Il Mandrillo batte L’Artista. 2 a 0.

Sigla. Prima di tutto. Che vi vedo già che mi ciurlate nel manico.

Carichi? Ecco, allora: quest’anno c’è stata polemica per i premi, eh? Qui a Casa I 400 Calci, c’è stata la polemique legata alla stravittoria del film Drive che ha stracciato tutto e tutti, e che soprattutto ha fatto arrabbiare i fan quelli duri e puri che speravano giustamente in Fast Five. E allora c’è stato Hitler che se l’è presa e tanti, tantissimi commenti piccati e un paio di risse tra ghenghe di fancalcisti violenti nel parcheggio dell’Esselunga di Mordor. E già lì gli animi erano caldi caldi, come l’interno di un bombolone che l’altro giorno ho mangiato e che quella demente della barista mi ha scaldato col microonde e me l’ha detto dopo il primo morso, mezzo secondo dopo che una colata lavica di crema mi si era abbattuta sulla mia lungua, cancellando per sempre le mie papille gustative. Poi è stata la volta di quel premio minore che danno a Los Angeles, gli Oscar. In una manifestazione tutta mimì e cocò e piripiripì dove ogni tanto vincono dei film come Il Paziente Inglese, Shakespeare In Love o qualsiasi film dove una considerata figa si mette tipo un naso finto per passare come brutta, quest’anno c’è stato il momento “Ullalà, ma hai sentito come parlano strano questi strani francesi?”. E quindi s’è deciso di regalare tutti i premi pesanti a un filmetto.

Cuba Gooding Jr. e il cane di mia madre Poldo

Cuba Gooding Jr. e il cane di mia madre, Poldo

Mi dispiace non poter citare la fonte ma durante la diretta degli Oscar, appena dopo l’assegnazione dell’Oscar come Miglior Attore, su facebook qualcuno ha scritto: “Jean Dujardin = Cuba Gooding Jr.”. Applausi scroscianti. Sia per i festeggiamenti dei due piuttosto simili, sia per l’inutilità del premio che ovviamente verrà dimenticato in men che non si dica da chiunque sia sano di mente. Ma vediamo un attimo di cosa parliamo quando parliamo di Jean Dujardin. Il francese dalle sopracciglia più sciolte e fascinose del mondo è un simpatico comico televisivo. In Francia – dove nei film ci sono donne che lavano ininterrottamente i piatti con la faccia mogia mogia – lui è venuto fuori grazie alla sua parte in Love Bugs, quello che da noi faceva Fabio De Luigi e quella roba grave che è Michelle Hunziker. Poi sulla sua strada ha incontrato il regista Michel Hazanavicius. E qui hanno subito fatto delle opere di raro acume, rileggendo le forme primitive del mezzo cinematografico, rielaborandole al gusto moderno rispettosi della Storia del mezzo cinematografico. Ecco, anche no. Hanno fatto due parodie dei film di James Bond: OSS 117: Le Caire Nid d’Espions e OSS 117: Rio Ne Répond Plus. Due commediole demenziali con un po’ di action e con Dujardin scatenato che butta lì faccette come se non ci fosse un domani. Sia chiaro! Filmetti divertenti, eh? Spassosi! Ma quello che un po’ fa girare le scatole è la percezione che s’è avuta nel mondo del loro ultimo film, The Artist. Tutti pronti a strapparsi i capelli e a regalare in giro Oscar per un film che utilizza un cane per fare simpatia. Dai. Vediamo Dujardin nella versione con la baguette di Love Bugs.

Ieri sera mi sono visto Mandrill, un film cileno di mazzate diretto da Ernesto Díaz Espinoza nel 2009. La storia è quella di un imbattibile sicario che vuole vendicarsi della morte dei suoi genitori, uccisi davanti ai suoi occhi di pargolo dal cattivissimo Ciclope. Non quello degli X-Men, eh? Uno che siccome c’ha un occhio solo lo chiamano Ciclope. Mandrill è diventato quindi sicario per il canonico motivo della vendetta: s’è allenato una vita per un giorno poter mettere le mani su colui che la vita gliel’ha rovinata. Ma c’è anche un altro motivo per cui Mandrill m’è diventato Mandrill. Suo zio, uno zarro pelato ma col codino, l’ha cresciuto con il mito di John Colt, popolare (e fittizio) eroe di film cileni tipo James Bond. Per cui Mandrill, da bravo invasato di film di mazzate, è cresciuto imitando ciò che accadeva al cinema o sul suo televisore: battuta pronta, gran cartola, uomo di seduzione, inarrestabile macchina da guerra, stile a buttare. La sua vita è dunque un pasticcio in cui la finzione cinematografica (bassa e popolare) si va sommare a ciò che realmente vive. Mandrill fa veramente il sicario, ma si comporta come se fosse un hitman da filmetto di terz’ordine. Il film Mandrill dunque, si iscrive all’ormai nutritissimo club di film omaggio al solito vecchio cinema che tutti noi abbiamo in mente (ma che non è mai realmente esistito), quello dei vari Machete o Black Dynamite, ma ha almeno due cose molto interessanti.

