#OCCUPY400CALCI: Arachnoquake

Devo ammetterlo, ho incontrato qualche difficoltà nella preparazione di questo pezzo. Un altro film SyFy (un terremoto spacca la terra intorno a New Orleans e libera dei ragni cresciuti nelle profondità del pianeta), un altro film che dei mostri tirati fuori con il generatore automatico (ragni albini forse ciechi che sputano fuoco e si riproducono attraverso pustole sul corpo umano – sulla carta figata eh, roba che ricorda il primo Cronenberg eh, ma figuriamoci se l’abbiano minimamente sfruttata), altra mediocrità, altra CGI terrificante (Piranhaconda per ora è la grande eccezione, nonostate tutto), altri difetti su cui scriverei cose scritte quasi tutte le altre volte (“una regia svogliata ed una scrittura inesistente abbattono le alevate potenzialità di far ridere e versare sangue”) e solo qualche breve passo verso quello che un film del genere dovrebbe essere. Mi ripeto se ve lo ripeto? Ché credo di averlo specificato in ogni singola recensione SyFy, tutta la storia del non prendersi sul serio, di buttarla sul LOL, il LOL, quello a cui nessuno pensa più, quello che le velleità ci hanno rovinato, eccetera. Arachnoquake a tratti ci prova e riesce ad azzeccare addirittura una sequenza, quella in cui un Edward Furlong ciccione gioca a baseball con un ragno mandando a segno un fuoricampo tale da far esplodere il ragno in una palla di fuoco a contatto con il suolo, il tutto condito con effetti sonori da cartone animato, ma per il resto c’è sempre questa serietà e ricerca del dramma che nulla c’entrano con le intenzioni presunte dalla premessa. In quella sequenza, comunque, mi sono reso conto che questi dovrebbero essere film per bambini e basta, o almeno dovrebbero essere semplicemente trattati come tali; è l’unico modo per giustificarne le banalità. Forse è sempre stato così e non me ne sono mai accorto? Forse ho sprecato la mia breve vita pensando che questi fossero film per gente che ha già imparato a leggere? Forse è tutta una bugia e mi tocca tarare nuovamente il criterio di valutazione da “film del cazzo” a “film del cazzo per bambini”. Facciamo che lo faccio un’altra volta però, che ora devo dirvi quel che volevo dirvi all’inizio ma poi mi sono perso perché è tardi ed ho bevuto un sacco di caffè e sono un fiume in piena di pensieri che non vanno da nessuna parte e mi sto dedicando al multitasking più estremo.
Dicevo, c’è che organizzare un pezzo su cosa già dette è un casino e comunque la soglia delle seimila battute va superata o il sindacato nani ci frusta, ci vogliono quindi delle idee e l’idea qui era ovviamente quella di intervistare Edward Furlong e farci raccontare cosa si prova ad ingrassare e crescere male aiutato dalla droga nell’industria cinematografica moderna, considerando che qui interpreta un padre di famiglia con figli già teenager e nella vita vera ha 35 anni la settimana prossima e devi esserti ridotto veramente male per recitare in un film SyFy E nella parte di quello vecchio (praticamente). Purtroppo, come avrete capito, c’è stato qualche problema: il suo agente ci ha mandato un secchio pieno di vomito secco dicendoci “se lo volete prendetevelo” e noi “NOOOOO” e lo abbiamo gentilmente evitato. Presi dal panico dell’ultimo momento però ecco l’idea (geniale): intervistare un rappresentante dei mostroni della situazione e dare finalmente voce ad una categoria snobbata dalla stampa e considerata semplice mezzo di intrattenimento. Quella che segue è la trascrizione integrale e non censurata dell’intervista, più o meno, avvenuta nei nostri impervi uffici con il ragno albino logorroico AGHTUSYRGS che preferisce essere chiamato Handsome Bob.

