Chiedere scusa per quella roba della schiavitù, un paletto nel cuore alla volta: La leggenda del cacciatore di vampiri

Ammetto di essermi recato all’anteprima di La leggenda del cacciatore di vampiri pieno di aglio e pregiudizi. Aglio: perché non si sa mai. Pregiudizi: Tim Burton, Timur Bekmambetov, Seth Grahame-Smith, ovvero il gotha di tutto quello che di sbagliato c’è in giro tra Hollywood e la Kamchatka o da dove diavolo è che viene quello là, oggi; per maggiori informazioni, ignorate la colomba, seguite il link. Ma comunque, la tentazione (forte) è quella di scrivere: «Era tutto come pensavo» e sconsigliarvi di buttare via dei soldi per questa roba. Forte, ma sbagliata: di cose da dire ce ne sono, e a sorpresa non sono tutte negative.

La leggenda del pianista sull’oceano degli uomini straordinari di Bagger Vance del cacciatore di vampiri è sì un film sbagliato, ma per motivi diversi (e più interessanti) da quanto previsto.

Sopra: per esempio, la faccia del protagonista.

Probabilmente il modo migliore per dissezionare un film che riesce a essere al contempo inutilmente serioso, scioccamente spettacolare, narrativamente pasticciato e ideologicamente fuori luogo e fuori tempo è farlo come suggerisce il verbo stesso: pezzo a pezzo, brano a brano, riga di IDMb a riga di IMDb. Abraham Lincoln studia legge con attenzione passione e vocazione, e allo stesso modo noi si va a studiare lui, insipido protagonista nonché libro aperto sulla sezione “Sbagliare tutto” dove il libro è il Manuale del perfetto cagatone al cinema. Poi se volete vi passo gli schemini.

Capitolo 1: il titolo. Ovvero: discrasie tra facciata e contenuto

Lo scopo di intitolare un film (e prima ancora un romanzo) Abraham Lincoln: Vampire Hunter è fin troppo chiaro: il mix tra figura storica e delirio soprannaturale chiama a gran voce la caciaronata, la rilettura in chiave ironica, esagerata, quantomeno divertita se non proprio divertente, di un personaggio che fa parte del folklore tanto quanto della storia degli Usa. E invece, preso in mezzo tra questioni pesantissime come “la gente per strada picchia i negri”, “quelli che c’hanno le piantagioni frustano e ammazzano i negri”, “i redneck odiano i negri” e drammi privati ma altrettanto devastanti tipo “mia madre è stata squartata da un vampiro schiavista” e “sono l’attore più inespressivo di Hollywood da questo lato di Keanu Reeves“, il nostro Abramo – e tutto ciò che gli sta intorno, cioè il film – è greve, serioso, compreso nel suo ruolo e impegnatissimo a far passare MESSAGGI IMPORTANTI. Anche un atto semplice semplice come “costringere un vampiro a mordere un tavolo e poi dargli un calcio sulla nuca sì da separare la parte superiore del cranio da quella inferiore” viene trattato come fosse il monologo di Marlon Brando in Apocalypse Now. Se cercate risate, girate alla larga.

«Lo vedi come sono tormentato?».

Capitolo 2: la sinossi. Ovvero: in realtà le cose sono andate così, ve lo assicura zio Seth

C’era un’evenienza che temevo più di tutte approcciandomi a questo film: che la presenza di Lincoln, cioè, fosse solo una scusa per rendere più buffa quella che altrimenti sarebbe stata una generica avventuraccia a base di vampiri e squartamenti. Errore: siamo in zona alternate history, con più di un rimando a eventi reali (la carriera legale di Abe, la battaglia di Gettysburg, tutto secondo copione). Intendiamoci, il canovaccio è comunque quello della storia di supereroi: si parte con il piccolo Abe che difende un amico negretto dalle frustate di uno schiavista (due minuti e siamo già in territorio WTF, vedi cap. 7), si prosegue con l’uccisione dei genitori da parte dei vampiri, il reclutamento di Abe da parte dell’esperto cacciatore, l’ingresso in scena del supercattivo, un po’ di schermaglie, lo scontro finale. La parabola della vita di Lincoln è completa, con tanto di finale che suona circa così: «Andiamo Abe, faremo tardi a teatro». Grezzo, ma a modo suo efficace: quantomeno il rischio di avere un generico cacciatore di vampiri con la skin di Lincoln sbloccata con un DLC è scongiurato.