La prima cosa interessante è l’aspetto soap opera. Sulla via della vendetta Mandrill scopre l’amore, ma ovviamente le cose non andranno per il verso giusto. Per cui ci saranno della lacrime da versare. Ernesto Díaz Espinoza non è William Wyler e la sceneggiatura di Mandrill probabilmente sta tutta scitta su un tovagliolo di carta da pub, ma le sequenze più sentimentali sono trattate in maniera tutt’altro che banale. Mandrill riesce a far andare a braccetto l’omaggio stupidino ai Seventies – girettoni di basso funky, zoommoni, set da pornaccio di quart’ordine e vestiti improbabili – con alcuni momenti ben più seri, in cui i protagonisti del film piangono e riescono addirittura a risultare credibili. Niente di rivoluzionario, sia chiaro, ma c’è dell’impegno e la cosa è più che apprezzabile.

E Gesù si mette a piangere...

E Gesù si mette a piangere...

Il secondo motivo d’interesse per questo film è il GIGANTESCO Marko Zaror, uno dei nostri miti assoluti. Ovviamente se siete qui avete visto e possedete in triplice copia l’immortale film Undisputed 3: Redemption dove il nostro se le suona con l’altro nostro eroe Scott Adkins. Per tutti gli altri (poverinis): Zaror, il cui cognome è anagramma facile facile di Zarro, è un artista marziale di quelli che levati. Karate, Tae Kwon Do, Kung Fu, Boxe e Lotta a Terra. Insomma, uno che più completo non si può. Zaror riesce a fare delle cose che tutti noi comuni mortali ci sogniamo di notte. Senza bisogno di fili, CGI, o controfigure, Marko fa piangere Gesù, saltando, piroettando e tirando degli schiaffieppugni di rara bellezza coreografica. Jean Dujardin, per dire, è molto forte ad inarcare il sopracciglio sinistro. Certo, Marko Zaror fa meno faccette e non calcherà mai il red carpet, ma questa è una vera ingiustizia. Come già abbiamo avuto modo di dire proprio qui, va apprezzato il coraggio di un artista marziale come Zaror che, con tutti i suoi limiti, tenta di cimentarsi nell’arte delle recitazione e ne esce a testa alta. Ecco, prima di arrivare in una produzione USA, Zaror ha fatto i suoi filmettini in Cile e Mandrill è uno di questi. Sapete quando leggete articoli del cazzo su film come Quasi Amici e trovate sempre scritto “un piccolo film”? Ecco, il più delle volte è una stronzata. I “piccoli film” sono altri. I piccoli film non sono Little Miss Sunshine o Me And You e La Fava de Mi Nonno, ma robbetta come Mandrill. Un film girato in megaeconomia in Cile che guarda al cinema che si fa dall’altra parte del mondo con amore negli occhi, ma al tempo stesso umiltà e sprezzo del pericolo. E il risultato è un film che ti viene voglia di far vedere al tuo migliore amico dicendo: “Minchia, oh, ma che numero ha fatto qui? Rivediamolo!”

Indovinate a chi sta facendo brutto Marko in questa foto.

Indovinate a chi sta facendo brutto Marko in questa foto.

DVD Quote:

“Il prossimo che dice ‘un piccolo film‘ ci mando Zaror accasa”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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35 Commenti

  1. John Who?

    Non ho ben capito il senso dell’articolo, ma quando c’è da sparare su quel filmettino che non vale nemmeno i primi due minuti di “L’ultima follia di Mel brooks” io ci sono sempre.

  2. abraxas de la vega

    Non ho ben capito il senso dell’articolo, ma quando c’è da sparare io ci sono sempre.

  3. Valerio

    io non so se ho capito, anche se ho riso in diverse occasioni della rece. ma mi intrufolo ugualmente perchè ieri leggevo, su yahoo, che micheal bay produce un film sulle tartarughe ninja.

  4. g

    Casanova artista completo.

  5. casanova collo smartphonolo

    nessun senso.
    Volevo giusto prendermela con quel filmetto
    E dire che Zaror è un califfo vero.

