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Frightfest 2011: A Lonely Place to Die

Sapete che vi trovate davanti a uno bravo quando vi fa cagare in mano e vi lascia con l’ansia addosso anche durante scene in cui in realtà non si corre nessun pericolo.
Julian Gilbey, regista, è uno che dovrei odiare perché a) nel suo curriculum c’è Doghouse, una delle mille fotocopie sbiadite di Shaun of the Dead uscite negli ultimi sette anni, e b) nel Q&A successivo al film ha sparlato di Cliffhanger. Ma come si permette?!? E poi dicendo cazzatissime tipo “oh ma io mi sono informato e chiedendo per bene a vari esperti di arrampichismo sulle montagne ho scoperto che non è realistico”. Ma in realtà lo stimo e lo ammiro, perché è riuscito a tradurre la sua pignoleria in qualcosa di altrettanto mozzafiato e fare un filmone.
Si prenda ad esempio la primissima scena. I nostri tre protagonisti stanno scalando una parete rocciosa altissima con ripidità a 90 gradi, sono professionisti e sono tutti imbragati a dovere. La cinepresa svolazza fra gli incredibili paesaggi del circondario facendo venire le vertigini. A un certo punto uno di loro scivola male: tutta l’attrezzatura del caso funziona a dovere, per cui il nostro rimane appeso a testa in giù ma è perfettamente saldo e al sicuro, sorretto dalle corde. È come l’acrobata che cade sulla rete protettiva. Ma a te spettatore viene un vigliacchissimo infarto lo stesso. Ed è solo l’antipasto, prima del pericolo vero.
The Trama: A Lonely Place to Die parla di Melissa George e dei suoi amicici che sono in gita sulle montagne in uno di quei posti in cui è stata fatta una petizione affinché non venissero montati gli antennoni ripetitori per la telefonia mobile, petizione a capo della quale, sotto la facciata ufficiale che citava preoccupazione per l’inquinamento, si celava in realtà il sindacato sceneggiatori horror. Mentre gironzolano per i boschi in attesa di arrampicarsi felici, sentono dei versi sospetti e andando a controllare trovano una bambina rapita chiusa in una botola scavata nel terreno. Se solo i telefonini funzionassero… L’unica purtroppo è rinunciare all’arrampicaggio in compagnia e accompagnare la bambina al villaggio più vicino. Il pacco è che a) il villaggio più vicino è in realtà piuttosto lontano, e b) i rapitori si sono già accorti di tutto e sono partiti all’inseguimento armati di fucili di precisione e pessimo umore. E le montagne non sono esattamente il posto più agile in cui scappare.
La prima ora di film, tra ritmo, fotografia e montaggio, è roba che fa continuamente rimbalzare il cuore in gola. Non cercate svolte particolarmente originali: si tratta di pura maestria tecnica, che sfrutta l’ambiente per creare sequenze altamente tese e spettacolari. Poi l’ambizione porta a fare un passo azzardato che probabilmente non tutti apprezzeranno, e al grido di “PURE IO come I guerrieri della palude silenziosa” Julian sposta l’azione al villaggio, là dove i nostri sopravvissuti si credono finalmente salvi e invece sticazzi. Qui l’unico momento di confusione deriva dall’improvviso moltiplicarsi di cattivi, tra i rapitori, i mandanti del rapimento, poliziotti doppiogiochisti e Dio solo sa cosa, ma nonostante ciò, e nonostante il luogo più convenzionale, la tensione rimane a livello fino alla fine.
Ora però voglio fare un discorso. Io lo so che voi amici lettori siete tendenzialmente proletari disagiati con il portafoglio prosciugato dall’economia in crisi. Vi capisco. Anch’io, prima di diventare miliardario con I 400 Calci, ero uno di voi che si faceva prestare le videocassette dai compagni di classe. Ma statemi a sentire: se c’è un film quest’anno, a parte gli ovvi blockbuster ammeregani, che sono contento di aver visto su uno schermo molto grosso, è questo. E visto che so bene che non è sempre tutta colpa vostra, ora lancio un appello ai distributori italiani che so che ci stanno leggendo in questo momento: cari distributori, estraete le vostre carte di credito, compilate tutta la burocrazia del caso, e distribuite A Lonely Place to Die nei cinema italiani! Non costringete gli appassionati a farsi prestare le videocassette dai compagni di classe! Molti di loro non vanno nemmeno più a scuola! No ma sul serio, distribuitelo! Fidatevi di me. Fidatevi di… I 400 CALCI (zan zan zaaaaaan…).

