Un’ammissione di colpa: sono andato a un’anteprima del film che, in cuore mio, ci speravo. Sono un bel fan del nostro amico Spider-Man e mi piacciono pure Andrew Garfield e Emma Stone. Mi piace proprio tutta la storia dell’Uomo Ragno: è stato il primo fumetto che ho comprato regolarmente nella mia dorata infanzia e mia mamma è piena di foto di me da piccolo vestito da Spider-Man. La cosa divertente è che mi ci vestivo a praticamente tutte le feste del mondo: Carnevale, Natale, Pasqua e pure quando mi girava il picchio. Che simpatico. Mi piace l’idea del nerdacchione che vive con la zia buona, ma anche rompicoglioni, dei suoi poteri che lo elevano socialmente e poi del suo impegno per sconfiggere il Male sotto forma di freak. Una volta adolescente ho continuato a leggere l’Uomo Ragno e mi gasavo abbestia, un po’ perché limonava con Felicia Hardy – a.k.a. la Gatta Nera, una patata incredibile – e poi perché c’è stata tutta la menata del costume nero, Venom e bla bla bla. Poi, un po’ per pigrizia, ho droppato. Non solo per pigrizia, però. Ogni tanto mi capitava di guardare qualche numero di Spider-Man in edicola e non mi ci ritrovavo. Mi sembrava che il tutto fosse stato forzatamente ringiovanito. Avete presente quei quadernoni che vi compravate per la scuola che sfoggiavano in copertina dei finti graffiti? L’Uomo Ragno di fine ’90 mi faceva un po’ quell’effetto lì. Una forzatura fatta da persone che magari veramente utilizzano la parola “graffiti” e che tentavano di coglionare una serie di ragazzini adolescenti. Gente senza scrupoli, gente che ride seduta per terra e messa in un angolo, al buio della propria cameretta, mentre ascolta Hector Berlioz. Un nuovo Peter Parker, un po’ manghizzato e un po’ ringiovanito, con i pantaloni un po’ bragaloni, i capelli accazzo, le felpe col cappuccio e delle prospettive di ‘sta fava. E allora, un po’ amareggiato, ho droppato. Un po’ mi sentivo tradito che ti avevo lasciato nerd e ti ritrovo mezzo cool. Un po’ perché questa cosa che non riconoscevo più il mio eroe preferito, mi faceva giustamente sentire cresciuto. Diciamo pure un po’ vecchio.
Poi ho ritrovato il MIO Uomo Ragno al cinema con Raimi. All’epoca, a causa dei miesi studi e di un’età infausta che ti porta anche a sperimentare, avevo fatto entrare nel mio cuore anche quel cinema fatto di gente che cena in brutte cucine, che passa il tempo a guardarsi in silenzio e che poi litiga perché non sono d’accordo sulla questione armena. Lo so, che cazzo vi devo dire? Non mi guardate così. Non ho mai, e poi mai, tradito la causa del nostro cinema e ho sempre difeso a oltranza i nostri amici tamarri. Però, per esempio, mi ricordo che all’epoca ero interessato anche all’uscita di film come La Vita Sognata Degli Angeli. Questo per dire che mi ricordo che all’epoca dell’uscita del primo Spider-Man, c’era gente che storceva il naso e diceva: “Uhm, i blockbuster che tirano giù gli alberi in Amazzonia per poi utilizzarli per picchiare i cuccioli di foca!”. Dall’altra parte c’avevo i miei amici d’infanzia, quelli con cui avevo più passato più tempo tra gli scaffali de La Borsa Del Fumetto che a parlare di figa, che mi vessavano e mi dicevano cose come: “Eh, ma praticamente fanno fare Gwen a Mary Jane! Uno scandalo! Boicotterò il film perché non è fedelissimo al fumetto!”. E poi mi ricordo che siamo andati a vedere il film e… ciaoproprio. La cosa incredibile del film di Raimi era la sua capacità di rimanere estremamente fedele al fumetto pur con tutte le costrizioni del caso. Sam, devi tagliare. Sam devi mettere questo attore qui. Sam, devi far vestire Goblin con QUESTO costume. Eppure Sam ce l’aveva fatta. Quello Spider-Man era proprio quello che avevo amato su carta. E io ero tutto contento. Perché è importante dire che a noi della fedeltà totale e incondizionata al fumetto non ce ne può sbattere di meno, eh? Certo, ci sono gli estremismi: da una parte un film come Sin City che rischia per eccessiva fedeltà, dall’altra La Lega Degli Uomini Straordinari che rischia perché era una merda. In mezzo c’è Spider-Man di Sam Raimi che è vero che se ogni tanto se ne infischia delle fedeltà è perfetto nel ricreare quell’aria lì.