  6. umbem

    grazie, perchè sono tre giorni che non riesco a pranzare (contando oggi) per il troppo lavoro e ho le palle giratissime, ma arrivato a “Esselunga di Mordor” sono scoppiato in una risata iper-liberatoria. sei un genio

  7. Due spunti di riflessione:

    1) Marko Zaror e’ il raro artista marziale per cui volendo si potrebbero affrontare veri discorsi autoriali. In tutti i suoi film da protagonista finora ha sempre affrontato il discorso del semi-disadattato che confonde vita e fiction, in modo grezzo se volete ma mai accessorio. E questo nonostante lui stesso atleticamente sia al confine con la fiction. E poi recita.

    2) Se vi lamentate che Drive ha vinto ai Sylvester e il vostro primo commento non e’ stato “MARKO ZAROR!!!”, in qualche modo lo state facendo sbagliato.

  8. 1) in Occidente, obviously

  9. Cleaned

    MARKO ZAROR!!!

  10. Enea the doctor-X

    Si cita il caso “Drive” ma il vero abominio ai Sylvester è stato che gli schiaffi antigravità finti di Inception abbiano battuto gli Schiaffi antigravità veri di Undisputed 3, dove l’orgoglio del cile faceva numeri da circo! parte la ricerca di Kiltro e Chinango….

  11. volevo solo dire che in particolar modo il primo disco dei Mandrill è una cosa pazzesca: la musica negra e bianca che fanno team-up per menare la faccia di tutti con equamente suddivisa arroganza.

  12. @enea: quotato in pieno.

    @tutti: QUOTO IN PIENO ENEA. SPEGNETE SUBITO QUEL CAZZO DI DVDRIP DI “YOUNG ADULT” E METTETEVI SU QUALCOSA CON MARKO ZAROR, PORCO MONDO.

  13. @Enea: c’hai della ragione da vendere per il caso Undisputed 3 vs Inception.

    Comunque la cosa importante in questo momento è che ci deve unire l’odio verso quelli che ci rincorrono per i corridoi del nostro ufficio con il sorrisetto a culo di gallina e ci dicono “ma tu non sai quanto è carino il cane di de artissss! adoooooooro!”.

  14. @ Casanova
    Solo una cosa contro costoro e il logorio della vita moderna: il kit.

  15. Gigos (vengo in pace)

    Premesso che:
    _ Sicuramente The Artist è diventato il film simbolo di quelli che credono di capire qualcosa di cinema.
    _ Non avevo mai sentito dire prima né il regista, né l’attore protagonista e mi sa non vedrò più niente con loro, se non altro perché la scena francese di solito è a tenuta stagna.
    _ Se piaci così tanto all’Academy effettivamente qualche domanda te la devi fare.
    _ Quando una cosa deve andare di moda per forza a tutti ci viene il rigetto.
    e premesso che
    _ Siamo sui 400 calci.

    Per me The Artist è un gran bel film. L’ho visto al cinema non sapendo bene a cosa andavo incontro e mi sono divertito alla faccia. Mi è proprio piaciuto.

    Okay, ora fatemi quello che dovete fare in fretta per favore. Mirate alla testa.

  16. Bread Beat

    “Minchia, oh, ma che numero ha fatto qui? Rivediamolo!”
    praticamente la mia reazione per undisputed 2 e 3!

  17. Zanzathedog

    Pure io sono un sacco bravo a fare le faccette e tutti i miei amici mi dicono sempre che come muovo io le sopracciglia nessuno mai, solo per questo nei vari trailer di The Artist ho provato una rara rabbia verso Jean Dujardin.

    Mentre da piccolo ho fatto judo e non ricordo d’aver mai preso tante botte in uno sport ed essermi sentito tanto debole e indifeso, ed è per questo che Undisputed 3 lo guardo sempre volentieri quando mi capita.

  18. Naccio Jai Fox

    Ma è tipo Mirageman? Cioè tipo bellissimo super cool con le musichette, ma che ti mette l’angoscia nell’anima? Che poi alla fine lo guarderò lo stesso perché cazzo MARKO ZAROR! Però almeno ci arrivo preparato…

  19. filippo1

    C’è stata una sforbiciata in fase di editing dell’articolo? No, perché l’introduzione mi sembra attaccata con lo sputo al resto dell’articolo. SEO? boh

  20. Andrea P.

    Se dico che The Artist a me è piaciuto (molto) e che Dujardin mi sta simpatico mi cacciate? no perché sto sito mi piace! sarebbe proprio una cosa triste per me

  21. Gigos (vengo in pace)

    @Andrea
    High five!
    Poi guarda ti dico, io è una vita che sto qui a commentare cose che non condivide nessuno e non mi hanno mai cacciato.
    Non sono rudi come vogliono far credere. In fondo sono buoni e comprensivi.