Capitolo 3: la sceneggiatura. Ovvero: andare all’avventura a cazzo di cane

Se sei un romanziere, forse è meglio che tu scriva romanzi. Se sei un romanziere mediocre il cui maggior risultato artistico è stato: “Inventare la director’s cut con gli zombie di un romanzo protofemminista preromantico”, forse è meglio che tu non scriva neanche quelli. Di certo, SETH GRAHAME-SMITH, c’è una cosa che devi fare: piantarla con le sceneggiature. Quella di Lincoln vs. i vampiri è frutto del lavoro di una persona che non conosce la differenza tra fabula e intreccio, maneggia malissimo i subplot e ha per i dialoghi la stessa mano che ho io per il merletto a tombolo. Esempio random. Abramo conosce Mary Elizabeth Winstead la quale però è promessa sposa a Wash di Firefly; Abramo e Mary Elizabeth si innamorano, Wash di Firefly scompare dalla storia, viene riciclato qualche scena dopo nel ruolo di “politicante pro-schiavitù” per avere qualcuno che si opponga agli afflati egualitaristi dell’Abramo. Non viene fatta nessuna menzione del precedente rapporto tra egli e LA NEO-MOGLIE DI LINCOLN. La maestria di Grahame-Smith nell’inseguire a cazzo di cane i più improbabili rivoli di trama per poi abbandonarli come un dildo usato sul bordo della strada poco dopo il casello di Melegnano a Ferragosto è talmente sublime che sarebbe degna di miglior causa. Per esempio, costringendo il Nostro a riciclarsi come “pulitore di schermi IMAX” o “autore di frasi dei biscotti della fortuna”.

© Seth Grahame-Smith 2012, All Rights Reserved

Capitolo 4: la regia. Ovvero: «Un’auto sportiva spinta al massimo da uno che non sa guidare»

La definizione non è mia, ma del prode Jackie Lang, ed è molto più azzeccata del casting di questo film (Benjamin Walker? REALLY?). Abramo il Vampiratore è la miglior prova produttiva di Tim Burton da parecchi anni a questa parte: dominato da un livido tono blu notte, il film gronda atmosfera e sudismo, paludi e architettura coloniale, ombre e nebbia; potenzialmente, è una fabbrica di fermo immagine che strappano applausi e sfondi del desktop. Poi, però, entra in gioco Black Mamba Eto’o, e lì le cose, prevedibilmente, inevitabilmente, precipitano. Sequenze di combattimento confuse e isteriche. Anonimato e bassa manovalanza nei momenti di pausa. Tentativi di figate che cascano nel vuoto. Tagli e cambi di scena casuali e sgradevoli. Per tipo tre quarti d’ora, almeno, si sfugge alla maledizione dello slo-mo; dopodiché il prurito alle mani diventa troppo e timidamente Timur ne piazza uno, due, nota che nessuno gli dice nulla, si illumina, APRE TUTTO.

Non voglio cominciare l’ennesima crociata contro questa scorciatoia del cazzo che personalmente odio più di quanto le parole possano spiegare, anche perché usata nel modo giusto può diventare un simpatico abbellimento. Il punto è che Black Mamba la sfrutta per girare scene inutilmente confuse e a cui a velocità normale sarebbe incapace di dare un senso e un ritmo. Lo slo-mo diventa così l’equivalente registico dello spiegone: «Ehi, guarda qui che cosa figa che gli sto facendo fare, te la faccio vedere leeenta perché se la accelerassimo perderemmo minutaggio prezioso e soprattutto non si capirebbe una minchia di quello che succede!». Tre quarti dei combattimenti e delle sequenze d’azione sono concentrate nella seconda metà del secondo atto. Il 99% dello slo-mo è concentrato nella seconda metà del secondo atto. Fatevi i vostri conti.

(non mi va di indugiare, invece, sulla colata di CGI che vorrebbe arricchire il film: dopo circa dieci minuti di film si vede un attore PASSARE ATTRAVERSO a un modello in computer grafica, manco fosse uno degli orchetti nella battaglia al fosso di Helm in Le due torri)

Per dovere di cronaca, comunque, ci sono due-sequenze-due di numero che salvano capra e cavoli ed evitano a Timur il pubblico ludibrio: il fatto che una di queste due sia il mega super maxi combattimento finale su treno in fiamme sospeso nel vuoto potrebbe essere interpretato come dimostrazione di talento, io preferisco derubricarlo a “botta di culo”.

Capitolo 5: gli attori. Ovvero: Carneade, chi era costui?

Non so neanche se definire “miscasting” la scelta di affidare il ruolo di Abe a Benjamin Walker: la faccia è pure quella giusta, il problema è più sfaccettato e risiede in mezzo tra “l’espressione da tonno”, “la fisicità da branzino”, “il carisma da spigola”. Dominic Cooper è il caratterista più sprecato di sempre dai tempi di Timothy Olyphant in Sono il numero quattro, Merielisabet Poraccia ha ormai davanti a sé una luminosa carriera di “quella non proprio fregna ma che se la chiami per un horror/splatter/sci-fi/action viene sicuramente ché c’ha il mutuo da paga'” e PER FAVORE non chiedetemi cosa ci faccia qui Rufus Sewell, a meno che non debba ancora espiare i peccati di Il destino di un cavaliere. Val la pena segnalare giusto Erin Wasson negli irrinunciabili panni di “la vampira puttana”.

Sopra: il concetto di «magari una bottarella...» illustrato efficacemente.

Capitolo 6: la colonna sonora

Fa cagare e ci sono gli Inception horns.

Capitolo 7: i sottotesti. Ovvero: dove le speranze vanno a morire

Finora quello che si evince del film è: una discreta avventura a base di vampiri con una più che buona quantità di violenza, una sceneggiatura zoppicante e rari momenti di stanca. 5,5, se ti fai risentire settimana prossima te lo alzo a 6, poteva andare peggio, bravi ragazzi, dai dai dai che la portiamo a casa. Poi però c’è la questione ideologica, e qui so che potrei perdere molti di voi per strada perché giustamente NON VE NE FREGA UN CAZZO, e io stesso ammetto che tutto quello che sto per scrivere potrebbe venire tranquillamente catalogato come “sega mentale”. Eppure credo sia impossibile negare che Abramo Lincoln Sticazzi è, prima che un film, un’accorata apologia dell’uomo bianco, il trionfo del white guilt fatto cinema. Accennavo a quei terrificanti minuti iniziali in cui il giovane Abe si getta tra l’amico nigga e l’aguzzino con la frusta per deviarne i colpi: apparentemente un modo per stabilire da subito il grande cuore del personaggio e quello che sarà il suo vero obiettivo nella vita. «No man can be free unless all men are free!» urla la mamma di Abe mentre si scaglia anch’essa contro lo schiavista per salvare figlio e amico diversamente bianco. Gli sguardi degli astanti sono carichi di orrore, è inconcepibile che un uomo adulto possa pensare di picchiare un bigolo bambino indifeso!

«Grazie, Abe!».

Stronzate.

Siamo nel 1820ebriscola, non ad Harvard nel 2012. Vedere un negretto picchiato per strada è (dovrebbe essere) ASSOLUTAMENTE NORMALE. Abe Lincoln non abolì la schiavitù perché mosso a compassione da un pestaggio al porto di Sarcazzoville, Kentucky. La generica atmosfera di “c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel razzismo e nella schiavitù”, la stessa che fa sì che Merielisabet – figlia di una ricca famiglia di proprietari terrieri e quindi schiavisti – si innamori a prima vista di questo avvocato in erba che tiene appassionate concioni contro la tremenda piaga del “nigga nel campo di cotone”, è fuori tempo e fuori luogo, e serve tra l’altro da carburante per alimentare il falò del manicheismo altamente simbolico. I nordisti sono tutti anti-schiavitù, anti-razzismo, ecumenici, fondamentalmente buoni. I sudisti sono tutti cattivi, odiano i negri, li picchiano: sono, in altre parole o in altri simboli, TUTTI VAMPIRI, che tengono gli schiavi non per coltivare i campi ma per potersene nutrire e trarre da ciò la forza per governare il pianeta. Perché è questo che vogliono fare, i nostri amici zannuti: reclamare il loro posto nel mondo a scapito dei deboli e fragili umani. E quindi devono perdere la guerra, perché il bene trionfa sempre, i neri sono come noi, la schiavitù è sbagliata, volemose tutti bbène*.

In assoluto non c’è nulla di male nell’infilare in bocca ai tuoi personaggi dei discorsoni politici impegnati, soprattutto se nel contesto di un film caciarone in cui muoiono i vampiri: anzi, potrebbero funzionare per contrasto e diventare molto divertenti, tipo «ah ah prima spacchi il naso del tizio con una bottigliata fortissima e poi predichi libertà e uguaglianza per l’umanità, CHE BIZZARRO CONTRALTARE!». Il problema è che queste tematiche SERIE vengono trattate MALE, in modo approssimativo e inserite in un contesto che si prende altrettanto sul serio, e il risultato finale è: il predicozzo.

Ora, non so voi ma a me pare una boiata che io nel 2012 debba sentirmi in colpa perché gli americani schiavizzavano i neri e li facevano sedere in fondo all’autobus e debba sentirmi così perché me lo spiega la versione ammazzavampiri del sedicesimo pres degli States, e lo faccia nel contesto di un film girato da UN RUSSO. UN RUSSO, capito? Mica dici “il debutto alla regia del visionario Martin Luther King”.

Tutto questo tacendo dei discorsoni retorici su «ciò che rende grande l’America è la libertà».

O anche: non ho problemi ad accettare che in un film di buoni vs. cattivi i buoni siano indiscutibilmente buoni e i cattivi irrimediabilmente cattivi, ho dei problemi e anche grossi, invece, ad accettare che detti cattivi siano “gli americani che hanno sbagliato tutto” (= i sudisti = i repubblicani), dipinti come mostri disumanizzati e destinati quindi alla sconfitta, e i buoni siano dei puri di cuore alimentati a ideali e grandi sentimenti di uguaglianza; soprattutto se questo mi viene raccontato con faccia serissima e intento predicatorio. C’è più ambiguità e motivo di interesse nel modo in cui Iron Sky dipinge i nazisti che nella retorica da americafuckyeah di Abe Lincoln, che è, in ultima analisi, un film razzista al contrario, il figlio deviato e virato tifo calcistico dell’era Obama, in cui dem = good e rep = bad, senza scampo.

Non ci credete? Sto leggendo troppo tra le righe? Sentite qui: la scena finale si svolge al giorno d’oggi, e vede Dominic Cooper cacciatore di vampiri (sì, è ancora vivo dopo due secoli, indovinate perché) che approccia in un bar un tizio per cercare di coinvolgerlo nella Giusta Battaglia – proprio come aveva fatto con Lincoln a inizio film. Indovinate? Il tizio è nero.

Dvd-quote suggerita

«Il modo più squallido che esista per chiedere “scusa” a innumerevoli generazioni di afroamericani» 

«Almeno si ammazzano bene, ogni tanto»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

«Un’auto sportiva spinta al massimo da chi non sa guidare»
(Jackie Lang)

IMDb | Trailer

 

*è chiaro che con questo non voglio certo appoggiare o giustificare la posizione opposta, anzi.

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36 Commenti

  1. Phoenix

    Crederci troppo, crederci un sacco e magical negro.

  2. galbaccio

    gli americani hanno 10 giorni di storia e 5 simboli. niente di male in questo.
    ma trovo insopportabile il loro ficcarli ovunque, quasi sempre in modo sciatto, ottuso e superficiale, e, drammaticamente, troppo spesso con un malcelato becerissimo intento propagandistico.
    insomma li trattano di merda e ci trattano di merda.
    che palle!

  3. Woody Hallenbeck

    No, ma dai!
    Ma non è possibile fare un romanzo (e poi film), intitolarlo “Abramo Lincoln: cacciatore di vampiri”(*), e farlo SERIO!!!
    E’ sbagliato in mille modi così sbagliati che la lista si conclude a 998.

    (*)tranne in Italia, che lo chiameranno per qualche motivo politically correct “La leggenda del cacciatore di vampiri”… oppure, ti viene il sospetto, perchè pensano che il 50% del pubblico di riferimento non sappia chicazz’è Abramo Lincoln… Se è la seconda ipotesi, devo ammettere che i titolisti italiani mi appaiono improvvisamente più lungimiranti di quanto credessi.

  4. @Woody: sono convintissimo che il motivo sia quello che dici tu, e cioè che hanno tolto il riferimento a Lincoln per non respingere il pubblico italiano. Quando uscirà il Lincoln di Spielberg lo intitoleremo probabilmente PRESIDENTE DI UN PAESE o UOMO POLITICO.

  5. Permettimi un appunto sul paragrafo “stronzate”.

    Non sulla questione della forma (pur condivisibili, se certe idee sono messe giù male danno fastidio punto e basta… e anch’io detesto l’applicazione del politicamente corretto moderno in epoche politicamente scorrettissime), ma nel senso che vorrei far notare che in realtà il cinema americano ci sta fracassando i coglioni dai tempi del muto con la retorica dei sudisti romantici perdenti, abitanti in un arcadia popolata da gentiluomini e da gentildonne poi corrotta dalla grettezza yankee. E dove sì c’erano gli schiavi, ma in fondo non stavano poi male a fare i maggiordomi e a cantare nei campi di cotone. E comunque dopo la liberazione sono tutti finiti in strada e appesi agli alberi dal Ku Kux Klan (perché, occhio, il Klan è rappresentato quasi sempre come una conseguenza della sconfitta, quasi mai del razzismo intrinseco a quella società).

    Insomma, a ben vedere un film che spala merda senza mezzi termini sui “southern men” non è poi così frequente. Né così scontato.

    Poi certo dubito, che questo sia “Mississipi Burning”.

  6. Dèvid Sfinter

    Nonostante tutto ho un po’ voglia di vedermelo.
    Cioè il fatto che siamo nel campo “alternate history” personalmente lo trovo più invitante. Al di là del fatto che c’è Lincoln come protagonista e quindi anche se è un cacciatore di vampiri lo devi comunque inserire in un contesto storicamente verosimile è chiaro che qualche altra cacata la devi mettere.
    Cioè il predicozzo me lo fai in un film con Lincoln che caccia i vampiri??
    Ci sto. Perchè per quanto seria possa essere l’impostazione (e se è come dici tu l’intenzione) del film non potrà mai farmela prendere sul serio.
    Chiaramente nessuno la prenderebbe sul serio e la tua “recensione” è giusta, ma io non credo che ne sarò infastidito.
    In conclusione certe tematiche anche se serissime non puoi non trattarle “male” in un film di vampiri schiavisti con Abramol che li caccia con l’accetta.

    Poi visto il film mi ricrederò seguro. Due a ssero.

  7. @Tommaso: quello che dici è vero, ma anche no. Voglio dire, qui non siamo neanche in territorio (chessò) Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, gli orrori della schiavitù, i neri disumanizzati, i bianchi cattivi. Qui siamo alla disumanizzazione dell’uomo bianco del sud e alla beatificazione dell’uomo bianco del nord. Siamo, soprattutto, all’agiografia acritica di Lincoln e delle sue idee, nonché alla sua assolutizzazione (anche a suon di discorsoni retorici sull’Americafuckyeah e la libertà e l’uguaglianza), decontestualizzazione e soprattutto atemporalizzazione, con quel terrificante finale in cui Obama viene reclutato per uccidere vampiri. Come dire, il pres è sempre buono, e i vampiri, chiunque essi siano (non è difficile pensare che un eventuale sequel di questo film possa essere una cosa tipo “Obama combatte i repubblicani” oppure “Obama in Iraq contro i talebani vampiri”), cattivi, c’è un bene assoluto e un male assoluto, un bianco e un nero.
    Anche: non ci vedo nulla di male a spalare merda sui southern men, sullo schiavismo e sul razzismo, ma quantomeno che non mi si faccia passare Lincoln come un santo e l’intero Sud degli Stati Uniti come popolato da mostri senza cuore. Era un po’ più complesso di così, e non abbiamo bisogno di semplificazioni di questo tipo. Soprattutto non in un film che si chiama ABRAHAM LINCOLN VAMPIRE HUNTER porca puttana!

  8. E anche @Dèvid: ti assicuro che sulla carta sono d’accordo con te. Il problema è che qui il predicozzo si mette sulla strada di un sanissimo e cazzone sviluppo della storia, tanto che è impossibile ignorarlo.
    Poi oh, l’ho detto che tutta l’ultima parte della rece era un rant che si può tranquillamente ignorare. Le magagne ci sono anche in tutto il resto del prodotto, è quello il vero dramma.
    Mi spiego: ideologicamente pure 300 era un pasticcio tale e quale a questo, solo con il metaforone del terrorismo, dell’esportare la democrazia ecc ecc. Qualcuno se n’è accorto? Assolutamente no, perché il film ERA FICO, e quelle robe venivano fuori solo se ci stavi molto attento.

  9. Ori Ano

    Ma ancora con sta menata de “i bianchi sono la causa della tratta dei negri”?

    Amistad ha fatto troppi danni. E dire che ci son fior fiori di storici ebrei che hanno dimostrato che la parte più consistente (e di molto) nella tratta degli schiavi neri in America è tutta degli ebrei (come d’altronde è sempre stato sin dall’antichità).

    Film da boicottare. Merda di questo genere non fa che contribuire a diffondere ignoranza e cazzate. Sono anni ormai che tutti (gli stessi bianchi idioti) sono convinti che davvero la colpa sia dei cosiddetti bianchi (cristina)… e tutti giù a pentirsi e chiedere scusa.
    Se fossi un afroamericano mi sentirei ancora più preso per il culo. Schiavisti di merda.

  10. Michele706

    @Stanlio Kubrick
    Una curiosità, ma dove l’hai vista l’anteprima? Settimana scorsa l’anteprima nazionale è stata dalle mie parti(Ad ischia per l’Ischia Global Fest), non vorrei che senza saperlo ti ho incontrato XD

    E comunque, un’aggiunta sulla fisicità del protagonista.
    In sala, visto che era anteprima, c’erano anche Benjamin Walker, Dominic Cooper, diverse comparse…
    E Il Walker in teoria la fisicità ce l’ha…dal vivo è un armadio, qualcosa di notevole, però non so perchè nel film la cosa non si notava…Quindi diciamo che la buona fede c’era, solo che lui per motivi sconosciuti ha scordato il fisico a casa prima di far le riprese XD

    Inoltre aggiungerei che è notevole il modo in cui il buon Lincoln impara dalle sue esperienze…ogni volta, nelle occasioni importanti, il personaggio manda la citazione di un amico o parente, per farti capire che Lincoln è diventato un grande personaggio grazie anche agli altri e alle difficoltà che ha attraversato…La cosa è abbastanza retorica sul SelfMade Man americano…o è una mia impressione?

  11. Schiaffi

    quando ho fatto partire il santo streaming mi sono accorto che era la versione truce della Asylum e ci stavano gli zombie al posto dei vampiri

  12. Oh però raga non volevo scatenare (solo) un dibattito politico/ideologico! Cioè, il film è un film di merda e Timur Bekecc deve morire, parliamo anche di questo, dai!
    Ma comunque. @Michele dico che no, ero all’anteprima a R’Lyeh, la Città Sommersa nella quale abito ormai da eoni e che se guardi con attenzione assomiglia pericolosamente a Milano. E quello che dici sul self made man americano è verissima, ora che mi ci fai pensare.
    Invece @Schiaffi dico: ma meglio quello della Asylum, guarda, soprattutto se non te lo vedi al cinema. Al cinema questo con i vampiri può anche reggere una visione del mercoledì sera a 4€. A casa manco quello.