Sono partito dicendo che alla fine sono andato al cinema a vedere The Amazing Spider-Man un po’ sperandoci. Sì, è vero. Ho ignorato le prime avvisaglie, ho fatto spallucce ai trailer, ho fatto finta di non capire che il regista era quello lì e fischiettavo disinvolto ogni volta che vedevo il costumino nuovo. Mi sono incazzato solo una volta: quando Andrew Garfield è andato al Comic Con a fare una domanda al panel del suo film, travestito da Spider-Man, per poi togliersi la maschera davanti a tutti e dire cose come: “siamo tutti un po’ Spider-Man”. Vi siete emozionati, bambini teneroni? Perché in quel preciso momento ve lo stavano buttando al culo con la sabbia, sappiatelo. Però, quello è stato l’unico momento in cui ho ceduto. Perché sotto sotto io ci speravo. Dopo quel grosso capolavoro che è Spider-Man 2, c’era già stata la delusione del terzo capitolo e poi il vuoto. Non si può essere così stronzi da sbagliare ancora, no? No? Eppure è andata proprio così. Hanno sbagliato, amici. Che poi dietro di me al cinema, portati dalla mamma giornalista, c’erano due fratelli sui 14 – 16 anni con la fazza dell’idiozia bella dell’adolescenza, i capelli a vanvera e le maglie a tema. Avrei voluto chiedergli se loro erano contenti. Perché il mio sospetto è che questo film non piacerà manco a loro. Che dite, comincio a dirvi perché?
Questo The Amazing Spider-Man non è un film supereroistico. Un film supereroistico deve avere, secondo me, queste caratteristiche: la delineazione dell’eroe. Da una parte le debolezze e le virtù dell’alter ego, dall’altra le virtù e le debolezze della sua versione supereroistica. Si passa poi per la sua percezione da parte della gente che lui vuole difendere e si parla infine anche del rapporto tra lui e la città. La città nei film dei supereroi ha sempre una certa importanza: pensate alla Gotahm City tutta darkettona di Burton o quella mega iperrealista e tutta terrazze di Nolan. Hanno un loro senso, un certo significato che aiuta a delineare le caratteristiche del protagonista della storia, in relazione allo spazio che lo ospita. Infine ci sono poi le difficoltà dell’eroe a gestire le sue due identità e lo scontro con il villain, freak “altra faccia della medaglia” del nostro eroe. Più o meno è tutto qui. Siamo d’accordo? Probabilmente se lo chiediamo a questo regista qui e alla sua squadra di sceneggiatori, magari li troviamo pure d’accordo. Poi però han fatto un’altra roba. Sapete che roba? Una roba brutta.
The Amazing Spider-Man è un filmetto d’amore teen tra un essere “particolare” e una ragazza “normale”. Bona. Ah, sì, ci sono anche le sequenze action, ma le deve aver girate la seconda unità e sono tutte abbastanza mezze mezze. Cioè, ti rimangono in mente per dieci minuti dopo la fine del film le soggettive di Spider-Man che svolazza tra i palazzi e basta. Il resto è fuffetta. Fuffetta fatta apposta per trasformare quello che era Spider-Man in un’altra cosa, in una specie di rom com (pochissimo com e pallosamente rom) dove si può far palpitare i cuori dei ragazzini. Abbiamo discusso per anni del perché fare un reboot di un progetto cinematogrfaico così giovane. E alla fine, ovviamente, la soluzione è quella più semplice: bisogna venire incontro alle nuove generazioni. I nerd non sono più nerd. I nerd sono diventati i nuovi cool, amico mio. E Peter Parker adesso ha la felpetta col cappuccio e quel fare un po’ da “sono quello strano della scuola. Non hai idea di quanto sono profondo. Ti faccio vedere il mio book fotografico”. E tutto va di conseguenza. Appena visto il primo trailer qualcuno pronunciò le parole Emo e Twilight? E c’aveva ragione, porco cazzo. C’aveva ragione. L’idea di cinema supereroistico di quel regista lì, passa per questa sequenza: dopo che Peter Parker è stato punto e ha già dimostrato tutti i suoi poteri (ma nonostante questo, sembra tranquillamente sbattersene