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Freud puppami la fava: 2-Headed Shark Attack

Un nuovo film dell’Asylum con uno squalo strano, merda! No dai non fate finta di essere sorpresi che lo sapevate benissimo, ve l’ho detto due settimane fa e mi avete pure risposto con messaggi dall’hype incontenibile. Toglietevi le manine dai capelli. Bravi, ora sedetevi e state zitti che devo parlarvi di psicoanalisi. Devo parlarvi del COMPLESSO DEL FALLO SIAMESE.
Il complesso del fallo siamese è quella roba per cui il soggetto, non più soddisfatto dai proprio attributi e superate le fasi del mega fallo e del fallo mitraglietta, prova il morboso e costante desiderio di possedere un fallo dalla doppia cappella. Un fallo gigante dalla doppia cappella che raramente sfocia in perversioni di carattere sessuale ma che, nella vita di tutti i giorni, viene reputato in grado di compensare la mancanza di beni maggiori quali dei genitori, una vasca da bagno, una macchina del tempo. Le cause scatenanti possono essere diverse: si può, ad esempio, aver passato l’infanzia non sapendo scegliere con quale eroe di plastica giocare finendo per risolvere il problema con la fusione tra i due giocattoli preferiti in un essere a due teste e quattro arti; si può aver passato il liceo spezzando matite facendo la punta ad ogni moncherino per poi legarle insieme; nei casi più rari il soggetto matura il complesso intorno ai 25 anni quando, nello spogliatoio della palestra, tenta invano di reggere l’asciugamano con il proprio regolare fallo (questo caso può anche causare lo sviluppo del complesso del fallo ad uncino che spiegherò nel saggio dedicato “E se il coccodrillo gli avesse mangiato l’uccello?”). Nei soggetti più comuni, comunque, l’effetto scatenante è una maldestra ricerca su siti pornografici. Solitamente il suicidio per tranciamento netto all’altezza dei reni è la soluzione preferita da chi non riesce ad uscirne ma c’è chi invece preferisce supplire la mancanza comprandosi un SUV o saldandosi tubi di ferro al glande o amputando il pene ai vicini antipatici. Poi ci sono quelli che girano film con squali a due teste.

Supplire mancanze: un esempio.

Ora che sapete tutto sulle ultime scoperte della psicoanalisi posso parlarvi di 2-Headed Shark Attack, a punti, perché ci sono COSÌ TANTE COSE DA DIRE che non ne posso fare a meno. E poi è più facile. E io sono pigro. E ai pigri piacciono le cose facili. Che poi non sono così pigro, vi ho fatto la gif qua sopra, quanto è bella? Un casino. Dicevo, a punti, perché:

-un film dell’Asylum è un film dell’Asylum e resterà per sempre un film dell’Asylum, con i soliti difetti e la trama insulsa e la noia. Abbiamo uno squalo gigante con due teste e un branco di insopportabili studentelli nudi pronti ad essere mangiati mentre Carmen Electra prende il sole in bikini (e non fa altro per tutto il film, praticamente) e l’atollo su cui si sono rifugiati STA AFFONDANDO a casissimo e ci si annoia lo stesso. Ma sarà mai possibile? Ho capito cos’è che non va praticamente sempre, a parte che parlano parlano parlano e parlano tutti: è il montaggio sugli attacchi dei mostri ad essere sempre e solo anticlimatico. Voglio dire, qua abbiamo uno squalo con due teste e sarebbe molto bello se spuntasse dal nulla ad intervalli irregolari per mangiarsi tutti mentre la struttura standard è vittima->squalo che nuota->vittima->squalo che nuota un po’ di più->vittima->squalo che BASTA cazzo vogliamo il macello fateci vedere del sangue vogliamo vedere la gente che salta in aria non uno squalo che nuota con esponenziale enfasi. La mandiamo una letterina ai montatori dell’Asylum? Che intanto gli vogliamo bene e lo sanno, quindi magari ci stanno a sentire e ci ringraziano nei titoli di coda. E’ importante capire che all’Asylum vogliamo bene per davvero e che ogni critica cela in sé la speranza di un miglioramento.

-c’è la figlia di Hulk Hogan! C’è Brooke Hogan! WEEEE! Va bene mi contengo, lo sapete che si fa chiamare Brooktini? Sarà che beve sempre Martini sempre in bikini? La cosa sconvolgente è che anche qui come in Sand Sharks è l’attrice migliore, è quella che spicca, tira i pugni! Picchia la gente! Applica la filosofia del fottesega! Mi sta simpaticissima, ormai sono entrato nel Team Brooktini e non c’è mondo di uscirne. Tra l’altro qui interpreta una studentessa mentre in Sand Sharks una biologa marina. Prequel! E’ tutto collegato! Attendo con ansia il sequel del prequel per capire come abbia perso la memoria, cambiato identità e comprato quella laurea.

