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L’arrivo di Wang

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Sarebbe facile parlare male de “l’arrivo di Wang”.

Perchè è facile ridere di un film a budget limitato, magari adducendo una scarsa simpatia (non immotivata magari) per le precedenti prove dei Manetti Bros… Ma sarebbe gratuito perchè “L’arrivo di Wang” ha degli indubbi pregi, pregi che mi han messo di fronte ai miei non pochi pregiudizi sugli autori e ai sospetti sull’ operazione in se, facendomi sentire a posteriori un po’ stupido, tuttosommato.

"E qua ce mettemo Fantastichini che sbraita in faccia all'alieno come er peggio sbìro"

Quindi per non farvi una recensione regalata, in cui magari si sfottono gli evidenti difetti di una cosa per la captatio benevolentiae dei fancalcisti che poi si fa tutti gomitino-gomitino e si ride in fondo all’ultimo banco, vi dico subito che ha dei limiti tecnici dovuti dal budget, alcune cose sono recitate male e dialogate peggio, ci sta un umorismo a tratti un po’ ingenuotto e c’è un claudicare nel ritmo del tutto.

Così ci leviamo subito il dente del dire cosa ha che non va e potrò dedicarmi a parlare poco del film e più “sul” film, provando una volta tanto ad essere abbastanza serio: perchè la Fantascienza è una roba con cui noi Sith non scherziamo un cazzo, cercate di capire.

Iniziamo dicendo che al Fright Fest di Glasgow, dove l’Italia non è che sbuchi spesso, “L’arrivo di Wang” ha raccolto vasti consensi e come si dice qua su Coruscant: “Tiè, mettice ‘na pezza!”.

Poi…

Per me ci sono una buona fantascienza e una cattiva fantascienza: la prima immagina mondi e spesso nel farlo ci pone all’interno di essi come riflessione su noi stessi, come proiezione dei nostri lati fisici e metafisici, sia nell’astrazione di un futuro indefinibilmente lontano sia in un presente plausibile e molto tangibile. Il cinema di fantascienza (come anche la letteratura di fanatscienza, scritta o disegnata) è uno dei generi che si presta di più all’analisi politica, alla favola morale, allo scandaglio sociale ma è assolutamente il genere che riesce a fare le suddette cose senza tritarti le palle! Anzi, intrattenendoti! Che bella la fantascienza, ah!

In Italia non la bazzichiamo granchè, perchè di solito per fare analisi sociologica ci piace tritare le palle, usare Margherita Buy invece che Yul Brinner e usare una bella colonna sonora di tango invece che gli Ac-Dc. Che devi fa, siamo fatti così. Ci piace perdere.

I due registi scelgono per limitazioni di budget, ma attenendosi anche a un certo gusto surreale italiano, lo scenario paradossale con l’espediente della stanza chiusa in cui si fa irrompere l’insolito & gigantesco nella routine spicciola dell’ Italietta, un po’ come in “La torta in cielo” di Rodari.

Assistiamo quindi a come potrebbe essere gestito un “ospite” alieno in Italia, dove non ci sono bunker da Area 51 e protocolli specialissimi, niente Tommy Lee Jones e Will Smith bensì dei sotterranei fetusi che sembrano una caserma di periferia, col distributore di patatine e la macchinetta del caffè, con gli agenti di sicurezza che sembrano dei buttafuori coatti palestrati di qualche discoteca di Testaccio al Sabato sera. Ed un commissario che urla: gradasso, sarcastico, fieramente arrogante , che gestisce l’interrogatorio come un fermo a un ragazzo beccato a scrivere su un muro: con tutte quelle risate sarcastiche e quegli “aaah, e così lei ci vorrebbe far credere che si trovava li per caso!” proprio da caserma italiana. Altro che Men in Black e basi segrete.

"Appuntato queste me le fa in quadruplice copia! Ha capito?!"

Nel film dei Manetti le tre figure sono ognuna stereotipo di un certo modo di essere (lo sbirraccio fascista, la ragazza liberal che vive in centro, l’alieno buono inerme & remissivo al limte dell’agnello sacrficiale) e trovano nel pretesto della stanza chiusa un modo di confrontarsi, in una situazione paradossale e grottesca ma alla fine per modi e apparenze assolutamente plausibile.

Si cerca di raccontare una parte d’Italia, o come dicono gli stessi registi di indagare i limiti della fiducia reciproca e del controllo, il quanto siamo disposti a capire e ad accettare gli altri e che rischi corriamo magari nel farlo. Via via nel film scorpriremo che le cose non sono proprio così scontate come la sterotipazione dei tre protagonisti  fa credere.