  13. Ryan Gossip

    @ stanlio
    mi hai appena insegnato come fare una critica ad un film brutto, ovvero smontandolo pezzo per pezzo, dire cosa c’è che non va, e pure aprendo un dibattito che forse è troppo “grande” rispetto alla sostanza del film stesso.
    You, dear sir, have my respect.
    Tra l’altro nei giorni in cui Kevin Smith, ho letto da qualche parte, dice che la critica cinematografica è inutile. Certo che lo è, ma solo se è fatta male.

    Anzi, se vogliamo dirla tutta, a proposito degli USA, un tizio vestito da Bane ha fatto una strage in un cinema di Denver ad un’anteprima di TDKR a Denver. La cosa potrebbe sembrare divertente, ma non lo è affatto.

  14. Bread Beat

    il titolo italo fa schifo ma del resto non credo sarebbe invitante per un italiano “ab lincoln contro i vampiri”. Marketinganamente è più sensato questo sebbene teRibile.

    Prenderei in effetti in considerazione questo genere di film solo se trattasse storia nostrana; lancio là: “Cavour stritolatore di zombi”…

    About Denver: ma come si può rimanere plagiati da un personaggio di un film se non lo si è ancora visto al cinema???

  15. Uhm, Stanlio, scommetto che ti sei letto tutta la guerra civile del Luraghi…

  16. Uhm, kruaxi, se dico di no faccio una figuraccia?

    Comunque Cavour stritolare di zombie spacca i culi.

  17. Naccio Jai Fox

    È un po’ come i cinesi che nei loro film ce la menano ancora con i giapponesi/inglesi brutti e cattivi: hanno tutti abbastanza rotto le palle. Odio quando si sottrae minutaggio alle robe fighe tipo un tizio con un’accetta che uccide vampiri per inserire sterile critica storico-politica. Chissenefotte.
    Volevo dare una chance a questo film, ma vista la recensione non so se vale neanche la pena di pescarlo nel torrente…

  18. Dèvid Sfinter

    @Stanlio: Ora ho capito la portata dei predicozzi, mi hai convinto.
    Comunque ho paura che Cavour stritolatore direbbe poco a moltissimi quasi quanto Abe Linc.
    Rilancio con un “Togliatti vs FasciCyborg”.

  19. Sapo

    Pertini Zombie Slayer

  20. Schiaffi

    @Ryan
    Minchia, Bane che ti entra nel cinema sparando si che è una fuckin’ 3D experience, mica come il concertino 3d di ligabue

  21. tetsuo kurosawa

    Pertini Zombie Slayer e’ la migliore

  22. Ryan Gossip

    che poi quando è uscita la notizia si era parlato di 2 attentatori, poi uno solo, poi che questo aveva una maschera anti-gas… non vorrei che qualcuno si fosse lasciato influenzare dalla situazione e avesse visto il tipo come “vestito da Bane” quando in realtà era solo coperto da una maschera per coprirsi dai lacrimogeni. Perchè ha pure lanciato dei lacrimogeni prima di sparare, questo malato.

    Ah, giusto, mi sa che Abe Lincoln etc. me lo evito, mi fido dell’analisi.

  23. Phoenix

    Qualcuno ha detto R’Lyeh, la città sommersa? Curiosando su wikipedia ho scoperto che c’è stato un suono chamato Bloop di origine sconosciuta proprio nel punto dove dovrebbe essere situata la città.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Bloop
    http://it.wikipedia.org/wiki/R'lyeh

    Ma anteprima de che? Cos’era? Chi? Dove? Scusate se posto fatto :D Appena vedo qualcosa di lovecraft farnetico e sbavo.

  24. BakaHero

    Speravo che questo film non vedesse mai la luce del sole e sono rimasto molto deluso che:
    1°- l’abbia vista;
    2°-dopo non si sia trasformato in cenere.

    Stima assoluta per la citazione da “Willow”!

  25. Lo spettacolo con la riduzione lo avrei anche concesso al cacciatore di vampiri, i vampiri mi piacciono un sacco ma stando così le cose passo, magari lo recupero in home video. O magari me ne fotto e amen.
    Ciao

  26. Stanlio Kubrick

    Sono di corsa e posso solo dire:

    Stima assoluta per la citazione da “Willow”!

    GRAZIE BAKAHERO.
    Temevo passasse inosservata.
    Hai fatto felice un uomo.

  27. Fagiolini Buñuel

    Se cerchi di dare un significato politico ad Abramo Lincoln che ammazza i vampiri sei CRETINO. Non potevano fare una baracconata punto? Che amarezza. Set Gramme Smit a pulire schermi tutta la vita!
    Se si salva qualche scena d’azione sono comunque tentato di andare a vederlo anche perché l’alternativa è Biancaneve, che con tutta l’attrazione sessuale che provo per quella strapagnona della Theron io non so se voglio vedere per due ore la faccia da scorfano che non sa bene dove si trova di quella di Twilight.

  28. Stanlio Kubrick

    Protip: piuttosto che Biancaneve passa la serata a strapparti le unghie con una pinza. Death to false midgets (CIT.).

  29. Eleonore

    Riguardo a “cattivi=repubblicani” vorrei far presente che il vero Abe Lincoln era repubblicano..

  30. BellaZio

    Se il film emana la serietà di cui si parla, il titolo italiano è migliore. Con Abraham Lincoln: Vampire Hunter esigo, pretendo e voglio La Cagata, il trash, voglio ridere. Con La leggenda bla bla so già che sarà una merda non per me e non vado, ma in realtà è il titolo giusto per la gente che vuol vedere quel tipo di film.
    Sulla questione bianchi nord/bianchi sud/neri c’è poi sempre una terza via, la migliore, che è quella secondo cui la prospettiva del nero è una cosa tipo “al nord sono figli di puttana ma fanno finta di non esserlo, al sud almeno il figlio di puttana non fa niente per nasconderlo ed è riconoscibile”. Io poi son di parte eh, reputo il sud degli USA una terra molto più prolifica culturalmente e interessante del Nord quindi non sopporto i luoghi comuni sul sud degli Stati Uniti di ogni epoca storica.

  31. Fagiolini Buñuel

    L’ho visto. Dio abbia pietà della mia anima l’ho visto in 3D.
    L’unica cosa su cui non mi trovo d’accordo è la faccia dell’attore, che se il film fosse stato una caciaronata sarebbe stata perfetta perché un po’ “faccetta de cazzo” style. Però è comunque un fail perché non è una caciaronata. Amarezza: qualcuno o il regista o il settogrammo ha detto che spera di invogliare i ciofani amerikani ad approfondire la figura di Lincoln, che è un po’ come Liam Neeson che dichiara di prestare un gran servizio culturale facendo Zeus.

    SPOILER – DOMANDONE
    secondo voi a chi voleva sparare Obama alla fine?

  32. Voto: “Cavour cacciatore di preti pedofili” (ogni cultura ha i suoi mostri…)

  33. Fenoglio

    L’articolo contiene un piccolo errore politico. Lincoln in realtà era Repubblicano. Per quanto oggi possa sembrare strano, ai tempi della Guerra di Secessione i Democratici erano schiavisti, i Repubblicani abolizionisti. La conversione dei Democratici alla difesa dei diritti civili eccetera eccetera sarebbe venuta molto, molto dopo. Così, solo per puntualizzare, ovvamente senza nulla togliere alla validità dell’analisi del film.

  34. Ci avete ragione tutti e due, sia Fenoglio sia Eleonore, però a mia parziale giustificazione posso dire che intendevo “repubblicano” in senso moderno, e dunque come sinonimo di “conservatore/razzista/ultrareligioso”. Insomma, come definire un cattivone di un film ambientato nell’Ottocento “fascista”, toh. Licenza poetica.

    Non funziona, eh? Sigh.

  35. Past & Fasul

    visto ieri sera,veramente una gran merda fumante…ma non bastano i dieoclippari ritardati amerigani,bisogna pure importarli…?

  36. Cristoforo Nolano

    Eh lo so, i film bisogna vederli appena usciti, ma spesso rimangono a macerare. Comunque meglio di un Confetto Falqui. Il lungagnone con l’ascia cromata non si può vedere…

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