(questo finale di recensione mi è piaciuto moltissimo)

Io mi farei venire a prendere da Gabe Walker

DVD-quote suggerita:

“Che thriller mozzafiato, signora mia!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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23 Commenti

  1. Past & Fasul
  2. Hype in espansione…
    Hyper Hype

  3. Kandrew

    Doghouse mi era piaciuto ( Danny Dyer fa ridere ), melissa george mi sta un po sulle palle dopo aver visto triangle ( bel film ) , in cui ha praticamente sempre la bocca semiaperta a mostrare quei suoi denti giganti! Comunque guarderò di sicuro A Lonely Place to Die

  4. fidatevi di Nannibal, è un filmone di quelli che si facevano una volta

    like mom used to burn

    best maschera da cinghiale ever, inoltre

  5. e poi c’è Enzo Paolo Turchi

    per dire

  6. Schiaffi

    Cliffhanger non è realistico??? Ma allora le grotte non sono piene di negri infilzati alle stalattiti?

  7. Past & Fasul

    e sopratutto non è vero che le montagne si scalano a mani nude in T-shirt…

  8. Schiaffi

    Mah, bear grills, nei suoi tour delle minchiate ha scalato montagne in t-shirt o si è tuffato nell’acqua ghiacciata.
    Non ricordo pero’ se trovava negri appesi ovunque

  9. Per la cronaca, il tipo ce l’aveva principalmente con la morte della ragazza all’inizio, dicendo che quel tipo di imbragatura regge tranquillamente anche 10 elefanti. Nulla da dire sui negri appesi, forse ne ha visti davvero…

  10. Cleaned

    @Nanni Cobretti

    Potresti suggerire anche gli ultimi due Undisputed ai distributori italioti?
    Così ti rendo le VHS

  11. Schiaffi

    Nanni hai appena spoilerato che grazie alle imbragature affittate da Sport Direct, nel film nessuno cadrà dalle montagne.
    Hai tolto tutta la tensione che mi cresceva dentro.

  12. @schiaffi: quando ti inseguono col fucile non hai sempre tempo di montare tutto il necessario

  13. odderflip

    dissento, il film parte benissimo ma fin dalle prime inquadrature la colonna sonora in stile “Enya” fa presagire la sfiga. sfiga che puntualmente si abbatte sullo spettatore, direttamente sulle zone erogene riducendole in poltiglia. spiacente ma, nonostante le “belle facce” che espone, a me ha fatto ridere involontariamente e molto.

  14. @odderflip: la colonna sonora stile Enya era solo nella tua versione evidentemente clandestina perche’ certe cose mi fanno automaticamente spuntare brutti sfoghi sulle braccia per cui me ne sarei accorto

  15. TruceWillis

    Ok, lo scarico…

  16. LOL
    Da quando ho scritto che la colonna sonora di Drive (screener) è in stile Enya, mi pare di capire che questo sia divenuto il paradigma della colonna sonora non originale presente in ogni screener.
    Comunque lo screener di questo ancora non c’è. C’è una Cam, ma è un pacco che non si apre.
    Ergo: @Odderflip potrebe aver visto l’orginale. Ma questo può dircelo solo lui.

    Anyway: strano questo revival di Enya come soundtrack delle versioni non defintive / screener, strana coincidenza !

  17. odderflip

    no no, il film l’ho visto al Fantastic Film fest a Berlino e a meno che la colonna sonora non fosse dedicata al pubblico tedesco non penso fosse una versione clandestina!

