    di fatto per me è un buon mestierante, come Bruckheimer (HO GLI OCCHIALI)
    non mi aspetto qualcosa al livello di cloverfield – appunto – che quando sono andato a vederlo ho pensato “vabbè, andiamo a vedere ‘sta fregnaccia” e sono uscito urlando “CLAMOLAVORO ASSOLUTO!!!!”, giurando di dar fuoco al cinema per averlo proiettato nella sala “film che fotte sega”.

    per quanto mi riguarda, già il trailer (in Italia) rende l’idea del tuo articolo, resta solo da capire se vedere prima questo o contagion.

    tante cose,

    buona giornata a tutti

  21. umbem

    ah, uno dei migliori titoli di rece ever!

  22. Per chi chiedeva la mia action figure:

  23. Harry Palmer

    qualche data: io sono del 68 e avevo 11 anni nel 79 (anno in cui è ambientato il film), 14 quando è uscito E.T. (per dire). Abrams è del 66. C’entriamo più noi quarantenni che voi trentenni con l’effetto nostalgia.

  24. Facciamo a gara a chi è più vecchio.

  25. Innanzitutto mi dispiace molto per il tuo cellulare nuovo e sappi che hai tutto il mio sostegno. Ma non economico.

  26. udokier

    bisognerebbe sparare alle ginocchia ad andrew kramer, per aver realizzato questo:
    http://www.videocopilot.net/products/opticalflares/
    e si, è proprio l’effettone usato a vagonate nel film

  27. udokier

    @harry palmer
    concordo, il pacco malinconia è nostro (’72)
    se ripenso che i miei mi hanno portato a vedere alien che avevo 7 anni… non so se ringraziarli o chiamare i servizi sociali.

  28. Luotto Preminger

    Ciao a tutti. Io ho settantotto anni, quindi vinco la gara di vecchiaia. Grazie per le dimostrazioni di affetto e stima nei confronti del mio cellulare.

    Carissimi lettori! Quanto vi voglio bene!
    Ancora una volta leggere i vostri commenti mi dà lo spunto per chiarire anche a me stesso la mia opinione sul film. Siete proprio bravissimi! (Non lo dico per ruffianeria, giuro, mai potrei! Però, se proprio vi sentiste lusingati, vi ricordo quella cosa del cellulare). Vedo che siamo tutti d’accordo su una cosa: che la parte meno riuscita è tutta quella finale, da quando si vede il mostro e si svariona su un taglio action più moderno, ma moderno banale. È un bel guaio, perché sì, si passerebbe volentieri l’intero film a seguire i bambini.
    È come se un bell’affresco nostalgico sull’infanzia nel 1979, con la bella idea di raccontare tutto come in un film di quell’epoca, venisse sputtanato dalle esigenze di spettacolarità del pubblico coi cellulari: non solo perché le scene action-CG mal si integrano e impongono un cambiamento di ritmo innaturale, ma soprattutto perché, proprio quando iniziava a piacerci, impediscono una vera immedesimazione, ci lasciano con la voglia, non approfondiscono. E stufano anche un po’.
    Mi sa di occasione mancata e sbilanciata che, così com’è, non strappa mai il cuore e rimane in superficie, all’operazione nostalgia cerchiobottista e poco più. Divertente e appagante per chi ha l’età giusta, ma meh. Non so se dal post si è capito (a giudicare da molti commenti direi di no), ma il mio parere globale è un sì di simpatia con molte riserve.

  29. Rupert Fumagalli

    Anche se in effetti non succede niente per 3/4 di film, alla fine sono uscito con in me l’emozione (quella grossa), che ti fa voler bene anche a quello che controlla i risultati della serie B tedesca con l’iphone, illuminando a giorno 2 file.

    Certo se mi avessero rubato il cellulare non mi sarebbe più di tanto. Posso capire il dolore ed esserti vicino in questo momento.

  30. Luotto Preminger

    Ah, a proposito: Matinée lo vidi quando uscì, un millennio fa, e mi piacque proprio (chissà se mi piacerebbe anche adesso, ma credo di sì). Credo che la differenza stia nel fatto che Dante mischiava la nostalgia e l’ammiccamento sincero a un film che si reggeva benissimo sulle sue spalle indipendentemente dal pubblico di riferimento. Super 8 è un riuscito solo a tratti, e solo a tratti riesce a vivere indipendentemente dall’immaginario che cita e dalla nicchia di pubblico a cui si rivolge.

  31. Gresko Vs Danko

    il tuo cell ce l’ha Kiki.

