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La recensione di quel capolavoro di The Raid

Stappo una birra e inizio.

Dunque.
Vi ricordate? Tempo fa vi parlavo di Merantau, film d’azione indonesiano che da allora sicuramente dopo il mio consiglio tutti voi avete guardato. Voglio dire, l’avevamo pure nominato ai Sylvester. Insomma, perdonate la domanda retorica. Merantau era un film in tutto e per tutto indonesiano, tranne che il regista/sceneggiatore si chiamava Gareth Evans, che come nome suona poco indonesiano. Allora IMDb non aiutava, limitandosi a segnalare che il Gareth è alto 1,93. A me fa ridere questa cosa che IMDb non sa nulla di una persona, niente data e luogo di nascita, ma in qualche modo riesce a recuperarne l’altezza. Come hanno fatto? Hanno un inviato per i set dei film che è un mezzo genio tipo Rain Man, che se tipo non lo lasciano entrare a fare domande lui comunque riesce a indovinare l’altezza precisa delle persone solo guardandole da lontano, per cui qualcosa lo porta a casa lo stesso? Si aprono scenari intriganti, su cui però non indagheremo ora.
Oggi, di questo Gareth Evans si sa molto di più. Ad esempio si sa che effettivamente è gallese, e che si è trasferito in Indonesia perché ingaggiato da un tizio per girare un documentario sul Silat, arte marziale di cui gli indonesiani vanno ghiotti. È lì che ha conosciuto Iko Uwais e ha pensato che doveva combinarci qualcosa insieme. E mentre la moglie suggeriva una cosa a tre, lui ha optato invece per girarci un bel film di arti marziali. Appunto, Merantau. Dopo l’incoraggiante successo di Merantau il nostro Gareth aveva scritto un’altra cosetta sempre intitolata come un medicinale, Berandal, ma a metà riprese era incappato nel video di Born Free di M.I.A.. Questo video:

Da qui l’idea fulminante per The Raid.
Idea che consisteva in “uguale al video di M.I.A., ma con degli indonesiani che si menano per 90 minuti”.
Ora: The Raid, come dimostra il fatto che negli ultimi mesi si è fatto il giro dei festival più e meno probabili, sforando da quelli di genere e finendo a raccogliere consensi perfino al Sundance, e passando per quei grandissimi lungimiranti che l’hanno portato in Italia a novembre scorso al Torino Film Festival dove i più attenti di voi l’hanno già visto, non è necessariamente il tipo di oggettino che vi aspettate.
È ovvio che quando si parla di Indonesia, paese asiatico di cui prima di Merantau non si avevano tracce cinematografiche, viene da associarlo alla Thailandia di Ong Bak e Born to Fight. Nessuno si aspetta che una produzione proveniente da laggiù abbia i valori produttivo/artistici di un film di Stallone: tutti sappiamo che i loro punti di forza consistono in gente che ha passato l’intera vita a mangiare/dormire/menare e basta, e che non ha paura di morire davanti a una cinepresa a favore di qualsiasi stunt possa catturare l’attenzione e, in caso di mancata morte sul set, un pasto serale per la famiglia. Nessuno dovrebbe vergognarsi ad ammettere che Ong Bak è guardabilissimo anche in lingua thai senza sottotitoli, e che in The Protector non ci si perde niente a mandare avanti veloce tra un combattimento e l’altro.
The Raid non è così.
La prima, netta, fondamentale differenza, è che Gareth Evans non vuole fare uno showcase di acrobazie circensi alla Born to Fight, ma vuole fare un film.
Certo, un film d’azione dove le pizze in faccia e le sparatorie occupano un buon 80% della pellicola, ma un film.
C’è uno scheletro di trama coerente, ci si sforza di dare un senso minimo a tutto ciò che succede, e le (poche) scene di raccordo vengono curate tanto quanto quelle d’azione. C’è una regia equilibrata e tutt’altro che grezza, con diversi guizzi sapienti che valorizzano la tensione tanto quanto lo spettacolo. Ci sono tocchi geniali che non ricordo di aver visto altrove, come quel corridoio in cui vengono stesi 18 malviventi e il gusto surreale con cui nel corso del film l’azione ripassa tre o quattro volte da quello stesso corridoio e i 18 sono ancora lì, stesi e ammassati tipo zombi, tra chi è fuori combattimento ormai definitivamente e chi si sta ancora contorcendo in agonia. Ogni volta ridevo molto. C’è un ritmo da far paura, incalzante, inesorabile, e un numero sufficiente di invenzioni per tenere col fiato sospeso senza mai cadere nel ripetitivo nonostante una location poco flessibile. C’è, e non capita spessissimo, roba che ha strappato più volte un corale “WHOA!” all’intera sala.
Poi c’è Iko Uwais. Iko è un atleta incredibile ma soprattutto umile, che Gareth piega al servizio del film. Iko è il protagonista di The Raid, ma non è la “star”: il contesto è più importante delle sue qualità atletiche, per cui scordatevi le invenzioni coreografiche e i mille replay di Prachya Pinkaew, o cose simili. Anche se ciò ovviamente non toglie che il nostro si ritrovi in più di un’occasione solo contro tutti, e che il risultato siano sequenze da guardare scattando in piedi. Tipo questa:

E infine, ci sono quelle due cose decisive che si sapevano fin dall’inizio, e che i film occidentali non avranno mai.
Quelle cose si chiamano “assoluta mancanza di norme assicurative sindacali” e “stuntmen senza paura di morire”.
The Raid è pieno imballato di gente che si fa malissimo. Ma davvero molto male. Ci sono violentissime sparatorie ma anche combattimenti a mani nude, con coltelli e machete, ci sono finestre e pareti sfondate, gente che sbatte malissimo contro cose spigolose, mattonelle rotte a testate, tuffi nel vuoto, botte che fanno male anche solo a ripensarci il giorno dopo. Ci sono scene che, considerata l’assenza di CGI, tu (proprio tu) le guardi e non riesci a figurarti un modo con cui possano essere state girate senza che qualcuno non abbia deciso anticipatamente che spezzarsi varie ossa non era un grosso problema. E almeno un caso di una persona che non ci credo che non è morta finché Gareth non mi procura una foto in cui tiene in mano il giornale di oggi.
Ma non si può chiudere senza parlare di Yayan Ruhian, comparso anche in Merantau, e qui nel ruolo dello scagnozzo principale noto come “Mad Dog” (in omaggio a Hard Boiled). Mad Dog è il tipo nato per menare instancabilmente come un fabbro, a disagio con una pistola in mano. Fisicamente è un piccoletto rognoso con i baffi, tipo un Al Leong indonesiano ma con il doppio dei muscoli. E se c’è qualcuno che ruba la scena è proprio lui, con il suo codice etico al confine tra l’onore e la pazzia assoluta, e un furioso combattimento finale che tra premesse e svolgimento, sia per coreografie che per emozioni in gioco, ha dell’incredibile.

Tipo così

Il finale della storia: come tutti i film fighissimi girati in lingua diversa dall’americano, Hollywood si è mossa al volo per farne un remake. Quello che succede normalmente, vedi il caso di Pulse o Let The Right One In, è che qualcuno compra i diritti dell’originale apposta per non distribuirlo e spianare la strada alla versione occidentalizzata. Nel caso di The Raid il passaparola è stato talmente potente che i distributori ci hanno ripensato e deciso che effettivamente il film era perfetto così com’era, e si sono limitati a commissionare un nuovo score a Mike Shinoda dei Linkin’ Park, il quale devo dire che giocando per lo più di elettronica minimale alla Carpenter, con nessuna chitarra e appena qualche timido eco dubstep, è stato molto meno tamarro di quanto temevo e tutto sommato efficace. Curioso di sentire le differenze con chi l’ha visto con lo score originale a Torino.
Ma la cosa importante è che ci troviamo davanti a un garantito nuovo classico, su cui punto talmente forte che sono ottimista persino per la distribuzione italiana (di cui però al momento non so ancora nulla).
Ai prossimi Sylvester ci saranno problemi di abbondanza.

DVD-quote:

“Un nuovo classico del cinema d’azione”
Nanni Cobretti, i400calci.com

(no, oh, siamo nel 2012, sono tre anni ormai che mi sforzo, se questa non me la usano ci rimango davvero male)

>> IMDb | Trailer

P.S.: Berandal verrà completato e trasformato in The Raid 2, dopodiché Gareth Evans è già stato precettato per la sua prima avventura hollywoodiana, Breaking the Bank, su un copione in precedenza opzionato da Darren Aronofsky

P.S. 2: per una volta ha vinto il poster australiano

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94 Commenti

  1. Ankel

    ragazzi come faccio a vederlo???!?! Esistono versioni di baccccckup decenti?

  2. @king77: non diffondere false speranze nei cuori induriti dei fancalcisti! La 01 non ha The Raid in listino, né nella loro area stampa c’è alcun accenno al film.
    Dai che poi la gente ci crede!

  3. Schiaffi

    Ok, non stanno andando piu’ di moda i film di combattimenti 1vs1 stile anni 90 ma non si puo’ dire che le botte sono poco attuali.
    In qualche rivista avevo letto un articolo dove pure il tizio lì di Iron man passava per un maestro di arti marziali. Scherziamo?
    Ormai i combattimenti li sbattono ovunque, almeno nel direct-to-video Adkins potrebbe diventare un fenomeno ma no, lui fa tutti tranne che i movie di menare.
    Van Damme, che io ricordi, non ce lo siamo mai trovato in una commedia o in un teen-horror, la sua carriera da badass se l’è costruita.
    No no, è proprio Adkins che non ce la fa.

  4. Ryan Gossip

    rece più bella del film mi par di capire, che di conseguenza non vedrò

    Luotto più spesso da queste parti!

  5. Ryan Gossip

    ecco ho scritto il commento nel post sbagliato, sorry

  6. @schiaffi: no infatti tecnicamente ci sono tutti i presupposti per un’altra epoca d’oro, ci manca solo che a livello concreto non sta scoppiando. E allora nella mia visione limitata del mondo l’unica cosa che riesco a cogliere e’ la mancanza di una star catalizzatrice, e questo appunto perché Scott Adkins sarebbe perfetto ma non si applica. L’unica speranza forse e’ che qualche campione sportivo riesca a fare il salto.
    Poi per la cronaca il Van Damme ha iniziato a minacciare di volersi dedicare ai drammi in costume fin dai tempi di Lionheart (storia vera), e siamo stati solo fortunati che nessuno gli ha dato una chance e che a mancanza di botte non e’ mai andato piu’ in la’ di Accerchiato o Il Legionario (e JCVD di recente, ma ci stava tutto).

  7. Cleaned

    Non lo so. Secondo me i superpoteri di Adkins sono un arma a doppio taglio.

    Ormai perfino Matt Damon e Robert Downey Jr. tirano cartoni, è vero. Ma come menano? In modo “realistico”, se mi passate il termine.

    Quello che vende Adkins è perfetto per un Ninja movie, un film di arti marziali coatto, picchiaduro 1 contro 1 o scorrimento orizzontale che sia, ma forse è “troppo” per un action-thriller che vuole combattimenti “normali”, alla Bourne. Perché poi, se c’è lui che mena NOI pretendiamo il triplo-calcio-rotante-piroettato, eseguito senza il supporto dei cavi. Stesso discorso applicabile a Tony Jaa e Mark Dacascos.

    Con le sue mosse brevettate il match prende un piega che qualche regista-produttore potrebbe trovare “esagerata”, fuori dal contesto Matri-X-Men. Cioè, se vogliono fare l’ennesimo clone di Die Hard per l’home video, con un mezzo sidekick tra una sparatoria e l’altra, gli basta Dolph Loundgreen.

  8. Loris

    Non vedo l’ora di avere il dvd! Adkins ha avuto problemi al ginocchio, e credo inizia a pensare a come garantirsi un bel conto in banca per il futuro: farsi pagare “x” per filmetti e comparsate oppure farsi pagare “x-y” per film come Ninja o Undisputed (con tutti i rischi fisici del caso)? Campioni sportivi che pssano al cinema, Bangkok Adrenalin vede molti super atleti nel cast (Tim Man su tutti) ma non mi sembra di averli rivisti in altre produzioni (a parte Tim Man in Ong Bak 2). Ci sono centinaia di “star del web” che con i loro video di parkour e tricks fanno cose inimmaginabili (guardatevi questo russo http://youtu.be/Isojri_H25U o_O) ma quanti di questi hanno il carisma necessario? Comunque guardatevi il lavoro di un amico americano http://youtu.be/9yFnYFZqdGY si intitola Death Grip verrà presentato il 30 giugno ;-)

  9. Schiaffi

    @il mondo
    finalmente ho avuto l’onore di rivederlo in DVD.
    E’ stato detto tutto ma non è stato detto abbastanza.
    Nel final fight ero’ lì che le davo e le buscavo con gli amici malesiani.
    Capolavoro indiscusso.

  10. lt.morgan

    Stasera proiezione straordinaria the raid a spazio a saronno. Vi aspettiamo numerosi. Yo!!

  11. kaiser

    Capolavoro un paio di cazzi.. merantau era più sobrio e digeribile. questa roba indonesiana é roba da circo senza mordente. coreografie portate all’eccesso, mai di forte impatto, scontro finale pallosissimo. flash point e spl.. é quello il vero “stile” inarrivabile. donnie yen vs collin chou, da prendersi 1 volta la mattina e 2 la sera. buona cura.

  12. John Who?

    Io non sono un fisioterapista, ma secondo me gli Indonesiani sottovalutano le conseguenze di un atterraggio di schiena su un cornicione.
    Ma non farete mica i Sylvester quest’anno, vero?! Facciamo adesso la premiazione e non parliamone più.

  13. Loris

    @John Who?: basta un po’ di d3o (it.wikipedia.org/wiki/D3o e passa la paura ah ah ah :D

  14. Ankel

    appena visto… la prima meta’ del film è UN CAZZO DI CAPOLAVORO, la seconda è accettabile.

  15. fre.

    Bomba totale!
    Alla fine delle riprese credo che i morti siano stati i più fortunati. Gli altri, rimasti verosimilmente storpi a vario grado, potranno chiedere l’invalidità civile? Sul lavoro? Come reduci di guerra?
    E pure la colonna sonora mi garba! Sarà che sono un pò in fissa per le robe elettroniche…

  16. Loris

    Ho ufficialmente pre-ordinato il dvd su Amazon.co.uk, data di uscita 24/09. Aspettiamo pazientemente. :D

  17. Cristoforo Nolano

    Porca vacca che film. Visto, colpevolmente in ritardo, ma in una versione finalmente soddisfacente per un 48”.

    L’unica cosa che non ho capito: ma cosa simboleggia il fatto che all’inizio lo stesso attore interpreti il marito poliziotto e la moglie incinta? La persona è la stessa, cambiano solo un po’ i capelli.

  18. Loris

    Dvd in arrivo da Amazon :D

  19. Steven Senegal

    Con tutto il parlare di questi ultimi giorni, me lo sono rivisto e vince ancora qualsiasi premio.
    Anche quello del presepe più bello.

  20. Steven Senegal

    Indonesia califfato del menare.

  21. babaz

    in onore dei Sylvester 2013, mi son infine visto in qualità degna questo film. Concordo su chi dice che la prima metà è un FOTTUTO CAPOLAVORO. La seconda si perde un po’ nonostante il tentativo – probabilmente riuscito – di creare lo scontro a 3 BEST EVER.

    Sparato a bomba su grande schermo e con audio appropriato deve essere inarrivabile.

  22. Tommy

    The raid, l’ho visto ieri, era dai tempi di versus o dragon Tiger gate che non mi esaltavo così per un action orientale, questo è velocissimo e brutale, e ricordo a tutti gli amanti del cinema che rubano su internet che questo the raid sta su amazon.it a 11,44 euro in DVD originale (capite cosa significa?)…ecchecazzo basta fare i parassiti!

  23. Loris

    Su amazon.co.uk costa anche meno ;-)

  24. Gabriel Puntello

    Visto con i sub ITA… si dirà: minkia te ne fai di sapere che dicono in un film come questo, con dialoghi a zero virgola e fucilate e sganassoni come se piovesse?
    Beh, e invece un minimo di storia, e per giunta nemmeno tanto malaccio c’è, e quindi perché farsi mancare questa comoda app del comprendonio che sono i sub? (ehm… mi scusassero gli adepti dello slang indonesiano che si son sorbiti tutto ‘sto sproloquio… xD!)
    Inizio con un semi O.T. : scambio set di ginocchia, menischi e pure qualche vertebra con quelle di un indonesiano DOC, come quelli del film: credo che la loro materia sia più simile al kevlar che a del semplice italico osso…
    Detto questo, devo dire che il film mi è piaciuto, eccome! E concordo: la prima parte è TOP, anche se il combattimento a 3 merita tanto!
    Ed è pieno di trovate inedite, di smitragliate e pistolettate a go-go, di accoltellamenti multipli e lotte di tutte le salse… ma il bello è che tutto ‘sto popo’ di roBBa è funzionale alla storia, e strano a dirsi non eccessivo.
    Beh, ovvio: c’è qualcosa che, come sempre, mi lascia un po’ così: tipo il saluto alla compagna incinta, un classico che lascia presagire una funesta giornata… oppure mi chiedo perché, nel combattimento coltello Vs 18 (diciotto) proprietari di machete, non c’è un cattivo con almeno una pistola (visto l’artiglieria sfoderata qualche minuto prima…) e si sa: quando “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto „(cfr il buon Clint) e i nostri amigos manco il fucile avevano… ma son dettagli ininfluenti, e forse anche inutili da sottolineare… e poi un film è (al limite) verosimiglianza, non realtà! xD!

  25. galbaccio

    sui voli emirates the raid e’ presente nella playlist dei film nuovi.
    ottima occasione per un ripasso!

  26. Gabbareto

    @chiunque ne abbia voglia…. senza fretta son riuscito a vederlo, in effetti Mr.Cobretti ha ragione, senza sottotitoli qualcosa da perderci c’è…
    SPOILER SPOILER SPOILER
    Ok il protagonista e lo scagnozzo si conoscono, e ok il poliziotto vecchio è tipo corrotto/infame… ma come mai alla fine ammazza il boss, prova ad ammazzarsi…che mischia è successo?

  27. Woody Alien

    Un film ENORME, grazie a Nanni e al sito per avermelo fatto scoprire.
    Consiglio di procurarselo originale visto che il doppiaggio italiota non é neanche malaccio…
    Uno dei pochi film dove gli scambi di schiaffi e ceffoni sono ripresi come dio comanda e si riesce a godere appieno dei fantastici spot che vengono messi in scena. Qui sta la bravura del regista nel non penalizzare lo spettatore con inquadrature troppo ravvicinate!
    Erano anni che non mi esaltavo cosí per un action movie, visto alle 2 di notte dopo aver messo a letto moglie e figli…
    Se dovessi indicare un film che rappresenta i 400 Calci sarebbe senza dubbio The Raid

  28. Ciobin McCocipster

    Ohhhh.
    Approfittiamone. Che i genitori sono in vacanza fino al 6 e noi si può fare il cazzo che ci pare.
    Ora che non ci sente nessuno, posso dirvi finalmente la verità.
    Su The Raid intendo.
    Mi dispiace bucarvelo, sto The Raid.
    Ma è ora di rendersi conto che non è altro che un documentario sulla resistenza del corpo umano alle botte. E che, come film di botte, è mediocre.
    “Ma come ??”, dirà subito Steven Senegal !
    È così.
    Dei personaggi, che muoiano o vivano ci importa una sega, perché tanto sono tutti uguali proprio come le pedine della dama. Le botte di conseguenza sono prive di forza drammatica, e la violenza ne risente, è annacquata. C’è invece, e tanta, la violenza documentaristica, a colpi di balaustra nella schiena. Ma non fa abbastanza male rispetto a ciò cui ci ha abituato la Storia del Cinema di Botte.
    Manca la tensione, la speranza di non prenderle. Invece aspetti che se le diano solo per vedere cosa si inventa il circo di mossette coreografate 1000 volte. Non c’è paura, quindi non c’è violenza in The Raid. Solo fantasia nell’estremizzare la resistenza del corpo alle botte, una fantasia innocua, da documentario sulle maestranze in Asia.
    Altro punto debolissimo: il protagonista esce illeso, tranne il taglietto. Grossa comicità da film horror dove l’eroina – DONNA – esce illesa dal massacro. Doveva uscirne fuori ricoperto del proprio sangue, magari senza un occhio o una mano: sarebbe stato coerente con il film, con The Raid. Ma, appunto, The Raid come film non esiste, esiste solo come Documentario da cui ricaviamo l’idea del film.
    Fatevene una ragione.
    The Raid non esiste, lo abbiamo ricostruito nelle nostre menti vedendo un doc.
    LA mia speranza per Berendal è che possano rimediare proprio a questo. Lasciando intatto il lato documentaristico, che è preponderante nel primo ma che, alla lunga, annoia. Come il combattimento finale di Mad Dog che sembra Drunken Master 6. E portando alla il film vero, cosicché The Raid 2 sia finalmente The Raid 1.

    So che leggere queste accettate nelle gengive può aver ferito qualcuno, ma era ora che qualcuno ‘ste cose le dicesse.

    Cordialmente, Ciobin Cocipster McCullen.

  29. Matteo Pascal

    >Manca la tensione, la speranza di non prenderle.

    Non so, Ciobin, forse è un problema mio, ma io la tensione l’ho sentita, e avevo forte anche la speranza di non prenderle. Mi fa ancora male la testa per le botte sul pavimento prese da Andi nel combattimento finale, o per la coltellata alla mano, o per tutte le mazzate che si prende Jaka. E mi sarebbe dispiaciuto per la morte di Andi, come mi è dispiaciuto per la morte di Jaka (fai un po’ tu, li chiamo pure per nome). E’ vero, per il protagonista in sè ci sono relativamente poche mazzate, ma la scena del machete dietro la parete recupera da sola tutti i combattimenti in cui effettivamente si può immaginare che Rama uscirà vincitore. The raid è il film perfetto? Probabilmente no, rivedendolo emerge meglio la maestria di Evans ma emergono anche con maggiore fastidio i momenti maccosa (Iko che simula male una raffica inquadrato da una delle telecamere; l’assurdità proprio della scena del machete contro la parete, quando la cosa più sensata sarebbe stata appunto guardarci dentro riaprendola di lato; l’impossibilità di chiamare rinforzi, etc…), tu paragoni questo film ha un film horror, probabilmente di serie B vista l’indistruttibilità del protagonista, ma il punto è proprio questo, a tanti spettatori (soprattutto su questo sito) quel cinema di serie B piace, con tutti i suoi difetti, se comunque dimostra la capacità di reinventarsi, stupire, tenere incollati allo schermo, equilibrare nel modo migliore i momenti maccosa con quelli “me cojoni!” (Castellari docet) e non rinunciare a una storia: era nelle stesse intenzioni di Evans quella di girare una sorta di “horror di arti marziali” (chissà se ha visto Rec) e il risultato non è privo di una “storia da raccontare” (in sincerità, senza quella decina di minuti di “romance” la penserei come te, ma sarebbe appunto un altro film, con un altro montaggio). Per dire, a me ha annoiato di più Marentau, che sulla carta non dovrebbe ricadere in nessuna delle critiche che rivolgi a The raid.

  30. Matteo Pascal

    PS: Merantau, non Marentau… chiedo scusa ma sulla ricetta medica di Nanni il nome non era scritto in modo molto leggibile (ah, questi medici…).

  31. Ciobin Cocipster

    @Matteo All’inizio magari un po’ di tensione c’è. Ma poi decade. Come riportato nel primo commento, non appena i tizi con il machete si mettono in fila nel corridoio e si fanno pestare da lui disarmato, uno per uno, aspettando il proprio turno. Che tensione ci può essere in/dopo una scena così ridicola ?
    Dico: scherziamo ?
    Ma ribadisco il punto che mi sta più caro, se non si fosse capito. The Raid è importante non come film ma come spunto per i prossimi film. The raid non è un punto di arrivo, non è il film con cui confrontare tutti gli altri film per vedere se lo hanno superato. È al contrario il punto di partenza per qualcosa di nuovo, qualcosa in cui il pubblico crede e che deve ancora essere mostrato per intero.
    Quindi grazie a The Raid, ma solo per lo spunto. Il film, ciò quello che le nostre menti malate vorrebbero vedere, non è The Raid ma il suo completamento. Che avverrà per mano di altri, forse. Noi abbiamo visto un documentario su dei morti di fame che per 4 soldi si fanno massacrare di botte allo sfinimento.
    La questione del cinema di serie B e dell’affetto per esso, è a mio avviso una paraculata e, anche se è un argomento molto frequente, rivela un basso livello di scolarizzazione. Non esistono i campionati nel cinema. Il cinema è uno.

    Cordialmente, Cocipster.

  32. Steven Senegal

    Ma come??

  33. Ciobin Cocister

    Cocister: il mito.
    Ciobin Cocister.

    @Senegal ti omaggio con questo identikit che rivela la vera identità di Mad Dog, tuo eroe preferito immagino di sempre:

    http://www.imagebam.com/image/de12d2298029944

    Per questo si chiama mad dog. Un tenerissimo cagnolino tutto ossa e ricciolini. Fa davvero paura. Davvero hai temuto per la cattiveria di costui ? A me fa un sacco di tenerezza pucci pucci (quello a destra).

    (È Cocister !)

    @Matteo Ho tardato nel risponderti su Merentau. L’ho visto proprio adesso e… cazzu cazzu, hai ragionissima sprint. È un film. È ciò che manca a The Raid. Botte ma anche cinema, quindi botte vere, non semplice documentario sugli stunt indonesiani morti di fame che si fanno pestare per 4 rupie. Quindi: grazie abbestia. Resta il fatto che in The Raid sia difficile aver paura di Mad Dog Barboncino (vedi foto sopra) e dunque rimane difficile immedesimarsi e provare emozione per le botte. Direzione Merentau a gogo.
    Da oggi ti annovero trai “seri”. Bravo Matteo.
    Ergo: doppio Cocister !

    Oh, eppoi c’è la T.O.P.A. non tutti omini secchi secchi ma eccellente topa indonesiana. Quindi #teaMerendau a gogo. Merendau-TheRaid 10-0. Senza se e senza ma. Topa + botte vince sempre. E alla fine di MerenDau lui finisce come doveva finire in The Raid, mica come il solito Gesù Bambino che esce illeso dall’inferno.

    Possibile che Nanni non lo abbia mai visto ? Troppe t.o.p.e. ?
    Ma poi: i cazzotti in faccia alla ragazza sono molto più violenti di tutto il carnage finto povero di The Raid.
    Ma ora: è tempo di Cocister.