Handsome Bob

Buongiorno Bob, allora mi– Handsome Bob. Scusi? Mi chiamo Handsome Bob. Non Bob. Non Handsome. Handsome Bob, con lo spazio in mezzo. Va bene, allora, Handsome Bob, ci dic- Perché sono un grande fan di Tom Hardy sa. Non so se lei ha visto RocknRollaSì. Ecco, per me lui in quel film è tipo De Niro in Taxi Driver, capito? Un punto di riferimento, qualcosa da raggiungere, qualcosa per cui mettersi davanti allo specchio e sognare di essere famosi. Molto interessante, ora se permette vorrei cominciare chie- Che sa mica è facile avere certi punti di riferimento ed essere un ragno albino che peraltro tutti credono cieco. Ma la gente ci ha visto recitare o cosa? Le sembriano ciechi? Sappiamo benissimo dove andare e lo facciamo con una discreta precisione, se permette abbiamo otto zampe mica per pettinare meglio le bambole, e poi sputiamo più fuoco di quei draghetti di merda che vanno tanto di moda adesso e per centrare l’obbiettivo come lo centriamo noi ci vogliono dei bulbi oculari con i controcoglioni.  Ok ci rinuncio. C’è da dire però che lo spiegone della biologa inizia proprio dicendo che voi non ci vedete perché vi siete sviluppati sotto terra, quindi forse- Sì ma la biologa oltre ad essere un cesso non capisce una sega, e se altri oltre ad un cazzo di sito letto da quattro gatti si degnassero di intervistarci forse verremmo trattati con più rispetto. Beh forse bisognerebbe accusare lo sceneggiatore, non l’attrice e tantomeno noi che comunque facciamo quella milionata di accessi alla settimana. Non dica stronzate per favore e comunque non ci è stato dato permesso di leggere alcuna sceneggiatura e di incontrare alcuno sceneggiatore e a film visto il perché è piuttosto evidente: fa schifo al cazzo e non vi è alcun riferimento alla nostra cultura che non sia superficiale ed errato. Accettammo il ruolo perché fu la nostra prima ed unica occasione di emergere in superficie, farci finalmente vedere e diventare forse qualcuno, ma sa cosa? L’umiliazione è stata tale che tutti ce ne siamo pentiti. Non ci hanno nemmeno pagato adeguatamente, ed ha visto come sembriamo brutti sullo schermo? Non hanno nemmeno avuto la decenza di usare i filtri giusti e renderci credibili. Ci siamo sentiti sfruttati, ridicolizzati ed utilizzati per i vostri giochi di masturbatorio potere. Forse sta esagerando. No, affatto, vi siete fissati che i cattivi siamo noi ma alla fine quelli ad essere sterminati non siete voi. Sempre noi. Sempre i mostri. Avete mai provato a mettervi nei nostri panni? Non lamentatevi se poi  qualcuno di noi sbrocca e vi ammazza i figli. Avete deciso che i più forti siete voi e volete dimostrarlo all’umanità ingannandoci e pretendendo di sterminarci in scontri scritti, male, e diretti, male, da voi senza darci la possibilità di avere alcuna voce in capitolo. Ci siamo documentati e non siamo i primi ad essere stati ingannati in questo modo. Ho visto i Piranhaconda la settimana scorsa e sono incazzatissimi. I vermi mongoli della morte sono sul piede di guerra e da quando hanno scoperto la presa per il culo che ne fate voi italiani quando dite “mongoli” non ci hanno più visto. E non parliamo dell’amico Sharktopus: ti dico solo che si fa chiamare Subcomandante Johnny. Quindi dobbiamo aspettarci un’azione offensiva congiunta da un momento all’altro. Sì. Quando? Ora. Eh? ORA.

"Cazzo che botta, quella palla che sembrava un ragno è appena asplosa."

Lì la registrazione si interrompe ma quel che è successo dopo è facile da intuire: mostri dalle fottute pareti e ora sono due giorni che ne abbiamo a frotte in giro per la redazione e ci usano l’internet per twittare l’hashtag #OCCUPY400CALCI, ma quando non barano a carte sono simpatici e non sono affatto spietati come i film li descrivono. Se poi questo pezzo vi ha fatto schifo date la colpo a loro, non a me, io ho provato a fare del mio meglio e nel minor tempo possibile ma non si lavora facile con questo casino. L’importante però è che abbiate capito che Arachnoquake non va visto: è piuttosto inutile e irrispettoso nei confronti della comunità dei ragni albini e tutte le sue poche ma buone battute e idee sono annegate nella noia e nel fastidio. Strano eh? Però c’è ‘sta cosa che alla fine il protagonista si veste da palombaro, si fa mangiare da un ragno gigante e lo fa esplodere dall’interno ed io sarei stato lì ad applaudire se non fosse tutto GIRATO A CASO. CHE. STRANO. EH. #OCCUPYFILMDIMMERDA.

DVD-quote:

“Il film simbolo di una rivolta di cui, in generale, ci fottesega.”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>>IMDb | Trailer

BONUS: un esempio di “gratuità”.

Tags: , , , , , , ,

14 Commenti

  1. Gonzo Kent

    Quanta gratuità c’è in questo film?

  2. Aeneas

    Ahh, un bel film in cui i mostri dei film brutti escono dalla celluloide per menare il pianeta, cgi + plasticotto…, nn me ne fregherebbe nulla perfino del sottotesto realtà-finzione-cinema-sborrataintelletuale.

  3. blueberry

    e che è l’epopea drizzt do urden dei ragni?

  4. Gigos

    Ooh, bel pezzo!
    Inutile far finta di prendere sul serio certa roba. A chi frega di sapere ogni volta i 18 motivi per cui anche questo faceva schifo? Ci credo! Lo immaginavo già che faceva schifo!
    Dice, ogni 2 anni ne fanno uno decente? Recensisci dignitosamente solo quello! Gli altri pernacchie!

    (Ho trasceso?)

  5. Ho trasceso?

    Non lo so, ma mi hai fatto trasalire.

  6. @ Blueberry
    Je lol.

  7. blueberry

    @Darth
    che tradotto vuol dire?

    PS
    eh lo so ma frequento poco l’internèt

  8. Jean Pieri

    minchia ma quanto è gonfio il Furlong!
    mi sa che in questo film si è calato alla grande: sotto la pelle sembra che abbia milioni di uova di ragno pronte a schiudersi da un momento all’altro…

  9. Barga

    Ma perchè ogni volta che mi dicono di non guardare un film mi viene la voglia di recuperarlo nonostante so che mi farà cagare? Masochismo cinematografico?

  10. @Barga
    Credo che abbia più a che fare con il mondo del feticismo, e non sto parlando di piedi usati per fare cose zozze.

  11. Per i quesiti esistenziali all’inizio del pezzo: la vita è ‘nmozzico.
    Va bene che non è che bisogna vedersi solo capolavori.
    Ma sprecare quattro ore di vita per un film del genere (visione e pezzo), è troppo.

  12. Phoenix

    Quanta gratuità!

  13. Dembo

    Dispiace vedere Furlong ridotto così e impiegato in certi filmacci, porello.
    E dire che solo 21 anni fa sembrava il nuovo messia.

  14. Past & Fasul

    max stima visto che passate del tempo a vedere roboccia che non guarderei propio mai…meglio il soffitto per 90 minuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *