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The Revenant – L’alba del Mortovivo

Guardate il trailer.

Ora leggete QUI

La vedete la scritta Commedia | Horror?
Possiamo incominciare a tremare?

SIGLA

Una commedia horror, con un non morto come protagonista e dal trailer si evince chiaramente che ci saranno delle pistole, tante pistole e action, tanto action. Dai, vogliamo dirlo? Diciamolo: c’è odore di mashup dei due film della premiata ditta Wright/Pegg/Frost che dai tempi di Spaced ci ha sollazzato più volte il frenulo con Shaun of The Dead (tradotto da qualcuno condannato al supplizio eterno con L’Alba dei morti dementi) e Hot Fuzz (titolo che invece è stato graziato dalla consueta cartellonistica italiana che probabilmente l’avrebbe riproposto come Arma Demenziale, Hot Fuzz – Scemi a Morire o qualche altra cosa che al momento non posso scrivere perché sono in bagno a vomitare).
E quindi?

Are you Kidding Me?

Non regge. Però se pensiamo che il protagonista di The Revenant ivi ripreso (interpretato da un discreto Chris Wylde) è tutto camicie hawaiiane, bermuda e Camaro con una tavola da surf sopra…
Bermuda+Camaro+Surf+”Hey Dude”=

BEENGOHW!

Il paragone tra il protagonista/spalla di The Revenant e il protagonista/spalla di Doonesbury non è buttato lì a caso, giusto per farvi tastare con mano la durezza e la lunghezza del mio enciclopedismo in puro travertino. Quello che ivi preme sottolineare è che ho la nettissima impressione che Mr. Kerry Prior (regista e sceneggiatore di The Revenant), girando e scrivendo, avesse fortemente in testa l’impostazione di una certa scuola di fumetto liberal americano (e so che qui qualcuno mi spellerà vivo). Stiamo parlando di quello stile satirico in grado di trattare argomenti anche molto spinosi e dolorosi in maniera lieve, lasciando che lo shock non tracimi oltre il limite delle 3 strisce (memorabile la scena della menomazione in guerra di B.D., altro protagonista della strip, e soprattutto la sua gestione nelle pagine successive). Non che il summenzionato triangolo delle bermuda Wright/Pegg/Frost non abbia comunque un ruolo notevole per l’ispirazione di Prior, ma l’opera del regista americano gioca davvero una partita a sé tanto che i confronti stanno a zero. E meno male.

Dico meno male perché The Revenant, nonostante le numerose menzioni e minzioni, è un film che -preso uti singulus- ti passa anche la voglia così, da solo. Anche senza confronti. Stiamo parlando sostanzialmente di un film veramente poco riuscito perché ha davvero -DAVVERO- chiesto troppo alla sua trama.

Sì, perché su un plot abbastanza semplice (Bart viene vampirizzato in guerra, torna dall’amico Joey, i due si mettono in cerca di sangue umano per saziare Bart. Scoprono che shucchiarsi i criminali non è poi così male, diventano giustizieri della notte, il finale non ve lo spoilero perché magari lo volete vedere), Prior costruisce centocinquanta strati di vorrei (ma non posso).

“Vorrei fare un horror, ma anche una commedia, ma anche un rise and fall, ma anche Johnnie To, ma anche un film bromantico, ma anche un film di critica sociale ma anche un film sull’amore ma anche un film un po’ politicamente scorretto. E con un po’ di action”.
“La Coca?”
“Light e con poco ghiaccio grazie”.

Insomma… l’impalcatura non regge. Il film dribbla e non si capisce dove vuole andare come manco Manoel Francisco dos Santos (per gli amici Garrincha). Ed esattamente come Garrincha, anche questo film è mezzo zoppo ma, purtroppo per lui, non altrettanto capace alla finalizzazione. I momenti gore ci sono e sono discretamente gestiti, i momenti action in compenso fanno schifaccio al cazzaccio (le fiammate degli spari sono una cosa che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini) per non parlare della epicness finale che peggio di così forse solo i DVD su Padre Pio.