Non è un intento da poco raccontare tutto ciò e se pensate che han cercato di farlo con la Fantascienza, in Italia e di farlo con due lire, capirete quanto i nostri lo volessero fare e OK che di buone intenzioni è lastricata la via per l’Inferno ma qua si crea un precedente spero significativo: è stato fatto in Italia un film di fantascienza sociale e con effetti speciali in CGI (della Palantir) nei loro limiti più che dignitosi in gran parte delle scene.

Riporto a tal proposito uno stralcio -a memoria- da una loro intervista in occasone del Festival del CInema di Venezia vista di sfuggita in TV: “È chiaro che L’arrivo di Wang è stato fatto con un budget da poveracci! A noi ci hanno offerto di fare i film con i budget ricchi ma per storie che non ci interessano, quindi abbiamo preferito fare il nostro film seppur in ristrettezze, per farlo si ma anche per creare un precedente sulla base del quale magari il prossimo film di fantascienza ce lo possano far fare con un budget serio!””. Ora: secondo me queste sono palle quadrate e non ci sta risatina-facile-per-la-scena-loffia che regga di fronte a cotanto immolarsi per il cinema di genere e in fondo per il Cinema.

È un bel film? Non è la cosa che mi premeva dirvi ma diciamo che si passano 90 minuti accettabili e se ne esce sperando che sia il primo passo per qualcosa di meglio. Dategli una chance e supportate il tentativo se potete, nonostante il trailer sia poco invitante.

DVD Quote: “Speriamo che porti bene chè è da “La decima Vittima” che non facciamo della sci-fi fatta come si deve e mi sono un po’ rotto”

IMDb | Trailer

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49 Commenti

  1. Phoenix

    Ho fatto lo sbaglio di vedere il trailer…

    bleuuuuuuuuu.. bleuuuuu…

  2. Margherita Buy, il tango e gli AC/DC. E Rodari. Ma il bene che non ti voglio.
    Inutile dire che sono d’accordo su tutte le analisi collaterali al film, quella sulla fantascienza come genere, quella sullo stato della fantascienza italiana, insomma tutto. Il film non l’ho visto, invece, ma lo farò; se non altro perché la signora Kubrick ha un’immotivata e trashissima passione per i Manetti e Zora in particolare. Che ci devo fare.
    L’hai visto L’ultimo terrestre, per restare in tema “la fantasiensia come la fanno nella terra della pizza”?

  3. Subject Two (per esempio)

    io l’ho visto e mi ha sfrangiato i cojoni più di margherita buy tutto il tempo.
    Non è la mancanza di mezzi, non è la recitazione (terribile) degli attori, i buttafuori palestrati e idioti, i personaggi stereotipati, la regia supponente e la lunghezza oltremodo eccessiva, no.
    è la mancanza di idee: avevano materiale per un cortometraggio decente e ne hanno fatto un filmaccio… il film di genere messia della fantascienza povera di mezzi in Italia deve ancora arrivare…

  4. Stanley Buzzanca

    Ma che è, uno scherzo? Dai, è uno scherzo! Che scemi, sempre a scherzare voi…

  5. @Subject Two: spe’, dici Wang o L’ultimo terrestre, tu?

    (ci tengo a specificare che non ho ancora visto nessuno dei due, eh. Sono in cerca di pareri pre-visione)

  6. @ Stanlio
    Grazie!
    Non lo ho visto, lo pianificavo di andare a vedere però.

    @ Gli altri
    Non scherzo e non grido al miracolo.
    Poteva venire un corto migliore, probabile.
    Poteva essere girato meglio anche con quegli stessi mezzi, sacrosanto.
    E via così.
    Si sta giocando però un gioco diverso, che si chiama “guardare il bicchiere mezzo pieno”.
    Alla fine fatti i dovuti “Ma” “Se” e “Però” rimane comunque un tentativo encomiabile e ad oggi, di questi tentativi, ce ne servono assai.

  7. Harry Piotta - L'uomo dalla nappa di cuoio

    Siamo sempre alle solite. I Manetti hanno concepito la povertà filmica con l’Ispettore Coglionandro e altre ingegniate noir pensate per un pubblico di vecchietti nostalgici della serie Tv Colon Raptor.
    Ai Manetti dico: eddai, basta! Fate veramente schifo.
    A phoenix dico: ho ritrovato in Stazione a Pisa uno zaino abbandonato. Era pieno di noci di cocco depilate. Scommetto che è tuo.
    A Darth dico: Alieni a Pisa (noto come l’ultimo terrestre) è urendo. Non vederlo. Ma poi, questi dei Manetti siam sicuri che siano davvero dei film ?