per almeno 30 minuti di film), incontra Gwen Stacy nei corridoi della scuola. Gwen Stacy è Emma Stone (che se per favore la smettiamo di farla passare come quella bruttina e pure un po’ secchiona quando è evidentemente una figa con le calze a metà coscia che escono dallo stivalone da zozza, ci fate un piacere), una delle prossime candidate al Premio Drew Barrymore del futuro, aka il premio “faccette buffe e tenere di cui ti innamori”. I due si guardano e si sorridono maliziosetti e innamorati, mentre lei stringe i libri di scuola e mentre lui si passa insistentemente una mano tra i capelli pettinati accazzo. Balbettii, incertezze, occhi a cuore. E poi, in sottofondo, parte un bel pezzettino indie. Una chittarina insidiosa che parte piano quando i due si voltano e vanno per la loro strada e si alza quando decidiamo di seguire il nostro protagonista. Che va a skateare sfruttando i suoi nuovi poteri. Per cui la sequenza è questa: Peter Parker che si spara dei gran trick appendendosi alle pareti, con in sottofondo una canzoncina di quelle che ascolti quando sei innamorato della ragazzina timida della scuola che in realtà è tipo una modella. Ecco, l’ho detto. Siamo a questi livelli qui.
Ma non voglio tediarvi solo con il fatto che questo The Amazing Spider-Man non è un film di supereroi e che ha una sequenza dove l’Uomo Ragno chiude dei grabboni mentre ascolta gli Unbelievable Cazzons, vi voglio anche dire che The Amazing Spider-Man è uno dei film scritti peggio dell’ultimo periodo. E si tratta di un film che mira ad essere la nuova frontiera del blockbuster, una pellicola che vuole fare a pacche con The Dark Knight Rises di Nolan e che invece riesce giusto a mettersi in scia dell’anti Twilight, Hunger Games. Film svogliati che sembrano già vecchi dopo dieci minuti che sono usciti, che s’afflosciano sulle loro intenzioni inanellando una serie di Maccosa uno più grosso dell’altro. Perché poi a me piacerebbe farvi una lunga serie di spoiler di quante cazzate ci sono in questo film, ma non mi sembra il caso, visto che in sala uscirà tra due giorni e io l’ho già visto… però, porca troia. Ci sono alcune cose VERAMENTE BRUTTE. Trattasi di un film veramente scritto male, che incasina troppo le carte all’inizio, tra genitori, zii, mad doctors e gente misteriosa, per poi procedere a vanverissima una volta che la storia ingrana. Ci sono talmente tante ingenuità, talmente tante cazzate e Maccosa che ci si potrebbe riempire un tumblr. Dico solo: TOPO GIGANTE. E la chiudo qui.
Insomma, io poi forse mi sento anche un po’ colpito nel vivo data la mia lunga storia d’amore con l’Uomo Ragno, ma mi sembra impossibile non notare come questo The Amazing Spider-Man, dopo la gradevole delineazione dei principali personaggi, proceda vagamente a tentoni, inanellando una serie di banalità non proprio amazing. Ripeto: della fedeltà nei confronti del fumetto, ce ne si può pure sbattere e probabilmente The Amazing Spider-Man è fedelissimo alla versione Ultimate (che non ho mai letto, mea culpa), ma qui i problemi sono decisamente altri. E non ho manco scritto di Lizard antropomorfo con la voce di Pino Insegno.
DVD Quote:
“Sinceramente, ci sono rimasto male. ”
Casanova Wong Kar-wai, i400calci.com

















107 Commenti
Cazzo mi hai letto nel pensiero. Boia vuoi sposarmi?? Ahahahahahah!!! Grazie grazie grazie grazie per aver scritto esattamente quello che penso. Credo che a questo punto potresti aggiungere una postilla su quello che non hai spoilerato, tipo la scena alla Jurassic Park sul finale, la Oscorp come la torre di Mordor e ti prego lo zainetto. Cazzo Spiderman con lo zainetto no.
Io e una mia amica alla scena sul ponte in cui c’è l’incontro col padre del bimbo appena tratto in salvo ci siamo scompisciate dalle risate, a quella domanda “Ma tu…. tu… Chi sei??” ci poteva stare solo una risposta imbecille tipo “Zorro”.
