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Setup e l’importanza di non avere opinioni su tutto.

Prima di iniziare:  Setup è un film con 50 Cent. Non ho una buona opinione di 50 Cent, peraltro non ne ho nemmeno una cattiva. Non ho nessuna opinione su 50 Cent, men che meno sul 50 Cent attore. Mi ricordo la copertina di un disco che si chiamava Get Rich or Die Tryin’ e di cui conosco se non sbaglio solo il titolo perché a me il rap non mi fa nessun effetto, a parte dj Gruff e i gruppi americani uscite prima del ’90. Il mio commento preferito sulla musica rap è “anch’essa è una cultura”, letto su un forum metal dieci anni fa. Il mio secondo commento preferito sulla musica rap è un post di Steve Albini contro gli Odd Future che contiene la frase “they piled in, niggering everything in sight, motherfucking the driver, boasting into the air unbidden about getting their dicks sucked and calling everyone in the area a faggot”. Non c’entra con l’oggetto di questo post, se non per il fatto che a volte una buona cadenza è più importante di una buona opinione -anzi, di questi tempi c’è un tale sovraccarico culturale che le buone opinioni su qualunque argomento sarebbero da vedere alla stessa stregua del negazionismo. “Ah sì? E perché ti senti legittimato a pensarla su questo argomento?”. Dicevo, appunto, non ho nessuna opinione su 50 Cent. Mi sono visto Setup perché il boss mi ha mobbato con false accuse stile “è un film con Bruce Willis, tocca a te”. Come quella volta che mi fece guardare il seguito di Indagini Sporche millantando Sean Bean nel cast. In realtà è un film che EFFETTIVAMENTE contiene Bruce Willis al suo interno, ma in un ruolo direi secondario e/o il Capo non è che si sia sbracciato per farmi fare la recensione de I Mercenari, ecco tutto. No, il Capo si tiene la ciccia e con l’altra mi scrive mail tipo “sì, dai, è uscito un DTV con Bruce Willis. Non mi aspetto un gran ritardo.” Non credo di avere opinioni nemmeno su questa cosa, ma ai tempi in cui a Hollywood facevano ancora i film se dicevi “DTV con Bruce Willis” ti avrebbe preso per il culo anche il giornalaio. Vabbè.

MEH.

In realtà un punto d’interesse, almeno guardando ai principi, c’era pure: il regista di Setup si chiama Mike Gunther e come stunt coordinator è una specie di mammasantissima del cinema d’azione, uno con la pacca, uno che non gli metti i piedi in testa e uno che potenzialmente può andare al nocciolo e regalarci un filmone tipo Blindato (anch’esso curiosamente interpretato da un clone di Tupac Shakur), senza indugiare in trame intricate, caratterizzazioni omo-western e sottotrame in cui inserire personaggi alla cazzo per permettere a un caratterista televisivo di pagare la bolletta del gas e potersi spendere il nome in cambio. A leggere tra le righe, Setup poteva diventare il classico disastro di pubblico relegato all’home video perché i film VERI sono troppo dritti e incazzati e privi di compromessi. Nell’universo della mia mente i coordinatori degli stunt che passano alla regia sono tutti come Jim Muro. E invece? La gigantesca scritta MEH.

Setup nasce orribile e viene realizzato con il dolo. Uno si pul tranquillamente immaginare il modo in cui è stato scritto, da due persone uno dei quali è Gunther e un altro che su iMDB è la cosa più vicina all’inesistente che abbia mai visto. Inizia con un monologo fuori campo sulla redenzione, flashback a due settimane prima e poi s’inizia con i lolloni. Tutti depressi, un po’ di vita quotidiana, poi c’è una rapina e inizia l’intreccio. A questo punto uno dei due dev’essersi messo a parlare del più e del meno.

“Sì ma non so, cioè, abbiamo lo script però insomma”
“che.”
“Niente, amo fatto il casting e niente, il buono lo fa 50 Cent.”
“Cazzo dici”
“Sì, serio. Il cattivo abbiamo provato a sentire Marky Mark ma dice che ci va buca, mi sa che dobbiam buttar dentro Ryan Philippe.”
“Ryan Philippe?”
“Sì”
“Uhm.”
“Cosa.”
“COSA? Abbiamo scritto un gangster movie sulla redenzione e lo fanno 50 Cent e Ryan Philippe e tu dici COSA.”
“Beh magari vediamo di cucirglielo addosso un po’.”

sodo.

E poi parte l’impepata de cozze (cit.). Prima cosa: se va male con le teste di serie, riempiamo il film di caratteristi un tanto al chilo. Tocca ampliare la trama. Nessun problema. Secondo: giochiamo con la location. Scherzo, non ne ho mezza. Vabbè, mettici comunque qualcuno con l’accento brit. GRANDE, buttano un casino, una cosa tipo Snatch –ehi! Hai presente quando mettono i pop up coi nomi di personaggi? FIGO. Li chiamiamo tutti tipo the hitman o the butcher e se ci mettiamo il macellaio avevo pure questa idea di metterci un mezzo tonto che fa un discorso da nerd mentre taglia a pezzi un cadavere e lo mette nel tritacarne. L’impepata de cozze, dicevo. Setup, a ‘sto punto, va avanti col pilota automatico e un problema al carburatore, come se tutto quello che riguardasse LA TRAMA fosse finito nel cesso dopo la rapina iniziale, che di per sé fa schifo ma che in qualche modo durante la successiva ora e venti uno si trova a rimpiangerla come se fosse la corsa delle bighe, e rimane solo una prova d’attore tra il nefasto e l’inqualificabile dei protagonisti salvata a due mani dal fatto che il film è così strapieno di MACCOSA e di MEH che nessuno s’accorge dell’esistenza di Ryan Philippe, tumulato dalla performance di cinque o sei caratteristi di contorno che complessivamente occupano sì e no venti minuti di film. Essendo l’unica cosa di cui valga la pena farsi un’opinione in merito (nonostante anche e soprattutto loro siano destinati dal plot ad agire in modo stupido e senza senso), vado con un elenco parziale.

Bruce Willis è godibile. Capomafia fighetto sanguinario con un codice morale e un debole per Gesù Cristo, la redenzione e quelle robe lì. Interpretazione cagatissima a metà tra prendo i soldi e scappo e non voglio essere il selling point di ‘sto zuppone.
Shaun Toub: lui farebbe la parte del demiurgo, di quello che ogni mese becca settecento euro in più degli altri perché vede IL QUADRO COMPLETO stile Bardem in Non è un paese per vecchi. Le prime apparizioni sono fighissime, poi (spoiler) si scopre che il suo personaggio era stato inserito ex-post per dare un po’ di appeal britannico al film e finisce in un modo più barbino del negro di Shining.
James Remar: epocale. Nei due minuti e mezzo a lui concessi lancia insulti a destra e a sinistra, pesta detenuti neri palestrati urlando ANY TIME, NIGGER, ANY TIME e digrigna i denti dall’inizio alla fine.
Randy Couture: epocale, forse oltre James Remar. Fa la parte dello scagnozzo numero uno di Bruce Willis, è scioltissimo, è figo, spacca tutto e fa una fine merdosa. Con questi tre minuti nel CV raggiunge un livello di coolness oggettiva che potrebbero dargli tranquillamente la parte tutti i personaggi del prossimo Ocean’s Eleven, Julia Roberts compresa.

E niente, sono troppo spompato e privo di opinioni su tutto il resto. Arrivare alla fine è stata una faticaccia. Non voglio analizzare per filo e per segno il lato gangster e il lato WTF per capire quale sia a conti fatti il meno non interessante. Non ho manco più la benzina per metterci un dvd-quote. A ‘sto giro è andata così. C’è un film con Bruce Willis il cui protagonista è in effetti 50 Cent. Ti pare.

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10 Commenti

  1. Phoenix

    Bella rece :) Il trailer ti da ragione cmq :) MEH

  2. Mi chiedevo: ma c’è un solo momento in cui 50cent non abbia la bocca aperta o le labbra dischiuse per mostrare come sbrilluccicano i suoi denti bianchi ?

  3. crononauta

    Dopo l’affermazione su Dj Gruff e tutti i gruppi americani pre anni ’90 hai tutto il mio rispetto.

  4. @Harry. non saprei, comunque in questo lo invidio abbastanza. io ho la pelle del colore dei suoi denti e i denti del colore della sua pelle.

  5. Jane Plissken

    James Remar non urla a nessuno “I’ll turn you into a popsicle”?
    Peccato…..

    @Harry: non sgridarlo per la sua unica espressione, sennò piange.

  6. Schiaffi

    I primi 20 min sembrava interessante, poi succede tutta roba a caso senzaun filo logico come il classico degli straight DVD. Mi ha lasciato un senso di WTF ma di quelli sconfortanti senza divertimento. Oggi d’accordissimo con la rece. Il film del peccato di cui s’è parlato a lungo ieri, in confronto a sta merda è la 9a sinfonia.

  7. Gigos

    Impepata di cozze?

    Allora è una roba tipo “Natale con il rapper!”

  8. Tetsuo Carpenter

    “…musica rap è “anch’essa è una cultura”, letto su un forum metal dieci anni fa…” Per Crom!!! Forum di posers
    grunge… :)

    Interessante recensione: ne parla male ma mi ha fatto voglia di vederlo. 400calci 4ever

  9. Jean Pieri

    un film talmente MEH che non si è meritato nemmeno una DVD Quote
    per stavolta passo

  10. axel folle

    Comunque se ascolti Gruff ascolti il megllio che il genere ha da offrire in Italia.

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