  8. quoto subject two per le critiche. il film non mi è piaciuto, la sua dimensione era il corto, qua purtroppo si perde troppo tempo tra pessimi dialoghi e recitazione scadente e si gira al vuoto fino al bel colpo di coda finale. Purtroppo, nonostante tutto, non lo salvo, ma le cose che dice darth in rece son verissime, è un primo passo verso, si spera, qualche sviluppo migliore, intanto merito ai manetti per aver avuto le palle di aprire la strada.

    l’ultimo terrestre è “””fantascienza””” “esistenziale” di provincia, un esperimento interessante, ma non troppo riuscito. discretamente originale lo stile, ma sicuramente non è un film da 400calci

  9. Jean Pieri

    anch’io faccio parte del “Team Corto Era Meglio”, ma apprezzo comunque lo sforzo. spero davvero che sia il primo passo verso un cinema migliore

    e, tanto per la cronaca, il miglior film italiano di fantascienza è “Uno sceriffo extraterrestre, poco extra e molto terrestre”. e sfido chiunque a smentirmi

  10. Non lo so. E’ la solita impressione di dar man forte a Zampaglione perché “c’è lo sforzo”.
    Ma ti pare che ci si possa accontentare dello sforzo?

    Detto da un Sith poi, capisco che si viva di assoluti, ma diamine.
    Premessa: il film NON l’ho visto, e non ho granché intenzione di farlo francamente, ma non tanto per il budget ridicolo o perché non siano gli alieni ben fatti di District 9.
    Ma è che m’ha indisposto ancora di più la storia del primo passo.

    In Italia in tutti i campi artistici siamo pieni di primi passi, mai qualcuno che arrivasse a fare una cosa concreta.
    Se mi mettessi anche a parlare della metafora sociale fatta con la fantascienza faremmo notte, ma se l’unico motivo per cui ci hanno messo l’alieno è quello – e averci messo davvero un cinese non sarebbe cambiato nulla – per me rimane un Epic Fail.
    Prima che ci si arrivi: no, in Distict 9 quantomeno ci sono le astronavi. Qui arrivo a sperare che non ci siano; francamente il modo di recitare del padre di Preziosi e Scamarcio in Le Mine Vaganti (no, non voglio neanche sapere come si chiama) è peggio dell’alieno.

    Concordo con Jean Pieri, sulla seconda parte.

  11. Subject Two

    ohi!
    @Stanlio Kubrik: parlavo dell’arrivo di Wang.

    L’ultimo terrestre invece ha quell’aureola dorata che potrebbe far bene sperare per la fantascienza italiana (ancora in mezzo a tantissimi difetti, ma qui siamo all’esordio del regista e del protagonista… e che esordio!).
    Ah, occhio che ne L’ultimo terrestre di action ce n’è poca, ma proprio poca.

    A.

    PS: Subject Two è il titolo di un film che ho visto un paio di anni fa, girato con 25000$ (e due biscotti della nonna, mi pare) e comunque capace di dare fondo a potentissimi temi di fantascienza, collegamenti, seghe mentali, trip, allucinazioni in sala, come è giusto che faccia la grande fantascienza. Se ci inciampate sopra ditemi che ve ne pare

  12. joe r. lonsdale

    ecco, mi rovinate la giornata citandomi Gipi… lo stesso che al corso di fumetti ci diceva “basta questa fantascienza! basta i super eroi e i manga, dovete realizzare storie di vita vera, vita di provincia!” e poi giù sermoni sul fumetto giapponese che è merda, su quello di intrattenimento che è merda e su quello intellettualoide che è fico e giusto.
    Poi però gira un film di merda di pseudofantascienza… vabè almeno i Manetti sono più simpatici, li ho visti parlare dal vivo e mi sembra anche che non se la tirino. Questo wang me lo vedo dai.

  13. @ Magdalena
    Io ho un forte dubbio
    che in Italia
    c’abbiamo l’hobby dei primi passi.
    Secondo me c’è uno stato delle cose che non ti riesce a far fare nulla, poi qualcuno tenta qualcosa… Poi la fatica lo soverchia e questo si ferma e nessuno continua per un altro tot di anni.
    È una roba brutta ma da come la metti te è colpa di autori\artisti, che invece sono i primi a subirla ‘sta cosa.

    Poi sì, noi Sith si vive di assoluti ma il mio post è tutto meno che assolutista.
    È un plauso alle intenzioni e ad alcuni meriti oggettivi, ci sono critiche, ci sono dei se e dei ma.

    Comunque: l’alieno non è cinese.
    Parla cinese perchè dovendo arrivare sulla terra gli alieni hanno scelto di parlare la lingua numricamente più diffusa del pianeta, molto pragmatici ma poi si son ritroavti a Borgo Pio e non serviva granchè.
    E non sta li per fare la metafora sociale sull’immigrazione.
    È lì per fare l’alieno e a fine film alienizza parecchio.
    Tipo.

    Questo per dire che trai conclusioni un pelo affrettate.

  14. Giuro, giuro, GIURO che non pensavo di scatenare così tanto polverone citando L’ultimo terrestre! Scusate! A me gipi piace quando disegna le faffalline carine e siccome non capisco un cazzo di fumetti non so nulla di lui e della sua vita costretta come dita dei piedi!