E con tutto il rispetto per il grande Stan Lee che ho adorato da ragazzina, mi chiedo… Come ha potuto prestarsi a una scenetta idiota come quella nella sala musica??? Aaaargh!!
Arridatece
…. Dicevo… Arridatece Sam!!!!
Di tutti i Maccosa riportati qui ne manca uno per il quale ho rischiato di pisciarmi addosso dal ridere in sala .
Vogliamo parlare del buon Lizard che lascia nel suo laboratorio segreto nelle fogne (??!!!) il pc acceso , con la presentazione in flash di come ha intenzione di conquistare il mondo messa in pausa , giusto in attesa che il primo faccia da scimmia passi a premere la barra spaziatrice sulla tastiera !?!?!?!?!
Ma dai cazzo la storia va avanti a colpi di forzature, ma come diavolo si può dire che sia un bel film!?!? dov’è la sospensione d’incredulità?
questo si infila dentro la sede di una multinazionale tecnologico-farmaceutica e io se arrivo al lavoro senza badge non mi lasciano entrare manco se gli mostro il documento di identità! checcazzo!
ma perchè raccontare una storia se non la sai raccontare!?
effetti speciali strabilianti, gwen stragnugna, storia rodatissima (sempre la stessa da più di 50 anni non la sbagli manco se la leggi al contrario!!) , eppure sono riusciti a fare un film macchinoso strapieno di maccosa.
ce ne sono a strafottere di film così, non potevano prenderci dentro e farne uno da guardare con il cervello acceso? ma anche mezzo cervello acceso dai!
L’ho trovato noioso.
E quell’ultima battuta sulle promesse non mantenute è un osso chiaramente tirato alle ragazzine ormonali.
E sant’iddio qualcuno uccida James Horner,che un altro po se ne usciva con “living in the sunlight,loving in the moonlight” nel climax della scena della scazzottata nella scuola talmente il brano faceva a botte con la scena.
Che poi è un problema che si ripresenta per tutto il film in quasi tutte le scene:
Sembra che Horner abbia visto le scene e poi abbia deciso di ignorarle totalmente,mettendoci in sottofondo delle cose a caso che la sua mente partoriva.
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Ho notato che “George Foyett” da Criminal Minds sta facendo “carriera”.
Significa forse che Sony ha fatto un favoretto alla Disney-Marvel piazzando nel film uno dei suoi attori da serie tv?
Lo dico perchè è innegabile l’insistenza con la quale viene proposto in più punti del film(scena del ponte e scena delle gru).
Vi agevolo un link su di lui:
http://criminalminds.wikia.com/wiki/C._Thomas_Howell
@Bru concordo con te che il cinema debba portare emozioni
@Lenny Nero concordo con te su tutta la linea
In generale vedo troppa gente che studia al DAMS o cumunque ha aspirazioni da critico/sceneggiatore. Io quando guardo un film specialmente se al cinema voglio finire dentro il film, non me ne frega piu’ di tanto specialmente se mi guardo un FUMETTO se il realismo, se i passaggi, siano tutti esatti cronologicamente fisicamente chimicamente se no andrei ad una conferenza sull’atomo. Poi si puo’ preferire questo o quell’attore, questo o quel personaggio, ma questo nuovo Spiderman l’ho trovato gradevole e ben fatto, cosi’ come trovai piacevolissimi quelli di Raimi, punto. Post dedicato a quelli che quando vanno al cinema o guardano un film in generale non si portano dietro il quaderno o l’iPad per gli appunti.
sono in botta per emma. tutto il resto è il nulla
madonna santa, ieri mi son visto Undisputed3, ripeto UNDISPUTED3, film che avran girato pagando gli attori con i buoni pasto presi su Groupon e sono arrivato alla fine col fiatone e col collo tiratissimo da quanto è intenso e potente.
Stasera mio fratello mi presta il bluray di questo coso qui per il quale avran pure speso un bazilione di dollari, sono al minuto 40 e mi viene da tirar su la cena. Lento, maccosifero, soporifero. E poi questo non è l’uomo ragno, quando da ragazzino volevo il Winchester, se i miei mi avessero preso il Western mi sarei incazzato abbestia!
E forse è anche ora di finirla di dire che Emma Stone è la figa della madonna incoronata. Vabbeh è figa, ma non LA figa.
ps: Povera madonna, le fischieranno le ‘recchie