  32. Schiaffi
  33. val

    punto tre tatuato su ognuno e esposto in ogni luogo pubblico.
    mi dispiace per il tuo cellulare, nuovo oltretutto.

  34. Simo

    Luotto, mi hai commosso: dammi il numero del rid che ti ricompro il cell. Budget massimo 30 euri. E non fare il difficile che io vado in giro con questo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Nokia_3100 ) e campo benissimo.

    Detto questo, ma solo a me è parso che nella seconda parte ricrodasse vagamente The Host (militari, sfollati nelle palestre, mostro grosso che rapisce la bimba, la tana del mostro grosso. Basta, solo queste cose qui)?

  35. Cleaned
  36. hanno già spiegato il motivo per cui
    il mostro non è partito prima?
    io lo so.

  37. Luotto Preminger

    Dai, ce lo dici?

  38. Comunque una cosa la dimostra questo film. Se c’è di mezzo un film d’azione pura, con Stallone o van Damme, nessuno tira fuori la tecnica, cinematografica e narrativa, per i più o meno addetti ai lavori. Invece con Super8 spuntano tantissime critiche al lens flare, alla trama che non torna, alla storia del cinema con nomi e cognomi e persino gli anni precisi, e tutti diventano improvvisamente cinefili, biografi, DOP e naturalmente storici del cinema (mi riferisco al trend dei commenti, e solo dei commenti, ovviamente. E comunque a nessuno in particolare).
    Strana inversione di tendenza, eh?
    Sicché, il finale del film è uno sputtanamento ? Certo. Però è strano perché le modalità in cui questo viene messo in atto richiamano proprio quei film che lo superano: cloverfield, star trek, attack the block e ci metto anche Transformers. Cioè io ho vissuto di rendita sui primi 40 minuti e non so neanche bene come è finito Super8, ma mi bastano quei 40 min. per essere un mese felice. Invece qua incontro chi analizza, contestualizza, frammenta. Neanche nella Tag Cloud qua accanto emergessero nomi come Expendables, Sylvester, Fright, Lundgren ecc.
    Insomma, di “alieni che non sono partiti prima”… è piena la filmografia intera del cinema. Specialmente quello horror-action che a qualcuno piace tanto. Anzi, i bug come questo sono l’essenza di “quel cinema qua”.

  39. @harry: bravissimo! Analisi corretta e condivisa al 100%. Tant’e’ che lo volevo dire io. Sai qual e’ la differenza tra Super 8 e The Expendables, quella che spiega le apparenti incongruenze che hai notato? Che, a me come evidentemente ad altri commentatori, Rambo piace mooolto piu’ di E.T.. Poco altro, a occhio (non ho ancora visto Super 8).

  40. peristyl

    Innanzitutto mi dispiace molto per il tuo cellulare nuovo e sappi che hai tutto il mio sostegno. [citazione necessaria]
    L’ho visto ieri e alla fine non mi ha fatto cagare, però (attenzione sto per usare un aggettivone che ho letto una volta da bambino in un librone polveroso che mi capitò sotto mano in soffitta, offertomi da un vecchio bufo che poi scomparve nel nulla quando mi girai a ringraziarlo) l’ho anche trovato pleonastico.
    E’ un film degli anni ottanta quasi sotto ogni punto di vista (in questo senso anche ben riuscito), ma non offre un motivo valido che dia un senso al suo essere stato girato nei ruggenti anni dieci del secolo ventunesimo.

  41. Dildo Baggins

    Beh, a me ovviamente piace più Rambo che l’alieno focomelico, però nel film ci ho visto qualcosa dei goonies più che di et. E questo non è certo un punto a suo sfavore.

  42. Mr.POP

    Io ho ancora una 50ina di exogini in perfette condizioni…cmq, parlando di Super Cotto, non so, a me è sostanzialmente piaciuto ma non mi ha convinto del tutto e non è stato indimenticabile come credevo e speravo
    L’incidente del treno cmq è una roba esagerata, e come cazzo ha fatto lo scienziato pazzo a salvarsi le chiappe? Ma dai, l’ha preso in pieno, di lui non doveva rimanere neppure un brufolo!

  43. @Lu8
    capisco che il mio precedente post sia uno scacco matto. Per questo ho fatto alcune indagini e… ho ritrovato il tuo cellullare ! Eh sì, hai capito bene: te l’ho ritrovato. Non ti preoccupare, è in buone mani, come puoi constatare tu stesso:

    http://tinyurl.com/5rpw5dx

    Ma soprattutto serve una buona causa ;)

  44. Luotto Preminger

    Ah, no, eccomi, eccomi!
    Ma quindi è stato il gerbillo di richard gere? È per questo che non mi sono accorto di nulla?