    Comunque di gente che fa sci-fi buona (o horror, o quelle robe lì che ci piacciono a noi) con pochissimi euris in Italia ce n’è: non sto a consigliarvi web series autoprodotte perché è un discorso lungo e complesso, ma (per dire) se vi capita di avere per le mani The Gerber Syndrome dategli un’occhiata. Per me è anche più di un primo passo.
    Poi chiaro che pur nella loro indie-pendenza lo status dei Manetti Bros. è comunque ragionevolmente affermato e il tutto sposta il discorso su un altro piano, forse, o forse no.

  15. joe r. lonsdale

    @ Stanlio, ieri alla Mediaworldz ho trovato in offerta un film italiano di esorcismi, “demon’s twilight”, di federico lagna… te lo conosci? A parte che avendolo già comprato se non mi piace l’enculada è servita…

  16. Grazie Stanlio.
    Il punto è un po’ questo: in Italia gli unici che hanno avuto un minimo di visibilità, fiducia sui budget e ci han voluto fare un film di sci-fi con in potenza tutte le cose che deve affrontare una produzione di fantascienza, sono stati loro.

    Potevano fare una commedia trash dicendo di citare “Il Merlo Maschio” o il film di Cogliandro invece hanno investito in un film di Sci Fi che non fa il verso a nessuna produzione straniera, augurandosi di poterne fare un altro con più mezzi.
    Sarà lodevole questo o qua si gioca solo ed esclusivamente a chi è più sagace nel dare contro?

    Loro a me non piacciono registicamente, come dico ad inizio post sono andato con delle riserve grandi come una casa però sono anche un Sith che apprezza gli sforzi e le persone che li fanno.

    Comunque il pubblico del Fright Fest di Glasgow non sarà mica del tutto cerebroleso no?
    Come dicevamo con Nanni probabilmente loro bypassando il problema della recitazione, dei dialoghi in italiano, del parlato in senso stretto, nel non conosceregli autori, hanno guardato più alla sostanza del film ma rimane che sono un pelo più sereni.

  17. @joe: sai che boh? È quello con tipo esorcismi, found footage e quelle robe lì, right? Mi sa che non l’ho pregiudizialmente mai cagato…

    @Darth: il punto è: si può promuovere un prodotto magari non del tutto sufficiente se ha intenti e obiettivi ambiziosi e “diversi”? Io dico sì, tu dici sì, qualcuno dice no. Ma forse non è nemmeno questione di “promuovere”, quanto di valorizzare ALMENO il “proviamoci”.

    Poi i Manetti per qualche motivo attirano tàntantipatìa, ma per dire pure io quando uscì Zora la vampira avrei voluto dar fuoco a casa loro. Però credo che la loro nomea faccia molto, nel valutare il film, soprattutto da noi. Tipo se domani Fausto Brizzi, amante del fumetto e dei supereroi Marvel in particolare, decidesse di girare un film su un tizio in costume che combatte il crimine, e di farlo all’interno del panorama italiano, cosa prenderebbe di più, complimenti per il tentativo o insulti per De Luigi e la Gerini che fanno l’ammòre in 3D? Ecco.

  18. Cristiano Ron Howard

    ma guardatevi l’arrivo di wang e andate ad accendere un cero. che c’è da pregare… eccome se c’è da pregare.
    provate a non parlare a buffo, so che è difficile, ma voi provateci.

    sul film, darth ha trascritto pare pare le mie impressioni.
    e poi chissà quante volte ho immaginato/sperato che un film finisse in questo modo e sono sempre rimasto deluso. i manetti m’hanno accontentato… que viva i manetti! que viva “il primo passo”.

  19. Lollo

    E vabé, quindi nun ce stavano le piotte per girà un film decente , quindi giriamolo, MA brutto, che ce vuoi fà… è ARTE.
    Mecojoni…

  20. @ Lollo
    A pisè, allora nun me stai a seguì.
    Stabbenendostai, sciao eh.

  21. Lollo

    Ooo, ma io son du’ ore che sto sotto ar portone ad aspettà ‘sto fregnone de signò Wang che nun ariva…

  22. teddybozzio

    non so cos’avete da lagnarvi. fatelo voi un film decente se sapete farlo.
    io ho trovato “l’arrivo di wang” semplicemente BELLISSIMO.
    e ho quarant’anni, non dodici.
    forza manetti bros!