    Già che ci sono aggiungo che secondo me the Artist è un gran film “da cinema”, nel senso proprio che visto nella sala buia rende incredibilmente.
    E comunque io lo vidi prima che diventasse famoso co’ ‘sta storia degli Oscar e bla bla bla. Poi è anche normale che più senti parlare bene di qualcosa, più l’aspettativa te lo rovina.

  22. Andrea P.

    @Gigos
    5 virtuale! (Todd docet)
    Mi sarebbe dispiaciuto essere cacciato per colpa di Dujardin!
    Concordo, film da cinema, sala buia e suoni che ti abbracciano! io invece l’ho visto poco prima degli oscar, quando tutti gli sbavavano dietro e non dicevano (dicono) altro che “Il film più bello della storia, non si vedeva qualcosa del genere dall’arrivo nelle scene di Winnie the Pooh”, ma siccome normalmente me ne frego delle recensioni (tranne quelle dei 400 calci, sono ruffiano si) non guardo mai un film con l’idea precisa del “sto per vedere un capolavoro”,” sto per vedere una schifezza”!

  23. Winnie Pooh SPACCA I CULI CON LA PSICHEDELIA.
    Mandrill ha il titolo più migliore di sempre.
    The Artist non l’ho visto e non mi piace (cit.).

  24. Andrea P.

    @Stanlio
    Prima e unica volta che sono stato d’accordo con la critica.
    The Artist m’è piaciuto, mi sono preso il dvd rigorosamente tarocco dal mio negozietto cinese preferito e domani me lo riguardo (cit. me)

  25. Phoenix

    Non ho capito che centra drive con mandrill cmq.

  26. babaz

    ma che centrano i trapani adesso?

    /fugge via

  27. Schiaffi

    Sta a vedere che forse dopo le recenti parruccate, sui 400K si ritorna a parlare di roba seria…

  28. Lo so che sono quanto babe maialino coraggioso nella gabbia delle tigri a digiuno , ma penso che il problema principale di The Artist non sia tanto nel film in sè quanto in come è stato accolto, da entrambe le barricate.

    E’ un giochino, una lunga gag sulle pose del cinema muto. Io mi sono divertito a vederlo in quell’ora e mezza. Compatitemi pure. Io compatisco quelli che ci si sono consumati il fegato a forza di bile, dimenticandosi che l’oscar l’ha vinto pure shakespeare in love, che adesso manco lo mandano più in televisione. Oppure quelli che hanno urlato al miracolo “nella fredda era del 3D”, non accorgendosi che the artist è effettistico tanto quanto. E sticazzi.

    Mi pare che la filmografia di Hazanavicius sia in linea, è solo passato da “famo i film vintage e cazzoni sulle spie piacione” a “famo i film vintage e cazzoni sui divi del muto piacioni”.

    Per diminuire ulteriormente le mie possibilità di sopravvivenza: OSS 117 è un personaggio serio nella letteratura francese e nei film degli anni ’60, Hazanavicius l’ha reso parodico nei suoi recenti remake con Dujardin. Un po’ una roba alla Starsky & Hutch con Stiller e Wilson, ecco.

  29. Schiaffi, aiutami a riportare la discussione sui giusti binari o giuro che vado a parlare di Marko Zaror su Cineblog.

  30. galbaccio

    marco zaror spacca tutto. punto.
    fate si con la testa.

  31. @galbaccio: grazie, mi stavano venendo le crisi di identita’

  32. Drugs Druggy

    oh mi sono appena visto mandrill
    son l’unico assieme al recensore mi sa che tutti han preso a parlare di the artist
    m’ha fatto ghignare parecchio anche se poi l’ultima mezz’ora diventa un pò meno parodia/citazione e un pò più “non sappiamo più che cazzo metterci, dai concludiamo a sputo”
    molto godibile in fin dei conti e pure il “colpo di scena” finale m’ha fatto sorridere

  33. paolone_fr

    per giustificare l’ingiustificabile ci si attacca pure ai premi dati agli Oscar.
    dove andremo a finire?

  34. paolone_fr

    comqunque volevo dire che ho visto mandrill e che mandrill spacca.

    non sapccherà mai come 10 minuti di OSS117 con jean dujardin, ma vabe. ci si accontenta.

    la cosa che ho capito dopo aver visto mandrill è che l’accomunamento di the artist e di mandrill sta tutto nella somiglianza fisica di marko zaror con dujardin.

    ps: lol

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