Sapore Vero

Gli attori, dal canto loro, fanno la loro parte. Ma male. Questo grazie anche a uno script a tratti molto debole e a un paio di WTF clamorosi a cui vengono affidati sia il giro di boa dell’opera (l’inizio del climax tragico, il Momento Darren in cui da “va tutto bene” si passa al “va tutto male e anzi peggio”) sia il finale in cui si rimane con un grande EH?! stampato sulla fronte e quella sensazione di quando un giorno qualunque la tua ragazza ti dice “Dobbiamo parlare”.

Per quanto riguarda la fotografia c’è davvero poco da rilevare se non come, anche in questo caso, è la disomogeneità a farla da padrone, mischiano saturazioni diverse e colori differenti che però non fanno che arricchire ulteriormente la sensazione di confusione generale. Un vero peccato, però, visto che il film è stato acclamato nei festival giusti e io un po’ ci speravo.

DVD-Quote suggerita
Io mi sono annoiato abbestia. E voi?

Bongiorno Miike, www.i400calci.com

IMDb | Trailer

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17 Commenti

  1. valerio

    quello della prima foto è il tizio di scooby doo.

  2. Phoenix

    Grazie per il sacrificio. Peccato l’idea non era male.

  3. @Phoenix: Oh, poi magari a qualcuno piace eh…

  4. Kaifa

    A me invece piacque, pur concordando sulla zoppia della sceneggiatura: se entrate nel mood “cazzatona forte” si lascia vedere.

  5. dieafrikaners

    no vabè, se viene recensito malino questo, sempre nel genere eh non si sta parlando di godard, allora mi arrendo. “Stiamo parlando sostanzialmente di un film veramente poco riuscito perché ha davvero -DAVVERO- chiesto troppo alla sua trama.” ??? ma un film dove le parti divertenti sono sparare e farsi sparare tanto siamo vampiri, vomitate rosse e abbondanti e un vibratore attaccato alle corde vocali di una testa mozzata correlate da trama tipo punto A – punto B ma di cos stiamo parlando?

    posibbili, e magari sbaglio, che sentito l’odore di possibile next big thing nell’ambiente ggiovane e troppo frizzante, quello antagonista e non di nicchia, i calci già se ne allontanino per non rischiare di farsi buttar nel calderone? sia mai che noi guardiamo qualcosa che può piacere anche a mio cugino di prima geometra che si sfonda dalle seghe, dall’inter e da call of duty online.

  6. @Dieafrikaners: «…posibbili, e magari sbaglio». Sì, sbagli. Per il resto è tutto “De Gustibus”. Sinceramente per me le “trovate” erano loffie. Non ho riso. Non ho provato paura. Ripeto: mi sono annoiato.

  7. dieafrikaners

    ma “de gustibus” non direi, visto che comunque si cerca di fare recensioni si personali, ma perlomeno oggettive ed è palese chw questo sia un film più che sufficiente (se non buono nel, se pur miseramnete vasto, genere). a volte si salvano dei film che veramente meh e su quelli buoni ma un po’ più “faciloni” si tende ad avere preconcetti appena si metton su e si capisce che il target è un poì più sul commerciale.
    comunque son gusti e non posso credere che la scena dl vibratore non ti abbia divertito.
    visto in lingua vero?

  8. dieafrikaners

    poi boh, mi sembra difficile poter provare paura in una commedia horror. voglio dire che è l’horror al servizio della commedia e non il contrario. non mi son cagata in mano con shaun of the dead, dovevo?

  9. L’ho visto in lingua. La scena del vibratore non mi ha fatto ridere che t’aggiadì. Ripeto con una commedia horror uno deve ridere. Ripeto. Non ho riso. E se non lo considero un bel film non è perché il film sia facilone ma perché -e mi ripeto per la seconda volta- l’ho trovato sostanzialmente nullo in tutte le sue pretese. Poi a te fa ridere il vibratore e ci sta. Sull’accusa di aver voluto stroncare un film perché troppo commerciale lascio calare un silenzio imbarazzato

  10. dieafrikaners

    ah, pensavo dovesse anche fare paura, scusa ma mi e ti confondi. comunque abbiamo appurato che non ti ha fatto ne ridere ne venire i capelli bianchi. ce lho.
    che “t’aggiadì”, io continuo a pensarla così perché più d’una volta ho letto recensioni simili per determinati tipi di film, salvo poi incensare qualsiasi sottoprodotto russia-belgio-usa con cazzotti e bolzi attori anni ’80.
    la terribile linea di cosa è figo far esser figo.
    oh, che ci vuoi fare, la penso così.
    peace biatches

  11. Carmelo Anthony Maestranzi

    Beh i film comici/commedie sono i film degustibus per eccellenza.