  23. BellaZio

    Conosco Marco Manetti e vi assicuro che ha un encomiabile integrità nel voler a tutti i costi fare cinema di genere. Vi assicuro anche che lavorare con lui è un delirio ma questa è un altra storia. Il film non l’ho visto, so i retroscena, so che non riuscivano a trovare un distributore e so come finisce perchè me lo ha spoilerato lui stesso.
    Vi posso garantire che se avesse un budget decente lui gli AcDc ce li metterebbe pure, della quindicina di volte che l’ho visto la metà aveva la maglia degli Slayer…
    Per quello che ho visto dei Manetti il problema della recitazione penosa è evidente però…

  24. Alessandro

    Rispondo per la prima volta su queste pagine, mi piace il cinema, non sono un cineasta, non conosco la famiglia Manetti…
    Il film…..recitazione scarsa. Da Fantastichini mi aspettavo qualcosa in piu, Wang, credibile ma poco espressivo, i buttafuori ridicoli. Meno male nell’arrivo degli alieni che hanno spianato via della Conciliazione….
    Speriamo nel futuro…..
    Ridley Scott, perdonali….

  25. abraxas il perplesso

    io, se avessi soldi da investire nei filmi, non sovvenzionerei i manetti.

  26. Alex

    Un ragazzino che piange perchè a tutti i costi vuole giocare con la tua palla, che fai? E accontentalo, no? Tanto ormai gli italiani credono di essere i migliori al mondo, in tutto. Vuoi convincerli del contrario? Gli altri sono davanti a noi di cinquant’anni e qui stiamo a discutere di cose delle quali non si accorge nessuno. E che telo dico a fare! Qualcuno ha già risposto ma, ai Manetti, come a tanti altri, il messaggio non arriva. Son tutti convinti!

  27. @ Alex
    Guarda probabilmente hai ragione eh, solo che se non spieghi meglio che vuoi dire non lo scopriremo mai.

  28. Alex

    Volevo casomai io capire, la faccenda dei “primi passi”, su repertori già conclusi da qualche decennio. Se non si hanno idee, è meglio investire su altro, evitando di sperperare denaro su soggetti morti in partenza.
    Aggiungi la carenza degli attori e dell’impianto scenico in genere e la frittata è fatta. Questo è un corto di venti minuti che si fa con 10000 euro. due tre giorni di riprese, a parte la postproduzione, chiaro. A quanto ne so, ne hanno speso 200.000. Le notizie sono fondate? Se lo fossero sarebbe un vero drammma. Vuol dire che è meglio cambiare mestiere o quanto meno pensare a quello che si fa, prima di perderci del tempo, sprecandolo sulle spalle di gente che magari ha talento da vendere. Mia impressione.

  29. Non so di budget.
    In tal caso sarebbero tanti, si.
    Sul fatto che la lunghezza giusta sia quella del corto e non del lungometraggio abbiamo concordato un po’ tutti.
    Sul primi passi non concordo invece, è un momento in cui la fantascienza sta avendo un po’ di respiro in generale nel mondo… Se esce qualcosa di è comunque positivo.
    Anche io avrei preferito che lo avesse fatto qualcun altro, i Manetti onestamente non brillano per regia e direzione, fatto sta che sono gli unici a cui si son fidati a far arrivare il malloppo e potevano fare di molto peggio.

  30. Alex

    Ma dove si vuole andare a parare con la fantascienza? Sono codici vecchi di un mondo visibile in combustione. La realtà è ben altra e le trattazioni riguardano tutto ciò che appartiene al non visibile. E in questo caso se non si rinnova la struttura scenica nel suo complesso non si fa altro che bucare l’acqua. Incontri ravvicinati è di quasi quarant’anni fa, parla di comunicazione, speranza e ricerca dell’ignoto. Volete perdere ancora tempo con gli alieni? Siamo noi stessi gli alieni e abbiamo voglia di sterminare gente che abita a quattro isolati di distanza. Se dovesse improvvisamente piombare il Messia a Borgo Pio, il Vaticano lo farebbe fuori per direttissima. E qui si perde tempo con astronavi e polipetti che giocano alla play. Sapessero almeno, crearmi i personaggi. Roba vecchia!

  31. @alex: non sono un gran sostenitore del “o fai qualcosa di meglio di tutti o non fare niente”, se e’ questo che cerchi di spiegare. Personalmente trovo che flettere i muscoli sia importante. In Italia siamo paralizzati da almeno vent’anni: se ci mettiamo a tirare bastonate senza riserve anche quando si tenta di sgranchirci le gambe, e’ davvero finita. Sulla sproporzione poi tra intenti e risultato mi sembra che siamo gia’ stati chiari e onesti in abbondanza.

  32. Darth Von Trier

    Vaaaaaabene.
    Sereno però eh, che tensione usteria.
    A naso… Sei sul sito sbagliato mi sa, o di sicuro sul redattore sbagliato.
    Tranqui.