FA LE FACCETTE! TETTE!

-c’è una cosa buonissima: hanno comprato i computer nuovi. La CGI è quasi bella, lo squalo è quasi bello, le sequenze di smembramento sono quasi belle. Intere sequenze subacque sono girate in CGI con tanto di fintissimi esseri umani che esplodono nelle fauci dello squalo, arti che si spezzano e si strappano, sangue che si sparge. Detta così sembra una figata e non lo è, ma sicuramente è una boccata d’aria fresca, un motivo per farci alzare il pugnetto e tifare per loro. Poi ogni tanto spuntano pure delle teste di lattice, con i dentoni che spruzzano sangue e mordono tutto. PUGNETTO. Proprio una carineria.

-c’è una scena memorabile che vede, nell’ordine, tette, lesbo e sangue. TETTE! LESBO! SANGUE! Tutto di fila, prima le tette, poi i limoni e infine l’omicidio più ridicolo di tutti: lo squalo attacca le due tipe in quattro dita d’acqua (lui, vorrei ricordarlo, dovrebbe essere gigante) e queste si bloccano in una posizione che ricorda la tizia impalata in Cannibal Holocaust e iniziano a sputare sangue in preda a spasmi. È ridicolissimo. È BELLISSIMO. PUGNETTO!

Analisi: il regista Christopher Ray ha compensato il complesso creando un mostro dalla doppia testa in grado di cambiare dimensione a proprio piacimento. Le sue prede sono in prevalenza giovani ragazze seminude, ma non vengono disdegnati anche un paio di giovani ragazzi. Gli attacchi, spesso lenti, ostentati e difficoltosi, si concludono con potenti esplosioni di schiuma e sangue.

Conclusioni: oltre ad essere un pessimo regista Christopher Ray è anche un maniaco sessuale con tendenze anali.
Senza offesa.

DVD-quote:

“TETTE! LESBO! SANGUE! TEAM BROOKTINI! PUGNETTO! Però non guardatelo.”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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11 Commenti

  1. Phoenix

    Tette lesbo sangue :D

  2. Kurosawa, Puppami La Fawa

    Basterebbe sostituire le inutii sequenze d’intermezzo con un pò di Pornografia ed avremmo il Film definitivo…

  3. joe r. lonsdale

    mah vista la foto di brooke mi sembra che le tette siano rimpicciolite… problemi dimensionali ovunque in questo film!

  4. Sono sconvolto dal sosia di Aaron Eckhart nella foto. Quindi siamo a tre con Thomas Jane… li voglio tutti e tre nello stesso film e nella stessa scena!

  5. Fa spavento. Per tutto il film ho sperato tirasse fuori delle bombolette, poi ci sono rimasto male.

  6. “È tutto collegato!”

    quel Diegozilla parlerebbe di super-continuity-totale…

  7. La figlia di Hulk Hogan che fa la duckface.
    Dove andremo a finire.
    (tette!)

  8. Hellblazer Joestar

    Carmen Electra prende il sole in bikini (e non fa altro per tutto il film, praticamente).
    Non deve fare altro! Datemi 3 ore di Carmen Electra che prende il sole in bikini mentre sullo sfondo, piccoli piccoli, ci sono squali a due teste, lesbiche eruttanti sangue e Brooke Hogan (ma cazzo, mi viene da dire “e Ridge dov’è finito?”) e io sono contento lo stesso

  9. joe r. lonsdale

    raga lo volete vedere un film di merda ma veramente trashissimo che altro che asylum? Roba tipo WRESTLING GRECO + REVENGE MOVIE + GRINDHOUSE!

    scusate l’OT ma ve lo droppo (dovreste copincollare sul browser)… non è illegale perché è un dvd che ormai non si trova più e ne sono venuto in possesso per caso, quindi io lo tengo in casella una settimanina, accomodatevi!

    http://dl.dropbox.com/u/15057124/the%20return%20of%20the%20bastards.avi

  10. babaz

    sbaglio o la fotografia è assolutamente azzeccata?

    *fugge prima che lo prendano

  11. Ma non usano mai mostri di terra perché sarebbe più difficile far vedere TETTE?

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