    Per dire: a me The Hangover non ha fatto ridere MAI, tutti quelli con cui ho parlato hanno dichiarato di essersi scompisciati.

  12. Credo di aver già fatto questo discorso, ma lo ripeto: non capisco il senso di tenere aperto un blog del genere se si devono esprimere opinioni diverse dalle proprie. Diteci che non siete d’accordo, diteci molto tranquillamente che abbiamo gusti di merda, ma i discorsi di figo/non figo non ho mai capito nemmeno a che argomento si riferiscono o cosa ci si dovrebbe guadagnare. Inoltre: la parola “oggettivo”, nel cinema e nell’arte in genere, semplicemente non esiste, e da qui capisco che, amico @dieafrikaners, probabilmente eri fuori sincrono già in partenza. Se hai curiosità di ulteriori chiarimenti no problem, mi raccomando.

  13. Tommaso

    Ma non sarà che gli zombi hanno rotto i coglioni a prescindere?
    Sono davvero un elemento narrativo dalle potenzialità infinite?

    No perché a me ha rotto le palle persino Romero al suo ultimi giro zombesco. E Romero insieme a Carpenter e Walter Hill è tipo uno dei soli tre masculi al mondo che potrebbero attentare alla mia eterosessualità.

    Zombi, vampiri, ma pure serial killer… basta dai.

  14. dieafrikaners

    eh no l’oggettivo nell’arte e nel cinema esiste. perché 2001 è un grande film e se non ti piace sei te che hai dei problemi. è facile come cosa eh. cè della roba bella (esempio la classica – vivaldi) ma a me non piace. sono io lo stronzo e non vivaldi. ci siamo capiti qui no? ok.
    non diciamo quindi fregnacce per piacere e ristabiliamo una dittatura del soviet dove queste cose siano importanti, perché lo sono.
    io il mio pensiero lho espresso e sono sicuro che sia così, altrimenti non lo scriverei per la terza volta, semplicemente perché questo film è almeno discreto.
    oh, sia mai che pensiate che mi metto a fare il paladino della cause perse con un film come questo che non me ne frega un cazzo, però, siccome leggo spesso stroncature a film apprezzabili ma un po’ meno da nicchia-nerd (dai che ci siamo capiti, non mi fate spiegare, che è dal 2006 che ci siamo capiti ;)) allora spesso mi si gira un po’ la lingua, sopratutto perché poi incensate dei film che son delle cose orribili ma proprio tremende. quelle che il genere fa cagare ma noi arriviamo prima allora preso. tipo la roba di van damme, per fare un esempio. lo so, sono un cacazzi, ma son altrettanto sicuro chef unzioni così, nonostante questo blog sia frequentato da persone competenti e sia molto divertente.
    occhio che cè il rischio di fare come la commedia sexy anni 70 che prima no, poi arriva tarantino o chi per lui quindi si, poi tutti ci si appassionano allora ritorna un no. che è quello che è successo con gli 883, sempre per dire.

    si, gli zombie hanno roto il cazzo. ma di più jason statham.

  15. @dieafrikaners: amico, ripeto, in questo bar funziona che incensiamo le cose che ci piacciono, stronchiamo quelle che non ci piacciono, e apriamo i commenti per dialogare sui diversi punti di vista. E di nuovo: se secondo te abbiamo gusti di merda nessun problema, ma è davvero tutto lì. Altri discorsi continuo a non capire a cosa servono.

  16. Phoenix

    Infatti io preferisco le recensioni dei film che non piacciono o sono così così, sono più ricche. Quando il film piace al recensore capita che la rece fa cagare.

  17. Aeneas

    avete visto whitnail and I? no perchè è lo stesso tipo di humur (o come si scrive). English (no, funeral party è già mezzo americano). Perchè il menzionato film è NOIOSO, punto, ma se sei inglese è tipo american pie. Al posto della vagina hai la pateticità, di tutto e tutti. Come la triste storia di cui tratta il film. Non è vorrei ma non posso, è voglio che sia così.

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