  33. Alex

    @Nanni Cobretti:
    Il problema non è precludere l’esercizio come laboratorio utile ma, il fatto che dopo un secolo di cinema, è come se gli altri non abbiano mai fatto un Kakkio! Ascoltano ma fanno finta di non capire e continuano a convincersi di esser convinti. Parlano di tolleranza e preconcetto ma, alla fine a nessuno frega una mazza di quelli che, magari hanno le idee vincenti.
    E’ solo un tirare a campare per la pagnotta. Vera fantascienza nell’interminabile circo della gelosia! Qui la ricerca va a farsi fottere.
    Nella new Hollywood si scambiavano idee scripts, qui si sentono tutti Fellini ma, continuano a fare ca.zzate. Poi protestano per i tagli. Convinti loro!

  34. @ alex
    A parte che non credo loro si sentano Fellini… Anzi.
    COmunque.
    Nel panorama del cinema indipendente\low-mid budget italiano.
    ‘Sti due fanno un film che anche nell’insieme e bypassati i limiti non ha nulla che cambierà la fantascienza nel mondo, ma nell’ intento è meglio di gran parte di quello che viene fatto nel suddetto panorama.

    Noi non solo diciamo che merda a priori ma poi finiamo li paragoniamo a Spielberg, alla New Hollywood e magari ci aspettiamo uno sci-fi dai contenuti densi alla Solaris perchè gli alieni coi tentacoli che ti schioppano er cuppolone sono “booring”.
    Li avevamo mai fatti prima qua? No.
    A me tanto basta, se poi ci stanno anche due-tre altre trovate carine non grido al miracolo ma plaudo le intenzioni.

    Io credo.
    Che ogni tanto.
    Ce la dobbiamo far prendere un filo bene, tipo.
    Almeno su un sito come questo dai.

    Poi io non ho fatto le scuole e di sicuro dei films ne so meno di te che dici una cosa fortissima tipo “le trattazioni riguardano tutto ciò che non è visibile”.
    Ma il mio prare di sempliciotto questo è.

    Anche “codici vecchi di un mondo visibile in combustione” è molto forte e stasera ci rimorchio una commessa al bar.
    Ciao.

  35. Alex

    Guardate che quando cito Fellini, potrei citare Cronenberg, Argento o i b-movie di Corman. Non parlo solo dei Manetti, riguarda un contesto generale.
    Marco Bros lo conosco ed è una persona buona e simpatica. Bisogna essere solo un pò più umili e tirarsi fuori dal sistema per riflettere su ciò che vale la pena esporre scartando l’ovvio. Lo stesso Argento aveva inaugurato un genere e da trent’anni non riesce a tirar fuori nuove soluzioni. La spagna, la Cina, i coreani enunciano nuovi registri. Non credo che vogliano accontentare solo le loro mura domestiche! Si sbilanciano quanto basta per valutare ciò che è stato già fatto per guardare avanti. E’ meglio un pornofantascientifico allora! Ma anche in quello ne “L’Uomo d’Acciaio”, Tsukamoto c’ha pensato.
    Se di genere si tratta, devo rinnovarlo nelle scelte stilistiche se non altro.
    Se invece di dipingere 5 puttane strutturaliste, continuo con i paesaggini della provenza, e siamo nel 1905, non ho capito nulla. Solo autocompiacimento. Devo stabilire che se invece esamino la mascella del cavallo di Guernica, magari capirò che quella di Alien è un passo avanti per l’animazione horror. Ma siamo nell’80 e sono passati già trent’anni. Son tutti dè coccio…… eh! Dalla donna di Metropolis siamo al terzo millennio.
    Nessuno ci vieta di fare arte anche col porno, solo che non posso far vedere la solita scopata! Non mi sorprenderebbe più. L’arte deve rinnovarsi, altrimenti ripeto, si riduce ad una pura e semplice questione di pagnotta.
    Cameron in venti anni, ha fatto solo cinque film. I contesti sono altri d’accordo ma, se ti concedi ogni tanto la tregua che i tuoi limiti di contesto ti impongono, produci e lavori meglio e a colpo sicuro.

  36. Bella recensione!

    Mi sono accorta dopo che i registi erano quelli di Zora…ed è vero, il trailer, come tutti quelli italiani, fa un po’ pena.

    L’arrivo di Wang mi è piaciuto, l’alieno è credibile, ha delle reazioni credibili.

    La ragazza l’ho trovata bravissima, molto naturale, molto espressiva. Curioso che il tale aggettivo le venga attribuito dall’umano, così come dall’alieno ed anche io, come spettatrice, subisco il colpo!

    Fantastichini è troppo caricatura, eccessivo per me.

    E’ un film abbastanza statico, ma ugualmente riesce a catturare l’attenzione e a generare aspettative poi appagate.

    Un paio di scene bellissime, quella dell’armadio e tutto il finale con il volto di lei segnato, incredulo, accennante un sorriso e sconvolto.