    Ciobin Cocister, cordialmente.

    p.s.
    A parte questo mi sento un po’ una merda a vedere questi poveracci che sbattono la faccia in terra per 4 rupie. È un po’ come andare a bottane. Si alimenta la domanda in un mercato la cui offerta è… (inserire parola brutta). Beati voi che non avete coscienza e ve ne fregate sadicamente.

  34. Matteo Pascal

    Certo Ciobin, Merantau è un film di botte serio, con tutti gli stilemi del caso, e come ho già scritto anche nel post che Nanni gli ha dedicato (altro che “Nanni non lo ha mai visto”! ce lo ha fatto conoscere lui!) sarebbe probabilmente diventato il mio film preferito in assoluto, con tanto di poster sparsi per casa… sarebbe, se non avessi già visto tanti altri film che presentano personaggi o situazioni estremamente simili. Quindi alla fine per me rimane solo un “bel film”. Lo so, forse è un limite mio, ma io di fronte a, esempio a caso, (SPOILER) l’ennesimo cattivo che si ravvede sulla via di Damasco e si sacrifica per l’eroe proprio non ce la faccio… preferisco i personaggi di The Raid (già visti anche loro eh, nessuno inventa nulla, ma posso dire che almeno per me non si è ancora raggiunta la saturazione?).

    Comunque capisco il tuo PS, io i contenuti speciali me li sono guardati praticamente solo per capire se qualcuno era morto o si era fatto male in modo grave perchè dopo la prima visione mi sentivo una merda… quello che pattina sulla coca ad esempio non l’ho più visto rialzarsi, dopo la caduta dal tavolo, a me piacerebbe sapere in che condizioni sta ora… e, ti dirò, spero che tu abbia ragione anche sul fatto che The raid sarà solo uno spunto per IL film che ha da venire. E a questo punto, IL film potrebbe essere benissimo Berandal, non c’è ragione per cui non possa unire i pregi di Merantau con quelli di The raid. Oppure andrà malissimo e unirà i difetti… emminchia, speriamo di no!

  35. Matteo Pascal

    PS (ovvero, il regalo di Zio Paulie mi è arrivato con qualche giorno di ritardo): http://www.youtube.com/watch?v=IKkMrgnGVgw

  36. Emilio

    Vidi The Raid scaricato in lingua originale (cioè no, doppiato in inglese bleh) verso giugno per la prima volta, l’eccitazione dopo averlo visto è stata instantanea, e le decine di pugni e calci che ho provato a fare nel salotto di casa di mia per cercare di imitare il Silat non sono poche.
    Ovviamente, mi sono buttato sul computer a leggere recensioni, solo positive positive, finché non ho trovato questo forum fighissimo e ho letto la tua recensione, davvero ganza.
    Stessa cosa per The Raid 2, scaricato, goduto, vissuto e poi mi sono buttato su I 400 calci per leggere le vostre bellissime recensioni. Idem per VHS 2, solo per l’episodio mastodontico di Gareth Evans.
    Vabbè, ormai dalla mia prima visione e amore a prima vista per The Raid sono passati 5 mesi, e sabato a Lucca poco prima che chiudessero i padiglioni, mi sono buttato in una bancherella dove vendevano film, 3 ore prima nella stessa bancarella avevo comprato 3 film di John Woo, e ho fatto uno spesone di 70 euro, e ho preso ad occhi chiusi i Bluray di The Raid e The Raid 2 (bei film, ci ho voluto spendere i soldi che si merita).
    Oggi dopo 3 giorni dal Lucca Comics, cioè dall’acquisto, e dopo essermi sparato i contenuti di tutte quelle scene spettacolari e “impossibili da girare” che offrono questi due magnifici film, mi sono accorto che nella copertina di The Raid sulla sinistra, aprendola, c’era scritta la tua recensione “di quel CAPOLAVORO DI THE THE RAID”.
    E vabbè, tutta questa maletta, per farti i complimenti! Continuate così!

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