  18. odderflip

    @Piotta: urca! potrei anche averlo rilevato ma non mi ricordavo della tua citazione, il fatto è che Enya mi sbrindella i testicoli da mò e purtroppo la versione che ho visto ha proprio una partenza sulla voce di una cantante simil Enya probabilmente scozzese data l’ambientazione

  19. @odderflip: ehi aspetta! Ora mi ricordo. E’ vero, hai ragione. C’e’ questa cosa fastidiosissima sui titoli di testa. Non e’ abbastanza Enya da farmi venire gli sfoghi sulle braccia, ma comunque abbastanza orribile che il mio cervello ha pensato “ok, dimentichiamoci di questa spiacevole informazione il piu’ velocemente possibile e cerchiamo di non farci influenzare”. Mannaggia a te e il tuo riportare a galla traumi sepolti… Sul resto del film rimaniamo in disaccordo, ma amen.

  20. Schiaffi

    Questo si che è un signor film, peccato solo che ci sia una morta talmente gratuita e immeritata che è riuscita a rintristire il mio cuore nero.

  21. Harry Piotta - Il Mercante di Nappe

    Vedendo questo film, in HD, ho capito molte cose che avevo dimenticato. E cioè che abbiamo concezioni di cinema molto diverse. Meno male che quel bambino di merda mi ha dato la portierata in faccia, perché se venino al FF e vedevo questo movie, bruciavo vivo qualcuno in sala.
    Secondo me è un B movie degno del palinsesto di Rai 2 in seconda serata, la Rai2 di Mazza però. È qualcosa di deprimente, insulso, privo di fascino. A un certo punto, prima del finale che non ho visto, mi sono sentito male più o meno come quando ho visto i film Fernando di Leo o il trailer del Dracula di Argento.
    E questo conferma che ai Festival, quando i film fanno tutti cagare, appena si vede qualcosa di sobrio, ci si convince tutti che sia Il capolavoro del Fest. Soprattutto se è l’ultimo film in programmazione, cioè l’ultima occasione per dire: sì, ne è valsa la pena di vedere tutte ste cagate.

    @Schiaffi
    hai proprio cercato il pelo nell’uovo, eh ?

  22. Schiaffi

    @Harry
    A me è piaciuto parecchio, a te puo’ far cagare, ma paragonarlo al trailer di dracula3d è la classica sbroccata tua a caso che non c’entra niente.
    Proprio fuori luogo, un po’ come fetecchia-drive nell’altro post.
    Ma magari la programmazione della rai fosse tutta così, l’ultima volta che ho dato un’occhiata a quelle reti di merda ci stava un film in bianco e nero dell’anteguerra che ti metteva addosso la sensazione che la morte ti stesse per venir a portare via.

    SPOILER



    sparare in faccia a quello piu’ simpatico e che si è sbattuto una cifra per tutto il film mi pare proprio una mossa gratuitamente inutile e lei alla fine tutta beate in branda non ha un cazzo da sorridere.
    Sbaglio o quella li’ qualunque film faccia ci sta sempre qualcuno che crepa per far vivere lei?

  23. Harry Piotta - Il Mercante di Nappe

    @Schiaffi
    vedi, ognuno può pensarla come crede, e comunque in modo legittimo. Però bisogna parlare con cognizione di causa, altrimenti qualunque Maltese può mettersi a parlare di cinema, senza dire niente. Spero ne converrai.
    Il parallelo che ho fatto con il trailer di Darietto è cogente ma, come al solito, a te non interessa come è fatto un film. Ti interessa la trama, come alla parrucchiera che deve aver qualcosa da raccontare alle amiche sennò si annoia. Quindi se ti chiedi cosa c’entra Dracula con questo film è evidente che non mi segui e fai la figuretta di quello che dice che non si capisce soltante perché lui non ha capito. Ma vai tranquillo che non ne dubitavo. Eppure QUEL Dracula si tinge di abbruttimenti ridicoli non dissimili da quelli disseminati in questo film amatoriale del cazzo. Non sono la stessa cosa, ma c’è il medesimo marcio in entrambi: il marcio che conta sulla stupidità dello spettatore che non deve o dovrebbe accorgersi delle minchiate che gli vengono propinate. Non so se mi sono spiegato con quest’ultima frase.
    Sulla programmazione Rai vedo che sei rimasto al B/N. Adesso trasmettono a colori.
    Drive l’ho rivisto, per la terza volta, in HD. Quindi screener, cinema, BRay. Questo per farti capire che parlo con cognizione di causa di un film che non mi piace e rispetto al quale mi sono premurato di sottpormi a svariate visioni. Insomma, fossi anche tu così premuroso… :)

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