  37. Anonymus

    Mi fate tagliare ragazzi, vi adoro!
    Sono le critiche piu sincere che ho letto su “Wang” e c’è un po di vero in tutte.
    Conosco bene il progetto, i suoi limiti e la sua forza ( se c’è ), odio i due buttafuori coattissimi, adoro francesca e anche ennio nelle sua caricatura. Wang fa la sua porca figura da vero bastardo e nel finale si salva.
    Dialoghi un po ridondanti e ripetitivi come la musica 80′ (voglia di te).
    Il look electro claustrofobigo figo e avrei messo san pietro che smadonna xchè la sua cupola viene giu!
    D’ora in poi prima di andare al cinema vi leggeò sempre 400 cazzoni!

  38. Lars Von Teese

    Bella recensione… lo vedro`

  39. Yeah!

    Ho visto un’intervista ai Manetti: sono simpatici! E beh, io a questo punto aspetto L’ombra dell’orco che è sempre con Francesca. Dovrebbe essere un horror nero, privo di ironia e trovate grottesche. Sperem.

  40. antani

    Secondo me, se l’ultima frase del film, l’alieno l’avesse detta in italiano (hey! non è uno spoiler, si sa che è una traduttrice dal cinese, e l’alieno è citato in questa pagina), avrebbe preso punti in piu’ :P

  41. valter

    visto ieri sera, simpatico, la trama è campata per aria (non vedo un gran nesso nesso tra l’invasione superorganizzata e l’alieno in avanscoperta in giro per roma che deve premere un pulsante), però mi piacciono i film che hanno dietro un’idea originale, e questo ce l’ha.
    Penso anche io che se avesse detto l’ultima frase in italiano sarebbe stato molto meglio.

  42. RobyRubiolo

    Sono un fan di Margherita Buy,ho notato che la mia beniamina è stata citata a sproposito come esempio di mediocrità italica e voglio dire che non è giusto.
    Margherita Buy è la migliore attrice italiana.

  43. Un fan di Margherita Buy che legge i400calci.
    La fantascienza è nulla confronto alla realtà.

  44. Laiza

    Premetto: sono una fan della fantascienza, come dire,fatta bene, tipo Star wars (ovviamente gli ultimi, ma anche le aggiunte anni ’80 non sono male) e non cito nessun altro film sennò poi devo stare a sentire le critiche e non sono qui per questo!
    Immaginate la scena: siete studenti universitari, di domenica sera non avete voglia di fare una cippa, così vi sbracate sul divano e un amico passato a trovarvi (che aveva più energia di voi) vi porta un film: “Raga ho trovato sto film, dicono che sia bello”, questo è l’unico commento.
    Essendo un film italiano io parto sempre prevenuta, è raro che mi siano piaciuti. ma non ho altro da fare quella sera. Insomma, long story short, all’inizio ho strabuzzato gli occhi pensando “ma che roba è??” poi, “mmm,livello recitativo alla steven seagal”, e poi “mah però…” alla fine ci siamo divertiti tutti, certo criticando in continuazione ogni cosa, ma l’ironia del film (non so se involuta) mi è piaciuta parecchio.
    Pare che prenda in giro sè stesso…
    Con questo, smetto di rompere e tolgo le tende.

  45. BellaZio

    Non prende in giro sè stesso. Ci crede troppo in sè stesso. Il film non è male, una specie di Unthinkable con l’alieno. La recitazione è pessima ma Paul l’alieno è simpatico, peccato non abbia la voce di Seth Rogen. Comunque lo promuovo.

  46. Ma Margherita Buy piace anche a me, Lo spazio bianco era molto bello.

    Ok, ho visto il successivo dei Fratelli…bruttarello forte.

