Crea sito

Absentia: quel non so che di tuo che rimane nell’aria anche se apro la finestra del bagno

Absentia di Mike Flanagan è un bel film di 45 minuti scarsi. Poi potete anche andare in pizzeria.


Quando Nanni, mosso a compassione dopo la visione di Knockout, mi ha promesso almeno una recensione di un film decente, io ho iniziato a sperare in bene. Il capo supremo -si sa- è spietato ma giusto. Se promette qualcosa, solitamente la mantiene. E infatti nella sua infinita grazia mi ha regalato la visione di questo Absentia che, diversi recensori esteri hanno definito come “giusto”. Peccato che fossero loro a essere sbagliati.

SIGLA

Domanda a tutti voi: se un film è classificato in un determinato modo, è lecito, per me spettatore, aspettarmi una discreta dose di ciò che mi è stato promesso? Sotto quale percentuale di “genere” il mio palato può dirsi insoddisfatto? Quando insomma posso chiamare il cameriere e farmi portare via il piatto  pretendendo, a ragione, che mi venga consegnato in un sacchettino di carta il mignolo destro del cuoco?

Tutte queste domande nascono dalla visione di Absentia, seconda opera “in pectore” del regista Mike Flanagan, enfant prodige (classe 1978) del circuito indie horror che, dopo il terzo capitolo di Oculus, si diverte a collezionar menzioni e awards con cui decora simpaticamente le locandine delle sue opere. Bene: com’è Absentia?
È un film che ha ricevuto un fottìo di premi.
Sì, ma com’è Absentia?
È un film che ha fatto cartapestare le mutande a quelli di Fangoria.
Sì, ma com’è Absentia?
Eh nattimo che ci arrivo…

Absentia è un film intelligente. Uno di quei film pieno di strati, sottostrati, sottosottostrati che manco certe opere di Ronconi a teatro. Absentia è un film molto pieno, poco tamarro e molto molto profondo. Absentia è uno di quei film che ti segni sul taccuino per quando c’hai la serata con gli amici che loro sono Kiarostami e quindi vuoi dargli un saggio di come si possa fare horror parlando di cose serie e non di “mostri brutti che uccidono gente stupida”.  Tuttavia…

Ma non corriamo troppo in avanti e raccontiamo un po’ della trama (spoiler free -perché questo è un film che mi sa che, per una volta, potreste aver voglia di vedere).

il terribile spettro dell'assenza di tonicità

Tricia è una donna che ha perduto suo marito. Da sette anni infatti il caro Daniel s’è dato, uscendo un giorno di casa per poi non tornare più. Da sette anni Tricia appende cartelli a ogni palo della luce del suo isolato e anche più in là, oltre il sottopassaggio oscuro e buio e inquietante. Ora, sapete un po’ tutti come vanno queste cose… un detective largo e grosso si occupa del suo caso, se lo prende particolarmente a cuore, ci si vede spesso, il letto è tanto grosso e tanto freddo e quindi quando sua sorella Callie ritorna a casa da lei, dopo 5 anni in una clinica per il rehab, la trova raggiante come sono raggianti tutte le donne che hanno la corsia preferenziale all’Esselunga. Non solo, la radiosa Tricia ormai è pronta a voltare pagina e sì… ha iniziato le pratiche per la dichiarazione di morte presunta del marito ormai scomparso e mai ritrovato. Ma il marito non è morto… è semplicemente altrove…

Religione, ateismo, presenze, assenze, il tema dell’accettazione della morte, il tema del coraggio di cambiare e di voltare pagina, il caro estinto che torna dalla guerra tutto un po’ strano nella testa, l’amore che vincit omnia e WINSTOOOOOON WINSTOOOOON WINSTOOOOON.

Ma adesso è l’ora di

PIANGE IL TELEFONO

ovvero: come nei film horror, l’oggetto che ci ha cambiato il concetto di reperibilità diventi un inutile suppellettile, sbattendogliela in culo ad almeno 30 anni di consumismo.

In Absentia il telefono non c’è. Inutile. Non c’è. Non c’è manco uno sputo di cellulare. NIENTE. Un problema in meno.

Orbene, questo bastimento carico carico di tanta roba interessante, viaggia tanto veloce. Troppo veloce. Così veloce che al caro Mike -giovane, discretamente esperto, ma non COSI’ ESPERTO- gli scappa di mano. E anche abbastanza in fretta. Il buon Flanagan infatti -che tutti amiamo ricordare così

dicevo che Mr. Flanagan, si vede che conosce bene l’horror, ne ha studiato le meccaniche ma che vuole fare altro. E io direi che è già il secondo film di un regista aspirazionale per cui il genere è distopico quindi ora anche basta. È tanto male quindi? No. Anzi. Per la prima mezz’ora (facciamo anche 45 minuti su 90) il film è una gustosissima ghost story in puro stile Pang (fin troppo). A dirla tutta -e non è cosa mala- di salsa di soia e wasabi il film è davvero abbondantemente condito. Il problema è che finiti quei titillanti 45 minuti (con tutti i momenti peek-a-boo del caso), tutto il resto è un gran parlarparlarparlare. The cat is on the table. The chair is under the table. The movie goes out to pay for sex. Flanagan si perde nei sottotemi intimisti, nelle riflessioni, nelle profondità dell’animo umano, dimenticandosi completamente di noi, agendo in funzione di tirare le fila del baraccone d’umanità che ha messo in scena  e trovando come unica soluzione raffazzonata un deus ex machina assolutamente pretestuoso che ci lascia con un grande MEH a premere sullo sfintere.

Ce n'è per tutti i gusti

Sono però sicuro che tutti i critici per cui “un film horror è bello solo se non è un film horror” avranno goduto di una subitanea erezione e che siano corsi a mettersi nella propria videoteca l’opera di Flanagan come testimonianza che anche loro “sono come noi, guavdano anche lovo l’hovvov come tutti gli altvi. Camevieve mi povti ancova un po’ di quei pici al sugo, gvazie”. Io sinceramente, che forse sono in una fase della vita in cui c’ho poca tolleranza per i vorrei ma non posso, valuto Absentia come un coito interrotto dalle troppe chiacchiere e Flanagan come uno che ha provato a fare il Park Chan-wook della situa finendo a scontrarsi con la BMX contro il muretto del vicino. C’ha provato, non gli è riuscita. Pazienza.

DVD-Quote suggerita

C’ha provato. Non gli è riuscita.

Bongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

No comunque: per voi  45 minuti di horror -dopodiché è come se ci si fosse seduti sul telecomando- bastano per arrivare alla sufficienza?

Tags: , , , , , ,

21 Commenti

  1. Egildo Parafanghi

    Winstooon?? Castaway? o_0
    O il mio hangover è più duro di quello che speravo o oggi sei particolarmente criptico..Comunque ottima rece, quasi quasi mi scappa la voglia di vedermi i primi 45 min..

  2. Phoenix

    Insomma Absentia un film Absente.

  3. Kurosawa, Puppami La Fawa

    Di la verità che ormai ti mandano le Demo solo per finir in Sigla

  4. Phoenix

    Comunque temo di essere il responsabile di questa innaturale devianza che è presa a Miike nel proporre brani che di solito riesco ad ascoltare per 3 secondi lordi.

    Brani che, a volte, rimbombano o per meglio dire POMPANO nel subconscio o per meglio dire nelle CASSE, che portano dei COBRA a c’haverli nello ZAINO.

    Il titolo cmq merita. Oppure anche: quell’indefinibile essenza che tiri fuori da dentro di te.

  5. @Egildo: proprio quello… “il caro estinto che torna dalla guerra tutto un po’ strano nella testa” (ma anche brothers)
    @Kurosawa: no, quello che va in sigla è frutto di un attenta ricerca sul territorio. T’ho scritto t’amo sulla bamba… tanta robba

  6. Ah, per i più golosi: c’è anche un’altra citazione nascosta nel testo… chi la trova?

  7. lando

    i pici di zanardi!

  8. @lando: ma che bravo…

  9. Gigos (fanbase molliccia e appiccicosa)

    Non era Wilson il pallone?

  10. @Gigos: sì. Era il pallone.

  11. @tutti: oh, grazie eh… chiedere è lecito rispondere è cortesia…

  12. @miike: dai su, 45 minuti erano decenti, poi mi sono seduto sul telecomando e mi sono detto “dai, va bene questo”. E’ un passo avanti, no?

  13. Absolutamonte! Qui siamo sul 5.5 pitchforkiano rispetto al consueto 3.2 di Rolling Stone

  14. Gigos (fanbase molliccia e appiccicosa)

    Forse non ci eravamo capiti, io puntualizzavo che il pallone si chiamava Wilson e non Winston.

    Comunque è un gran giorno per il nostro ex-stagista preferito. E lo celebrerei, ma non mi viene niente di divertente da dire.

  15. @gigos: Wilson…hai ragione… Wilson…

  16. Harry Piotta - King of cocco (il torneo)

    Faccio notare che su 14 commenti, la metà sono del povero Miike.
    Un tempo, quando era una star calcistica, non commentava mai, perché i fans da soli producevano 50ine di commenti. Anche 100ine. Adesso è costretto non solo a vedere film di merda, ad ascoltare musica di merda, a chiedersi se verrà ammesso al King of Cocco, ma si è ridotto anche a commentarsi da solo le rece.
    Non so voi, ma io ho già scritto ad Amnes(t)y International. Fatelo anche voi.
    Un piccolo presente:
    http://www.stetoscopio.net/wp-content/uploads/2011/05/noce_di_cocco.jpg

    p.s.
    Sì, per la T tra parentesi voglio un Sylvester.

  17. Oboewithashotgun

    Scusate ma “Wistoooon” era in Ghostbuster 2 quando i nostri stanno nei meandri di Nuova York. Agevolo il contributo audiovisivo http://www.youtube.com/watch?v=7Nh2BB7NyPM

  18. @Oboe: ma anche Wisdom Wisdom o Wulson Wulson per i più esigenti Welcome Welcome

  19. fulvio

    questa recensione è proprio gratuitamente stupida. il film è bello, stop

  20. dario

    absentia costato pochissimo meno di 1 appartamento è decisamente 100 mila volte + bello di quella mer d a di snowpiercer costato ben 40 milioni di dollari! snow non sono neppure riuscito a vederlo interamente per la trama orrenda e stupidissima e vi assicuro che non ero l’unico in sala a lamentarsi… vedete absentia non date retta a gli invidiosi è veramente carino e tutte le volte che passerete davanti ad un tunel pedonale , specie di notte vi tornerà in mente provare x credere eh. eh. eh.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.