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Die Hard: il prequel. Recensione.

Funziona come titolo? Vi acchiappa? State leggendo? Che bello. È tutto vero eh? Non vi preoccupate. Fidatevi di zio Nannibal, che non è mica il tipo che attrae le persone con l’inganno. Più o meno. State calmi che ora vi spiego tutto (ma no, non sto parlando di Die Hard – Year One).
LO SAPEVATE che Trappola di cristallo era stato tratto da un libro? Già. Il libro in questione è Nothing Lasts Forever, di Roderick Thorp. Tale libro era a sua volta il sequel di un altro libro, intitolato The Detective. E indovinate un po’? Da The Detective era già stato tratto un film. Nel 1968. Con Frank Sinatra.

Stessa persona

Vi lascio digerire la cosa con calma. Capisco che questa è un po’ più grossa rispetto a quando avete scoperto che Hannibal Lecter era già stato interpretato da Brian Cox in Manhunter, o che Harry Potter era già stato interpretato da Atreyu della Storia Infinita in Troll. Il primo John McClane era Frank Sinatra. Avrei capito Hudson Hawk, ma John McClane…
Ma aggiungiamo ulteriori dettagli.
In realtà Die Hard stravolge parecchio la sua fonte, ma a livelli che Io sono leggenda gli fa un baffo. Innanzitutto il protagonista non si chiama John McClane, ma Joe Leland. Joe Leland, in Nothing Lasts Forever, è un detective in pensione (= vecchio) dal passato nerissimo, che sta andando a trovare non la moglie ma la figlia, per poi farsi sorprendere senza scarpe da un misterioso attentato terroristico. Deluso e depresso, Joe coglie ciò che vede come ultima occasione per fare del bene al mondo diventando la mosca che rovina i piani dei cattivi, e salva la situazione. John McTiernan legge tutto ciò, esclama “ma che è ‘sto mortorio”, ammorbidisce i toni, inietta ironia a secchiate, chiama Bruce Willis e il gioco è fatto (in mezzo, brutti pignoli, sì, c’era stata anche una bozza di progetto con protagonista Schwarzenegger). Ma sul paragone fra Trappola di cristallo e Nothing Lasts Forever esiste già un imprescindibile articolo di Vern. Per cui io mi sono ciucciato The Detective, il film con Frank Sinatra, noto in Italia con il titolo di Inchiesta pericolosa.

E già dall’inizio si capisce che è tutt’altra storia rispetto al capolavoro action di vent’anni dopo. Fin dai titoli, con la loro bella colonna sonora a base di trombetta malinconica, capiamo che ci troviamo di fronte al più classico degli hard boiled. Un uomo brutto e nudo è stato assassinato nel salotto di casa sua: a indagare viene chiamato il nostro proto-McClane, il detective Joe Leland. Frank Sinatra si presenta vestito in modo impeccabilmente elegante, ed è già strano. Ma del resto, se ci pensate, conosciamo John McClane principalmente per via delle sfighe in cui si caccia quando è in vacanza o sospeso dal servizio, e non l’abbiamo mai visto in azione durante il normale orario di lavoro. Il bello di The Detective è proprio questo: nonostante l’età più avanzata, il Joe Leland di Frank Sinatra non è molto distante da come potevamo immaginarci il John McClane pre-sfiga. Joe è un integro, un duro, più un modesto faticatore che un cervello acuto. Nelle sue stesse parole, fa il poliziotto perché lo erano sia suo padre che suo nonno, ed è il solo modo che conosce per rendersi utile alla società. Più si va avanti più le cose prendono una brutta piega. Joe è infatti un asociale: non necessariamente ignorante, ma comunque a disagio in situazioni mondane. Inoltre, ha grossi problemi con la moglie. C’è questa scena ad esempio in cui lui torna a casa e scopre che lei ha un appuntamento con un altro uomo: lei nega e copre dicendo che si tratta solo di un amico, lui non si fida e le impone di chiamarlo e annullare, ordine perentorio che lei esegue con scarsa convinzione. Nella scena immediatamente successiva lui è in giro in auto e la trova fuori da un locale in atteggiamenti di confidenza con un altro uomo. “Ti avevo detto che non dovevi più vederlo” “Quella non era la stessa persona di ieri”. È uno scenario più alla Joe Hallenbeck dell’Ultimo Boyscout, personaggio quest’ultimo più direttamente debitore del genere hard boiled.
Nel corso del film capitano ulteriori disavventure che progressivamente costruiscono un background piuttosto nero per il McClane che conosciamo, anche se non distante dalle pessime condizioni in cui lo troveremo nel terzo film della saga. A metà film il nostro sembra aver incastrato l’assassino, una checca isterica che cede al duro interrogatorio di Joe in un clamoroso sfoggio di mega-acting da far impallidire Nicolas Cage. Il soggetto in questione finisce sulla sedia elettrica sotto gli occhi attenti di Leland, ma successive indagini lo scagioneranno, gettando il nostro eroe nello sconforto più totale. E come se non bastasse, il dipartimento lo delude di continuo con scelte e comportamenti che sembrano privilegiare la politica piuttosto che la giustizia, provocando in lui reazioni che lo isolano dai suoi stessi colleghi (fra i quali un giovane Robert Duvall).
Parallelo Leland/McClane a parte, il film è tutto sommato carino e ben fatto. Un hard boiled minore ma con tutti i crismi, con un protagonista che paga tutti gli effetti collaterali del suo codice etico fino al punto in cui non è chiaro se ne valga la pena, e un’ambientazione – quella nel mondo dell’omosessualità clandestina – che nel ’68 era tutt’altro che delicata. Ed è proprio la descrizione di questo mondo, in modi che vorrebbero essere rispettosi ma risultano inevitabilmente anacronistici e stereotipati, a donare al film l’altro involontario motivo di intrattenimento, con scene incredibili quali la retata al camion il cui rimorchio è pieno di giovani omosessuali borghesi impauriti che si stavano recando in gita-orgia, o l’incursione nella palestra di culturisti. Spettacolare anche la confessione-flashback finale, in cui vediamo la vittima abbordare l’imminente assassino puntandolo con sguardo robotico come il più inquietante dei depravati.
Insomma: roba per filologi/completisti di John McClane, ma anche per chi non disdegna i bei gialloni di una volta, in salsa particolarmente pessimista. E il Frank, in tutto ciò, è bravissimo.

"Carina quella canotta... dove l'hai presa?"

DVD-quote:

“I did it my way, motherfucker”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb

NELLE PROSSIME PUNTATE
Mi sono procurato il romanzo 58 minuti, di Walter Wager, completamente estraneo alla saga di Joe Leland, ma da cui è stato ricavato Die Hard 2. Vi interessa saperne di più? Rimanete sintonizzati.

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15 Commenti

  1. udokier

    non sapevo nulla di tutto ciò. bravo nanni, grazie.

  2. Andy Crop

    Proprio ieri avevo nominato l’autore e il romanzo “Nulla è eterno,Joe” edito molto economicamente da Mondadori parlando di quanto un libro,se (ben) adattato possa generare un film di ottima fattura.
    Sembra che molte scene e dialoghi memorabili di Die Hard,nomi a parte-Hans Gruber è nell’originale Anton e Joe Leland è John McClane più una serie di altri nomi e circostanze modificati o totalmente cambiati-siano presi dal libro.

    Il progetto con il Governator era per un sequel di Commando,mi sembra.

    Mi sa che mi procuro questo film,per togliermi la curiosità su chi sia davvero Leland e vedere com’è trattato il tema dell’omosessualità pre-stonewall al cinema.
    Dvd Quote da applausi!

  3. Phoenix

    E basta con sta mania dei prequel. :D

  4. Phoenix

    Ah a proposito nothing lasts forever mi ricorda sta canzone qua, che dice appunto nothing lasts forever: http://www.youtube.com/watch?v=vXOgQN1a7bE

    Anni ’80 sorry, epoca sbagliata.

    Bella scoperta cmq nanni! Che dire siamo passati dalla depressione all’esaltazione eroica con die hard allora. A parte tutto un pò si somigliano :) Mi sarebbe piaciuto vedere sinatra a fare il die hard di oggi, e willis a fare il die hard dell’epoca (se gli riesce ancora non fare il divino).

  5. Andy Crop

    La foto del profilo di facebook che ho nominato ieri in un commento:
    http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/383851_2878858733709_1327237406_33077653_892640414_n.jpg
    Yippee ki-yay!

  6. @andy: grazie della dritta, a questo punto quasi gli do’ una letta in italiano che in inglese e’ fuori stampa da una vita e su Ebay viaggia a non meno di £40. A quanto ne so le scene d’azione piu’ famose sono prese dal libro, il resto e’ stato ribaltato in chiave leggera.

    @phoenix: sarebbe curioso rifarlo con il Bruce Willis di oggi che ha l’eta’ giusta, diretto da un Fincher bello incazzato o qualcosa del genere.

  7. Past & Fasul

    Questi articoli cascano a fagiolo per l’acquisto della serie in HD…ma mctiernan che fine ha fatto…pensavo lo dirigesse lui il prossimo film visto che i capitoli dispari gli spettano per volonta’ divina…

  8. Andy Crop

    @Past & Fasul
    John Moore pare si stia occupando del prossimo al posto di Len Wiseman(che ha diretto l’ultimo,che non mi è piaciuto quasi per niente…per piacere qualcuno gli dica che “less is more”).
    Pare sarà ambientato in russia e che stiano cercando un attore per John McClane jr.

  9. Past & Fasul

    john moore…quello di omen-remake…max payne…il volo della fenice…behind enemy linies…che bellezza…

  10. Andy Crop

    Moore può fare bene,con una buona sceneggiatura,secondo me.
    Il suo problema per buona parte dei suoi precedenti film è che non ne aveva una anche solo decente.
    Omen però era un film completamente non necessario.

  11. mari

    tanto rispetto!

  12. Kurosawa Puppami La Fawa

    Dove devo Firmare per avere il Remake diretto da Fincher versione
    No Future/Bad Drugs ???

  13. Fra X

    Ah, però! Il film lo conoscevo da tempo, anche se ancora non l’ ho visto, ma non sapevo che fosse tratto da un libro dello stesso autore dell’ opera che ha ispirato DH! Non si finisce mai d’ imparare come si suol dire! XD

2 Trackbacks

  • Scritto da Best of my feed #129 | Vita di un IO il 24/12/2011 alle 08:02

    […] Curioso post di Nanni Cobretti che ci fa scoprire primi film non famosi tratti da libri dai quali sono poi stati tratti altri film di grande successo… a partire da Die Hard. […]

  • Scritto da Random movie trivia /26 | After Zen il 18/08/2014 alle 15:18

    […] Sinatra (lui e Willis una faza una raza proprio). Se interessati a saperne di più, vi rimando a questo articolo del sempre eccellente Nanni Cobretti (tutti in piedi, […]

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