  47. rabato saro

    A tutti quelli di sopra: siete tutti dei Piselloni mosci acciuccati dagli effetti speciali! Ma annate a magnà serie televisive che è meglio!
    Dunque: 1) chissenefrega degli effetti speciali e della loro qualità “realistica”: roba, appunto per piselloni mosci. Come fa dire Crialese nel suo primo film ad Antonio ( ma parla della bellezza femminile) ” è fatta per chi non ha immaginazione” . Alimento per gli occhi, saziati i quali si rutta fuori noia letale. Ci sono osannati ( da voi piselloni) filmoni che, tolti gli effetti speciali ( obsoleti in men che non si dica) rimane la tramella dell’eroe invitto e imperforabile e della inevitabile palingenesi. Si salvano pochissime cose ( 6?). 2) La recitazione…certo, ai piselloni mosci pasturati a fissità modali tipiche del formalismo mimico americano una recitazione fatta di sconnessioni e urti ( guarda l’esplicito “dover essere” di Curti) , queste sì, realistiche, appare “brutta”! Poveretti! Come prendere un infante abituato alle fiabe prenanna – ogni personaggio con la sua mascheretta rassicurante – il buono, il cattivo, il burbero, la bonazza, la Fanciulla etc – e scaraventarlo a teatro su Pirandello! 3) il punto: di cosa parla il film dei manetti? Dai, nessuno l’ha detto! Ve lo dico io, piselloni mosci: dell’inganno dei nostri modelli culturali. Wang è evidentemente una vittima, inerme, ragionevole perchè teme gli sgherri, incapace di offrire una “verità” plausibile proprio come per ognuno a cui fosse chiesto il perchè quel tal giorno abbia preso il caffè in quel Bar e non nel solito, o cosa abbia fatto ad una tale ora stendendone una precisa consecutio razionale. Lo sgherro e il suo ambiente è proprio quello di una caserma – sciatteria squallore sigarette nel cesso macchinetta per ciofecaffè – ma cos’altro c’è fra la forza inquirente? Gli asettici, firmatissimi, esteticamente estenuati open space delle americanate? Per voi Piselloni mosci sì, quella è la “realtà” ma, soprattutto, quello è il modus dell’inquisizione della fantascienza che, è vero?, deve essere “fantascientifica”, dalle pin-up travestite da segretarie al perspex distribuito a ettari. Vuoi che a tecnologie futuriste dell’alieno si possa contrapporre una Caserma? E’ guerra persa, no? Quando alla fine, al minimo, noi umani è destino che facciamo una patta? Ma dicevo Wang…è anche brutto – una specie di oca sgangherata con dei tentacoli al posto delle ali – stigma decisivo per un vero “alieno”…avete mai visto un rapinatore, un ladro di polli carino? L’estraneo DEVE essere brutto, è la prima violazione dell’Ordine, il primo allarme nasce da lì. Ma i Manetti, ci conducono attraverso la coscienza “progressista” della ragazza a diffidare di questi primordiali sentimenti: è solo l’inganno delle apparenze, la realtà è che Wang è una vittima. E’ vero, sembra non collaborare, il sospetto affiora ma l’arroganza priva di “ascolto” di Curti, la casermaccia, cancella i vuoti del racconto – davvero Wang sarebbe venuto sulla Terra per restarci? Solo e senza comunicazione con i suoi? E l’astronave, perchè non gli chiedono dov’è…davvero sbirri e basta! – e alla fine siamo con lui e i Manetti, perfidamente, si offrono un tocco di americanismo nella Tipa che aiuta , mano al tentacolo, Wang a fuggire: formalismo retorico che ci fa piombare nella prossima ennesima finalissima dell’Individuo che straccia la Struttura, il singolo Volere che abbatte il muro del potere cieco e arrogante. Ma non è così: aveva ragione curti: il Cattivo talvolta ha ragione, e i buoni non sono quelli sperati e talvolta le apparenze NON ingannano ma il vero è proprio quello che vediamo! La efferata conclusione è racchiusa nella frase lapidaria ( una lapide, appunto) con cui Wang apostrofa la povera Donzella. ” sei veramente una cretina!”. Nessun eroismo, nessuma “bella morte”, nessuna concessione al vittimismo sacrificale…una semplice “cretina”. Grande: i Manetti ai Piselloni mosci dicono che le loro attese sono state deluse perchè pretendono la Fantascienza della Fiabe americane e temono di venire delusi e invece…è proprio così! La loro delusione merita lo stesso commento che Wang dedica alla povera traduttrice.

  48. Spatola

    D’accordo con il fatto che di buone intenzioni è lastricata la via per l’Inferno. Se non hai il budget, non affrontare la fantascienza: non è un caso se in Italia non se ne fa da un milioni di anni. Costa farla BENE e ci vuole CULTURA, anche (soprattutto?) dell’immagine. I cartelli “uscita di sicurezza” che fan tanto parcheggio sotterraneo, le macchinette degli snacks e delle bibite e anche ‘sto cazzo si dovevano togliere, a’ sciattoni! NON CI SONO SCUSE. Canni la fotografia del tuo film (e l’han cannata, basta vedere le scene in notturna – manco 1 faretto avevate) e sei subito in zona “corto-tra-amici-wannabe-qualcosa” e poi se famo pure du’ spaghi. Maddai. I DIALOGHI, CAZZO. E poi l’alieno è inquietante come Paperino. Capirai che paura. E dell’Italia che salta in aria ne vogliamo parlare?!? OK la buona volontà, ma queste cose fanno MALE al cinema tricolorato. Peace

  49. Spatola

    …ah, un’ultima cosa: l’espediente di chiamare Amnesty International per salvare l’alieno è una cazzata folle. E’ una trovata triste che forse voleva essere/apparire “importante” ma che invece IN QUEL contesto lascia freddi o fa, al peggio, ridere. E, scusate, sui diritti umani non si ride. Questione di CULTURA. E anche di qualcos’altro, forse, che in fase di SCRITTURA (o di montaggio) doveva saltar fuori. Peace again :)

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