    Ti dirò, la cosa de “L’alieno che non è partito prima” non c’entra niente col discorso che facevo, quella è una cosa che non ho capito io, o un buco di sceneggiatura, non è certo per quello che ho delle riserve, lasciamola dov’è. (Tra l’altro, Casanova, rispondi!)

    Sull’altra cosa beh, lo dici tu che i 40 minuti finali sono uguali a Cloverfield e Star Trek, film che (soprattutto il primo) avevano una gestione dell’azione e del ritmo A MIO PARERE E A MIO GUSTO assai meglio riuscita di queste scene qua col mostro. Io lamento proprio il fatto che Super 8 diventi a un certo punto un film degli anni duemila PIGRO E FIACCO; se fosse riuscito a riunire il meglio dei due mondi, sarei stato contentissimo, penso. Lo avrei ritenuto molto più sensato di quanto non sia adesso, sbilanciato com’è verso il passato senza che riesca a risolversi in qualcosa che vada oltre il Come Eravamo. È proprio questo che lamento: svaccando nel convenzionale fa perdere di intensità anche alla parte iniziale. E non ci riesco, come te, a fare finta che la seconda metà non esista.

    Comunque apprezzo molto come ogni volta tu riesca a farmi incattivire vieppiù verso film che tutto sommato non m’erano certo dispiaciuti.
    “Lens Flares” sembra una squadra di pallacanestro francese

  45. Propofol

    Anche a me hanno rubato il cellulare circa un mese fa, ed anche io ho considerato l’accaduto come un irreparabile guasto al marchingegno universale: ti sono vicino.

    “Super 8” non mi piacque quando lo vidi pochi mesi fa, e la ragione l’hai riassunta nella frase “un effetto nostalgia tanto carino quanto effimero, un film che vive talmente nel e per il passato che, paradossalmente, il suo senso di esistere nel 2011 durerà solo qualche mese”…ecco APPUNTO: se voglio rivivere gli anni ’80 mi rivedo i Goonies, i Gremlins, La Storia Infinita, etc. … Super 8, almeno per me, è assolutamente inutile.

  46. @Harry: “Invece con Super8 spuntano tantissime critiche al lens flare, alla trama che non torna, alla storia del cinema con nomi e cognomi e persino gli anni precisi, e tutti diventano improvvisamente cinefili, biografi, DOP e naturalmente storici del cinema.”
    Eh, sai com’è, capita quando fai il film omaggio a un certo immaginario, con la fotografia tutta giusta, “tenete pronti i fazzolettini, qui ci si commuove”, e poi sbarelli a tre quarti.
    Se uno si lamenta di un buco di sceneggiatura di un film d’azione pura è un cretino (o un appassionato che lo fa con affetto).

    “Insomma, di “alieni che non sono partiti prima”… è piena la filmografia intera del cinema. Specialmente quello horror-action che a qualcuno piace tanto. Anzi, i bug come questo sono l’essenza di “quel cinema qua”.”
    Ma infatti. Ma sicuro che con Super 8 si giochi nello stesso campo di “quel cinema qua”? JJ ha impostato tutta la cosa sull’approccio nostalgico, poi logico che si discuterà di quello con dovizia di particolari :D !

  47. Aldo Jones

    Ho apprezzato l’operazione nostalgica che tanto ricorda Spielberg e King ma il film non mi è piaciuto.

    due cose:

    1) La ragazzina perfettamene pettinata e strafiga che poco si sposa con il resto del film. Diciamo anche che non ci azzecca nulla.

    2) Ma il tossicone che dice ai ragazzi, poco prima di entrare in macchina, “non toccate i miei CD”…. CD ??? ma sul serio ?

  48. comunque la spiega del fatto che l’alieno
    ce la fa di botta a costruire la navicella è questa:
    egli ce la fa dopo essere entrato in contatto psichico con il bambino
    che passa la vita a costruire modellini.
    l’alieno dunque ha assorbito le sue conoscenze
    che evidentemente aveva dimenticato
    a causa del suo contatto con gli adulti militari dottori noiososoni
    e invece dopo lo sguardo d’intesina col bambino…
    eh?
    che dite?

  49. Aldo Jones

    @Casanova

    Sì, il tuo spiegone ci sta tutto. Dovresti scrivere a JJ, così saprà cosa dire ai giornalisti quando gli chiederanno spiegazioni. XD.

  50. Aldo Jones

    @Propofol

    Perfettamente d’accordo con te. Aggiungerei che questa è la spiegazione al fatto che non sopporto anche le operazioni alla “Grindhouse”. Inutili, finte e fuori tempo massimo.

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